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Millecolori: "Braccio di ferro Iren-Comune, pagheranno solo i cittadini?"

L'associazione: "Da una parte i milioni di danni per la sospensione del cantiere, dall'altra quelli del ristoro ambientale: no ad aumentare le tariffe"

Millecolori: "Braccio di ferro Iren-Comune, pagheranno solo i cittadini?"
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"Il prossimo 27 febbraio è fissata la discussione al TAR di Parma della causa per il risarcimento dei danni pretesi da IREN per la sospensione dei lavori disposta nel luglio 2011 dal Comune di Parma." Parte da quella data l'associazione Millecolori per parlare della vicenda Iren-Comune in materia di inceneritore: da una parte la richiesta di danni di Iren al Comune per la sospensione del cantiere, dall'altra la richiesta di ristoro ambientale che potrebbe avanzare il Comune verso la multiutility nel caso arrivino i rifiuti extraprovinciale. E la domanda è: "Alla fine pagheranno solo i cittadini di Parma con l'aumento della tariffa?".
"La sospensione dei lavori - ricorda Millecolori nella nota - era stata disposta dall’amministrazione Vignali e poi dichiarata illegittima dal TAR.
Ricordiamo a tutti i frenetici contatti tra quella Amministrazione ed esponenti del CGR finalizzati anche a “confezionare” tale illegittima sospensione, contatti prima negati poi ammessi a seguito della pubblicazione di stralci di intercettazioni con il consigliere regionale Villani.
IREN, a seguito di quell’improvvida sospensione dei lavori, ha chiesto al Comune di Parma un rilevante risarcimento danni, si dice di circa 27 milioni di Euro.
In relazione a questo rischio di risarcimento, già da aprile dell’anno scorso avevamo invitato il Comune ed iREN a trovare un accordo senza penalizzare i cittadini di Parma, che di certo non hanno colpa per le azioni maldestre del precedente Sindaco, coadiuvato da Villani e dal GCR.
Da piazza Garibaldi era pervenuta una risposta piccata, affidata ai soliti guardiani della rivoluzione".
"Ora però i nodi sembrano venire al pettine, poiché il TAR dovrà decidere sull’eventuale risarcimento a carico del Comune (e relativo importo).- continua l'associazione - Ma pare profilarsi all’orizzonte un nuovo scenario.Nulla è certo, ma se nell’impianto di Parma dovessero trattarsi rifiuti extra provinciali, il Comune potrebbe richiedere ad IREN un rilevante ristoro ambientale per un importo che potrebbe “casualmente” avvicinarsi al risarcimento richiesto al TAR.
Non è chiaro se parte di tali somme verrebbe poi girata ad IREN. Fin qui la partita sembrerebbe regolare, anzi a vantaggio del Comune che incasserebbe somme e scongiurerebbe e/o ridurrebbe il pericolo o comunque l’entità dei danni, o comunque troverebbe le risorse per farvi fronte.
Così però non è!"
"La ragione è semplice - spiega Millecolori - : il ristoro ambientale costituirebbe per IREN un costo che, come tale, dovrebbe poi essere considerato nella determinazione della tariffa, con la conseguenza che quei milioni di euro diventerebbero una ulteriore gabella a carico di tutti i cittadini della provincia di Parma.
La conseguenza sarebbe una bella tassa aggiuntiva che i cittadini pagherebbero, di fatto per coprire i danni causati dalla sospensione lavori voluta da Vignali-Villani-CGR.
La speranza è che questo scenario non si verifichi, ed in merito si attende un chiarimento da parte del Sindaco e dell’Assessore Folli, che è stato anche uno dei principali esponenti di quel CGR che, come detto, sembrerebbe aver compartecipato alla sospensione illegittima.
Per parte nostra faremo il possibile perché ciò non accada, a tutela delle tasche di tutti noi e del principio generale del far pagare chi ha sbagliato (sia interno che esterno al Comune) e non la collettività.
Il 27 febbraio è vicino e quindi vedremo se le parti (IREN e COMUNE) concorderanno un bel rinvio in attesa della determinazione della nuova tariffa: questo sarebbe un segnale che quanto sopra ipotizzato potrebbe effettivamente verificarsi.
Da parte nostra ci limitiamo a formulare una proposta molto semplice: se mai dovessero venire a Parma rifiuti extra-provinciali - cosa che in linea di principio ci vede decisamente contrari, fatta eccezione per l’obbligo di restituzione nei confronti di chi per oltre 10 anni ha ospitato i rifiuti parmigiani – Parma dovrà pretendere un serio e rilevante ristoro ambientale (da destinarsi per la realizzazione di seri interventi nel settore dell’ambiente, ed in particolare della qualità dell’aria, nonché per la riduzione delle tariffe a carico dei cittadini parmigiani) e tali somme dovranno gravare sulle tariffe dei cittadini delle città che non sono dotate di impianti di smaltimento e che, pertanto, debbono smaltire altrove i loro rifiuti, come Parma ha fatto per oltre 10 anni.
E’ in realtà quello che per oltre 10 anni è avvenuto in “danno” dei cittadini di Parma, che hanno subito tariffe più elevate per la mancanza di impianti di trattamento, ed è giusto che ora avvenga in loro favore.
Il tutto, ovviamente, anche in attesa del completamento dei lavori del TMB di Reggio Emilia, in merito al quale, dopo tanti proclami, da tempo non si sente più nulla."

 

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  • Nocciolina

    03 Febbraio @ 08.31

    E' il GCR che deve pagare. Insieme a Pizzarotti e alla sua squadra che, fino a prova contraria, hanno fatto molta più cagnara dei precedenti amministratori che, tra l'altro, il termovalorizzatore lo volevano. Diversamente da "questi qua". Che non oso definire per decenza.

    Rispondi

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