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IL CASO

La prefettura: "Il blocco degli sfratti non è consentito dalla legge"

Nuovi poveri ed emergenza abitativa: l'assessore Laura Rossi fa appello a istituzioni, vescovo e privati

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Case: è emergenza

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L'emergenza c'è. E le esigenze sono di molto superiori alle disponbilità. E sul tema della casa e delle nuove povertà che la Giunta ha chiesto la convocazione in Prefettura del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica . L'obiettivo: concordare un piano cittadino di gestione dell’emergenza abitativa, che ha ormai superato di molto le risorse disponibili del Comune, per potere fronteggiarne l’impatto sociale di questa situazione. L'assessore al Welfare Laura Rossi, su delega del sindaco Pizzarotti, ha avanzato  tre richieste: al Prefetto Luigi Viana il blocco temporaneo degli sfratti almeno in relazione all’imminente stagione fredda; al Vescovo Enrico Solmi ("la Chiesa di Parma si è sempre dimostrata molto sensibile su questo tema") di valutare la possibilità di mettere a disposizione della città ulteriori spazi per collocare le famiglie in emergenza (dormitori per famiglie), dando la possibilità ai servizi di valutare situazioni e organizzare l’accoglienza più adeguata; alle altre Istituzioni/Fondazioni/Privati affinchè possano essere messi a disposizione appartamenti a canone simbolico (o con i soli costi vivi). Ciò allo scopo di permettere ai servizi di collocare le famiglie in emergenza e di affrontare la crisi in atto.

"Il Comune non ha più risorse e non siamo in grado di assorbire questa emergenza- ha confermato la Rossi all'uscita dell'incontro - Abbiamo utilizzato tutto quello che avevamo, 400mila euro per affitti e canoni calmierati. Abbiamo collocato in emergenza abitativa 170 famiglie da inizio anno: è un numero esorbitante. Il prefetto si è impegnato a valutare il blocco degli sfratti e ad allargare il tavolo per affrontare almeno l'emergenza del momento".

Sotto la Prefettura, in attesa di notizie, anche la Rete Diritti in Casa. La rappresentante Katia Torri ribadisce: "Noi chiediamo il minimo fondamentale per la sopravvivenza, che passa attraverso la richiesta di moratoria ad Iren per il pagamento delle bollette e un tetto sopra la testa. Va dato atto al Comune che ha accolto la nostra richiesta sul blocco degli sfratti, balzato a oltre 100 al mese e riconosce la gravità della situazione". La Rete è anche a favore della requisizione delle case vuote da anni e chiede l'aiuto delle istituzioni "perchè il problema non è più arginabile coi soliti metodi".

LA PREFETTURA: "NON E' POSSIBILE UN BLOCCO GENERALIZZATO DEGLI SFRATTI". POLIZIA, PRIORITA' ALLA LOTTA AI FURTI. Attraverso un comunicato diffuso nel tardo pomeriggio, la prefettura ha fatto sapere che «la normativa attuale non consente al Prefetto l'adozione di un provvedimento di blocco generalizzato degli sfratti». E' stato ribadito nella riunione di questa mattina. 
«Preso atto che purtroppo è in continuo aumento il numero di persone e di famiglie che si trva ad affrontare il problema legato alla mancanza di un'abitazione si è deciso di convocare a breve un tavolo allargato a soggetti pubblici, privati e Fondazioni per cercare di individuare e mettere a disposizione della città ulteriori spazi per collocare le famiglie in emergenza». La normativa non permette un blocco generalizzato degli sfratti. «Da parte di questa Prefettura - continua la nota - ci si riserva, comunque, di rappresentare il problema in tutta la sua gravità in sede centrale, sollecitando tutte le possibili iniziative per affrontare e gestire l'emergenza. Per quanto concerne la concessione della forza pubblica da parte del Questore per l'esecuzione degli sfratti, si è preso atto che l'attuale periodo (che probabilmente andrà ben oltre le prossime festività), anche a fronte della numerosità dei reati contro il patrimonio, dei servizi di ordine pubblico nonché della carenza di personale vede come prioritari i servizi di controllo del territorio nonché la prevenzione ed il contrasto dei reati predatori. Di qui l'inevitabile subordinazione di altri servizi, la cui attivazione verrà comunque valutata caso per caso». 



