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Ligresti: "Cancellieri a Parma, ne parlai con Berlusconi"

Il ministro: "Ricostruzione senza fondamento". Intanto la Camera conferma la fiducia al Guardasigilli

Annamaria Cancellieri

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri

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(ANSA) - «Mi feci latore», presso Silvio Berlusconi «del desiderio dell’allora Prefetto Cancellieri che era in scadenza a Parma e preferiva rimanere in quella sede anziché cambiare destinazione». È un passaggio del verbale di Salvatore Ligresti interrogato nell’inchiesta milanese su Fonsai. Ligresti ha spiegato che la segnalazione «ebbe successo». 
Interrogato il 15 dicembre 2012, Salvatore Ligresti rispose ad una domanda del pm di Milano Luigi Orsi che gli chiese: «Le è capitato quanto spesso di segnalare delle persone alla autorità politico-amministrativa?». L'ingegnere di Paternò ha risposto: «Non ricordo che sia successo in altri casi. Anzi mi viene in mente un secondo episodio e sempre riferito al presidente Berlusconi. Mi feci latore del desiderio dell’allora prefetto Cancellieri che era in scadenza a Parma e preferiva rimanere in quella sede anziché cambiare destinazione». L’ex patron del gruppo Fonsai ha chiarito, inoltre, che «l'attuale ministro Cancellieri è persona che conosco da moltissimi anni e ciò spiega che mi si sia rivolta e io abbia trasmesso la sua esigenza al Presidente Berlusconi. In quel caso - ha concluso Ligresti - la segnalazione ebbe successo perché la Cancellieri rimase a Parma». 
Il verbale è depositato agli atti di una tranche dell’inchiesta milanese su Fonsai che vede Ligresti accusato di corruzione assieme all’ex presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini, quest’ultimo anche accusato di calunnia. 
NIENTE SFIDUCIA, LA CANCELLIERI RESTA NEL GOVERNO. La camera boccia la mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: 405 voti contrari e 154 a favore della sfiducia. La Guardasigilli è intervenuta respingendo di nuovo ogni accusa, ribadendo di non avere mentito al Parlamento e ai pm e di non avere omesso nessuna circostanza né delegittimato la magistratura. Ha sostenuto di avere agito «secondo dovere e coscienza» e negato «inconsueto zelo» o favoritismi per Giulia Ligresti. Le accuse, ha poi sottolineato, «sono smentite dai fatti e dalla magistratura». 
Il presidente del Consiglio Enrico Letta le si è seduto accanto, protesta in aula del M5S. Brunetta attacca, Epifani avverte: vada avanti ma rimuova le critiche. Restano le tensioni nel Pd con Civati che vota la fiducia «per disciplina di partito» ma è polemica con Cuperlo. 
(ANSA) - «Mi feci latore», presso Silvio Berlusconi «del desiderio dell’allora Prefetto Cancellieri che era in scadenza a Parma e preferiva rimanere in quella sede anziché cambiare destinazione». È un passaggio del verbale di Salvatore Ligresti interrogato nell’inchiesta milanese su Fonsai. Ligresti ha spiegato che la segnalazione «ebbe successo». Interrogato il 15 dicembre 2012, Salvatore Ligresti rispose ad una domanda del pm di Milano Luigi Orsi che gli chiese: «Le è capitato quanto spesso di segnalare delle persone alla autorità politico-amministrativa?». L'ingegnere di Paternò ha risposto: «Non ricordo che sia successo in altri casi. Anzi mi viene in mente un secondo episodio e sempre riferito al presidente Berlusconi. Mi feci latore del desiderio dell’allora prefetto Cancellieri che era in scadenza a Parma e preferiva rimanere in quella sede anziché cambiare destinazione». L’ex patron del gruppo Fonsai ha chiarito, inoltre, che «l'attuale ministro Cancellieri è persona che conosco da moltissimi anni e ciò spiega che mi si sia rivolta e io abbia trasmesso la sua esigenza al Presidente Berlusconi. In quel caso - ha concluso Ligresti - la segnalazione ebbe successo perché la Cancellieri rimase a Parma». Il verbale è depositato agli atti di una tranche dell’inchiesta milanese su Fonsai che vede Ligresti accusato di corruzione assieme all’ex presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini, quest’ultimo anche accusato di calunnia. 

