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Il diario del nostro inviato - Villa Sant'Angelo ringrazia i volontari parmigiani

Il diario del nostro inviato - Villa Sant'Angelo ringrazia i volontari parmigiani
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 Sono trascorsi cinque anni. Il terremoto che colpì L'Aquila e l'Abruzzo è una ferita ancora drammaticamente aperta. E certo non l'hanno dimenticato i tanti volontari che da Parma partirono in quelle ore, esattamente 5 anni fa, e che svolsero un'opera preziosissima. Con loro, "Angeli fra le macerie", c'era il nostro Marco Federici, che giorno per giorno raccontò quel dramma e quegli slanci, che poi andarono  a confluire in un libro a scopo benefico. Ricordare oggi quei momenti è un dovere verso un territorio che ancora attende risposte complete, un omaggio a quel volontariato che di Parma è un fiore all'occhiello, e un abbraccio al nostro indimenticabile Marco, che soprattutto in quei giorni ci offrì insieme la sua professionalità e la sua umanità di cronista di razza. Ecco il breve ma toccante diario che scrisse in quei giorni per la nostra Gazzetta web.

Domenica 12 aprile, Pasqua
I volontari di Parma celebrano la Pasqua a Villa Sant'Angelo e nel pomeriggio prepareranno il ritorno verso Parma. Quella di Pasqua è stata l'ultima mattina di lavoro per la Protezione civile: i volontari hanno lavorato come sempre, c'era chi ha portato persone alle strutture sanitarie, c'è chi ha fatto manutenzione ai servizi della tendopoli, chi ha assistito gli anziani. Alle 10 è stata concelebrata una messa dal parroco don Luigi Marcocci con un nunzio in Paraguay originario dell'Abruzzo. I celebranti hanno ringraziato i volontari all'opera: è partito un lungo applauso. E' stato un momento toccante. Don Marcocci ha rivelato di aver ricevuto una telefonata di solidarietà dal vescovo di Parma Enrico Solmi. 

Sabato 11 aprile
Nel lungo giorno dell’addio, Parma scende a Villa Sant’Angelo con promesse che portano il timbro della delibera. Il presidente della Provincia, Vincenzo Bernazzoli, il suo assessore Gabriele Ferrari, e l’assessore alla protezione civile del Comune, Fabio Fecci, si trascinano dietro il calore di un territorio pronto a spendersi per l’Abruzzo e quattrini. «Non vi lasceremo soli», è il messaggio che si lasciano alle spalle quando la sera girano le auto verso casa. Arrivano all’alba, la luce è ancora livida, i volontari si stropicciano gli occhi e si preparano a lavorare: chi nella sanità, chi nella logistica, chi è di ramazza.
Prima però foto di gruppo con amministratori e tanto di pacche sulle spalle. Quindi gli incontri «istituzionali» nel tendone della mensa: Bernazzoli fa sapere al sindaco di Villa Sant’Angelo, Pier Luigi Biondi, che nel prossimo consiglio provinciale sarà presentato un emendamento «per destinare i primi 50 mila euro all’Abruzzo». Mentre Fecci anticipa al primo cittadino del paese, che il Comune di Parma «adotterà» un edificio di Villa Sant’Angelo: «Appena ci verrà indicato quale - dice l’assessore - parteciperemo, magari assieme ad un altro ente, alla ricostruzione di una struttura pubblica». Si vedrà se in futuro le due proposte potranno fondersi in una sola. Colazione e poi sul pullman che porta all’Aquila per il funerale di Stato. Bernazzoli e Fecci si infilano le rispettive fasce e durante la messa stanno seduti al fianco di Biondi: Parma c’è.

Venerdì 10 aprile, ore 10
Da Villa Sant'Angelo sono partiti due pullman verso L'Aquila: circa 100 persone si recano ai funerali di Stato delle vittime, in città (17 sono le persone morte in paese). All'Aquila il sindaco di Villa Sant'Angelo è accompagnato dalla delegazione delle autorità parmigiane: il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, l'assessore provinciale alla Protezione civile Gabriele Ferrari, l'assessore comunale alla Sicurezza e Protezione civile Fabio Fecci. All'Aquila le bare sono in un'area molto grande: da un lato si posizionano gli amministratori, dall'altro ci sono i famigliari delle vittime. Nella piazza d'armi della Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza ci sono 205 bare (in cinque casi si tratta di feretri di madri e figli vicini), disposte su quattro file da 50 ognuna.

Venerdì 10 aprile 
La testimonianza di Silvano, infermiere tornato dall'Abruzzo: "Torno con il rammarico di non aver potuto fare di più". Leggi l'articolo

Giovedì 9 aprile, ore 20
Gli abitanti di Villa Sant'Angelo si preparano alla "notte più lunga". La notte che precede i funerali di Stato che saranno celebrati domani all'Aquila, alle 11, dal cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano. Per chi vorrà andare all'Aquila, i pullman partiranno alle 9. Nel pomeriggio le 17 vittime di Villa Sant'Angelo saranno tumulate nel cimitero del paese.
Intanto nella tendopoli - ormai a pieno regime - sono arrivati oggi da Parma 35 volontari, che hanno dato il cambio a un primo gruppo di soccorritori arrivati lunedì.