I DATI DEL COMUNE

Nonostante l’impegno assiduo delle istituzioni locali, è in continuo aumento il numero di persone e di famiglie che si trova ad affrontare il problema legato alla mancanza di un’abitazione.
Infatti, al bisogno di alloggio d’emergenza per alcune categorie di utenza note ai servizi, si aggiunge la richiesta di una fascia di popolazione che vive una condizione di impoverimento. Si rivolgono ai servizi sempre più frequentemente persone che hanno perso il lavoro, o che pur lavorando, non riescono più a sostenere le spese famigliari e a pagare il mutuo, o che sono sotto sfratto per causa di morosità spesso incolpevole. Molti lavoratori, dopo aver perso il lavoro, rischiano anche di perdere la casa: è uno dei tanti aspetti, forse il più problematico da affrontare, dell’aggravarsi degli effetti della crisi economica del Paese. Queste ultime tipologie, a Parma, rappresentano ormai circa il 60% della domanda. Inoltre, il percorso di uscita dagli alloggi di emergenza è sempre più complicato.
“Il numero delle situazioni in emergenza abitativa – constata l’assessore al welfare Laura Rossi - è in continuo aumento: nell’anno che si sta chiudendo, il settore welfare del Comune ha gestito complessivamente il collocamento in emergenza di 167 nuclei in situazione di sfratto o in grave difficoltà, di cui 11 nuclei composti da anziani. Corrisponde a più di 2 alla settimana in media. A questo si aggiunge la difficoltà oggettiva a rilasciare gli alloggi in emergenza, poiché il lavoro non si trova e le famiglie faticano ad uscire dai circuiti assistenziali”.
I numeri parlano da soli: 1.804 sono le domande istruite del nuovo bando ERP, quindi riferite a famiglie che hanno teoricamente le condizioni per ambire all’assegnazione di un alloggio popolare; 400 sono le domande per l’emergenza abitativa esaminate in Commissione; poi ci sono 1.300 domande presentate per il bando PSH (Parma Social House) da famiglie che si trovano in condizione di reddito superiore a quella prevista per la casa popolare, ma che non sono più in grado di pagare un affitto sul libero mercato.
“In questa situazione – è ancora Laura Rossi che parla - l’assessorato al welfare del Comune di Parma ha investito notevolmente nell’ambito delle politiche abitative ipotizzando due percorsi: da una parte abbiamo previsto, insieme ad Acer, un investimento strutturale a medio termine che prevede l’aumento alloggi ERP e l’implementazione della gestione del’edilizia sociale, che andrà a sostenere le famiglie, mettendo sul mercato alloggi a canoni calmierati, “contenendo” nel tempo il rischio sfratti; dall’altra abbiamo cercato tutti gli alloggi disponibili per le collocazioni d’urgenza, per garantire alle persone almeno una soluzione temporanea. Ora le risorse si stanno esaurendo”.

Edilizia pubblica: tutto affidato ad Acer
Uno dei problemi che si deve affrontare per una gestione integrata degli alloggi pubblici è quello delle frammentazione. Per questo il Comune ha deciso di passare all’azienda Acer l’intera gestione del patrimonio abitativo, utilizzando al meglio tutti gli investimenti che oggi fanno capo a diversi soggetti. Nel corso 2013, sono stati recuperati e ripristinati 112 alloggi che si sono resi disponibili e sono stati assegnati in totale 142 appartamenti di edilizia residenziale pubblica (quella interamente a carico del Comune), di cui 83 a famiglie in graduatoria ordinaria e 59 a famiglie in situazione di emergenza. Ora, con il piano straordinario di Acer, saranno acquisiti altri 24 alloggi in Edilizia Residenziale Pubblica, da destinare a famiglie inserite in graduatoria o in situazione di emergenza abitativa.
Nell’immediato futuro la stessa ACER diventerà il gestore unico anche di tutti gli alloggi di Edilizia Residenziale Sociale, subentrando a Parmabitare e Casadesso, acquisendo tutti gli appartamenti da gestire come ERS, da mettere sul mercato dell’affitto a canoni agevolati rispetto a quelli di mercato.

 


Tramite questa operazione, nel 2014 entreranno a far parte del patrimonio pubblico 111 alloggi ERS, ai quali si aggiungeranno in corso d’anno ulteriori 34 appartamenti.
A tutto ciò si aggiunge il progetto Parma Social House, che ha già assegnato i primi 98 alloggi ed ha approvato il bando per l’assegnazione di altri 82 appartamenti, destinati a giovani coppie o a famiglie garantendo contratti d’affitto sostenibili.

Le disponibilità per l’emergenza
Sul fronte dell’emergenza (famiglie rimaste senza un tetto per effetto di sfratto o altre contingenze) i dati dicono che sono stati utilizzati 69 appartamenti a totale carico del Comune contro i 39 dell’anno precedente, cifra questa che fornisce un segno inequivocabile sull’evoluzione della crisi.
A queste disponibilità (tante per le risorse su cui si può contare, ma poche per le necessità reali) si aggiungono 10 alloggi acquisiti tramite il bando “Agenzia casa”, 8 alloggi a Corcagnano e 8 monolocali in via Casa Bianca.
Infine, sempre nel 2013, 76 nuclei familiari sono stati accolti temporaneamente in strutture per mamme con bambini, residence, ostelli, alloggi con servizi.

Dormitori
La gestione dell’accoglienza in emergenza delle persone che dormono fuori (prevalentemente stranieri) comporta una spesa di 650.000 euro annui a carico del Comune. I posti nei dormitori maschili sono 88 (24 nella struttura comunale permanente, 24 per emergenza freddo al “Cornocchio” comunale e 40 della Caritas). I posti nei dormitori femminili sono 25 (13 Cento Lune e 12 Caritas). A questi si aggiungono i 6 posti dormitorio misto Betania, riservati a persone con dipendenze.
Per l’accoglienza dei rifugiati politici sono a disposizione altri 34 posti letto dedicati, ai quali si aggiungono 15 posti loro riservati all’interno dei dormitori.

