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Via Bixio: il teatro "rianima" i negozi chiusi per crisi

"S-Chiusi": iniziativa fra il 29 novembre e il 1° dicembre

Via Bixio

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 Tra le vittime della recessione economica, i negozi chiusi del centro storico colpiscono in modo particolare per il senso di abbandono che producono sul volto della città e per l’evidenza con cui simboleggiano lo scenario della crisi. Una crisi che investe non solo la dimensione economica, ma anche il patrimonio culturale, umano, civile dello spazio urbano: i luoghi della relazione e della convivialità, il senso di appartenenza degli abitanti, la coesione sociale, il carattere della polis, la sua identità. Le microimprese commerciali di prossimità sono un importante elemento di questa dimensione comunitaria del vivere cittadino. Via Bixio, arteria essenziale dello storico quartiere dell’Oltretorrente di Parma, è una delle vie del centro più duramente più colpite da questo fenomeno di desertificazione commerciale. 
 
“Questo progetto – ha esordito l’assessore alla Cultura Laura Maria Ferraris – si propone di approcciarsi ad una delle situazioni di evidente difficoltà della nostra città, con un intervento che vuole provare a ricostruire un contesto di normalità, attraverso la creatività e la specificità del singolo esercizio commerciale, sperando che questo possa incentivare le attività presenti e quelle future”.
 
“Si tratta – ha aggiunto l’assessore alle Attività Produttive Cristiano Casa – di un ulteriore tassello verso la valorizzazione di queste vie. Da parte dei commercianti c’è stata una convinta adesione, seguita da un grande spirito di partecipazione e collaborazione: cercheremo di esportare questi eventi anche in altre zone”.
 
“Abbiamo partecipato a questo progetto – ha specificato Franco Tedeschi, vice presidente Fondazione Monte di Parma – con lo spirito di offrire respiro e nuova linfa a delle zone, come quella dell’Oltretorrente, che in questo momento si trovano in una situazione di crisi”.
 
“L’intenzione – ha sottolineato Flavia Armenzoni, direttrice artistica di S-chiusi – è stata quella di “schiudere” il negozio, ovvero “rientrarci”, fare in modo che le persone se ne riapproprino, mentre passeggiano nella via. Le azioni teatrali messe in scena all’interno delle attività saranno microeventi che  avranno proprio la funzione di far riscoprire questi spazi nel loro interno e per le loro peculiarità”.
 
«S-chiusi» è un progetto con cui il teatro si fa  promotore di un intervento che può alimentare il risveglio esistente di nuove forme di cittadinanza e partecipazione. Il progetto trae ispirazione dal concetto di umanizzazione della città elaborato dal sociologo francese Edgar Morin, inteso come processo sociale e culturale di ripensamento della città, di partecipazione dal basso che favorisca la costruzione di una città più inclusiva.
«S-chiusi» è un viaggio teatrale nei negozi «chiusi per crisi» di Via Bixio, che si terrà il 29 novembre dalle 17 alle 19.30, il 30 novembre e il 1° dicembre dalle 16.30 alle 19.30. Non è una festa pre-natalizia, ma una sorta di «esercitazione» di quello che potrebbe essere in futuro il ritorno alla normalità, una «simulazione» positiva nella quale si invitano le persone a percorrere nuovamente la storica strada per individuare e visitare i singoli negozi riabitati, una passeggiata creativa che aiuti a superare quella che non deve diventare la rassegnata abitudine a un inarrestabile declino. Un itinerario, dunque, con cui il teatro riporta la vita e le persone dentro gli spazi abbandonati dalle attività commerciali, riapre le serrande chiuse, porta a riscoprire luoghi, angoli, percorsi, storie. Punta così a riaccendere la memoria su una ferita della città, per contribuire a innescare uno scatto di riflessione e sensibilizzare l’opinione pubblica, per ripensare le cause e le ragioni di quella ferita, per spingere l’immaginazione a individuarne i possibili rimedi. 
 
