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Parma, troppi ciclisti nella notte a fari spenti

L'autista del bus: «All'improvviso sbucano in strada al buio». Il tassista: «E molti passano col rosso» - Oggi sulla Gazzetta

In bici a fari spenti

Troppo ciclisti in bici a fari spenti

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Troppi ciclisti
con i fanali spenti L'autista del bus: «All'improvviso sbucano in strada al buio»Il tassista: «E molti passano con il semaforo rosso» Mara Varoli C'è una novità in città. Con tanti rischi per chi la mette in pratica. Una moda forse tramandata ai parmigiani, a detta di molti, «da stranieri che non capiscono il pericolo». E gli automobilisti hanno un diavolo per capello, perchè gli imprudenti sono sempre di più. Dopo le 17 va di moda pedalare senza fanali: via Zarotto, via Montebello, viale Piacenza e addirittura sulla via Emilia. Proprio così, in bicicletta nelle ore serali e di notte completamente al buio: così, a fari spenti si attraversano strade, si va giù di borgo, si percorrono le vie principali e trafficate della città, compresi ponti e Lungoparma. Una moda non consigliabile che non conosce confini: dal centro alla periferia, la carica degli indisciplinati sulle due ruote. E se poi si è vestiti di scuro, senza giubbotti o segnali catarifrangenti i pericoli sono dietro l'angolo. La denuncia dei tassisti «E' vero e non è da ieri - conferma il presidente del Radio Taxi di Parma Roberto Ravasini -. In genere, i ciclisti parmigiani viaggiano senza fanali. Ed è molto pericoloso. Insomma, ormai è quasi un'abitudine: i parmigiani fanno fatica a spingere la dinamo. Il problema è che l'automobilista non li vede e quando piove con i giochi di luce è ancora peggio. Quelli poi che usano il giubbotto catarifrangente sono davvero pochissimi: si contano su una mano. Fortunatamente, noi tassisti abbiamo una guida che è studiata per prevenire gli imprevisti, ma purtroppo non è sempre facile: spesso ciclisti senza fanali ti sbucano all'improvviso dal nulla. Gli stranieri sono maestri in questo e se poi hanno la pelle nera e sono vestiti di scuro è piuttosto complicato vederli. Raramente poi usano la pista ciclabile e hanno l'abitudine di pedalare in mezzo alla strada: così fanno in via D'Azeglio, in via Mazzini e quindi la corsa degli automobilisti diventa ad ostacoli: in particolare in via Mazzini buona parte dei ciclisti non rispetta il semaforo rosso, dimenticando che da via Garibaldi possono uscire taxi e autobus. E così in via XXII Luglio. Anche sul ponte di Mezzo e su ponte Italia accade di trovarsi all'improvviso davanti un ciclista al centro della carreggiata: e sul ponte Italia la pista ciclabile c'è». Senza fanali e con la predisposizione ad attraversare senza scendere dalla due ruote là dove non si può: «Soprattutto i parmigiani fanno così - continua Ravasini -. Insomma, bisogna intervenire anche a livello di educazione stradale per la tutela dello stesso ciclista ma anche per il rispetto di tutti». L'autista della Tep Simone Silva è uno degli autisti della Tep. «I fanali sulle bici sono importanti 
 Mara Varoli

 

 C'è una novità in città. Con tanti rischi per chi la mette in pratica. Una moda forse tramandata ai parmigiani, a detta di molti, «da stranieri che non capiscono il pericolo». E gli automobilisti hanno un diavolo per capello, perchè gli imprudenti sono sempre di più. Dopo le 17 va di moda pedalare senza fanali: via Zarotto, via Montebello, viale Piacenza e addirittura sulla via Emilia. Proprio così, in bicicletta nelle ore serali e di notte completamente al buio: così, a fari spenti si attraversano strade, si va giù di borgo, si percorrono le vie principali e trafficate della città, compresi ponti e Lungoparma. Una moda non consigliabile che non conosce confini: dal centro alla periferia, la carica degli indisciplinati sulle due ruote. E se poi si è vestiti di scuro, senza giubbotti o segnali catarifrangenti i pericoli sono dietro l'angolo. 

«E' vero e non è da ieri - conferma il presidente del Radio Taxi di Parma Roberto Ravasini -. In genere, i ciclisti parmigiani viaggiano senza fanali. Ed è molto pericoloso».....L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma in edicola

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  • Stefanus

    07 Gennaio @ 19.06

    Ecco la scoperta del momento, bici senza fari, sulle strisce, passano col rosso, sul marciapiede, non usano la ciclabile, non danno precedenze, ma andate tutti a cagare

    Rispondi

  • salamandra

    24 Novembre @ 20.58

    Concordo con l'autore dell'articolo. Ci vorrebbero un po' di controlli anche perché con i fanali elettrici non si deve faticare di piú a pedalare. Da ciclista li uso sempre. @david, contrariamente a quanto dici ti rammento che i ciclisti possono attraversare sulle strisce in sella (senza però avere la precedenza beninteso)

    Rispondi

  • Biffo

    24 Novembre @ 19.48

    Mercoledì sera, appena fuori da Fontanellato, verso Fidenza, ho schivato per un soffio un ciclista, in tuta total black, con moutain bike scura, senza fanali, che era stato leggermente urtato, finendo a terra, da un'auto, che, sicuramente, non lo aveva assolutamente visto, dato quanto ho scritto. Il conducente dell'auto si è fermato, il cretinetti, si è alzato; non s'era fatto nulla, fortunatamente, ma se fosse rimasto ferito, sicuramente il torto sarebbe stato attribuito a chi guidava l'auto, che non era munito di visore agli infrarossi. A quando l'obbligo, per i ciclisti, la notte, di accendere i fanali e di indossare una giubbetto catarifrangente? Negli altri paesi dell'UE è consuetudine normale, da noi, naturalmente, no. Confermo che, anche a Fidenza e dintorni,ìci sono sciami di scemi in bici, invisibili, la notte. Il ragionamento è il seguente: Io vedo bene dove sto andando, quindi, anche gli altri mi vedranno, eccome!

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  • Vercingetorige

    24 Novembre @ 17.48

    Certo che, quando si dice che il rispetto del Codice della Strada dipende dal peso del veicolo c' è poco da sperare, comunque , visto che la mia auto pesa meno di un TIR , io, ai TIR , la precedenza non la dò ! Certe cucurbitacee !

    Rispondi

  • Stefanus

    24 Novembre @ 16.50

    Ma dio che scoperta, sono anni che le biciclette vanno dove vogliono e le investono e cosa e' stato fatto? Gli attraversamenti ciclabili che sono trappole mortali

    Rispondi

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