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Maxibollette: la polemica si fa rovente

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 La vicenda bollette non si placa nemmeno dopo l'accordo fra il Comune e la Telecom che ha portato all'azzeramento degli importifatturati all'amministrazione comunale. Anche la giorn ata domenicale ha fatto registrare un nuovo botta e risposta:

LAVAGETTO: "SI RISCHIA DI FINIRE IN COMMEDIA". Oggi l'ex assessore Lavagetto, in una nota alla stampa, replica alle osservazioni del Comune. "Prendo atto della “singolare” posizione assunta dal Comune di Parma in merito alla chiusura, sul piano amministrativo, della questione con Telecom, che rischia di dare ad una vicenda seria, connotati simili a quelli di una commedia - dice Lavagetto nella sua nota -. Infatti, laddove il Comune conferma che ad ottobre 2008 i tecnici del settore consideravano superato il problema e ritenevano, quindi, di non dover allertare nessuno, non ricorda che successivamente, in data 7 e 11 novembre 2008, per iscritto, lo stesso gestore ripetutamente invitava ad intervenire con urgenza per sistemare l’errore del telefonino che mi era stato dato in dotazione quale assessore.
L’aspetto tragicamente comico è che all’interno dell’Amministrazione Comunale vi siano dirigenti apicali che percepiscono stipendi pubblici superiori ai 130mila euro all’anno, i quali, in questa situazione, sembrano non aver saputo distinguere fra un intervento di routine e uno di urgenza".

IL COMUNE: "LAVAGETTO NON PARLI DI TRASPARENZA" - In merito alla vicenda delle maxibollette, l'Amministrazione sottolinea come sia "piuttosto curioso che l’ex assessore Lavagetto parli di trasparenza quando si è rifiutato di fare le tre cose che, in questi casi, chiunque si aspetterebbe da un amministratore trasparente:
1) Consegnare il suo cellulare ai tecnici comunali che lo hanno richiesto in gennaio per verificare la configurazione. Atto dovuto che ad oggi non è ancora avvenuto nonostante si tratti di un bene pubblico. L’ex assessore sostiene essere andato in pezzi, ma nemmeno i pezzi sono stati consegnati ai tecnici comunali.
2) Firmare la liberatoria per l’accesso ai dati come richiesto anche per iscritto dall’Amministrazione.
3) Fornire spiegazione della abnorme utilizzo del traffico dati, sproporzionata rispetto a tutti i colleghi.
Tutte cose che - conclude l'Amministrazione - l’altro collega coinvolto nella vicenda per un volume di traffico minore, ha fatto da subito". 

 

GLI INTERVENTI DI IERI

LAVAGETTO - L’ex-assessore, Giampaolo Lavagetto, candidato alla presidenza della Provincia, era l'amministratore più coinvolto nella vicenda con ben 90mila euro di traffico dati fatturato in sei mesi: «Prendo atto che finalmente l’amministrazione Comunale ha chiuso sul piano amministrativo il cosiddetto caso delle maxi-bollette che è stato fin dall’inizio causato da un disguido tecnico di configurazione più volte riconosciuto, come purtroppo sentiamo accadere per numerosi cittadini. Che ciò fosse stato causato da un problema tecnico dell’apparecchio datomi in dotazione dal Comune, e che i responsabili del settore amministrativo ne fossero a conoscenza fin dai primi giorni del novembre 2008, è documentato fin da quel periodo in quanto più volte Telecom aveva segnalato agli stessi tecnici del Comune il tipo di errore e li aveva investiti a più riprese ad un rapido intervento di riparazione».

Quello che, secondo Lavagetto, «non si capisce è il motivo per il quale nessuno, nonostante queste sollecitazioni, sia mai intervenuto nei mesi successivi per ri-configurare l’apparecchio telefonico lasciando che si accumulassero nei mesi bollette anomale. Soprattutto non si capisce perché nessuno abbia sentito la necessità di mettere a conoscenza il sottoscritto di quanto stava accadendo fino al 2 aprile. Allo stesso modo non è ancora chiaro come mai questo falso problema sia esploso sui giornali solo in coincidenza della mia investitura a candidato presidente della Provincia. Infine, ci si chiede perché qualcuno dell’amministrazione, pur conoscendo i dettagli, abbia di fatto voluto rendere tanto drammatica la vicenda. Per questo motivo ho dato oggi mandato ai miei legali di verificare se esistono le condizioni per citare in giudizio eventuali responsabili di inadempienza in merito alla questione, al fine di ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali da me subiti. Questo non tanto per una questione economica, in quanto se ci sarà risarcimento la somma verrà da me devoluta in beneficenza, ma perché è giunto il momento che anche nella pubblica amministrazione locale se qualcuno sbaglia è giusto – come ha detto anche il sindaco di Parma – che si assuma le sue piene responsabilità nel pagarne le conseguenze».

