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Legambiente: "Inceneritore, a cosa serve una seconda linea?"

L'associazione chiede chiarezza. Intanto il sindaco ribadisce su Facebook che non andrà all'inaugurazione

Legambiente: "Inceneritore, a cosa serve una seconda linea?"

Inceneritore

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Comunicato stampa di Legambiente 


Legambiente ritiene non ci siano le condizioni per un'autorizzazione all'avvio a pieno regime dell'inceneritore ed invita il Comune di Parma, la Provincia di Parma e i Comuni del distretto a opporsi ad Iren ed a far mantenere attiva una sola linea dell'impianto di Ugozzolo.

Non ci sono le condizioni sostanzialmente per due motivi: il primo è la mancanza del teleriscaldamento. Allo stato sembra esistere solo un collegamento tra forno inceneritore e tubazioni in via Paradigna ma non sarebbe stato completato l'allaccio alla rete pre-esistente.
Senza il trasferimento di calore viene a mancare il presupposto tecnico del termovalorizzatore caro a Iren, nel senso che si bruciano rifiuti senza valorizzarne l'apporto energetico. Su questo punto va fatta chiarezza: se l'allaccio col teleriscaldamento è pronto va spenta la centrale termoelettrica di via Lazio. Se l'allaccio è pronto va comunicato quali quartieri sono collegati e quante sono le utenze aderenti.

Per ora funziona una sola linea dell'impianto, che serve - sempre in senso tecnico - a smaltire i rifiuti prodotti dal nostro territorio: città, provincia e ospedali.
E qui veniamo al secondo punto delle motivazioni di Legambiente: come era prevedibile, e previsto, una sola linea dell'inceneritore ha taglia sufficiente (65mila tonnellate annue) per smaltire gli RSU, i rifiuti urbani. In assenza di dati ufficiali sul 2013, ma basandosi su stime e proiezioni con la crescita della Raccolta differenziata, la stima sui quantitativi di RSU prodotti in provincia di Parma dovrebbe essere oggi attorno alle 80mila tonnellate annue, con la prospettiva di scendere a 70mila a fine 2014. Il funzionamento della linea di Tmb preselettore al forno dovrebbe ridurre ulteriormente i quantitativi.

E allora è inevitabile porsi un'altra domanda: a cosa serve la seconda linea? Quali rifiuti verranno inceneriti? In base al piano di Iren dovrebbero essere rifiuti speciali. Sì, ma quali? Si tratta dei fanghi dei depuratori o di altra tipologia? Riteniamo oltremodo doveroso che Iren esca dall'oscurità e comunichi in modo aperto non solo i dati sulle emissioni, ma anche i dati sulla provenienza dei rifiuti, sia urbani sia speciali.

Questo permetterebbe di uscire da uno sterile dibattito sulla provenienza dei rifiuti che andranno a Ugozzolo: se solo di Parma o anche di Reggio o altrove. Il primo punto fondamentale è limitare l'autorizzazione a una sola linea, che è quella sufficiente per il nostro territorio. Se il forno inceneritore entrasse a pieno regime, diventerebbe superfluo stare a questionare sull'origine dei rifiuti, quanto invece sarebbe necessario concentrarsi sul cosa si manda a smaltire.

Bisogna peraltro ricordare che Parma ha mandato per oltre 15 anni i suoi rifiuti a smaltimento in altre province. E ne manda tuttora, poiché la frazione organica della raccolta differenziata (forsu), quella che si raccoglie col bidoncino marrone, prende la strada dell'impianto di compostaggio di Carpi. Su questo punto va sottolineata un'altra mancanza di Iren, che è appunto quella di non aver attivato un impianto di compostaggio nel nostro territorio, come richiesto dal piano provinciale rifiuti. Perché l'impianto di Malcantone, acquisito da Iren è ancora chiuso e non è stato adeguato? Non va taciuto, peraltro, che nemmeno le istituzioni hanno fatto pressioni sull'attivazione del compostaggio nel parmense.

Infine ci pare doveroso informare Iren e il Comune che si approssima la Pasqua e le festività della Liberazione e del Lavoro; dunque ci sarà un filotto di giorni festivi infrasettimanali. Al momento ancora nulla è stato comunicato ai cittadini sulla raccolta dei rifiuti: se il lunedì di Pasquetta o il venerdì 25 aprile i camion non faranno il turno di raccolta cosa succederà? Avremo le strade piene di bidoncini e sacchi con conseguente degrado oppure i cittadini saranno obbligati a riprendersi in casa il "rudo" dopo averlo esposto per evitare una multa?

Secondo Legambiente il problema della scarsità di informazione non è da sottovalutare, nel contrasto al degrado sulle strade indotto dalla raccolta differenziata spinta. Vi è sicuramente l'inciviltà e il menefreghismo di alcuni cittadini, che giustamente vanno combattuti a suon di multe. Ma una maggiore e capillare informazione, in ogni strada dove si riscontrano problemi di accumuli di sacchi e rifiuti in giorni diversi da quelli della raccolta, diventa necessaria. Inoltre andrebbero prodotti materiali informativi anche nelle lingue più diffuse delle comunità straniere: arabo, albanese, romeno, moldavo, inglese.

Chiudiamo questa nota richiamando l'attenzione sull'insufficienza del servizio a domicilio di raccolta rifiuti ingombranti. L'attesa, per il ritiro sottocasa, è lunga, anche più di venti giorni.