Attraverso una serie di azioni teatrali si restituisce attenzione a questi spazi della fragilità urbana, la cui rinascita può favorire un processo di umanizzazione della città e un movimento di partecipazione e riconquista della cittadinanza, stimolando lo sviluppo di legami sociali e la valorizzazione delle differenze.   Il teatro declina con i suoi pensieri, la sua immaginazione e il suo vocabolario il mondo del commercio, dell’acquisto e della vendita, la loro dimensione comunitaria e conviviale.  Sovverte le leggi della comunicazione e del marketing, esce dallo spazio e dal tempo, propone prodotti fantastici e irreali, scardina, evoca, ironizza sui miti e i rituali del consumo, delle merci, degli oggetti, dei sogni. I negozi si s-chiudono, gli abitanti li ripopolano, riscoprono il piacere delle relazioni di vicinanza, si riappropriano per qualche istante di uno spazio urbano da condividere. 
 
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.
Informazioni tel 0521 992044, www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole, www.parmacultura.it.
 
--------------------------
 
P.le Corridoni 7/A
ALL YOU CAN WISH
Negozio a cura di Chiara Renzi, Daniele Bonaiuti
Santa Rita e Sant'Antonio uniscono la loro beatitudine celeste per soddisfare le vostre richieste. Un temporary shop per casi disperati, apparentemente impossibili, calamità naturali, oggetti smarriti, matrimoni infelici. Offerte speciali per viaggiatori e zitelle.
 
Via Bixio 5/B
DAG UN TAI
Negozio a cura de L’Organizzazione
Un’esperienza sensoriale con cui ci si lascia alle spalle la città con i suoi rumori e il suo bombardamento mediatico, per riscoprire il contatto con la natura, con i prodotti che essa ci offre e con l’arte dell’ handmade.
 
Via Bixio 25/A
eventoics
Negozio a cura di Loredana Scianna 
Compriamo ricordi. Poi li indossiamo come abiti nuovi e trasformiamo la memoria unendola con un altro corpo, un'altra voce. Il tentativo di fissare un ricordo tocca l'identità, consegnarne un frammento ad altri implica una perdita: richiede coraggio.
 
Via Bixio 38/A
RICREAZIONE
Negozio a cura di Emanuela Dall’Aglio  
Un piccolo negozio di animali, un museo di esemplari, una bottega di prototipi, dove si scoprono nuove probabili creature, nuovi abitanti dei nostri boschi, non troppo diversi da quelli a noi familiari, ma nemmeno uguali.
 
Via Bixio 43/A
Tubal-caìn, il fabbro 
Negozio a cura di Ottoelectro  
Un concerto in quadrifonia per fabbro solo ed elettronica che si ispira alla figura biblica e mitologica di Tubal-caìn, che nella Genesi è definito il capostipite dei fabbri, colui che inventa e costruisce. 
                                                                   
Via Bixio 50 
Piccole storie di pane
Negozio a cura di Antonio Catalano e Matteo Catalano
Micro-storie di un panettiere-narratore sul pane. Intorno a lui un museo sentimentale tutto sul pane: figure in movimento, una valigia-universo, facce e un viaggio fotografico tra i panettieri del mondo, dal Piemonte all’India. 
 
Via Bixio 50 
SCARPE DIEM
Negozio a cura di Elisa Cuppini
Un’anima scalza, dall'identità incerta, riacquisterà voce e presenza indossando scarpe appartenute a molti personaggi teatrali. Saranno gli spettatori/clienti a scegliere, passo dopo passo, chi potrà di nuovo calzare la scena.
 
Via Bixio 52
La città invisibile
Negozio a cura di Ca’ Luogo d’arte
«Non voglio venderti simpatia. Non ti venderò rabbia. È una brutta bestia, ti sale dal basso, ti chiude le orecchie e ti ruba il tempo per pensare. Non c'è una parte viva e sana del mio corpo che potrei vendervi » (Ca’ Luogo d’arte).
 
Via Bixio 67/A
MEMORIE DI UN ATTORE S-FRUTTATO.
Negozio a cura di Savino Paparella
La bottega di un attore cane che in tanti anni di carriera, con tutta la frutta e verdura che gli hanno tirato addosso, si è aperto una bottega, catalogando tutto, battuta per battuta, pomodoro per pomodoro.
 
Via Bixio 109/A
I barbieri di Via Bixio 109/A
Negozio a cura del Teatro Necessario
Tre aspiranti barbieri/musicisti ricreano l'atmosfera e i fasti di un'antica Barberia. Veri e propri artisti del cuoio capelluto che cercano di curare, a suon di lozioni, qualunque problema.
 