COMUNE -  Il Comune ribatte con alcune precisazioni al comunicato stampa di Lavagetto. «Nel mese di ottobre, quando i tecnici comunali scoprono un anomalia nella bolletta di settembre, tempestivamente contestano l’importo al gestore. A seguito di questa contestazione, Telecom annuncia per iscritto l’emissione di una nota di accredito per errore di fatturazione. I tecnici comunali avendo ottenuto rassicurazione scritta di Telecom, considerano superato il problema e non provvedono ad allertare nessuno». Il 26 gennaio, dice il Comune, «perviene all’amministrazione la bolletta di ottobre e novembre che riporta di nuovo un abnorme traffico telefonico dell’utenza che fa riferimento al telefono dell’assessore Lavagetto. Il giorno stesso viene effettuato un controllo interno sui dati di traffico di ogni utenza del Comune e si scrive a Telecom di procedere a una nuova verifica. Contemporaneamente, come si può verificare dalla corrispondenza interna, i tecnici del comune si affrettano dall’assessore Lavagetto per verificare se vi fosse errore di configurazione. Non è mai stato possibile verificare l’eventuale errore di configurazione, perché l’assessore non ha mai consegnato il cellulare sostenendo che era “andato in pezzi” e l’aveva sostituito con un apparecchio di sua proprietà che il tecnico non configura in quanto non compatibile con servizi del Comune e gli viene consegnato nei giorni successivi un nuovo telefono correttamente configurato e compatibile, come riferiscono per iscritto i tecnici incaricati dell’intervento il 30 gennaio».

In questo modo, sottolinea il Comune, «il problema viene considerato risolto, e in effetti da quella data in poi le fatture dell’assessore Lavagetto rientrano nella normalità. Da allora è iniziata una fitta corrispondenza tra Comune e gestore telefonico per capire dove fosse l’errore. Il Comune ha contestato le bollette, senza pagarle con più comunicazioni per iscritto, ricevendo dal gestore rassicurazione di verifiche in corso sia sull’aspetto tecnico che di fatturazione. Solo in data 2 aprile il gestore con una lettera riepiloga il traffico e gli importi dell’utenza dell’assessore Lavagetto riconfermando gli importi annunciati in precedenza. Il giorno stesso l’assessore viene messo a conoscenza di quest’ultima nota della Telecom». Nonostante il Comune, «trattando con il gestore anche alla luce di una più ampia trattativa degli enti locali con Telecom, abbia ottenuto di evitare il danno patrimoniale praticamente azzerando le bollette comunque mai pagate, resta aperta la questione di una mole di traffico dell’utenza dell’assessore Lavagetto, che Telecom per iscritto definisce «anomala», che il Comune non ha potuto verificare nei contenuti in quanto privo del permesso per motivi di privacy. L’Amministrazione ribadisce che se dall’indagine interna dovessero emergere errori, questi verranno perseguiti, come affermato dal sindaco in consiglio comunale.

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  • Viktor

    11 Maggio @ 19.24

    "Ei Lavagetto ma ancora hai il coraggio di parlare?ripeto vergognati e basta!dov'è il cellulare rotto?!fate il nome del dirigente che guadagna 130 mila euro all'anno!!"

    Rispondi

  • stefano

    11 Maggio @ 15.24

    x VINCENZO, per sapere chi guadagna più di 100.000 euro all'anno è sufficente che la Gazzetta di Parma si documentasse: siccome c'è molto interesse tra i cittadini di Parma. Perchè non lo fate proprio voi di gazzettadiparma.it ? Ma siete sicuri che ce ne è solo uno che guadagna più di 100.000 euro? Balestrazzi, siccome la stimo molto come giornalista e credo che questo giornale online sia molto propositivo nel permettere un dialogo con i parmigiani, stili domani un elenco dei contratti PUBBLICI, PAGATI DA NOI CITTADINI, dei dirigenti del comune di Parma con questi maxi ingaggi. Dopo di che, come esercizio, informiamoci cosa hanno fatto nella loro vita, le loro competenze e il loro background. Beh, credetemi, ci sarà da divertirsi. Ma si sa, a Parma tutto viene taciuto e tutto va bene, tutto è luccicante..... e se il giochino finisse poi di funzionare perchè si è raschiato il barile?! Le bollette di Lavagetto potrebbero essere la punta di iceberg. Perchè tutto viene taciuto?

    Rispondi

  • vincenzo

    11 Maggio @ 14.14

    Ripeto, vorrei sapere il nome del dirigente comunale che guadagna piu' di 130.000 euro e che a nome del Comune di Parma polemizza con Lavagetto. Grazie

    Rispondi

  • franco

    11 Maggio @ 14.11

    Caro Lavagetto, mi sa che la "COMMEDIA" l'hai scritta tu!!!!

    Rispondi

  • Giovanna

    11 Maggio @ 12.38

    Giampy ricordati che quello telefonino che hai messo in pezzi, l'abbiamo cromprato noi elettori , per te. Adesso dobbiamo comprarne un nuovo per il tuo sostituito. In tempi di crisi , hai dato brutto esempio.

    Rispondi

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