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POLITICA

Vicenda Auser, Casa: "Volontari preziosissimi. Ma no ai rimborsi mascherati"

Lettera aperta dell'assessore: "Non possiamo non rispettare la legge. E gli altri volontari allora?". E allega gli scontrini. La replica della Maestri

Vicenda Auser, Casa: "Volontari preziosissimi. Ma no ai rimborsi mascherati"
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Il punto, secondo l'assessore Cristiano Casa, è che "il volontariato, proprio perché tale, non deve ricevere “rimborsi mascherati” o, che dir si voglia, stipendi". Riaffermare il valore del' servizio svolto da Auser, dunque, ma allo stesso tempo farlo nel rispetto della legge. E' questa la sintesi della lettera aperta alla città inviata dall'assessore a tema nonni-vigili (e non solo). Una lettera in cui si rivolge direttamentr ai parmigiani: "Sareste contenti di sapere che mentre la stragrande maggioranza dei volontari dona parte del proprio tempo per la comunità, senza nulla in cambio, una piccola minoranza si fa retribuire per fare la spesa al centro commerciale, per andare dal barbiere o per comprarsi scarpe nuove?". E poi risponde punto per punto agli attcchi dei giorni scorsi, allegando anche alcuni esempi degli scontrini per i rimborsi.

Ecco il testo integrale. 

 

 

“Vogliamo innanzitutto ribadire, ancora una volta, che in discussione non sono mai stati l’utilità, il valore e l’importanza dei volontari Auser sul nostro territorio. Nel rendere pubblici gli scontrini, secondo il Comune e la Regione oggetto di illegittima richiesta di rimborso, riaffermiamo che è in discussione ciò che non dovrebbe mai esserlo: il rispetto della legge.
Il volontariato, proprio perché tale, non deve ricevere “rimborsi mascherati” o, che dir si voglia, stipendi: sareste contenti di sapere che mentre la stragrande maggioranza dei volontari dona parte del proprio tempo per la comunità, senza nulla in cambio, una piccola minoranza si fa retribuire per fare la spesa al centro commerciale, per andare dal barbiere o per comprarsi scarpe nuove? Sareste contenti di sapere che chi dovrebbe garantire equità e osservanza delle regole, non promuove la prima e non adempie alle seconde? Siamo certi che i nonni-vigile hanno sempre agito correttamente, spinti da quel sentimento civico che li contraddistingue. Il problema, semmai, è capire perché la classe dirigente e quella di opposizione, che fino a ieri dovevano scrupolosamente controllare la natura dei rimborsi, non lo abbiano fatto. A tutto, però, c’è rimedio: adesso abbiamo la possibilità di rendere il contratto legittimo. Allora: è forse in discussione l’utilità, il valore e l’importanza del volontariato, o il rispetto della legge?
Noi non chiediamo ad Auser di farsi da parte: non si può chiedere ad una risorsa del territorio di farsi da parte. Chiediamo ad Auser di sottostare alle regole che il Paese si è dato sui contratti tra amministrazioni pubbliche e volontariato. E alla Cgil, che in questi giorni ha difeso lo status quo finora vigente, ribadiamo che è inutile, oltreché palesemente contraddittorio, il suo tentativo di sviare consapevolmente l’oggetto della discussione, lasciando intendere che per l’Amministrazione, Auser sia uno spreco: non lo abbiamo mai sostenuto, ne’ intendiamo farlo oggi. Auser non è uno spreco. E all’Onorevole Maestri, che nei giorni scorsi ha sostenuto di voler elaborare una proposta di legge per riconoscere un rimborso ad Auser, rispondiamo che non fa che confermare la nostra tesi: se l’obiettivo è scrivere una nuova legge per mettere una toppa al problema da noi sollevato, vuol dire che effettivamente un problema c’è.
Semplicemente non accettiamo di credere che davanti a noi ci sia un bivio: sì ad Auser ma no al rispetto della legge, oppure sì al rispetto della legge e no ad Auser. La Cgil, che dovrebbe tutelare i lavoratori, si dice con noi oppure no? Siamo infatti convinti di non essere smentiti se diciamo che, in un Paese normale, la legge va rispettata senza eccezioni, e che per farla rispettare non serve giustificarsi.
Non possiamo accettare questa prassi, che rischia di far passare per “cattive” le amministrazioni che intendono rispettare le regole: nei giorni scorsi ho ricevuto una lettera di minaccia di aggressione da un genitore, solo perché mi sono preso un impegno: rispettare le leggi del nostro Paese. A questo punto resta da chiedersi se intendiamo vivere in un Paese normale oppure nel Paese del Sottosopra”.

