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I difensori della Conserva: da mercoledì un sito per la sua innocenza

I difensori della Conserva: da mercoledì un sito per la sua innocenza
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Questa mattina si è svolta a  Roma la conferenza stampa organizzata dal CESCRIN e dal collegio difensivo di Antonella Conserva, cui hanno partecipato come relatori il criminologo Carmelo Lavorino, gli avvocati Eduardo Rotondi e Luigi Vincenzo, l'investigatore Dante Davalli. Erano presenti i consulenti CESCRIN Giuseppe Budetta, Maurizio Ciucci, Masimo Labruna, Alessandro Zumbaio.

E questo è il materiale che è stato inviato alla nostra redazione dal collegio difensivo della Conserva.  Materiale che pubblichiamo integralmente, come continueremo a fare per TUTTI gli atti e i documenti collegati al processo sulla morte di Tommy. Nè commentiamo le frasi (che leggerete nel testo) sulla presunta campagna mediatica orchestrata dalla stampa locale. Come abbiamo già scritto e ripetiamo, per giudicare ci sono i giudici: solo loro potranno stabilire se Antonella Conserva sia innocente o colpevole. Quelli di primo grado hanno deciso per la colpevolezza. Quello che accadrà in futuro lo riferiremo come abbiamo sempre fatto. (g.b.)

LA CONFERENZA STAMPA DI ROMA

E' stato presentato  il sito  www.difesaantonellaconserva.com che sarà attivo da mercoledì 11 giugno 2008 con i seguenti CONTENUTI
•          La memoria d'accusa dei PM
•          Rassegna stampa e sbatti la moglie dell'orco = "orchessa" in prima pagina. La caccia alla "strega" Antonella Conserva.
•          Consulenza criminalistica criminologica investigativa del CESCRIN del Dott. Carmelo Lavorino  
•          Memorie difensive degli Avvocati Eduardo Rotondi e Luigi Vincenzo
•          Filmati e fotografie degli esperimenti tecnici della Difesa
•          Filmati di dichiarazioni di Mario Alessi in carcere
•          Filmati di dichiarazioni di Antonella Conserva in carcere
•          Tutti gli elementi di accusa e tutti gli elementi a difesa
 
Sono stati  altresì presentati il fatto criminale, le condiderazioni del direttore del CESCRIN, le deduzioni e le conclusioni degli avvocati Rotondi e Vincenzo.
E' stato altresì enunciatoche del Pool della Conserva fa parte un medico legale con l'incarico di studiare la WPZ (il quadro delle ferite) per interrelarlo allo studio del criminal profile dell'assassino di Tommaso ed alle emergenze della scena del crimine così  come dagli studi del dott. Lavorino e del CESCRIN.
 
