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L'Ente nazionale Circhi accusa il Comune e annuncia azioni legali

Secondo l'associazione è stato illegittimo cambiare il regolamento sull'attività degli spettacoli viaggianti

L'Ente nazionale Circhi accusa il Comune e annuncia azioni legali
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L'Ente nazionale Circhi commenta l'incidente avvenuto ieri al circo di Mosca, dove un cavallo ha fatto cadere una bambina. Il presidente Antonio Buccioni, attraverso un comunicato, accusa il Comune di aver danneggiato il circo e provocato "condizioni di stress ad animali e personale del circo". Buccioni annuncia azioni legali contro l'Amministrazione comunale, che a suo giudizio ha preso una decisione "dilettantistica e scientificamente infondata" quando ha cambiato il regolamento sull'attività dei circhi a Parma. 

 

Ecco il comunicato stampa di Antonio Buccioni, presidente dell'Ente nazionale Circhi: 

 

Con riferimento a quanto accaduto nel pomeriggio di ieri a Parma, che ha purtroppo coinvolto una bambina in visita allo zoo del circo di Mosca, dal profondo del cuore e in maniera non formale desidero esprimere vicinanza e affetto alla bambina e alla sua famiglia, auspicando una pronta e completa guarigione. Ciò, non solo a nome mio, dell'Ente Nazionale Circhi che rappresento e del circo di Mosca, ma a nome di tutto il circo italiano.

Desidero, nel contempo, precisare alcuni aspetti che gli organi di informazione ignorano ma che è opportuno, a questo punto, rendere di pubblico dominio.

1) Conosco gli standard di qualità approntati dal circo di Mosca, e conosco personalmente la professionalità dei proprietari degli animali, cavallo compreso; in più occasioni ho potuto constatare la cura scrupolosa, quasi maniacale, con la quale si fanno carico del benessere degli animali, non solo il rispetto delle norme in materia di mantenimento e stabulazione degli stessi, ma l'affetto che lega uomini e animali.

