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L'orrore delle foibe - «Togliete via Tito, è una vergogna»

L'orrore delle foibe - «Togliete via Tito, è una vergogna»
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di Pierluigi Dallapina
Picchiati, torturati e poi gettati nelle viscere della terra solo per il fatto di essere italiani: una colpa che nella Jugoslavia dei primi anni '40 era punita con una morte atroce.
Il dramma delle foibe è una ferita ancora sanguinante per i militanti di Alleanza nazionale, che, in occasione della «Giornata del Ricordo», tornano a chiedere la cancellazione di via Tito dallo stradario ducale. «A Parma non deve più esistere una strada intitolata a Josip Broz, detto Tito», attacca Massimiliano Bonu poco prima della proiezione di «Foibe, dal buio alla luce», il documentario presentato  all'Hotel de la Ville.

«E' una vergogna che in città ci sia una strada dedicata al maresciallo Tito, un mostro della storia capace di torturare e uccidere migliaia di italiani» - rincara la dose Bonu, che alla guida del circolo «Aurea Parma» di An ha organizzato la serata sulle foibe.
«E' dal '94 che chiedo la cancellazione di quella strada» - sottolinea il presidente provinciale di An, Massimo Moine, prima di puntare il dito contro chi, dopo la guerra, ha fatto cadere nel dimenticatoio le migliaia di italiani infoibati.
«Le foibe rappresentarono una pulizia etnica - spiega - che non riguardò soltanto le bande di partigiani titini, ma anche il Partito comunista italiano». Ma dimenticare le foibe, nell'Italia del dopoguerra e del boom, ha fatto comodo un pò a tutti, «De Gasperi compreso» dice qualcuno dal pubblico, perché la Jugoslavia era un ottimo stato cuscinetto per tamponare l'influenza sovietica.
Scende invece nell'orrore del massacro, «Foibe, dal buio alla luce», documentario amatoriale girato da Fabio Giannotti e Alessandro Amorese, dirigente nazionale di Azione giovani presente all'incontro di lunedì sera. Nel cortometraggio, il bianco e nero dei filmati d'epoca ritrae lo straziante recupero degli infoibati, e si incastra con la testimonianza di Roberto Picchiani, figlio di Alberto, l'ingegnere gettato in una foiba solo per essere un italiano. 

«La circostanza agghiacciante - sottolinea Amorese - è che molti infoibatori ricevono la pensione di guerra, mentre ai familiari degli infoibati non è stato dato nulla». Da qui l'appello, rivolto a tutti i militanti di An, a far conoscere la tragedia delle foibe soprattutto nelle scuole, «un ambiente dominato dalla sinistra», come sostiene Amorese. 

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  • Stella

    12 Febbraio @ 11.21

    Sono d'accordo. E già che ci siamo eliminiamo anche le varie vie e piazze intitolate al generale Cadorna, che per la sua totale incapacità militare ha portato alla morte migliaia di alpini italiani durante la prima guerra mondiale. Se questo è distinguersi per meriti, allora stiamo freschi...

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  • gazzettadiparma.it

    12 Febbraio @ 10.08

    Alessandro, cerchiamo però di non confondere le perplessità su una spedizione militare (e te lo dice uno che certo non le ha in simpatia), con dei ragazzi caduti in un luogo dove forse speravano di aiutare soprattutto la pace. Su tutto il resto si può discutere, ma almeno loro - e la loro tragica fine - credo meritino rispetto o silenzio. (G.B.)

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  • alessandro

    12 Febbraio @ 09.59

    Caduti di nassiria? Meglio tito, nella sua crudele pulizia etnica è 100 mila volte meglio di chi va in afghanistan per sorvegliare le piantagioni di oppio (come mai dall'inizio della missione in afghanistan la produzione di oppio è aumentata a livelli esponenziali? Lo dice l'onu, non me lo sto inventando) che avveleneranno e uccideranno i nostri giovani

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  • anna

    12 Febbraio @ 09.53

    Concordo pienamente,e mi stupisce che nella nostra città ci siano ancora questi segni di tolleranza,direi oltremodo offensivi per chi ha pagato con la vita la sua italianità.Tempo fa,una giunta comunale lungimirante aveva cambiato il nome ad alcune scuole materne.quindi è giusto farlo anche con le strade e credo che oltre a via Tito ce ne siano altre di dubbia provenienza.Coraggio signori,è una piccola cosa ma è pur sempre un piccolo passo avanti sulla strada della civiltà.

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  • berty104

    12 Febbraio @ 09.13

    La "Kultura di sinistra" ha magistralmente pilotato la storia a senso unico . Le (poche) voci di dissenso- vedi Pansa - sono state insultate e screditate a livelli indicibili. Vorrei che qualcuno provasse a parlare nelle nostre scuole oltre che di olocausto (che comunque inserirei come materia obbligatoria, in quanto lo ritengo molto più utile che il Foscolo) anche di Foibe e in particolar modi di HOLODOMOR, la carestia ucraina degli anni trenta che ha provocato milioni di morti e di cui nessuno parla mai, forse perchè il principale artefice è il Santo Baffone Stalin che purtroppo tanto ancora venerano!!!

    Rispondi

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