Pezze giustificative volontari

 

LA REPLICA DELLA MAESTRI

“Non voglio alimentare inutili polemiche ma è evidente che l’assessore Casa non ha compreso il significato del mio intervento dei giorni scorsi sul mancato rinnovo della convenzione tra il Comune di Parma ed AUSER per problemi di contestata illegittimità che tuttavia nessun altro Ente ha ritenuto di sollevare, in merito ai rimborsi spese riconosciuti ai volontari”.

Così la parlamentare PD, Patrizia Maestri, risponde alla lettera aperta dell’assessore Cristiano Casa.

“La proposta di legge che presenterò nei prossimi giorni non avvalora affatto la tesi del Comune di Parma ma, al contrario, vuole togliere all’Amministrazione ogni alibi contribuendo al contempo a semplificare l’attività amministrativa delle associazioni che collaborano con gli enti pubblici e degli uffici preposti al loro controllo. E’ inutilmente ridondante vincolare il riconoscimento di un rimborso di modesta entità ai volontari per il servizio svolto, soprattutto se questo richiede una particolare e costante attenzione e dedizione, ad una rendicontazione a pié di lista: la mia proposta è quella di forfetizzare questo emolumento entro determinati e stringenti limiti mensili e annuali”.

“Non appena pronta invierò la proposta di legge all’assessore e anche il suo contributo di merito sarà prezioso.” – ha concluso la Maestri – “Non posso tuttavia non interrogarmi sulle priorità di attenzione dell’Amministrazione Comunale: era veramente questo il problema su cui i parmigiani si aspettavano, con così tanta risolutezza, risposte dalla Giunta?”.

 

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  • checco

    23 Gennaio @ 20.37

    eee ma come la fate lunga! ma quali leggi e articoli! se erano illegali li toglievano tutti i servizi non alcuni si e alcuni no... adesso jenny te la spiego io bene come è, dunque il nostro sindaco deve dire che ha ridotto il debito lasciato dagli amici vignali e ubaldi quindi fa tagliare tutto il tagliabile e quindi casa in realtà ci vuol dire "cari cittadini se volete questi servizi ve li fate voi e a vs spese" bo basta. fine della storia. il comune non tira più fuori 1 ghella al massimo possono fare 1 preghierina che non venga investito nessun bambino davanti alla scuola. e poi nonnini adesso fa freddo è meglio se state a casa che se vi ammalate gli scontrini della farmacia non ve li passano