2) Nel caso del Comune di Parma il circo è stato costretto dagli amministratori comunali a condizioni operative inaccettabili sia per gli animali e sia per il personale, travalicando ogni limite non solo normativo ma anche umano e di buon senso.
E' infatti accaduto che l'amministrazione comunale di Parma abbia adottato – con una quanto mai sospetta intempestività – in data 19 novembre 2013, un Regolamento sull'attività dei circhi, che ha sostanzialmente modificato quello vigente fino a quel momento, e che lo abbia fatto senza acquisire il preventivo parere che la legge in materia di circhi (art. 9 legge n. 337/68) stabilisce essere la regola da seguire ogni qualvolta si debba introdurre o modificare la disciplina comunale sulla attività delle imprese circensi. Chiunque comprende che cambiare le regole “in corsa”, una volta cioè che i circhi intenzionati ad agire nel Comune di Parma avevano già da mesi presentato le loro domande e in base al precedente Regolamento, oltreché predisposto nei dettagli compagnia e struttura dello spettacolo, costituisce una palese illegittimità formale, un abominio dal punto di vista dell'azione amministrativa, una scorrettezza inqualificabile che grida vendetta al cospetto di ogni pubblica amministrazione degna di tale nome.
In nome di un preteso – ma assolutamente male inteso – benessere degli animali, l'Amministrazione comunale di Parma ha così concretato una situazione per la quale buona parte degli animali (un elefante, un rinoceronte, una giraffa, sei tigri e due leoni) sono stati costretti ad essere confinati a circa 20 chilometri di distanza dal circo, in altro Comune, in quanto il Regolamento cui si è fatto cenno prevede che le specie esotiche non possano prendere parte agli spettacoli da novembre a marzo nella città di Parma. Quali le conseguenze di questa assurda, dilettantistica e scientificamente infondata decisione, che calpesta peraltro decine e decine di sentenze pronunciate da vari Tar di tutta Italia (“Come ritenuto da una condivisibile giurisprudenza (ex plurimis, T.A.R. Bologna, II, n. 470/2012), l’esercizio da parte dei Comuni del potere regolamentare in materia non può mai portare al divieto di svolgimento di attività che sono consentite in base a specifiche disposizioni di legge. Ciò sia per un problema di gerarchia delle fonti di produzione normativa (essendo il regolamento cedevole rispetto alle fonti primarie), sia perché l’ordinamento costituzionale (art. 120 Cost.) vieta agli enti territoriali di porre ostacoli alla libera circolazione delle persone e delle cose e di limitare l’esercizio del diritto al lavoro in qualsiasi parte del territorio nazionale” - sentenza TAR Ancona, depositata il 5 aprile 2013)?
Che diversi animali sono stati isolati rispetto al loro contesto naturale, essendo tutti nati in cattività e da lungo tempo abituati a vivere in determinate condizioni, insieme agli altri animali che compongono lo zoo del circo e abituati a prendere parte allo spettacolo, che per gli animali dei circhi – come ha chiarito un etologo come il prof. Alberto Simonetta – “costituisce uno stimolo che li distrae e li fa divertire e supplisce alle ore che, in natura, lo stesso animale spenderebbe per guadagnarsi da mangiare”.
L'amministrazione comunale di Parma è responsabile di aver costretto il personale del circo a massacranti e quotidiani trasferimenti, compiendo decine e decine di chilometri al giorno, e di aver privato gli animali delle migliori condizioni di benessere, con conseguente enormi in termini di stress su animali e persone.
In relazione a tutto questo, l'Ente Nazionale Circhi si riserva di adire ogni possibile azione sia sotto il profilo della violazione della legge che del conseguente risarcimento di danni morali e materiali ingentissimi.
3) Al contempo desideriamo invece ringraziare per la comprensione dimostrata l'assessore alla cultura del Comune di Parma, Maria Laura Ferraris, che ho avuto l'opportunità di incontrare e che ha dimostrato di comprendere in maniera piena le ragioni della gente del circo, salvo poi – probabilmente – non aver avuto la possibilità di incidere come forse avrebbe voluto.
Un particolare ringraziamento va al Signor Prefetto della Città di Parma, Dott. Viana, che sulla problematica, a seguito di nostra segnalazione, è intervenuto in maniera inequivocabile, chiedendo al sindaco di Parma di “valutare la possibilità di accogliere (se del caso con le necessarie prescrizioni) la richiesta formulata dal circo di Mosca, volta a far dimorare temporaneamente i predetti animali nel loro ambiente ordinario che, nella fattispecie, andrebbe individuato nelle stesse strutture del circo di Mosca attualmente collocato nella cosiddetta area ex Bormioli”. Ma, ai limiti dello spregio istituzionale, nulla, purtroppo, è valso dinnanzi ad una amministrazione comunale che si è dimostrata quanto mai ottusa e insensibile non solo alle esigenze di una categoria benemerita che, in base alle leggi vigenti, ha tutto il diritto di poter lavorare su tutto il territorio nazionale, ma anche dinnanzi alle sacrosante esigenze di benessere degli animali, che nel circo vengono prima di quelle degli uomini.

Il Presidente
Antonio Buccioni

 