PIZZAROTTI RIBADISCE SU FACEBOOK: NON ANDRA' ALL'INAUGURAZIONE

"Iren ha intenzione di inaugurare l'inceneritore il prossimo aprile. Noi non ci saremo. Mentre tutto il Pd compatto difende il Piano Regionale dei Rifiuti, che vedrebbe le multiutility ingigantire il proprio fatturato con la gestione dei rifiuti da fuori provincia e addirittura regione, il Movimento 5 Stelle continua a pensare che sia una scelta da contrastare assolutamente. Prova di questo è che ora, assieme a Parma, altri sindaci emiliano-romagnoli sono dello stesso avviso: l’incenerimento dei rifiuti appartiene alla preistoria". Così ha scritto su Facebook il sindaco Federico Pizzarotti.
"Quando in Europa si guardava alle energie rinnovabili e allo sviluppo della raccolta differenziata – aggiunge – in Emilia Romagna si costruivano i primi inceneritori. La vecchia classe politica è arrivata a realizzarne otto. È ora di dire basta a chi fino ad oggi ha guardato più ai colletti bianchi che agli interessi dei cittadini. Siamo stati eletti per cambiare quelle cose che fino ad oggi hanno rovinato il Paese, non per attuarne le stesse politiche con le stesse logiche".

 

 

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  • Maurizio

    27 Marzo @ 22.02

    Vercingetorige, esiste il separatore di plastiche, poi quello che separa alcuni materiali da altri ma un separatore che separa insieme carta, plastiche (ha idea di quanti tipi di plastiche esistano?), metalli, vetro, alluminio e tanto altro non esiste al mondo, se così fosse non ci sarebbe problema sui rifiuti. Anche a Vedelago, città amata dai 5 stelle, non si trattano tutti i tipi di rifiuti meccanicamente ma avviene anche manualmente e comunque i costi sono altissimi,

    Rispondi

  • Maurizio

    27 Marzo @ 21.59

    giorgio mezzatesta, su lavagetto io non sarei tanto ottimista, fino ad ora si è distinto per mere operazioni di facciata, utili a prendere voti ma assolutamente inutili e demagogiche, parlando di rifiuti le cito quello che ha fatto due sabato fa credo in ghiaia andando a protestare e accusare non iren ma il comune per la sporcizia post mercato, cosa che c'è ovunque ci sono mercati, c'è sempre stata e ci sarà sempre, il problema è quando si interviene e il responsabile non è il comune ma al massimo un sindaco può lamentarsi con chi fa la pulizia. Il signor Lavagetto parla di bidoni differenziati da dare ai singoli commercianti, bene allora facciamo il calcolo bidone della carta, dell'umido, di plastica vetro e barattolame (volendo rimanere con la vecchia raccolta) e di residuo, ben 4 bidoni per commerciante, qualcuno poi lo dovrà avere più o meno grande perchè si produce molto a seconda del settore di vendita, bene queste centinaia di cassonetti totali dove li sistemiamo in ghiaia? calcoliamo che i venditori ambulanti vengono anche da fuori provincia, secondo l'idea geniale di lavagetto dovrebbero lasciare i bidoni in piazza.... Sai che bello!

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  • Hecks

    27 Marzo @ 14.44

    Chiarissimo sig. "Old Sailor": pensavo che la sua affermazione si basasse su chissà quali numeri e (ottimistiche) proiezioni sulla gestione dei rifiuti della regione... non su citazioni, frasi ad effetto e aritmetica spicciola. Visto e considerato che l'Emilia Romagna conferisce (dati 2012) direttamente in discarica più di 500'000 tonnellate di RSU (dato che non tiene conto dei rifiuti speciali assimilabili, scarti derivati dal riciclaggio dei RSU e quant'altro). Gli inceneritori della regione (Ugozzolo incluso) hanno ancora abbondante materia prima in loco, e chissà per quanti anni ancora, prima di dover andare a pescare rifiuti da altre parti d'Italia. Riparafrasando Divi vari ed eventuali, "a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina" (spesso... non sempre), sarebbe meglio evitare di fidarsi di chi risolve la gestione dei rifiuti straparlando futuribilmente di Rifiuti Zero (è così che nel Nord Europa affrontano il problema... come no!) e dimostra di non avere ben presente le specifiche dell'impianto di Ugozzolo (per rispondere alle domande del comunicato di Legambiente basta spulciare il sito di Iren... non ci vuole poi molto).

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  • giorgio mezzatesta

    27 Marzo @ 11.41

    A livello nazionale e per l'Europa il sottoscritto voterà Pd. Gli altri partiti, per un verso o per un altro mi fanno tutti paura (5 stelle comprese almeno finchè dipenderanno da 2 persone come Grillo e Casaleggio). A Parma il Pd non dimostra di essere un grande partito, soprattutto non dimostra di essere un partito ambientalista. Il fatto che difenda il termovalorizzatore certamente non gli fa onore. Tuttavia, dato che il nuovo segretario, Stefano Lavagetto, è ottima persona, spero proprio che metta ordine nel suo partito e, soprattutto, che spieghi ai suoi che criticare sempre, comunque e per qualsiasi cosa, chi governa la città, spesso sollecita solo un sorriso ironico. E ciò non giova al Pd.

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  • giorgio mezzatesta

    27 Marzo @ 10.30

    sono assolutamente a favore della differenziata che faccio in maniera quasi maniacale, Faccio il compostaggio, ho montato i fotovoltaici, ho eliminato il riscaldamento a gas, le mie automobili sono a metano e io mi muovo quasi sempre in bicicletta. Sono contro tutto ciò che inquina e cerco di fare la mia parte. In una città come Parma, con le Pm 10 più alte di tutta la Regione e, forse, d'Italia, non mi sarei mai aspettato che, in una città già al limite della sopportabilità "respiratoria" fosse costruito un grosso termovalorizzatore che , probabilmente, brucerà e ci farà respirare, i rifiuti di altre città. Sono così convinto del pericolo che stiamo correndo, che se vedete in città un ciclista con maschera, quello sono io!

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