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Nuova influenza, la lettera allarmante di un missionario parmigiano all'estero

Nuova influenza, la lettera allarmante di un missionario parmigiano all'estero
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Una situazione drammatica. In cui la verità appare sempre più sfuocata e impalpabile. Quella che si vive in Messico in questi giorni è una realtà paradossale, fatta di negozi e bar chiusi, di messe che non vengono celebrate e di tanta, tanta paura. Simone Strozzi, persona molto nota in città per essere stato dirigente della Lampogas e arbitro di basket della serie A, ora missionario saveriano a Città del Messico, ha affidato le sue preoccupazioni ad una mail inviata al nostro sito internet che pubblichiamo per intero:

Città del Messico, Distrito Federal, 29 aprile 2008 ore 22.35

"Un caro saluto a tutti. Grazie di cuore a chi ci pensa, a chi in qualche modo ci è vicino, soprattutto grazie a chi ci accompagna con la preghiera. Desideravo aggiornarvi sulla situazione nella Città del Messico, dove vivo.

Quando è arrivata la notizia che l’Organizzazione Mondiale della Salute aveva elevato il livello di gravità da 4 a 5 su un massimo di 6, c’è stato un momento di sconforto e di forte preoccupazione. Il livello 5 significa che si sono registrati casi di influenza porcina trasmessi da uomo a uomo in almeno due diversi paesi della stessa regione del mondo, il livello 6, livello massimo, significa che una epidemia globale è in marcia. Imminente, secondo quanto si dice qui, il passaggio al livello 6, lunedì dicevano che mercoledì saremmo passati al livello 5, e così è stato. L’organizzazione Mondiale delle Salute, dichiarando il livello 5 ha ordinato a tutti i Paesi del mondo di procedere ad attivare  tutte le misure anti-epidemia.

Siccome dicono che non c’è nulla di grave, volevo darvi un po’ di dati. Oggi Cuba e Argentina hanno sospeso per 48 ore tutti i voli per e dal Messico. Domani, giovedì, in una riunione dei 27 paesi della Unione Europea si decideranno le misure da adottare, la Francia ha fatto sapere al Governo Messicano che chiederà la sospensione di tutti i voli per e dal Messico, cioè la chiusura delle frontiere.
Gli Stati Uniti hanno sospeso l’emissione di visti per i messicani fino a nuovo ordine. Le Ambasciate, nel ricco quartiere Reforma, hanno davanti lunghe code. Non so quello che vi dicono in Europa. Oggi si sono registrati secondo i dati ufficiali, 99 casi certi di influenza porcina, oggi ci sono stati 251 ricoveri in ospedali preventivi, attualmente i posti letto sono occupati per l’87%.
Situazione totale secondo il Governo: 2.498 infermi, 1.311 ospedalizzati, 159 decessi. Ieri la metropolitana ha registrato 3 milioni di passeggeri in meno, questo per farvi capire che la gente ha tanta paura. Ieri notte alle ore 23 in Messico il Presidente Calderon ha parlato alla nazione, orari scelti apposta perché la gente non possa ascoltare, ha chiesto a tutti di non uscire di casa.

Oggi 30 aprile sarebbe stata in Messico una grande festa: il giorno del bambino, ma per tutti è un giorno triste e di preghiera. Il Governo parla di rafforzamento delle misure preventive per rompere la riproduzione del virus nella città. Misure sempre più drastiche che stanno portando la città al blocco, misure che non rispecchiano il “state tranquilli, non ci sono problemi, tutto è sotto controllo”.
Da domani  sospensione totale di tutti i servizi pubblici, uffici chiusi: tranne che la distribuzione di benzina (in Messico l’unica azienda petrolifera è la PEMEX ed è statale), i servizi di trasporto pubblico, il lavoro della polizia e dell’esercito, le strutture ospedaliere. Ordine categorico di evitare la presenza di tante persone in luoghi chiusi. Chiusi da domani i mercati di strada, dopo i ristoranti, bar e luoghi di ristoro, aperti soli i supermercati.