    Rispondi

  • stregatta

    21 Gennaio @ 23.22

    Xeminciamo dagli articoli 2 e 3 ma per il resto ti suggerisco cercare su internet informaz che chiariscano i tuoi dibbi. X la Legge n. 266/91 l’attività volontaria è l'attività prestata in modo personale, spontaneo, gratutito e senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivam per solidarietà” (art. 2.1). Per realizzaz questa attività, l’associaz di volontariato “si deve avvalere in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti” (Art. 3.1) che però non possono essere pagati ma solo usufruire, eventualmente, di un rimborso spese (art. 2) per la loro attività. L'art.2 della legge 266/91, infatti, recita: "Al volontario possono essere soltanto rimborsate dall'organizzazione d'appartenenza le spese EFFETTIVAM SOSTENUTE PER L'ATTIVITÀ PRESTATA, entro limiti preventivamente stabiliti dalle organizzazioni stesse". Attenzione! Il rimborso delle spese però non deve mascherare una retribuzione in nero. Questo significa che le spese devono essere documentate (con fattura, ricevuta e scontrino annotato) e CONGRUENTI CON LE FINALITÀ DELL'ASSOCIAZIONE; inoltre, se nelle deliberazioni dell'associazione è previsto un tetto massimo per questi rimborsi spese, si potrà rimborsare solo tale somma. Se il volontario utilizza il mezzo pubblico gli potrà essere rimborsato il costo dell'abbonamento; se utilizza la propria autovettura si potrà rimborsare per ogni chilometro una % del costo; il pasto potrà essere rimborsato se l'attività richiede un impegno più lungo di una mezza giornata. Però, niente vestiti, niente spesa all'Esselunga o Ipercoop, niente parrucchiere, niente acquisto nel negozio pronto carni, e via di seguito. La legge prevede anche la possibilità di ricorrere a lavoratori dipendenti, o di avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo ma solo per i “limiti necessari al regolare funzionamento dell’organizzazione oppure necessari per qualificare o specializzare l’attività da essa svolta” (Art. 3.4). E comunque chi svolge attività di volontariato all’interno dell’organizzazione non può, allo stesso tempo, lavorare in modo autonomo o subordinato per l’associazione stessa. infatti il comma 3 dell'art.2 afferma che: "la qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro dipendente o autonomo o di ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l'organizzazione di cui fa parte".

    Rispondi

  • Genny

    19 Gennaio @ 12.19

    Io non ho diplomi di laurea, non sono né giudice né avvocato, però nella mia inferiorità sono andata a leggere come consigliato da stregatta la legge 266 cercando di capirci qualcosa...e devo dire che non tutto mi è chiaro, magari chi ne sa più di me potrebbe spiegarmelo? Ho sintetizzato alcuni punti. La legge all'Art.2 dice “Possono essere rimborsate le spese sostenute per l'attività prestata entro limiti stabiliti dalle organizzazioni” (quindi da Auser e simili?), il rimborso allora non è illegale come è stato detto? Art.3 dice “Le organizzazioni possono assumere dipendenti”, che prendono uno stipendio? E chi lo paga? E con che soldi? E ancora “Svolgono attività mediante strutture proprie”, e chi le paga? Art.4 dice”Le organizzazioni debbono assicurare i propri aderenti” ma all'art.7 dice che gli oneri sono a carico degli enti, quindi se il Comune non dà 1 euro ad Auser, non pagherebbe neanche le assicurazioni (di decine se non centinaia di volontari...sarà una bella somma!) e andrebbe contro la legge? Art.5 dice” Le organizzazioni traggono le risorse da 3)contributi di enti (forse se sono generosi?!) 6)rimborsi da convenzioni. Poi all'Art.7 dice”Le convenzioni devono contenere disposizioni dirette a garantire l'esistenza delle condizioni necessarie a svolgere le attività, nonché il rispetto dei diritti e della dignità degli utenti”, direi che sul rispetto dei diritti e della dignità basta leggere i comunicati stampa...mentre non mi è chiaro cosa è che dovrebbe garantire le condizioni ecc...forse i soldi? Infine, cosa è scritto nelle convenzioni? Che un'associazione dà un servizio e in cambio riceve tot soldi? O che l'associazione o i suoi volontari si presentano con scontrini alla mano e il comune li paga? Se al comune non sta bene l'Auser, perchè non affida ad altre associazioni o a disoccupati o a gente in mobilità o ad altri questi servizi? Il problema scuola andava risolto prima di settembre e siamo a gennaio! Ma la domanda principale che mi chiedo: da tutto questo polverone CHI ci sta guadagnando?

    Rispondi

  • stregatta

    18 Gennaio @ 10.14

    @genny. Legge 11 agosto 1991, n. 266 "Legge-quadro sul volontariato" (Pubblicata in G.U. 22 agosto 1991, n. 196) art 2 e 3. Poi, per completezza, leggi anche gli altri, se vuoi. Il volontario è volontario e basta.

    Rispondi

  • Genny

    18 Gennaio @ 00.08

    @stregatta: hai lavorato per quattro anni in un'associazione di volontariato? Ma allora eri stipendiata...

    Rispondi

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