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Via Duca Alessandro, la strada dei paradossi che sta "invecchiando"

Simbolo della crescita urbana degli anni '50 e '60. Resistono le piccole botteghe ma ci sono il problema stadio e l'aumento dei furti

Via Duca Alessandro

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Gian Luca Zurlini


Viale Duca Alessandro può essere considerata il paradigma della trasformazione della città negli ultimi anni. Perché è una strada che portava alla campagna diventata uno dei simboli della crescita urbana negli anni Cinquanta e Sessanta e che ora sta «invecchiando» assieme alla popolazione che la abita. E' una strada di paradossi: viene chiamata viale, ma del viale ha soltanto le piante e non certo la struttura. Così come non la si può certo definire una via commerciale: per contro è una delle poche in cui si possono trovare ancora le ormai quasi introvabili «botteghe di quartiere». Nella prima parte, dal Petitot fino all'incrocio con via Sette fratelli Cervi, ci sono ben 3 fruttivendoli, 2 negozi di alimentari, una macelleria bovina «vecchio stile», una rivendita di pasta fresca e un barbiere «vero», di quelli di una volta. E, sempre in viale Duca Alessandro, il vecchio e glorioso «Polisportivo» che si trovava proprio di fronte al Tardini e che oggi vede i suoi spazi con le saracinesche da tempo tristemente abbassate, ha un «erede» nel «Bar Gianni», moderno negli arredi, ma allo stesso tempo «antico» nell'essere un punto di ritrovo e di incontro non solo per i Boys ma anche per i residenti della zona.

In tutto questo, forse, i problemi di viale Duca Alessandro sono forse ben poca cosa rispetto a quelle di altre strade dove il bisogno di sicurezza è al primo posto nelle richieste dei cittadini. Sono però le parole di Maurizio Azzali, nato e cresciuto proprio in una casa di questo viale negli anni Sessanta e ritornato qui nel 2002 rilevando la gestione di «Da Giovanni», storica rivendita di pasta fresca, a riassumere al meglio la situazione: «Il problema è che oggi è diventata una strada senz'anima, invecchiata assieme ai suoi residenti e forse per questo trascurata dal Comune. Ad esempio, dopo anni di scavi per vari motivi, l'asfalto è stato solo rappezzato e mai rifatto come si deve. E poi c'è una pista ciclabile creata su un marciapiede che è già stretto per i pedoni e che la rende pericolosissima». Piccole cose? Forse sì, ma da non trascurare, perché da queste parti si è sempre stati abituati all'abbinamento fra qualistà dei servizi e tranquillità della vita. E così anche un minimo segnale di «peggioramento» diventa un segnale da non trascurare e viene rilevato grazie una particolare sensibilità sul tema di residenti e commercianti.

A disturbare la quotidianità della vita dei residenti ( e dei commercianti in caso di anticipi o turni infrasettimanali) c'è poi il problema della «blindatura» della via durante le partite interne del Parma allo stadio Tardini. «Qui lo stadio Tardini c'è da sempre - dice la signora Maria mentre fa kla spesa dal bottegaio di fiducia - ma dopo l'arrivo del Parma in serie A le cose sono sempre peggiorate. Ad esempio, la chiusura al traffico c'è sempre stata, ma adesso da qualche anno fanno spostare tutte le auto parcheggiate e ci controllano i documenti se vogliamo tornare a casa prima, durante e dopo la partita come se fossimo dei delinquenti per tutte le partite casalinghe, comprese quelle in cui ci saranno sì e no un centinaio di tifosi ospiti. E' una cosa assurda, ma nessuno ci ascolta e ci tutela».

Anche qui, poi, da alcuni mesi sono arrivati i «topi d'appartamento». Stefano Schianchi, che da quasi 20 anni gestisce un'allegra bottega di alimentari che sembra un piccolo emporio, lo dice apertamente: «Per fortuna non ci sono problemi legati alla presenza di persone sospette in giro per la strada, però molte delle case e delle villette che si affacciano su viale Duca Alessandro hanno subito dei furti negli ultimi mesi. E questo si traduce in un peggioramento della qualità della vita». Che, certo, da queste parti è decisamente migliore rispetto ad altri luoghi della città. Ma inizia a mostrare pericolose incrinature.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Massimiliano

    16 Dicembre @ 13.06

    Già il problema dello stadio. Giusto per raccontare un episodio: Ieri, tornando a casa nel pomeriggio, dopo aver praazato a casa di amici, imbocco via Duca Alessandro (abito ion una strada laterale, sono residente ed ho regolare permesso), vengo fermato da una "integerrima vigilessa" che, in tono autoritario, mi ferma e mi dice :"da quì non si passa"!!!. Faccio notare che io "quì" vi abito e che ho tutto il diritto di entrare in CASA mia, ma l'agente in questione è inflessibile: " di quì non si passa e basta!, Anzi oggi vige anche il blocco del traffico!!!!". Faccio notare all'inflessibile agente che la mia auto, se pur di grossa cilindrata è alimentata a gas GPL, quindi, in deroga all'ordinanzaza, posso circolare, ma lei niente , continua a non volermi far entrare IN CASA MIA. Ora, mio figlio ( 6 anni) aveva bisogno dei servizi igienici e siamo dovuti andare a casa dei miei genitori per poter permettere al bimbo di recarsi in bagno. Tutto questo per una partita di calcio......

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