Via Bixio, 102/A
WALK SHOW
Conversazione nomade ed esplorazione urbana radioguidata negli S-chiusi di Via Bixio, a cura di Urban Experience
 
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Comunicato stampa 

Tra le vittime della recessione economica, i negozi chiusi del centro storico colpiscono in modo particolare per il senso di abbandono che producono sul volto della città e per l’evidenza con cui simboleggiano lo scenario della crisi. Una crisi che investe non solo la dimensione economica, ma anche il patrimonio culturale, umano, civile dello spazio urbano: i luoghi della relazione e della convivialità, il senso di appartenenza degli abitanti, la coesione sociale, il carattere della polis, la sua identità. Le microimprese commerciali di prossimità sono un importante elemento di questa dimensione comunitaria del vivere cittadino. Via Bixio, arteria essenziale dello storico quartiere dell’Oltretorrente di Parma, è una delle vie del centro più duramente più colpite da questo fenomeno di desertificazione commerciale. 

“Questo progetto – ha esordito l’assessore alla Cultura Laura Maria Ferraris – si propone di approcciarsi ad una delle situazioni di evidente difficoltà della nostra città, con un intervento che vuole provare a ricostruire un contesto di normalità, attraverso la creatività e la specificità del singolo esercizio commerciale, sperando che questo possa incentivare le attività presenti e quelle future”.
 
“Si tratta – ha aggiunto l’assessore alle Attività Produttive Cristiano Casa – di un ulteriore tassello verso la valorizzazione di queste vie. Da parte dei commercianti c’è stata una convinta adesione, seguita da un grande spirito di partecipazione e collaborazione: cercheremo di esportare questi eventi anche in altre zone”.
 
“Abbiamo partecipato a questo progetto – ha specificato Franco Tedeschi, vice presidente Fondazione Monte di Parma – con lo spirito di offrire respiro e nuova linfa a delle zone, come quella dell’Oltretorrente, che in questo momento si trovano in una situazione di crisi”.
 
“L’intenzione – ha sottolineato Flavia Armenzoni, direttrice artistica di S-chiusi – è stata quella di “schiudere” il negozio, ovvero “rientrarci”, fare in modo che le persone se ne riapproprino, mentre passeggiano nella via. Le azioni teatrali messe in scena all’interno delle attività saranno microeventi che  avranno proprio la funzione di far riscoprire questi spazi nel loro interno e per le loro peculiarità”.
 
«S-chiusi» è un progetto con cui il teatro si fa  promotore di un intervento che può alimentare il risveglio esistente di nuove forme di cittadinanza e partecipazione. Il progetto trae ispirazione dal concetto di umanizzazione della città elaborato dal sociologo francese Edgar Morin, inteso come processo sociale e culturale di ripensamento della città, di partecipazione dal basso che favorisca la costruzione di una città più inclusiva.
«S-chiusi» è un viaggio teatrale nei negozi «chiusi per crisi» di via Bixio, che si terrà il 29 novembre dalle 17 alle 19.30, il 30 novembre e il 1° dicembre dalle 16.30 alle 19.30. Non è una festa pre-natalizia, ma una sorta di «esercitazione» di quello che potrebbe essere in futuro il ritorno alla normalità, una «simulazione» positiva nella quale si invitano le persone a percorrere nuovamente la storica strada per individuare e visitare i singoli negozi riabitati, una passeggiata creativa che aiuti a superare quella che non deve diventare la rassegnata abitudine a un inarrestabile declino. Un itinerario, dunque, con cui il teatro riporta la vita e le persone dentro gli spazi abbandonati dalle attività commerciali, riapre le serrande chiuse, porta a riscoprire luoghi, angoli, percorsi, storie. Punta così a riaccendere la memoria su una ferita della città, per contribuire a innescare uno scatto di riflessione e sensibilizzare l’opinione pubblica, per ripensare le cause e le ragioni di quella ferita, per spingere l’immaginazione a individuarne i possibili rimedi. 
 