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  • zgioz

    15 Gennaio @ 09.52

    cara Indiana, scusami ma l'analogia fra uomo e animale di altra specie è sbagliata, fuorviante dal discorso e oltretutto tirata per le orecchie. il fatto di giudicare "senzienti" gli animali, lo sottolineo perchè ormai sembra che si aggiri per strada la gente con la scienza infusa, non significa automaticamente determinare che gli animali abbiano autocoscienza, ovvero coscienza di sè stessi, del dove, del come, del quando, del perchè: questi sono gli esseri umani, in effetti. Significa solo che noi come umani dovremmo sentire l'obbligo morale di provvedere alle necessità e ai bisogni degli animali, punto. il paragone con la schiavitù umana non ha senso perchè in quel caso non è che gli schiavi lottassero o soffrissero perchè loro "erano più senzienti" di chi li schiavizzava, lottavano per affermare la loro eguaglianza rispetto agli esseri umani che li tenevano prigionieri: questa situazione, fra animale e uomo, se l'animale è trattato bene e i suoi bisogni e necessità sono soddisfatti, è una situazione che non si verificherà mai. questo te lo dico perchè fai tutto un discorso, sulla "grande anima" e "il grande cuore" degli animali, che è fuffa, a meno che tu non sia il luminare incompreso della nostra epoca e a dispetto di tutto e tutti tu sia riuscita ad indagare la mente degli animali, quando già riguardo al cervello UMANO e ai nostri processi cognitivi quello che si sa per certo è molto poco, e lo si è scoperto, o dedotto, specialmente grazie al fatto che noi, come creature umane autocoscienti siamo in grado di utilizzare un'infinità di mezzi espressivi che appunto la scienza ha potuto indagare. perchè ti dico questo? perchè non sei certamente tu, con le tue impressioni, supposizioni e idee che ti sei creata "sul sentito dire", sul fatto che hai letto i comunicati stampa di questa o quella associazione e hai frequentato qualche canile, a poter stabilire se e quanto un animale sta bene o no. ti invito a riflettere sul fatto che non potrai mai saperne di più rispetto alla persona, in questo caso circense, che l'animale lo ha allevato fin da quando era cucciolo, e che lo conosce, come individuo singolo, non come "tigre/leone del circo". generalizzare è come sempre assurdo, e vorrei ricordare che anche lo "specismo" (secondo cui il mondo sarebbe popolato da umani e animali gli uni di fronte agli altri in condizioni di parità) non è altro che una mera teoria filosofica, smentita a più riprese e da più fronti, a cui, ad esempio, tu credi, e io no.

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  • Tania

    08 Gennaio @ 19.52

    A mio parere qualunque sia stata la causa dello stress dell'animale, la struttura doveva mettere in sicurezza i visitatori. Sarebbe stata sufficiente una transenna in più, in modo da impedire al cavallo di venire a contatto con il pubblico ( incluso i bambini) , sicuramente si sarebbe evitata la tragedia. A maggior ragione se si sapeva che gli animali erano "stressati" e non stavano ricevendo le normali cure e attenzioni. Poteva anche essere il cavallo più buono del mondo, ma si trattava sempre di un animale di 400-450kg..“

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  • Indiana

    08 Gennaio @ 13.40

    Indiana

    Cara Mirella, io non offendo proprio nessuno: che parecchi circhi abbiano preso multe o gli siano stati sequestrati gli animali per maltrattamenti è un dato di fatto. Forse non il vostro,ma parecchi altri si! Ne hanno parlato anche diverse trasmissioni televisive, oltre che giornali, oltre che averlo visto con i miei occhi e sentito da tantisime altre persone, animaliste e non. Capisco l'amore che ha lei per animali che ha visto nascere e crescere e che sicuramente le vogliono bene perchè non conoscono nessun altro tipo di vita al di fuori di quella in cui vivono. Gli animali, anche quelli che in natura predano, hanno sentimenti molto più intensi dei nostri ed un'anima molto più grande. Per questo nessuno di loro merita un'esistenza diversa da quella che la natura ha creato per lui: ognuno ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale. Per questo sono estrememente contraria alla vivsezione e a qualsiasi altra forma di tortura, sfruttamento e sopprafazione dell'uomo su delle creature innocenti! Ma si sa, a volte l'amore rende egoisti e non si pensa al bene di chi si afferma di amare! Ci sono persone che si dicono amanti degli animali e poi tengono uccellini in gabbia, portano pellicce, mangiano carne, usano cosmetici sperimentati su animali, speculano sui rifugi e sui canili danneggiando l'immenso amore ed il lavoro dei volontari ( quelli veri: io non mai percepito una sola moneta e mai l'avrei accettata) ecc. Non so se avrò ho tempo di venire al suo circo: faccio un lavoro pesante e impegnativo per mantenere la mia famiglia pelosa. Ma se lo troverò ci verrò di sicuro, anche se vedere animali imprigionati per me è una sofferenza enorme. Su una cosa le do ragione: i suoi animali dovevano entrare in città e stare con voi: l'ordinanza doveva solamente impedire la loro esibizione. E le dico anche che io non ho mai avuto paura di niente: solo della stupidità e della cattiveria umana. A zgiot rispondo solamente che io sì, ho studiato parecchio e continuo a farlo anche al di là di scuole e università. E se trova giusto l'imprinting sugli animali del circo le rifarò la domanda: ma perchè allora hanno abolito la schiavitù umana? O forse lei è a favore anche di quella? Anche chi nasceva schiavo trovava normale, per lui quella vita. Ma non è giusto, se ne rende conto anche lei, vero? O si considera appartenente ad una specie superiore?