 
IL FATTO CRIMIMNALE
 Casalbaroncolo, 1 marzo 2006, ore 19,30 circa.
Mario Alessi e Salvatore Raimondi sono appostati nelle pertinenze della casa degli Onofri per effettuare il rapimento del piccolo Tommaso. Si accendono le luci del campetto sportivo vicino e i due desistono dall'azione criminale, rimandandola al giorno dopo.
(Fonti: dichiarazioni di Alessi e Raimondi)
 Casalbaroncolo, 2 marzo 2006
Ore 19,30. Alessi inserisce la spina per fare saltare l'interruttore, l'energia elettrica non raggiunge più la casa degli Onofri. Dopo qualche minuto c'è l'irruzione. Raimondi lega con lo scotch Paolo Onofri, Paola Pellinghelli e  Sebastiano, Alessi minaccia Tommaso con la pistola giocattolo.
Alle ore 19,50 squilla il cellulare di Paolo Onofri, dopo qualche minuto i due malviventi fuggono, Raimondi ha strappato Tommaso dal seggiolone e lo porta con sé. Alessi si dirige a prendere il motorino, raggiunge Raimondi, scende, prende la custodia di Tommaso, Raimondi si mette alla guida.
Alle 19,53 Paola Pellinghelli è fuori e telefona al 113.
I due malviventi si sono diretti con lo scooter Aprilia verso località Traglione direzione Via Emilia: Raimondi è alla guida, Alessi è dietro ed ha nascosto il bambino all'interno della propria giacca.
Alle 19,55 scatta l'allarme totale, quattro volanti della Polizia di Stato ed alcune vetture civili si dirigono verso Casalbaroncolo percorrendo tragitti diversi.
Scattano le indagini, sono messe sotto controllo moltissime utenze telefoniche e diverse persone, fra cui tutti i familiari del bambino rapito, i manovali Mario Alessi e Pasquale Barbera, Antonella Conserva perché convivente di Alessi.
Il 14 marzo il RIS di Parma stabilisce che una delle impronte digitali repertate sul nastro adesivo che legava la Pellinghelli è di Raimondi Salvatore, pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, pugile, di origini siciliane.
Il 1° aprile 2006 vengono fermati Salvatore Raimondi, Mario Alessi, Antonella Conserva ed altri.
Salvatore Raimondi inizialmente nega, poi ammette il rapimento e fornisce la sua verità: ha rapito il bambino assieme ad Alessi, sono arrivati con lo scooter sino al Bosco dei Bissi dove c'era un bidone col fuoco acceso, ha svoltato in quel punto, poi è andato via lasciando il bambino vivo con Alessi; accusa la Conserva del ruolo di carceriera e di avere prelevato  Alessi proprio sulla scena del delitto in seguito a una telefonata che lui le ha fatto appena giunto sul posto. Dichiara di avere saputo della morte del bambino il giorno dopo - il 3 marzo - ,  quando Alessi e la Conserva sono andati a trovarlo a casa di un suo amico, tale Andrea Butticé.
Mario Alessi ammette il rapimento, ma non l'omicidio. Dichiara che hanno deviato verso il Bosco dei Bissi perché in lontananza avevano visto il lampeggiante di una macchina della Polizia. Accusa Raimondi di avere ucciso il bambino all'interno del bosco e che subito dopo lo ha accompagnato nei pressi del bar di Casaltone  dove aveva appuntamento alle 20,30 con la moglie. Dichiara che la Conserva a non sapeva nulla del rapimento.
Antonella Conserva dichiara che non sapeva nulla del rapimento, che alle 20,30 doveva stare al bar di Casaltone perché lì il marito le aveva detto di andare a prenderlo, che Raimondi mente.
Gli inquirenti acquisiscono dati e informazioni, effettuano altre indagini, ritengono di dare credito alla versione di Raimondi: Conserva mente criminale della coppia diabolica e del terzetto, Alessi dominatore di Raimondi, Raimondi solo manovale del crimine.
 
