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IL CASO

Niente contributi dal Fai. E l'Ambulatorio Ospedale Vecchio attacca la Giunta

"Incompetenza, superficialità e autoritarismo: le motivazioni della giuria per bocciare la richiesta del sindaco di 30.000 euro"

Ospedale Vecchio

Ospedale Vecchio

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"Con rammarico s’è appreso l’11 dicembre scorso e subito comunicato alla cittadinanza l’esito del concorso nazionale indetto dal FAI il 6 agosto 2013 per ottenere a perdita del contributo del FAI di 30.000 euro per un progetto di restauro dell’Ospedale Vecchio, contributo a portata di mano grazie all’impegno dell’Ambulatorio dell’Ospedale Vecchio e dei suoi molti partner nel censimento “I Luoghi del Cuore FAI 2012, e bruciato dalla giunta comunale di Parma per incompetenza e arroccamento". E' fin dalle prime righe durissimo il comunicato in cui l'Ambulatorio dell'Ospedale Vecchio prende di mira la Giunta Pizzarotti per il mamncato ottenimento del contributo del Fai.
"Rendiamo pubblica ora la lettera ufficiale del FAI, inviata il 12 dicembre 2013 al sindaco di Parma e per conoscenza agli altri soggetti e organi competenti fra cui il comitato Ambulatorio dell’Ospedale Vecchio, con la quale vengono trasmesse le motivazioni del verdetto della giuria nazionale di esperti e tecnici nominata dal FAI.
Le principali ragioni dell'insuccesso sono indicate dalla giuria nella inadeguatezza del dossier firmato dal sindaco di Parma sul monumento e sul progetto, nell’insufficiente credibilità della promessa di cofinanziamento subordinato a una clausola arrogante e nella estromissione dell’Ambulatorio dell’Ospedale Vecchio dalla rete di partner chiamati dalla giunta comunale ad appoggiare la sua richiesta.
Ecco il testo integrale del giudizio della giuria:

«Simbolo della storia ospedaliera di Parma, l’Ospedale Vecchio rappresenta una notevole testimonianza dell’evoluzione storico-artistica della città dal XV al XIX secolo. L’edificio è stato fino ad oggi un importante polo culturale valorizzato dalle numerose attività promosse dalle associazioni e istituzioni locali.
In seguito ai recenti eventi sismici, il bene ha subito gravi lesioni che ne hanno in parte precluso l'utilizzo. La regione Emilia Romagna prevede lo stanziamento di fondi necessari a contrastare il processo di degrado e a restituire all’uso le parti inagibili; a seguito di tale intervento il progetto propone la trasformazione della crociera in atrio polifunzionale e galleria urbana per i reperti in deposito all’Archivio di Stato. Tuttavia, oltre all’ estrema sintesi della documentazione presentata, la rete di partner attivata risulta mancante del comitato civico che ha promosso la raccolta delle segnalazioni e comunque poco concreta negli impegni assunti.
Infine, il Comune di Parma, con Delibera di Giunta allegata solo in bozza, si impegna a cofinanziare l’intervento con 120.000 euro e a inserirlo di conseguenza nel Piano Triennale delle OO.PP. solo a fronte dell’erogazione del contributo Luoghi del Cuore, che risulta percentualmente molto più basso, dimostrando quindi in sede di valutazione condizioni meno mature rispetto ad altre richieste pervenute».