Attraverso una serie di azioni teatrali si restituisce attenzione a questi spazi della fragilità urbana, la cui rinascita può favorire un processo di umanizzazione della città e un movimento di partecipazione e riconquista della cittadinanza, stimolando lo sviluppo di legami sociali e la valorizzazione delle differenze.   Il teatro declina con i suoi pensieri, la sua immaginazione e il suo vocabolario il mondo del commercio, dell’acquisto e della vendita, la loro dimensione comunitaria e conviviale.  Sovverte le leggi della comunicazione e del marketing, esce dallo spazio e dal tempo, propone prodotti fantastici e irreali, scardina, evoca, ironizza sui miti e i rituali del consumo, delle merci, degli oggetti, dei sogni. I negozi si s-chiudono, gli abitanti li ripopolano, riscoprono il piacere delle relazioni di vicinanza, si riappropriano per qualche istante di uno spazio urbano da condividere. 
 
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.
Informazioni tel 0521 992044, www.solaresdellearti.it/teatrodellebriciole, www.parmacultura.it.
 
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Negozio a cura di Chiara Renzi, Daniele Bonaiuti
Santa Rita e Sant'Antonio uniscono la loro beatitudine celeste per soddisfare le vostre richieste. Un temporary shop per casi disperati, apparentemente impossibili, calamità naturali, oggetti smarriti, matrimoni infelici. Offerte speciali per viaggiatori e zitelle.
 
Via Bixio 5/B
DAG UN TAI
Negozio a cura de L’Organizzazione
Un’esperienza sensoriale con cui ci si lascia alle spalle la città con i suoi rumori e il suo bombardamento mediatico, per riscoprire il contatto con la natura, con i prodotti che essa ci offre e con l’arte dell’ handmade.
 
Via Bixio 25/A
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Negozio a cura di Loredana Scianna 
Compriamo ricordi. Poi li indossiamo come abiti nuovi e trasformiamo la memoria unendola con un altro corpo, un'altra voce. Il tentativo di fissare un ricordo tocca l'identità, consegnarne un frammento ad altri implica una perdita: richiede coraggio.
 
Via Bixio 38/A
RICREAZIONE
Negozio a cura di Emanuela Dall’Aglio  
Un piccolo negozio di animali, un museo di esemplari, una bottega di prototipi, dove si scoprono nuove probabili creature, nuovi abitanti dei nostri boschi, non troppo diversi da quelli a noi familiari, ma nemmeno uguali.
 
Via Bixio 43/A
Tubal-caìn, il fabbro 
Negozio a cura di Ottoelectro  
Un concerto in quadrifonia per fabbro solo ed elettronica che si ispira alla figura biblica e mitologica di Tubal-caìn, che nella Genesi è definito il capostipite dei fabbri, colui che inventa e costruisce. 
                                                                   
Via Bixio 50 
Piccole storie di pane
Negozio a cura di Antonio Catalano e Matteo Catalano
Micro-storie di un panettiere-narratore sul pane. Intorno a lui un museo sentimentale tutto sul pane: figure in movimento, una valigia-universo, facce e un viaggio fotografico tra i panettieri del mondo, dal Piemonte all’India. 
 
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Negozio a cura di Elisa Cuppini
Un’anima scalza, dall'identità incerta, riacquisterà voce e presenza indossando scarpe appartenute a molti personaggi teatrali. Saranno gli spettatori/clienti a scegliere, passo dopo passo, chi potrà di nuovo calzare la scena.
 
Via Bixio 52
La città invisibile
Negozio a cura di Ca’ Luogo d’arte
«Non voglio venderti simpatia. Non ti venderò rabbia. È una brutta bestia, ti sale dal basso, ti chiude le orecchie e ti ruba il tempo per pensare. Non c'è una parte viva e sana del mio corpo che potrei vendervi » (Ca’ Luogo d’arte).
 
Via Bixio 67/A
MEMORIE DI UN ATTORE S-FRUTTATO.
Negozio a cura di Savino Paparella
La bottega di un attore cane che in tanti anni di carriera, con tutta la frutta e verdura che gli hanno tirato addosso, si è aperto una bottega, catalogando tutto, battuta per battuta, pomodoro per pomodoro.
 
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I barbieri di Via Bixio 109/A
Negozio a cura del Teatro Necessario
Tre aspiranti barbieri/musicisti ricreano l'atmosfera e i fasti di un'antica Barberia. Veri e propri artisti del cuoio capelluto che cercano di curare, a suon di lozioni, qualunque problema.
 
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Conversazione nomade ed esplorazione urbana radioguidata negli S-chiusi di Via Bixio, a cura di Urban Experience
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