 2 - CONDANNA CON UNA LOGICA MEDIEVale (Considerazioni del dott. lavorino)
La condanna di Antonella Conserva sovverte i principi della logica, della scienza e del diritto; è uno schiaffo alla scienza dell'investigazione criminale.
La donna è stata condannata con mille dubbi e nessuna certezza: contro di lei  è stata applicata la triplice regola "In dubbio pro accusa" , "Al di qua di ogni ragionevole dubbio", "La moglie dell'orco deve essere orchessa … quindi condanniamola".
La Corte ha sistematicamente rifiutato e rigettato ogni istanza presentata dalla Difesa ed ha falcidiato la lista testi, così impedendo all'imputata di difendersi anche provando, oltre che contestando l'impianto accusatorio. Qualche esempio: contro la Conserva sono state ammesse decine di testi qualificati (Carabinieri, RIS, Criminalpol, Squadra Mobile, SCO, medici legali, consulenti tecnici, esperti, ecc.), a favore della Conserva sono stati ammessi solo due consulenti tecnici: il dott. Carmelo Lavorino e il sig. Dante Davalli, togliendo la biologa Barbara Candiani e un tecnico per le celle telefoniche. Addirittura i ct Lavorino e Davalli sono stati ammessi  solo per essere ascoltati sulle celle telefoniche e NON sulle emergenze della scena del crimine, sugli esperimenti tecnici e sui tempi di percorrenza di alcuni tragitti estremamente importanti, NON sui tempi del seppellimento del bambino, sulla ricostruzione cronologica degli eventi e dei tempi riferibili ai movimenti ed ai comportamenti di Alessi, Raimondi, Conserva, Onofri, Carabinieri e Poliziotti; NON sull'alibi e sulle versioni del Raimondi, NON sulle contraddizioni del Raimondi,  NON sul profilo criminale dell'assassino di Tommaso, NON sull'analisi investigativa omicidiaria, NON sui sopralluoghi effettuati dal sig. Davalli sulla stamberga che secondo il Raimondi sarebbe dovuto servire da luogo di custodia dell'ostaggio, ecc.  
Ma non è finita! A fine istruttoria non è stato accettato un confronto fra il c.t. dell'imputata dott. Lavorino e il c.t. del PM Isp. Latella, bensì è stato ascoltato solo l'ispettore Latella. Non sono state accettate le richieste di esperire accertamenti tecnici sui tempi e sulle distanze dei tragitti topici relativi il crimine. Non è stata accettata una perizia per l'analisi della scena del crimine.
Antonella Conserva è stata accusata, imputata, processata ma ... non ha potuto difendersi provando perché contro di lei si era schierata l'alta intelligenza e l'alta sapienza del potere accusatorio giudiziario: Antonella Conserva è stata la vittima sacrificale di un perverso meccanismo sistemico giudiziario. 
Il verdetto è stato sicuramente non coraggioso, inficiato da emozioni vecchie di due anni, da quando sin dalla scoperta del cadavere di Tommaso i riflettori e le accuse diedero ad Antonella Conserva lo stigma di "complice dei rapitori" e di "carceriera".
Chi mai poteva schierarsi contro un'opinione pubblica, un blocco mass mediatico e i famigliari di Tommaso ormai convinti della colpevolezza della donna perché … in galera da due anni, perché i genitori della vittima la consideravano colpevole, perché "incastrata" dalle indagini e dalle analisi della DDA, dello SCO, dei RIS, dei ROS, della Criminalpol e da altri specialisti delle investigazioni delle Istituzioni?
Antonella Conserva è stata la scientifica vittima sacrificale dello strapotere psicologico e investigativo degli inquirenti, della caccia alla "strega", della "colonna infame" e del "dalli all'untore", della mostrificazione a furor di stampa.
La campagna di stampa orchestrata ed attuata da alcuni organi locali, veri maestri della captatio benevolentiae, ha  praticato un vero e proprio lavaggio del cervello ed ha  condizionato psicologicamente chi non doveva farsi condizionare: diversi giornalisti, invece di essere freddi, obbiettivi, neutri e riportatori degli eventi, sono diventati tifosi, hanno fatto da lacchés al "potente" di turno, pur di avere il loro piatto di lenticchie.
Il collegio difensivo della Conserva formato dagli avvocati Eduardo Rotondi e Luigi Vincenzo, dal dott. Carmelo Lavorino, dall'investigatore privato Dante Davalli e dallo Staff del CESCRIN, ha frantumato ed annullato l'impianto accusatorio, ha  dimostrato che non vi era nulla contro l'imputata che poteva essere considerata prova o indizio, ha dimostrato che non vi era nemmeno un indizio "grave" o "preciso", immaginiamoci, poi, se poteva esserci la possibilità della "concordanza". Ha dimostrato che contro la Conserva vi erano solo suggestioni, illazioni, sospetti, dicerie ed equivoci, se non - addirittura - travisamento della realtà oggettiva dei fatti.
Il collegio difensivo ha dimostrato che Salvatore Raimondi, il "grande accusatore" di Antonella Conserva, ha prodotto una serie di non riscontri, di contraddizioni soggettive e oggettive, di menzogne, di accuse gratuite. Ha sostenuto che Raimondi ha accusato Antonella Conserva per coprire  la propria presenza mentre veniva attuato l'omicidio di Tommaso sull'epicentro della scena dell'omicidio.
Il collegio difensivo ha dimostrato che gli orari su cui l'impianto accusatorio contro la Conserva ha stretto le sbarre del carcere è intimamente fallace, perché detti orari devono essere TUTTI retrodati di ben 17 minuti. Ha dimostrato che le accuse basate sulle celle telefoniche sono in realtà basate sull'incertezza assoluta e che quello che è certo è favorevole SOLO all'imputata.
Abbiamo assistito alla condanna "per stima ad impressione" perché Antonella Conserva DOVEVA essere condannata perché aveva lo STIGMA della carceriera e complice dei due rapitori, altrimenti l'apparato investigativo giudiziario italiano avrebbe dovuto ammettere di avere preso un granchio (non è però la prima volta, Gravina e Unabomber docent) e di essere stato turlupinato dal "pentito" di turno.
Aspettiamo le motivazioni della sentenza per vedere con quale prova generica, con quale prova specifica oppure con quali indizi gravi, precisi, univoci e concordanti sia stata decisa la condanna di Antonella Conserva.
Riteniamo che al piccolo  Tommaso la giustizia italiana non abbia reso un buon servigio, perché una donna innocente è in galera.
 