Contributi per l’affitto
Nel 2013 il Comune di Parma ha erogato € 306.700 (ma la proiezione a fine anno prevede 400.000 euro), contro i 232.000 euro del 2012. A questi si aggiungono € 80.000 del Comune di Parma, gestiti tramite il Bando affitti della Provincia

Chiesto il blocco degli sfratti
Le esigenze, comunque, restano purtroppo assai superiori alle disponibilità, nonostante gli sforzi del Comune. Per questa ragione, l’Amministrazione Comunale ha richiesto al Prefetto la convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica al fine di concordare un piano cittadino di gestione dell’emergenza abitativa, che ha ormai superato di molto le risorse disponibili del Comune, per potere fronteggiarne l’impatto sociale di questa situazione. 

Il servizio del TgParma


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  • Rete

    07 Dicembre @ 11.11

    il prefetto di terni ha appena decretato il blocco degli sfratti

    Rispondi

  • Vercingetorige

    06 Dicembre @ 17.52

    NO ! LA SITUAZIONE NON E' COSI' SEMPLICE ! L' OCCUPAZIONE FORZOSA DI ALLOGGI VUOTI DI PROPRIETA' PRIVATA DA PARTE DI SENZA TETTO E' MOLTO PROBLEMATICA ! SAREBBE REALIZZABILE SOLO CON UNA STATALIZZAZIONE DI FATTO DEGLI IMMOBILI . I diritti non li hanno solo i senza tetto , li ha anche il proprietario dell' abitazione che viene occupata , e non gli possono essere negati. Intanto , ha diritto ad una remunerazione per il bene che viene preso in uso. In altre parole ha diritto a che gli sia pagato l' affitto. Ma se gli occupanti non lo pagavano prima , al punto di essere sfrattati per morosità , cosa fa ritenere che lo pagheranno dopo ? Chi garantisce per loro ? Il Comune si impegna a pagare nel caso in cui loro non lo facciano ? Dalle parole dell' assessore Rossi pare proprio di no. L' Amministrazione Provinciale , anni fa , aveva tentato un' operazione di questo genere , ma con miseri risultati. Se l' abitazione è in condominio , gli occupanti devono pagare pure le spese condominiali , ma, se non pagano nemmeno l' affitto , pagheranno le spese condominiali ? E chi le paga ? O si vorrebbe che il proprietario , oltre a non ricevere un "canone" , ci rimetta anche le spese di condominio di tasca propria ? Il padrone ha poi il diritto a che , la casa di sua proprietà , venga conservata in maniera dignitosa , che l' inquilino ne faccia la manutenzione e le eventuali piccole riparazioni di sua competenza. Se la capienza della casa è di 3 - 4 - 5 persone , ha diritto a non trovarsene dentro 20 ! Ha diritto a non trovarsela illuminata da fiamme libere di candele perchè le bollette della luce non sono state pagate , o piena di bombole di gas perchè l' utenza è stata staccata dalla rete per insolvenza. IREN ha concesso una moratoria fino a metà gennaio, ma, poi...A QUESTO SI AGGIUNGA LA NECESSITA' ,TUTT' ALTRO CHE FACILE, DI DISTINGUERE IL GRANO DAL LOGLIO , cioè di capire chi si trova in condizioni disperate senza colpa , e nonostante ogni sforzo , e chi , invece , è un parassita profittatore che pretende, spesso con prepotenza , di vivere alle spalle della Comunità. Guai a farsi impietosire da questi ! Ad Adro , il famoso paese bresciano dove i bambini le cui famiglie non pagavano , venivano esclusi dalla mensa scolastica , una donna magrhebina si è fatta vedere da tutta Italia in lacrime davanti alle telecamere per l' umiliazione del suo bambino, poi si è scoperto che suo padre, cioè il nonno del bimbo, è padrone di una casa

    Rispondi

  • Biffo

    06 Dicembre @ 12.25

    Stavolta, la Katia Torri e la Rete Diritti in Casa hanno ragione; chi ha già una casa e ne compera altre e poi le lascia inoccupate, le lasci libere per chi non ha nemmeno una capanna per ripararsi; che siano poi, i proprietari, privati, pubblici, laici o religiosi. Franco Bifani

    Rispondi

  • Rete

    06 Dicembre @ 09.25

    non è vero,in altre città il blocco degli sfratti è stato fatto ed è partito proprio dalla prefettura ovviamente in accordo con comune e questura

    Rispondi

  • Francesco

    06 Dicembre @ 06.59

    brundofrancesco@libero.it

    Gli sfratti ci sono sempre stati, ora è emergenza, la causa la dobbiamo alla situazione economica creata da chi ci governa, ora neppure "allentare la morsa" vogliono fare, la Prefettura braccio del Governo se ne lava le mani, bravi complimenti. senza vergogna.

    Rispondi

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