Da oggi nella Città del Messico sono operative 110 stazioni mobili per analisi rapide, posizionate in zone strategiche, operative dalle 9 alle 18, in 10 minuti di sanno dire se hai l’influenza, hanno a disposizione per ora solo 275.000 kit per le prove.
Il problema sembra che ormai tutti gli Stati che compongono il Messico, chiedano medicinali antivirali, lo Stato da dichiarato di averne un milione di dosi, ogni persona che inizia il trattamento ha bisogno di 10 dosi, la popolazione in Messico è di circa 108 milioni, fate presto i conti, in caso di epidemia, la situazione è grave. In città, nelle farmacie non si trovano più mascherine, nelle piazze il Governo spiega alle persone come fare mascherine artigianali in casa.

Oggi quando ero al telefono con un mio caro amico di Ancona, Marco, lui mi ha chiesto: “Simone, sono elicotteri quelli che sento?”. Si, continuano a girare sulla città elicotteri e tante ambulanze con accese le sirene, anche mentre vi sto scrivendo. Davanti agli ospedali rimangono lunghe code per tutto il giorno e la notte (non so se si vedono queste immagini in Italia), per curiosità ho chiesto ad una donna anziana e povera in coda: “Signora, cosa facciamo? La situazione è grave.” Lei mi ha risposto indicando il cielo con un dito: “Quello che è là su, sa tutto, affidiamoci a lui”.

Non ci dicono la verità.
Ormai sono 5 giorni che non vengono celebrate Messe nella capitale, potete immaginare la sofferenza per molte persone.
Sembra che l’influenza porcina sia iniziata in un piccolo paese di 3.000 abitanti dal nome “La Gloria” a 300 km dalla città di Veracruz, nello stato di Veracruz. Lì c’è una grossa azienda di maiali e il 3 aprile il 35% della popolazione era ammalata di influenza, sembra che il primo ad aver preso l’influenza porcina sia stato un bambino di 5 anni, che si è salvato. Attualmente tutto il paesino è stato sottoposto a controlli approfonditi, in quarantena. La cosa si sapeva da tempo.
Pensando alle zone povere della città, a questo enorme cinturone di povertà che stringe il centro ricco, dove non è veramente possibile sapere quante persone hanno l’influenza, mi sono venute in mente le parole del  Presidente Obama, che oggi festeggia 100 giorni dall’inizio del suo mandato, ho ascoltato il suo discorso, il punto che più volte ha sottolineato è che lavorerà per rendere il servizio sanitario nazionale pubblico accessibile a tutti, meglio tardi che mai.

Personalmente credo che noi missionari dobbiamo cercare di vivere con serenità questa situazione di prova, consapevoli però che persone sono morte. Nella vita ci sono dei momenti nei quali la solidarietà e l’impegno operativo sono i mezzi più efficaci per testimoniare la vicinanza al popolo sofferente, uniti al costante ricordo orante a Dio Padre. Occorre aiutare e sorreggere, per attendere fiduciosi che la bufera passi e il sole possa di nuovo splendere. E’ quanto auguro a me e auguro a tutti voi: coraggio, una parola che la mia mamma Bruna, nella sua Fede semplice ma autentica sempre mi dice al telefono, coraggio".

Un abbraccio fraterno.
Simone sx

 

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  • adriano

    04 Maggio @ 10.36

    Io sono agnostico e anticlericale, per cui se le messe non celebrate in simile situazione sono un problema... continuo a dire piu'medici e meno preti, piu' ospedali e meno chiese. Ovviamente ciascuno è libero di credere a quello che gli pare.

    Rispondi

  • giangi

    03 Maggio @ 12.41

    Perché continuare a sparare cifre a caso, buone al massimo per giocare a lotto? L'OMS parla di 20 morti accertati a causa dell' A/H1N1, di cui 19 in Messico e 1 in USA (era però un bambino messicano). L'unico caso in Italia è già guarito, picco febbrile massimo 37,2°C, una vera febbrona!

    Rispondi

  • franco

    03 Maggio @ 02.55

    Effettivamente la storia che esce dal raccomnto di Simone e' paurosa e per certi versi raccapricciante.... ma di sicuro il fatto che mi mette più in pena è ke............."Ormai sono 5 giorni che non vengono celebrate Messe nella capitale, potete immaginare la sofferenza per molte persone."....... SIMONEEE MA DOVE VIVI, NEL MONDO DI CIAO CREM!!!!!!

    Rispondi

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