 
 
LA MEMORIA DIFENSIVA DEGLI AVVOCATI EDUARDO ROTONDI E LUIGI VINCENZO
 
SOMMARIO
1 - LA SCENA DEL CRIMINE
2 - LA RICOSTRUZIONE CRONOLOGICA DEGLI EVENTI IN RIFERIMENTO ALLO
SFASAMENTO DEGLI ORARI DELLA VIDEOCAMERA DI SORBOLO
3 - LA VERSIONE DEI FATTI RESA DA RAIMONDI SALVATORE
a. LE RAGIONI DELLA INATTENDIBILITA' INTRINSECA.
1.  INVEROSIMIGLIANZA DELLA SOSTA DEL RAIMONDI SOPRA LO SCOOTER FUORI LA SBARRA AL TRAGLIONE / BOSCO DEI BISSI.
2. CONTRADDITTORIETA' CIRCA L'ASSERITO ORDINE IMPARTITOGLI DA ALESSI DI FERMARSI IN CORRISPONDENZA DELLA SBARRA A VIA DEL TRAGLIONE.
3. INVEROSIMIGLIANZA DEL SOPRALLUOGO ASSERITAMENTE EFFETTUATO IL 1° MARZO.
4 - SULLA TELEFONATA DELLE 20:17:46
5. INCOMPATIBILITA' DELLA VERSIONE RAIMONDI CON IL FATTO CHE CONSERVA SI TROVASSE ANCORA IN CASA ALLE ORE 20,17.
6. CONTRADDITTORIETA' TRA DUPLICE LUOGO ALTERNATIVO PRESSO CUI FERMARSI DOPO IL RAPIMENTO E MANCATA COMUNICAZIONE DELLO STESSO ALLA CONSERVA.
7. ILLOGICITA' DEL COMPORTAMENTO DI RAIMONDI IN RIFERIMENTO ALLA SECONDA TELEFONATA.
8. INCONCILIABILITA' LOGICA TRA ASSERITO RUOLO DI CONSERVA E MANCATA RISPOSTA ALLA SECONDA CHIAMATA.
9. CONTRADDIZIONE CIRCA IL LUOGO OVE CONSERVA AVREBBE DOVUTO RECUPERARE ALESSI DOPO IL SEQUESTRO.
10. ILLOGICITA' DEL COMPORTAMENTO DI RAIMONDI IN RIFERIMENTO ALL'ALLONTANAMENTO SOLITARIO DA VIA DEL TRAGLIONE.
11. ILLOGICITA' DEL FATTO CHE CONSERVA SAREBBE VENUTA A CONOSCENZA DELLA MORTE DI TOMMASO SOLO UNO O DUE GIORNI DOPO.
12 - ILLOGICITÀ DEL PROGETTO DEL RAPIMENTO DI PAOLA PELLINGHELLI CON LA PRESENZA NEL GRUPPO DI ANTONELLA CONSERVA
13. DICHIARAZIONI AMBIGUE E CONTRADDITTORIE CIRCA LA PARTECIPAZIONE DEL FRATELLO GIACOMO AI SOPRALLUOGHI, E QUINDI AL PROGETTO CRIMINALE.
14. CONTRADDIZIONI SULLA CUSTODIA DEL BAMBINO
15. RAIMONDI RAPPRESENTA UNA LOGISTICA DEL TIPO IMPOSSIBILE PER LA CUSTODIA DELL'OSTAGGIO
