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L'associazione Famiglie Numerose: "Nessun miglioramento con il nuovo Isee"

"Come hanno votato i parlamentari di Parma?"

L'associazione Famiglie Numerose: "Nessun miglioramento con il nuovo Isee"
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Alfredo Caltabiano, consigliere nazionale dell'Associazione Famiglie Numerose, critica in una lunga nota la nuova legge sull'Isee. A suo avviso, il meccanismo della nuova Isee non garantisce maggiore equità, anzi per certi aspetti "si è peggiorato la situazione precedente" e non aiuta le famiglie numerose. Si considera il reddito lordo e non quello disponibile. Non è stata accolta la richiesta di usare la scala di equivalenza del quoziente Parma. E alla fine, secondo Caltabiano, aumenteranno le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà relativa. "Sarebbe utile sapere come i parlamentari eletti a Parma hanno votato la nuova legge sull'Isee", aggiunge l'esponente dell'associazione Famiglie Numerose. 

Ecco il comunicato di Caltabiano, intitolato "Tutto quello che non è stato detto sul nuovo Isee". 

 

Su tutti i giornali e televisioni si è parlato con toni quasi trionfalistici della approvazione della nuova legge sull'Isee, ora chiamato 'riccometro'; in particolare, si è parlato delle novità volte ad evitare quei fenomeni di elusione, evasione e finte dichiarazioni che caratterizzano diverse dichiarazioni Isee. Molte di queste novità erano state a suo tempo proposte dal Forum delle Associazioni Famigliari, e vengono unanimamente condivise, perchè in questo modo saranno esclusi dalle agevolazioni molti 'finti poveri'.
Ma c'è un'altra parte, altrettanto importante, che è completamente sfuggita alla attenzione dei mass media e, conseguentemente, delle famiglie.
La revisione dell'ISEE era un'occasione unica per dare maggiore equità a quello che è un 'misuratore' della capacità di spesa (e quindi di contribuzione) delle famiglie, che mostrava parecchi limiti. E qui, purtroppo, non solo non si è riusciti a dare maggiore equità, ma, per certi versi, si è peggiorato la situazione precedente, il che ci porta a dire che la nuova Isee nasce già vecchia e 'da rottamare'.

Per misurare la capacità di spesa delle famiglie, utilizzato per l'Isee, bisogna analizzare il reddito disponibile e quante persone ci vivono su quel reddito.
La nuova Isee prevede che nell'imponibile vengano considerati anche i redditi esenti; peccato che siano assimilati a reddito anche quelle che invece sono contributi alle spese, come gli assegni famigliari, gli assegni di cura per i disabili o i contributi per l'affido.
Tantissime famiglie, a seguito di questa novità, rimarranno escluse dai benefici o ne potranno utilizzare solo in parte.
Ma qui sorge la prima ipocrisia di questa legge: per misurare la capacità di spesa delle famiglie, anziché utilizzare il reddito al netto delle tasse (quello effettivamente disponibile per pagare, ad esempio, le rette degli asili o della università), si usa il reddito lordo!

Poi c'è il problema della casa di proprietà. L'imponibile viene già automaticamente aumentato del 60%, perchè ora viene utilizzato l'imponibile ai fini IMU. E' stata poi tolta la franchigia fissa di 51.645,69 euro (i vecchi 100mln. di lire), sostituita con la deducibilità di 1/3 del valore dell'immobile. Qui sorge la seconda ipocrisia, perchè in questo modo vengono favorite le famiglie ricche, che possono arrivare ad avere benefici ben superiori alla vecchia franchigia. Tutte le altre famiglie, presumibilmente più povere, che hanno degli immobili di proprietà di basso valore, sono invece penalizzate. Si toglie ai poveri per dare ai ricchi.

C'è poi il capitolo più pesante, quello delle scale di equivalenza. Con le scale di equivalenza vengono riparametrati i redditi ed il patrimonio famigliare in base al numero dei componenti. Maggiore è il valore della scala di equivalenza (e quindi del peso attribuito ai carichi famigliari), maggiori saranno i benefici per la famiglia.
Più volte abbiamo citato che in Francia il valore dato ai figli con il Quoziente Famigliare (0,5 per il primo e secondo figlio, 1 dal terzo figlio in avanti) è ben superiore a quello dato in Italia per le scale di equivalenza Isee (0,47 per il primo figlio, 0,42 per il secondo, 0,39 per il terzo, 0,35 dal quarto in avanti).
Le associazioni famigliari da tempo richiedevano una scala di equivalenza che fosse allineata non sui costi di mantenimento (mangiare e dormire), sui quali è stata costruita l'attuale scala di equivalenza, ma su quelli di accrescimento, che tiene conto di tutti i costi effettivamente sostenuti per la crescita dei figli. Quando c'è da mandare un figlio a scuola, a fare un'attività sportiva o all'università, non c'è alcuna economia di scala che tenga.
E' stato chiesto quindi di adottare le scale di equivalenza già utilizzate con il quoziente Parma, oppure quelle elaborate dall'Istat (0,5 per il primo, 0,62 per il secondo, 0,78 per il terzo).
Invece la nuova ISEE ha lasciato invariato le scale di equivalenza, introducendo un 'contentino' di 0,2 per le famiglie con 3 figli o figli minori, che può arrivare al massimo a 0,5 per le famiglie con almeno 5 figli a carico.

