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Via Bixio? Un grande palcoscenico

Grazie all'iniziativa "S-chiusi", che porta il teatro nei negozi sfitti

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Giulia Viviani
Via il degrado e l’abbandono e spazio all’arte. Con «S-Chiusi», i negozi di via Bixio che da tempo hanno abbassato la saracinesca a causa della crisi sono tornati a rivivere ieri grazie alle performance di 23 artisti che con brevi azioni teatrali hanno saputo restituire dignità a luoghi quasi dimenticati. L’iniziativa, promossa dall’associazione Micro Macro e dal Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti in collaborazione con gli assessorati alla Cultura e alle Attività produttive del Comune di Parma, è inserita nella seconda parte del Festival Zona Franca e prosegue anche oggi e domani dalle 16.30 alle 19.30 negli undici spazi (otto più tre negozi regolarmente aperti), individuati per l’occasione. Nell’itinerario alla riscoperta dei negozi vuoti che portano ancora, in molti i casi, i segni delle passate gestioni, accompagnati dall’immancabile cartello «affittasi», si possono incontrare i personaggi più disparati: dall’attore poco dotato che ha aperto un negozio per vendere la frutta e la verdura che gli sono stati tirati addosso per anni alla fine degli spettacoli, agli aspiranti barbieri/musicisti di altri tempi, al panettiere con le sue microstorie, fino ad arrivare addirittura a due santi, Santa Rita e Sant’Antonio, pronti ad esaudire le richieste dei casi più disperati. Ma dalle scene gli attori non dispensano solo emozioni e sorrisi: c’è la fiducia a farla da padrona, quella in un futuro fatto di attività che in quegli stessi luoghi possano trovare nuova vita.
 Al suo esordio ieri «S-Chiusi» ha registrato un significativo apprezzamento anche da parte dei commercianti, molti dei quali per l’occasione hanno applicato degli sconti: «Fa un effetto positivo vedere certe saracinesche di nuovo alzate – spiega Fabrizio Folli di Division Workless -. Abbinare cultura e iniziative commerciali penso sia apprezzabile». Oltre all’attrattiva che certe manifestazioni esercitano, c’è poi anche un altro aspetto che negozianti sottolineano, quello della pulizia: «Era molto brutto vedere tutti quei negozi con i vetri sporchi – dice Catia Caggiati del negozio di lana - dava un senso di sporcizia oltre che di abbandono»; la pensa allo stesso modo anche Roberta Saia del centro estetico Bellezza e Benessere: «È molto bello vedere finalmente di fronte al mio un negozio pulito, con la luce accesa e con del movimento. In più mi piace l’idea di puntare sulla cultura per rilanciare la strada».
Giulia Viviani
Via il degrado e l’abbandono e spazio all’arte. Con «S-Chiusi», i negozi di via Bixio che da tempo hanno abbassato la saracinesca a causa della crisi sono tornati a rivivere ieri grazie alle performance di 23 artisti che con brevi azioni teatrali hanno saputo restituire dignità a luoghi quasi dimenticati. L’iniziativa, promossa dall’associazione Micro Macro e dal Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti in collaborazione con gli assessorati alla Cultura e alle Attività produttive del Comune di Parma, è inserita nella seconda parte del Festival Zona Franca e prosegue anche oggi e domani dalle 16.30 alle 19.30 negli undici spazi (otto più tre negozi regolarmente aperti), individuati per l’occasione. Nell’itinerario alla riscoperta dei negozi vuoti che portano ancora, in molti i casi, i segni delle passate gestioni, accompagnati dall’immancabile cartello «affittasi», si possono incontrare i personaggi più disparati: dall’attore poco dotato che ha aperto un negozio per vendere la frutta e la verdura che gli sono stati tirati addosso per anni alla fine degli spettacoli, agli aspiranti barbieri/musicisti di altri tempi, al panettiere con le sue microstorie, fino ad arrivare addirittura a due santi, Santa Rita e Sant’Antonio, pronti ad esaudire le richieste dei casi più disperati. Ma dalle scene gli attori non dispensano solo emozioni e sorrisi: c’è la fiducia a farla da padrona, quella in un futuro fatto di attività che in quegli stessi luoghi possano trovare nuova vita. Al suo esordio ieri «S-Chiusi» ha registrato un significativo apprezzamento anche da parte dei commercianti, molti dei quali per l’occasione hanno applicato degli sconti: «Fa un effetto positivo vedere certe saracinesche di nuovo alzate – spiega Fabrizio Folli di Division Workless -. Abbinare cultura e iniziative commerciali penso sia apprezzabile». Oltre all’attrattiva che certe manifestazioni esercitano, c’è poi anche un altro aspetto che negozianti sottolineano, quello della pulizia: «Era molto brutto vedere tutti quei negozi con i vetri sporchi – dice Catia Caggiati del negozio di lana - dava un senso di sporcizia oltre che di abbandono»; la pensa allo stesso modo anche Roberta Saia del centro estetico Bellezza e Benessere: «È molto bello vedere finalmente di fronte al mio un negozio pulito, con la luce accesa e con del movimento. In più mi piace l’idea di puntare sulla cultura per rilanciare la strada».

 

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