16. CONTRADDITTORIETA' DELLA CONDOTTA DI RAIMONDI CON QUANTO DA LUI ASSERITO CIRCA IL SUO INTERVENTO PRESSO IL LUOGO DI CUSTODIA DELL'OSTAGGIO
- ULTERIORE ACCOMODAMENTO DICHIARATIVO DEL RAIMONDI CONTRO LA CONSERVA PER AUTOCONSERVAZIONE.
17 - CONTRADDIZIONI DI RAIMONDI SUL CASOLARE
18. LA PIANTINA DEL TRAGITTO PER IL PAGAMENTO DEL RISCATTO.
19. CONTRADDIZIONE CIRCA LE CIRCOSTANZE ED IL LUOGO DELLA CONSEGNA DELLA VANGHETTA AD ALESSI.
b.         INATTENDIBILITA' ESTERNA.
1. L'ALIBI FALSO DI RAIMONDI È SMENTITO DAGLI STESSI PM
2. EVIDENTE CONTRADDITTORIETA' TRA LA DINAMICA DEI FATTI RIFERITA DA RAIMONDI E L'ORARIO OGGETTIVO DI ARRIVO ALLA SBARRA DI VIA DEL TRAGLIONE.
3- NON È VERO  CHE RAIMONDI È TORNATO A CASA LA NOTTE DEL 2 MARZO 2006
4 - IL LUCERNAIO DI CASA ONOFRI SECONDO RAIMONDI
5 - LA TELEFONATA DI PAOLO ONOFRI AD ALESSI DURANTE UN VIAGGIO A FORNOVO
6 - NESSUNA PROVA DEL VIAGGIO A CITERNA DI ANTONELLA CONSERVA, RAIMONDI ED ALESSI
7 - TOMMASO NON MANGIAVA PANE A CONTRARIO DI QUANTO ASSERITO DA RAIMONDI
8 - IL "FUOCO" IN VIA DEL CANE
9 - IL LUOGO DI CUSTODIA DELL'OSTAGGIO
10 - SOPRALLUOGHI PRESSO IL CASOLARE
11 - RIFERIMENTO AL TNTATIVO DI RAPIMENTO DEL 1° MARZO 2006
12 - ILLOGICITÀ DELLA PRESENZA DI PICCHIERRI UNITAMENTE ALL'IMPUTATA CONSERVA NEL GRUPPO CRIMINALE
13 - LA MACCHINA DA CUCIRE: ULTERIORE SCIVOLONE DICHIARATIVO ACCUSATORIO DI RAIMONDI
14 - I SACCHI A PELO MAI TROVATI DALLA PG
15- SUL BIDONE COL FUOCO "ACCESO" IN VIA DEL TRAGLIONE
16 - INVEROSIMIGLIANZA DELLA SOSTA DEL RAIMONDI SOPRA LO SCOOTER FUORI LA SBARRA AL TRAGLIONE / BOSCO DEI BISSI
17 - RAIMONDI MENTE SULL'INCONTRO DEL 3 MARZO ASSERITO COME AVVENUTO IL GIORNO DOPO IL RAPIMENTO, INCONTRO IN REALTÀ AVVENUTO IL 4 MARZO
18 - IL BRUCIAMENTO DEI VESTITI E DELLE SCARPE IN VIA DEL CANE
19 - RAIMONDI È UN VIOLENTO, IMPULSIVO, DISTRUTTIVO
20 - IL COMPORTAMENTO "TRADITORE" DI RAIMONDI
21 - ALCUNE FORZATURE DI RAIMONDI
 
