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Le iniziative della Gazzetta

«Parma in posa»: la città che cambia in seicento scatti

Montan: «Raccontano un mondo dimenticato». Molossi: «Una collana che fa grande il giornale»

Presentazione di "Parma in posa"

Presentazione di "Parma in posa"

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Presentati i sei volumi fotografici
curati da Romano Rosati e Katia Golini.
Prima uscita

 

C'è la Parma che soffre sfregiata dalle bombe della guerra, la Parma fascista e quella partigiana, la Parma che rinasce dalle proprie macerie, che torna a sperare e a sorridere con la ricostruzione e la ripresa della sua vita sociale, economica, culturale e politica. Ci sono i fatti di cronaca, i volti dei personaggi noti e della gente comune. C'è la piccola grande storia di un'intera città nei seicento scatti che il fotografo Romano Rosati, insieme alla giornalista della Gazzetta di Parma Katia Golini, ha selezionato all'interno della propria sterminata collezione. Seicento scatti che sono divenuti una collana di sei volumi fotografici, «Parma in posa», editi dalla Gazzetta di Parma, stampati da Grafiche Step e presentati ieri in Pilotta alla Galleria nazionale. Il primo, dedicato agli anni '40, sarà in edicola sabato 22 febbraio (nella scheda sotto il calendario completo delle uscite).
«Questa pubblicazione è stata fatta anche pensando ai giovani, gente che non sa com'era la città una volta: non solo l'ultima generazione, ma anche quelle precedenti». Così Romano Rosati, uomo di poche parole, che ieri non ha voluto mancare di ricordare anche l'amico Flavio Mora, suo collega al Resto del Carlino, al quale ha dedicato l'ultimo volume, costruito interamente con i suoi scatti. «Una collana - ha detto la Golini - che vuole raccontare la storia di Parma e della parmigianità», attraverso immagini «che si possono definire piccoli capolavori dell'obiettivo».
«Sul giornale raccontiamo la città di oggi, questi libri invece permettono di raccontare un mondo altrimenti dimenticato», ha detto l'amministratore delegato della Gazzetta di Parma Matteo Montan, che da ex giornalista del Carlino ha ricordato di quando Rosati, «nelle pause in redazione, apriva il suo scrigno e ci mostrava le sue foto: era così schivo che nessuno pensava che un giorno le avrebbe pubblicate». Invece quel giorno è arrivato: «Spero piacciano ai lettori di oggi e a quelli di domani».
Nella carrellata di immagini, il direttore della Gazzetta Giuliano Molossi ha ritrovato anche quella del 18 settembre 1960 con l'inaugurazione della sede del giornale in via Casa: «Io sono il bambino di sei anni con il papillon accanto a Giovannino Guareschi», ha rivelato ieri. «Sono le iniziative editoriali come questa - ha aggiunto - che fanno della Gazzetta un piccolo grande giornale: grande per la sua storia e il suo prestigio». E parlando degli scatti di Rosati, ha parlato di «immagini particolarmente curate, scelte con attenzione, in cui si nota il talento del grande collezionista».
A firmare l'introduzione ai volumi è il critico d'arte Pier Paolo Mendogni. «Queste immagini - ha detto - hanno un valore notevole per chi ha vissuto quegli anni. E per chi non li ha vissuti rappresentano un documento storico». Parla di «emozione» quando si rivedono gli edifici sventrati dalle bombe: «A chi come me doveva scappare di casa per correre nei rifugi antiaerei, fanno ricordare i momenti tragici di quegli anni». Ma poi gli scatti della ricostruzione «danno speranza e forse sono anche un invito a superare le tante difficoltà dell'oggi».
«Senza gli studi di Rosati, a Parma la storia della fotografia non esisterebbe», ha detto Carlo Mambriani, docente di storia dell'architettura all'Università. Che come «itinerario» delle seicento foto individua quello dal quale «esce uno spaccato completo di storia urbana: la storia dello spazio civico e la storia della vita dei cittadini e delle loro attività».
«Oggi, ai tempi della velocità e dei social network, nulla più della fotografia può fare breccia nelle nostre sensibilità e tenere vivo quel senso di appartenenza che anche i musei cercano di stimolare nei cittadini». A sostenerlo è stata Maria Utili, soprintendente ai Beni storici e artistici.
Partner dell'iniziativa editoriale della Gazzetta è Cepim, la società che gestisce l'interporto di Fontevivo, che quest'anno festeggia i propri 40 anni. Una ricorrenza che Cepim - ha spiegato il presidente Johann Marzani - ha deciso di festeggiare sostenendo la pubblicazione di «Parma in posa», «un'opera di qualità dal punto di vista artistico e dei contenuti».

 

LE USCITE 

Ecco il calendario completo delle uscite dei sei volumi di «Parma in posa», in edicola con la Gazzetta a 10 euro più il prezzo del quotidiano.

Sabato 22 febbraio
        1° volume - Anni '40
Sabato 1° marzo
        2° volume - Anni '40
Sabato 22 marzo
        3° volume - Anni '50
Sabato 29 marzo
        4° volume - Anni '50
Sabato 19 aprile
        5° volume - Anni '60
Sabato 26 aprile
        6° volume - Anni '60

 


 


 

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