Giovedì 9 aprile, ore 8
Villa Sant'Angelo - Urla strazianti squarciano il silenzio della gelida notte abruzzese. La terra trema ancora a Villa Sant'Angelo, prima intorno alle 3 e poi poco dopo le 6. Trema forte, le brandine sussultano, scivolano via sul fondo di plastica. Dalle tende allestite dalla colonna mobile dell'Emilia-Romagna si sentono pianti e grida. "Non smette più, non smette più", singhiozza un'anziana avvolta in un panno per difendersi dal freddo. Con le prime luci dell'alba i 40 volontari di Parma si mettono al lavoro. Una squadra presta assistenza sanitaria alla tendopoli di San Demetrio, un'altra assiste gli anziani impauriti di una casa di riposo. Altri si rimboccano le mani e montano tende nel centro ricreativo del paese: a mezzogiorno in punto, quando il terremoto frusta ancora Villa Sant'Angelo, sono pronti un posto medico avanzato, una farmacia e una ludoteca per i bimbi sfollati. (Marco Federici)
Video: il collegamento di oggi con Tv Parma

Giovedì 9 aprile: La lunga giornata dei volontari parmigiani

Mercoledì 8 aprile, ore 19,30 - Ascolta il collegamento telefonico con Tg Parma

Mercoledì 8 aprile, ore 11:
I volontari continuano a lavorare nella tendopoli, allestita in un campo, e fra ciò che resta del centro abitato. Nella tendopoli si lavora per completare i servizi essenziali per le persone e il "centro operativo" del campo. Nella tendopoli ci sono 270 persone e probabilmente questo numero non aumenterà nei prossimi giorni.
Chi si trova nel campo deve restare in questa zona sicura: nessuno può andare fra le macerie del centro abitato, se non i vigili del fuoco e i soccorritori. Sarebbe troppo pericoloso permettere alle persone di tornare nelle case (o in quel che resta) : le guardie forestali e le forze dell'ordine controllano che si avvicinino solo le persone autorizzate.

Mercoledì 8 aprile, ore 8:
E' stata una notte molto fredda. E una notte di paura, perché sono state avvertite diverse forti scosse, in particolare verso le 7 del mattino. Anche chi è nelle tende le ha sentite bene. Il collegamento telefonico dell'inviato Marco Federici al Tg Parma

martedì 7 aprile, ore 19,45:
C'è una forte scossa di terremoto e ci sono state scene di panico nella popolazione: c'è chi si è messo a piangere. Sono ulteriormente crollati gli scheletri di case rimasti interi. Il collegamento telefonico di Marco Federici al Tg Parma

martedì 7 aprile, ore 11,47:
Molti, questa notte, hanno dormito in macchina. Non c'erano tende a sufficienza, a Villa Sant'Angelo, un paesino di circa 500 abitanti vicino a L'Aquila. Così, appena arrivati sul posto, i 35 volontari della Protezione civile di Parma si sono subito messi al lavoro per allestire la Tendopoli che servirà ad ospitare gli sfollati.
"Il via vai è continuo - racconta l'inviato della Gazzetta di Parma Marco Federici raggiunto telefonicamente -, mentre i volontari lavorano, tante persone stanno cercando di capire cosa devono fare".  E  intanto, in quel paese che non c'è  più si continua a scavare. "L'ultimo cadavere, di una donna, è stato estratto questa mattina alle 10 dai vigili del fuoco". I morti, per ora, sono 17: c'è anche un bambino di tre anni. La madre è morta, il padre si è salvato.
Dieci persone, poi, sono state estratte vive dalle macerie. Molte, dagli stessi abitanti della zona, che si sono attivate subito la scorsa notte.  

L'ARRIVO NELLA NOTTE. E SUBITO A SCAVARE TRA LE MACERIE
di Marco Federici
Sono arrivati quando il buio della notte aveva già avvolto crepe e macerie. Non hanno perso tempo: hanno subito soccorso i feriti nel piccolo ospedale da campo, hanno avvolto gli anziani nelle coperte, si sono messi a scavare a mani nude nelle macerie alla disperata ricerca dei dispersi: all’appello mancherebbero almeno una decina di persone.
I 35 volontari della Protezione civile di Parma sono già nel cuore del disastro: sono accampati a Villa Sant'Angelo, cinquecento anime a una manciata di chilometri dall’Aquila, uno dei paesi più colpiti dal terribile terremoto. Il centro storico è letteralmente devastato.

La colonna dei volontari, coordinata da Mirco Carretta, presidente del coordinamento della Protezione civile, e da Stefano Camin, coordinatore provinciale dell’Anpas, è partita nel primo pomeriggio: lungo l’autostrada che porta dritta nella pancia del terremoto ha affiancato altre colonne di vigili del fuoco e poliziotti.
 Cinque volontari di Parma sono partiti in avanscoperta per allestire la tendopoli. Poi gli altri trenta: tutta gente esperta. Per immaginare l’inferno che li avrebbe attesi hanno riavvolto i fili della memoria fino a rivivere le ferite del Friuli, dell’Umbria e del Molise. «Ormai sappiamo che solo alla vista delle nostre divise la gente si sente più sicura. La nostra presenza è fondamentale», dicono Daniele Guareschi e Paolo Iannaccone, due esperti volontari del soccorso.

 La colonna di Parma si è mossa a bordo di cinque ambulanze, due fuoristrada e qualche pulmino. I volontari si sono tirati dietro un posto medico avanzato pieno di medicinali e attrezzato per far fronte a qualsiasi tipo di emergenza. Tra loro ci sono un medico anestesista, due psicologi, vari infermieri e un’assistente sociale. Si portano dietro anche centinaia di sacchi di iuta da salma, chiesti dall’Ausl di Pescara, per chiudere i cadaveri che saranno trovati. Purtroppo serviranno già da questa mattina.

 

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