Com'è noto l’Ospedale Vecchio è un complesso monumentale di proprietà municipale, fondato nel 1471, sede di polo culturale-associativo pubblico; è protetto con vincolo completo di tutela dal 1975, ma a rischio di privatizzazione dal 2003 a causa delle amministrazioni comunali che si sono succedute d’allora. Il comitato cittadino Ambulatorio dell’Ospedale Vecchio, fra le varie iniziative per contrastare l’aggressione speculativa al monumento, ha promosso e organizzato la partecipazione al censimento FAI “I Luoghi del Cuore” 2012, raccogliendo 6188 firme contro la sua svendita ai privati e guadagnando così la possibilità d’iscriversi al concorso indetto il 6 agosto 2013 dal FAI stesso per distribuire contributi finanziari in favore della tutela e valorizzazione del Luoghi del Cuore più votati in tutt’Italia.
L’ultimo giorno utile per iscriversi al concorso, 10 ottobre 2013, l’attuale giunta comunale di Parma, in qualità istituzionale di amministratrice dell’Ospedale Vecchio, i cui proprietari sono giuridicamente i cittadini di Parma, ha tenuto all’oscuro i cittadini stessi e inviato al FAI l’iscrizione allegando solo un modulo firmato dal sindaco Federico Pizzarotti, peraltro compilato in modo corrivo e perfino erroneo nei dati storici e descrittivi dell’edificio e delle sue attuali funzioni, con richiesta del contributo massimo previsto dal bando (30.000 euro) e promettendo semplicemente sulla parola, senza documenti ufficiali, l’impegno della giunta a cofinanziare con altri 120.000 euro di risorse comunali e altri contributi dei partner coinvolti, che sarebbero stati però concretamente erogati e inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche del Comune solo «in caso di ottenimento del finanziamento Luoghi del Cuore». Alla conseguente richiesta del FAI di asseverare l’impegno previa delibera di giunta, il sindaco ha inviato solo una bozza di delibera, non approvata, e contenente ancora la clausola di subordinazione dello stanziamento municipale allo stanziamento FAI: una condizione arrogante che è stata giudicata infine dalla giuria del FAI indice di poca credibilità delle reali intenzioni della giunta parmense di procedere concretamente al restauro del monumento.
Per di più, il sindaco e l’assessore ai Lavori Pubblici hanno combinato tutto senza minimamente informare il comitato cittadino collettore delle firme, in spregio alle prescrizioni dello stesso bando FAI che indicava fra i tre «Obiettivi» del concorso «la nascita di circuiti virtuosi, per spingere i portatori di interesse a unire le forze in relazione a progetti concreti» (Concorso Luoghi del Cuore, Linee guida, punto 2/II) e fra i sette parametri di valutazione e attribuzione dei punteggi, l’attivazione di una rete di partner da parte dei singoli concorrenti in appoggio alla propria richiesta di finanziamento (punto 3/i), partnership che sarebbero state considerate «titolo preferenziale» (punto 3/d).
L’8 novembre 2013, giorno in cui si è venuti a conoscenza dalla stampa della pratica avviata in sordina dalla giunta, l’Ambulatorio ha pubblicato una lettera aperta, intitolata «Non tradite i cittadini», denunciando la vicenda e offrendo al sindaco e agli assessori la disponibilità a trovare una strategia condivisa per dare il proprio appoggio prima che la giuria nazionale FAI giungesse al verdetto, previsto per fine novembre, poi prorogato di dieci giorni. La disponibilità è stata ignorata e il sindaco ha perfino risposto pubblicamente, liquidando l’istanza del comitato come pretesa incomprensibile, animata da disfattismo sabotatore. Al contrario, molti altri comitati, collettivi, formazioni politiche, associazioni culturali, editori, singoli cittadini, impiegati, studenti, studiosi, pensionati, docenti universitari, ex consiglieri comunali, ex direttori di biblioteche, hanno aderito all’appello dell’Ambulatorio.
Risultato: la richiesta dell’Amministrazione comunale di Parma del contributo di 30.000 euro è stata valutata dalla giuria nazionale FAI con punteggio insufficiente, per le ragioni sopra riportate e trasmesse il 12 dicembre dal FAI. Nemmeno 64 punti su 100. Solo il 29° posto sui 41 concorrenti ammessi nella classifica.

La bocciatura è particolarmente bruciante, visto che ben 16 concorrenti sono stati premiati con l’erogazione dei contributi FAI, per un ammontare complessivo di 270.000 euro. Di questi 16 virtuosi, ben 9 avevano raccolto durante il censimento del 2012 un numero di firme inferiore alle 6188 firme raccolte per l’Ospedale Vecchio di Parma: addirittura il 4° premiato aveva totalizzato solo 1102 firme e il 9° solo 1674 firme, ed entrambi concorrevano nella stessa categoria scelta dalla giunta comunale di Parma per l’Ospedale Vecchio, cioè quella dei contributi per “elaborazione di un progetto di restauro”. Tre sono stati i premi massimi di 30.000 euro accordati dal FAI ai rispettivi richiedenti. Ma il nostro sindaco e l’assessore ai LL.PP. non sono riusciti nemmeno a posizionarsi fra i primi degli esclusi dalla torta dei contributi, bensì solo al 29° posto, cioè solo a metà della classifica dei monumenti rimasti a bocca asciutta. Ciò è un ulteriore scacco, poiché il FAI prevede che «in caso di eventuali rinunce da parte dei Beni finanziati, i contributi verranno riassegnati ai Beni ammessi ma non finanziati, in ordine di punteggio», come informa la lettera inviata al sindaco il 12 dicembre dal FAI in accompagnamento al giudizio della giuria. Dunque l’Ospedale Vecchio ha davanti altri 13 monumenti pronti ad avvantaggiarsi di eventuali rinunce.
Se poi si scorre l’intera classifica facendo attenzione ai monumenti e ai rispettivi luoghi, si scopre che Parma sta di fatto nella parte più bassa, insieme a piccole località; l’unico altro capoluogo in questa zona della classifica è Livorno, ma Livorno ha piazzato ben due monumenti in classifica e uno di essi è fra i primi sedici che hanno ottenuto il contributo. Per il resto tutti gli altri comuni capoluogo hanno avuto dalla giuria FAI un voto migliore di Parma: Trieste, Napoli, Firenze, Roma, Mantova, Novara, Ancona, Milano; e insieme alle città ci hanno superato anche molti piccoli centri.

