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Chiusa la pizzeria-kebab di via Saffi per 10 giorni - E i commercianti chiedono la movida. Ma non tutti sono d'accordo

Chiusa la pizzeria-kebab di via Saffi per 10 giorni - E i commercianti chiedono la movida. Ma non tutti sono d'accordo
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Dopo l’accoltellamento di venerdì scorso e l’incendio doloso appiccato al locale due giorni dopo, il sindaco ha deciso la chiusura per dieci giorni di una pizzeria-kebab in via Saffi. Questi fatti avevano generato infatti un allarme sociale, denunciato a più riprese dai residenti della zona. Abitanti che, in realtà, avevano già lamentato da diverso tempo risse e alterchi violenti nei pressi del locale.
Da qui l’ordinanza del sindaco Pietro Vignali, presa per contrastare atti e comportamenti che siano tali da compromettere la vivibilità della comunità creando disagio e allarme, oltre che capaci di alterare l’equilibrio sociale presente nel quartiere.
Come si diceva si tratta di una zona, quella di via Saffi e dei borghi cittadini, già sotto osservazione da parte delle forze dell’ordine, in quanto teatro spesso di problemi di ordine pubblico. Quindi i fatti della scorsa settimana che hanno coinvolto direttamente la pizzeria-kebab portando alla decisione del sindaco: lunedì 16 febbraio un primo, rumoroso, assalto al locale con calci e pugni alla saracinesca, poi i fatti decisamente più gravi con l’accoltellamento di venerdì 20 febbraio con una persona sfregiata al viso. Infine due giorni dopo, nella notte, un paio di uomini sconosciuti versavano due flaconi d’alcol sulla saracinesca appiccando poi il fuoco.
Dunque chiusura temporanea, che è poi quanto consente la legge ai sindaci, decisa per impedire la continuità di fatti degenerativi, interrompendo almeno in via temporanea quello che può diventare un escalation di azioni criminali contro il locale. (Ufficio stampa Comune)

E I COMMERCIANTI CHIEDONO LA MOVIDA...

Lo dice la parola stessa: la <movida> è fatta per essere spostata. <La prendiamo in prestito da via Farini, e la portiamo in via Saffi, ché qui ce n'è bisogno>. Nicolò apre un cassetto di fianco al bancone del suo bar e apre un foglio: <Ecco, qui c'è la nostra proposta>.  <Nostra>, cioè di alcuni dei commercianti di quella via che troppo spesso va sui giornali per farsi la pubblicità negativa.  Eppure in sé è una bella zona, lo dicono tutti: è pur sempre centro storico.
<Pedonalizziamo parte di via Saffi>, si sono detti qualche giorno fa i negozianti riuniti in una piccola assemblea: <miglioriamo la qualità della vita di tutti, rifacciamoci un'immagine dignitosa>. Così hanno scritto un documento, una proposta che vorrebbero consegnare al Comune: mai più auto da borgo Retto – via Corso Corsi e borgo delle Colonne – via Dalmazia.  Cento metri ad alta concentrazione commerciale che – se chiusi al traffico – potrebbero cambiare volto. Perché con qualche vaso fiorito sull'asfalto e i tavolini fuori, tutto cambia. E gli ubriachi, <quelli che danno fastidio> - ne sono convinti i commercianti -  stanno lontano.
 Le persone provenienti da via Repubblica e borgo Retto, secondo la proposta, sarebbero indirizzati verso piazzale Vittorio Emanuele, mentre i provenienti da via Dalmazia e borgo delle Colonne non registrerebbero alcun cambiamento.

<Eventuali mezzi di soccorso – si continua nel documento – potrebbero comunque avere accesso, come pure i residenti con garage, se fossero posizionati, uno per lato della strada, dei dissuasori mobili al centro delle fioriere>. <Ci guadagneremmo tutti – dice Cumpata Radica, del bar all'angolo con borgo delle Colonne -, anche i residenti>. <La movida in via Saffi? Magari – dice un tunisino residente nella zona da anni -: così potrei venire a passeggiare tranquillamente con mia moglie. Anche noi, alla fine, cerchiamo tranquillità>. (F.L.  )

MA NON TUTTI SONO D'ACCORDO

Ma la proposta della "pedonalizzazione-movida" non trova d'accordo tutti i negozianti. Questa mattina ci ha telefonato in redazione una fiorista, affermando di parlare anche a nome di altri colleghi: la donna si è detta contraria alla proposta. Il dibattito, evidentemente, è destinato a continuare.

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  • gazzettadiparma.it

    28 Febbraio @ 19.34

    Non vogliamo certo fermare un dibattito che, come si vede, tocca da vicino gli abitanti di alcune zone della città. Però dobbiamo nuovamente sottolineare che chi chiama in causa persone o locali lo fa assumendosene tutta la responsabilità. Noi, non avendo prove, non possiamo associarci ad affermazioni che potrebbero far scattare querele per diffamazione.

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  • stefano

    28 Febbraio @ 19.25

    Non c'è solo il kebab da chiudere, ma anche il bar angolo borgo delle colonne, dove i magrebini spacciano senza nemmeno nascondersi troppo e dove gli avventori vomitano, orinano, schiamazzano e lasciano rifiuti in strada senza che i proprietari intervengano in alcun modo. E' uno schifo. Prima almeno il bar chiudeva alle 20, da qualche mese gli è stato dato il permesso per tenere aperto la sera e la situazione è degenerata.

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  • amalia

    28 Febbraio @ 15.10

    abito a Milano zona Navigli,i residenti , riuniti in comitati lottano oramai da tanti anni contro la movida: siamo ostaggi in casa nostra: rumorii, musica assordante, auto che trovano spazi di sosta selvaggia, vigili impotenti ..Attenzione: la movida con tutti i pub,ecc. che sorgono insieme è un fenomeno che non si controlla più, le isole pedonali portano disagi ai residenti per entrare in casa propria e guadagno ai gestori di locali che allargano il plateatico.

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  • yuri

    28 Febbraio @ 13.29

    per coerenza bisognerebbe chiudere anche il bar che si trova in via solferino (piazzale 25 aprile), visto la confusione dovuta alle persone (italiane) che stazionano all'esterno sul marciapiese e sulla strada con bevande alcoliche alla mano....Per non parlare poi del parcheggio selvaggio delle autovetture.

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  • parmense doc

    28 Febbraio @ 10.20

    BENISSIMO a chiudere questi locali, poi mi si dica come mai in via saffi i negozi dei magrebini sono aperti giorno e notte, al contrario di quelli italiani che sarebbero multati immediatamente al primo sforamento, invito anche le forze di polizie a mandare i poliziotti di quartiere al borgo delle colonne e non ala libreria feltrinelli e in viad ella repubblica, magari non da soli ma con altri colleghi

    Rispondi

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