IL MINISTRO: "ACCANIMENTO SENZA LIMITE. LA RICOSTRUZIONE E' FALSA". «Qui c'è un accanimento che non ha limite, c'è un disegno che non comprendo»: è questo l'unico commento a caldo del ministro, che smentisce come «falsa e destituita da ogni fondamento» la ricostruzione che emerge dai verbali di Salvatore Ligresti.
Nel pomeriggio il portavoce del ministro, Mauro Mori, ha diramato un comunicato ufficiale: «È surreale pensare che, in entrambi i casi» in cui è stata commissario straordinario a Parma, «Annamaria Cancellieri abbia potuto chiedere un interessamento per rimanere a Parma, potendo ricoprire incarichi più impegnativi e qualificanti». Sono «destituite di ogni fondamento - riporta la nota - le dichiarazioni che Salvatore Ligresti, secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa, avrebbe fatto mettere a verbale nell’inchiesta Fonsai».
«Annamaria Cancellieri - riporta il comunicato - non ha mai fatto il prefetto a Parma. Si è recata in quella città, per lavoro, solo in due occasioni: la prima nel 1994, da febbraio a maggio, in qualità di Commissario Straordinario al Comune di Parma, gestione commissariale interrotta anticipatamente per la nomina a Prefetto in sede a Vicenza; la seconda volta, nel novembre del 2011, sempre come Commissario Straordinario al Comune, incarico interrotto per la nomina a Ministro dell’Interno nel Governo Monti».
«È surreale - conclude la nota - pensare che, in entrambi i casi, Annamaria Cancellieri abbia potuto chiedere un interessamento per rimanere a Parma, potendo ricoprire incarichi più impegnativi e qualificanti». 

NIENTE SFIDUCIA, LA CANCELLIERI RESTA NEL GOVERNO. La camera boccia la mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri: 405 voti contrari e 154 a favore della sfiducia. La Guardasigilli è intervenuta respingendo di nuovo ogni accusa, ribadendo di non avere mentito al Parlamento e ai pm e di non avere omesso nessuna circostanza né delegittimato la magistratura. Ha sostenuto di avere agito «secondo dovere e coscienza» e negato «inconsueto zelo» o favoritismi per Giulia Ligresti. Le accuse, ha poi sottolineato, «sono smentite dai fatti e dalla magistratura». Il presidente del Consiglio Enrico Letta le si è seduto accanto, protesta in aula del M5S. Brunetta attacca, Epifani avverte: vada avanti ma rimuova le critiche. Restano le tensioni nel Pd con Civati che vota la fiducia «per disciplina di partito» ma è polemica con Cuperlo. 

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  • 22 Novembre @ 07.07

    L’esito del caso Cancellieri (con la benedizione del Presidente Napolitano) è solo la punta del colossale iceberg di familismi, privilegi, clientele, opacità, corruttele e malaffare che contraddistinguono questa classe politica senza idee e senza vergogna. La questione morale è un problema centrale di questo Paese: le reti familiste di favoritismi e corruttele che tengono in sella cricche, caste e privilegi della partitocrazia senza nessun principio meritocratico sono una delle ragioni prime dell’inettitudine e dell’immobilismo di questa classe politica (perché ovviamente non si possono toccare gli interessi e le corruttele sottostanti alle poltrone e agli incarichi elargiti) e della profonda crisi di questo paese. Vergogna!!!

    Rispondi

  • maxbonny

    21 Novembre @ 08.58

    E ti pareva che non saltava fuori Berlusconi......ahahahahah........QUESTI FETENTI quando sono nella materia organica deietta sino al collo perchè ormai hanno consumato l'ultima unghia nel vano tentativo di risalire gli specchi, ecco che arriva l'extrema ratio.......il male dei mali.......L'HO FATTO.....MA BERLUSCONI LO SAPEVA !!! MI raccomando.......VOTATELI...!!!

    Rispondi

  • Biffo

    21 Novembre @ 05.03

    Ma quando mai un politico ammette il benché minimo errore, da quello locale, su su, fino in Parlamento? Sono sempre dei poveri perseguitati, contro di loro si scatenano congiure mediatiche, il tutto,comunque, mentre loro vivono sereni e fiduciosi nella giustizia.

    Rispondi

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