    Rispondi

  • Vercingetorige

    08 Gennaio @ 11.42

    QUESTA MATTINA , A MILANO , sono stati affissi ai muri manifesti in cui si indicano nomi, cognomi , indirizzi di casa e numero di telefono di tre ricercatori universitari , accusati di essere "vivisezionisti" . Sono stati messi nelle vicinanze delle loro abitazioni. Sui manifesti c' è anche scritto : " Sono tuoi vicini ! Chiama il boia ! ". QUESTI SONO GLI "ANIMALISTI" CHE HANNO LA FACCIA TOSTA DI VOLER DARE LEZIONI DI MORALITA' AGLI ALTRI ! SONO SOLO ESALTATI CHE FANNO TERRORISMO IDEOLOGICO ! Credo che, un elefante, o un leone , o una tigre, non li abbiano mai visti , o , forse , li han visti solo al Circo. Il gestore del Circo , a parte l' affetto che può provare per loro , non ha nessun interesse a maltrattare gli animali , perchè costano cari , e non gli conviene che muoiano prima del tempo , né che si ammalino per spendere un patrimonio di veterinario e medicine. Quando insegniamo al nostro cane a sedersi al nostro ordine , a stare alla gamba andando a passeggio , o a dare la zampa per salutare , lo seviziamo ? La sperimentazione sull' animale è indispensabile alla ricerca scientifica , volta a difendere la salute e la vita di miliardi di persone . Il "modello computerizzato " non è in grado di sostituirla , se non in piccola parte. Certo , bisogna evitare di infliggere all' animale sofferenze inutili, e , per questo , c' è , in Italia , una legislazione piuttosto severa in materia. Più severa che in altri Paesi. Andate a visitare un Reparto di Oncologia Pediatrica . Se potesse servire a lenire le sofferenze o a salvare la vita di quei bambini , non avrei nessuna esitazione a sbranare a morsi cani e gatti , nonostante abbia un cane, al quale voglio bene come a un figlio.

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  • danycassio

    08 Gennaio @ 10.48

    il circo con animali non domestici, sottratti alla loro natura e costretti a lavorare per il puro divertimento umano, é una roba da 1800 a cui dovrebbe essere messo divieto totale. Il presunto amore che i circensi danno ai loro animali, spesso confutato da servizi giornalistici come ad esempio alcuni visti a Striscia la notizia, non puó comunque essere giustificazione per tale atrocitá verso il genere animale, che é in tutto e per tutto equiparabile alla schiavitù (anche allora si diceva che il padrone dava allo schiavo da vivere), salvo che questi sono animali e non umani (cosa che, per quanto mi riguarda, la rende pure peggiore e meno eticamente accettabile). Lo stesso vale per gli zoo e per chi tiene in casa animali non domestici in gabbiette/acquari/terrari, nei quali animali naturalmente abituati a vivere in areali di svariate decine di km2, o immensamente maggiori nel caso di uccelli, vengono costretti a vivere in gabbie per il puro diletto umano di vedere un animale nella propria cittá/casa invece che nel suo habitat. E non venitemi a dire che questi sono animali che hanno bisogno dell’uomo per sopravvivere e che lo amano. Provate a liberare un canarino dalla vostra gabbietta di 50x50, cosí come una giraffa dal suo camioncino da circo o un qualsiasi animale dallo zoo e vedrete come fuggono dalle vostre amorevoli cure. Sig. Buccioni e Mirella, io metterei voi nella gabbia…poi la porto in giro e faccio vedere nelle cittá che faccia ha un aguzzino con la mentalità del 1800. Sia chiaro, ogni tanto vi faccio anche fare un giretto sulle due mani cosí vi potete svagare un po’, come sostituto alle ore che avreste impegnato a lavorare.

    Rispondi

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