Giova ripetere un passaggio della giuria FAI sulla prova della giunta comunale di Parma: «la rete di partner attivata risulta mancante del comitato civico che ha promosso la raccolta delle segnalazioni e comunque poco concreta negli impegni assunti». Al contrario, in alcuni centri, premiati nella classifica FAI, sindaco, assessori, consiglieri, comitati, associazioni, circoli, biblioteca, scuole, cinema, parrocchie, bar, negozi, gruppi scout, famiglie e singoli hanno lavorato all’unisono per raccogliere firme e decidere la strategia condivisa di salvaguardia e tutela del loro Luogo del Cuore, non per privatizzarlo e trasformarlo da polo culturale a polo commerciale e area mercatale, con chiostro rinascimentale convertito in piazzetta di bar, come più volte in pubblico ha vagheggiato per l’Ospedale Vecchio l’assessore ai Lavori Pubblici di Parma.

Nella speranza che questa sconfitta costituisca motivo di riflessione e orienti la giunta a un effettivo impegno condiviso per la tutela pubblica e non per la manomissione privatistica dell’Ospedale Vecchio, puo’ essere utile ribadire
LE PROPOSTE DEI GRUPPI CITTADINI (MONUMENTA, AMBULATORIO, AUDIT) CHE IN QUESTI ANNI SI SONO OPPOSTI AL PROJECT FINANCING:
- scioglimento unilaterale, senza penali, del contratto del 2010 di affidamento dei lavori all’impresa Pizzarotti, contratto per il quale il Tribunale di Parma ha mandato sotto processo cinque persone, compreso l’impresario;
- revoca della delibera del 30 giugno 2003 per la variante del POC (Piano Operativo Comunale) relativa all’Ospedale Vecchio e suo trasferimento nella categoria urbanistica di origine, fra i beni protetti con funzioni pubbliche confermate;
- osservanza del vigente vincolo conservativo ministeriale del 1975 e del vigente Codice Urbani del 2004, che vietano per l’Ospedale Vecchio le alterazioni strutturali, la privatizzazione, le funzioni incompatibili;
- osservanza dell’obbligo di legge di svolgere le indagini preliminari prima di stendere qualsiasi progetto di restauro;
- rinuncia a procedure nascoste o opache per decidere il destino funzionale dell’Ospedale Vecchio; e patrocinio con appoggio logistico a una libera consultazione cittadina, non addomesticata, che dia adito a un vero progetto partecipato, titolo preferenziale per accedere pure a finanziamenti statali ed europei.

Si coglie l’occasione per ringraziare i comitati, associazioni, organizzazioni, singoli cittadini, studiosi che numerosi hanno già aderito e diramato la lettera aperta della Commissione Audit del 16 settembre 2013 (http://auditparma.blogspot.it/2013/09/comunicato-stampa-sullospedale-vecchio.html) e l’appello dell’Ambulatorio dell’Ospedale Vecchio «Non tradite i cittadini» dell’8 novembre 2013 (http://www.ospedalevecchioparma.org/index.php/comitato/documenti/comunicati/18-ospedale-vecchio-non-tradite-i-cittadini), fra cui Davide Gasparotto, direttore della Galleria Estense di Modena; Tomaso Montanari, Università Federico II di Napoli; Salvatore Settis, Scuola Normale Superiore di Pisa; Deputazione di Storia di Patria delle province parmensi.
S’invita chi condividesse a mandare la propria adesione all’indirizzo ambulatorio-ospedale-vecchio@googlegroups.com e a promuovere la circolazione sia di quei due documenti, sia del presente."

E ora si attende la replica della giunta.

 

 

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  • gherlan

    17 Dicembre @ 13.50

    e da ragazzotti a cinque fuffe che pretendevate?

    Rispondi

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