E qui subentra evidente la terza ipocrisia: quando lo Stato deve riconoscere qualcosa, ai figli viene dato un valore basso. Quando però bisogna pagare, allora il valore aumenta. E' il caso della Tares, per cui il singolo figlio, che per l'Isee vale 0,35, per la Tares vale il doppio (0,70).
E' come andare al ristorante con gli amici; tutti gli altri mangiano la porzione intera, a te danno mezza porzione, e poi ti tocca pagare la quota intera come gli altri. E' quello che sta accadendo in Italia per chi ha dei figli a carico.
Il vero motivo per cui è stato decido di modificare l'Isee è semplicemente quello di fare cassa, ossia di ridurre i costi per lo Stato attraverso la lotta all'evasione ed elusione (finalità da noi pienamente condivisa), e limitando la platea de beneficiari, con modalità che però sono risultate completamente inique.

Ricordiamoci che la modifica dell'Isee è stata decisa nella prima finanziaria di Monti, quella lacrime e sangue; e ricordiamoci anche che chi ha ideato la nuova legge sull'Isee, non ha mai fatto in vita sua una dichiarazione Isee (come ammesso dal viceministro Cecilia Guerra). Non avendole mai vissute, non può sapere che dietro quei numeri ci sono le difficoltà che hanno tantissime famiglie, che sull'Isee nutrono le speranze di un aiuto o di una agevolazione.
Purtroppo, anche questa legge sull'Isee, unitamente all'aumento dell'Iva, alle nuove imposte sulla casa, e alla legge di stabilità che non ha portato nessuna novità per le famiglie con figli delle fasce più deboli, porterà inevitabilmente ad un ulteriore aumento delle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà relativa, stabilita annualmente dall'Istat (nel 2012 il 50% delle famiglie con 3 figli minori del Sud vive in condizioni di povertà relativa). Ma questa non è considerata un'emergenza. Chi ha votato queste leggi, però, sarà responsabile delle conseguenze che avranno su queste fasce più deboli.

Sarebbe utile, a questo proposito, sapere come i parlamentari eletti a Parma hanno votato la nuova legge sull'Isee.
Anche perchè è successo uno strano caso di ambiguità politica, a cui purtroppo siamo abituati: quando si è all'opposizione, si appoggiano certe richieste; quando si è al governo, si fa in modo opposto.
E' successo con il Movimento 5 Stelle a Parma: prima di entrare nella camera dei bottoni, era favorevole al Quoziente Parma (che introduceva un correttivo sulle scale di equivalenza). Una volta eletto il Sindaco, ha tolto il QP. Peccato che i deputati del M5S, in Commissione Finanza della Camera, abbiano votato a favore di un emendamento (bocciato dalla maggioranza) che chiedeva una scala di equivalenza simile a quella del QP!
Lo stesso, tuttavia, vale in senso contrario. Quei partiti che hanno difeso il QP a Parma, hanno votato contro la modifica delle scale di equivalenza.
Miopia della politica...


 

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  • Immanuel

    10 Dicembre @ 23.57

    Mamma mia che commenti in questa sezione. Che sentimento, complimenti !!!

    Rispondi

  • Pramzan

    09 Dicembre @ 17.22

    Signor Caltabiano senta un po': io faccio una vita semplice, ho lavorato per 40 anni da dipendente pagando le tasse fino all'ultimo centesimo e senza mai chiedere nulla a nessuno. Mi spiega perché lo Stato (cioè anch'io) dovrebbe (in parte) mantenere lei e la sua prole per il solo fatto di averla generata numerosa? No perché comincio ad essere stanco di sentire la storiella che i figli li manda la provvidenza. Se è così faccia una cosa: il modello Isee lo invii direttamente alla provvidenza... Lo Stato deve giustamente farsi carico della salute e del benessere dei cittadini. Ma quelli che ancora non sono nati non stanno soffrendo. Se poi la sua è una libera e consapevole scelta ben venga, purché sia a carico dello Stato nella misura in cui lo è per tutti gli altri cittadini. Che poi avere una famiglia numerosa sia un bene per la società io stò ancora aspettando che qualcuno me lo dimostri. Potrei sbagliarmi, ma se in Italia fossimo una ventina di milioni in meno credo che staremmo tutti meglio... Naturalmente questo vale anche per gli stranieri che vengono a rimpinguare demograficamente l'Italia. Non credo ce ne sia bisogno.

    Rispondi

  • Biffo

    09 Dicembre @ 16.48

    Credo che il signor Caltabiano , specie al giorno d'oggi, dove i figli tendono tutti, e meno male, ad un diploma, ad una laurea, e poi attendono un posto di lavoro per anni, sempre a carico dei genitori, dovrebbe riflettere e rimuginare sul fatto che nessun cittadino italiano deve sentirsi obbligato a contribuire a chi si ostina, da neocatecumenale e dintorni, a mantenere le sue convinzioni di ripopolare il globo con un numero spropositato di prole. Non è la quantità dei figli ad aumentrare la Grazia, ma, casomai, la qualità. Per qual motivo i figli di una famiglia numerosa debbono rinunciare a tutto o quasi il cosiddetto superfluo, solo perché i loro genitori si sentono chiamati a produrre una discendenza iperbolica? Ho letto interviste a famiglie numerose in cui non ci si concede mai una pizza, una gita, una vacanza, una capatina a teatro od al cinema. Ma che vita è mai? Nessuno pretende la fornitira di abiti griffati, di Ipad e Iphone, di PS4 o XBoxe per ogni figlio, per carità, ma la vita non è fatta di solo pane ed acqua; alle volte, una fettina di salame ci sta bene e la rende più sapida ed accettabile.

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