4 – LE CELLE TELEFONICHE
 
5 – CONFUTAZIONE DEGLI INDIZI
TELEFONATA DELLE ORE 20,17
TESTIMONIANZA BUTTICÉ
TESTIMONIANZA VIGNALI
MACCHINA DA CUCIRE
L'INCONTRO DEL 5 MARZO 2006 PER LA QUESTIONE DEI BALCONI
INTERCETTAZIONE AMBIENTALE DEL GIORNO 30 MARZO 2006
FATTI ACCADUTI IN SICILIA, EMILIA ROMAGNA, SVIZZERA E SAN MARINO
 
CONCLUSIONI
 

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  • livia gelmini

    08 Giugno @ 10.18

    E' raccapricciante che molte persone hanno già condannato una donna e madre che continua a gridare la sua innocenza. Forcaioli! Attendiamo la sentenza definitiva e fatela difendere. Alessi E Raimondi hanno confessato, Conserva Antonella no!!!!

    Rispondi

  • Annabella

    07 Giugno @ 01.07

    Ma perfavore questa no e una donna ... ni meno una mamma....!!!! perche difesa per lei ????? ni una sola lacrima nel proccesso !!! da mamma mia e diventa da gielo ???? suo luogo e il inferno !!!

    Rispondi

  • giacomo macera

    06 Giugno @ 23.42

    Non riesco a capire come mai le trasmissione MATRIX, CHI L'HA VISTO, ITALIA SUL DUE, ect. hanno dato tanto spazio alle accuse contro Conserva Antonella e nessun spazio alla sua difesa. A me la donna sembra fiera e dignitosa, una che si spezza ma non si piega. Complimenti al suo Collegio Difensivo.

    Rispondi

    • Palmiro

      10 Giugno @ 18.51

      Non credo che i commenti in favore della Conserva siano provenienti da lettori qualunque della rubrica...voi della difesa conserva ne sapete niente?? Secondo me è inutile che vi sforziate di far apparire la Conserva come la Franzoni di turno...ce la ricordiamo tutti nelle famose interviste abbracciata col maritino, tanto bravi e tanto buoni...perchè i bambini sono angeli...e non si toccano...

      Rispondi

  • armando giatterini

    06 Giugno @ 20.50

    Quando si processa una persona le si deve dare il massimo delle possibilità per difendersi e no le si deve precludere NULLA, perché è lo Stato che deve dimostrare che questa persona è colpevole e non ha senso impedirle di non produrre prove. Se è vero che i Giudici non hanno ammesso la consulenza del professore Lavorino ed altre prove, il Collegio Difensivo della signora Conserva ha perfettamente ragione nel dire che i diritti della difesa sono stati lesi. Aspettiamo il processo d'appello e vediamo se sul tavolo ci saranno tutte le carte affinchè i giochi siano alla pari e leali..

    Rispondi

  • Francesco

    06 Giugno @ 19.16

    Un bel baccano, non c' e' che dire ! Ma ci sara' un ricorso in Corte d' Appello per puntualizzare le cose. Aspettiamo l' appello ! Certo , se fosse vero , come dice il Collegio Difensivo della Conserva, che i risultati delle loro indagini non sono stati ammessi in dibattimento , questo lederebbe i diritti della Difesa. L' Accusa deve produrre le sue prove , e la Difesa le sue.

    Rispondi

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