Protesta

Dipendenti comunali, rotta la trattativa. Pizzarotti: "Vogliono soldi che non ci sono"

Lunedì sciopero generale. Salati (Cgil): "Siamo in un banco di nebbia di notte". E i vigili potrebbero disertare Cibus. I servizi garantiti

Dipendenti comunali, rotta la trattativa. Pizzarotti: "Vogliono soldi che non ci sono"

I rappresentanti sindacali dei dipendenti del Comune

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I dipendenti del Comune si sono riuniti questa mattina in assemblea, indetta da Cgil, Cisl, Uil e Sulpm. Alla Colombofila c'erano circa 300 persone, che hanno discusso del rapporto con il datore di lavoro. Fra le 7,30 e le 9,30 non era garantito il servizio di attraversamento sulle strisce dei bambini davanti alle scuole. 
I dipendenti lamentano tra l'altro scarsa comunicazione e trasparenza nel rapporto fra l'amministrazione comunale e la controparte sindacale. La polizia municipale lamenta riduzioni di stipendio. 

I sindacati hanno proclamato uno sciopero unitario dei dipendenti del Comune per lunedì 5 maggio. La mobilitazione riguarda tutti i comparti, dai servizi educativi agli sportellisti, fino alla polizia municipale, con rischio caos viabilità in occasione di Cibus. I sindacati hanno spiegato che ieri si è tenuto un incontro dal prefetto Luigi Viana sulla vertenza. Il sindaco Pizzarotti non si è presentato, dicono i rappresentanti dei lavoratori, secondo cui la delegazione trattante del Comune non aveva le idee chiare sui punti al centro della discussione: questioni economiche e decurtazioni di stipendi ma anche "assenza di tutele, soprattutto per la polizia municipale". 
Da qui la decisione di proclamare lo sciopero di tutti i dipendenti del Comune per lunedì. Sauro Salati (Cgil) riassume così lo stallo: "Siamo in un banco di nebbia di notte". 

LA REPLICA DEL SINDACO PIZZAROTTI

Pizzarotti in risposta ai sindacati: “Lavoriamo per trovare soluzioni ai problemi, mentre pretendono soldi che non ci sono. Stessa situazione nelle altre città”

Nel 2014 i Comuni subiranno un ulteriore taglio per 375 milioni sul fondo di solidarietà. Il sindaco: “Nonostante la scure del Governo abbiamo un bilancio che per la prima volta in 3 anni cerca di non mantenere la tassazione al massimo, ma anzi va incontro alle fasce più deboli, e noi dovremmo alzare le tasse perché i sindacati chiedono più soldi? Non esiste”

Parma 29 aprile 2014 – L’ultima scure sui Comuni arriva dal decreto 66/2014, diventato famoso per gli 80 euro del Governo Renzi: in particolare si fa riferimento a circa 375 milioni di euro che nel 2014 verranno tolti dal fondo di solidarietà dei municipi. In ordine di tempo questi fondi si aggiungono ai numerosi tagli effettuati negli ultimi anni.

Alla luce dell’ennesimo colpo ai Comuni, il sindaco Pizzarotti ha voluto così rispondere all’Assemblea di questa mattina voluta dai sindacati, preludio di un possibile sciopero in vista dell’apertura di Cibus, il 5 maggio prossimo: “Ogni anno i sindacati alimentano la tensione, quando invece c’è bisogno di cooperazione. Non hanno capito che i tempi sono cambiati. Ci sono cittadini che non arrivano alla fine del mese, mentre qui si pretendono soldi che il Comune non ha. Il punto è che il Municipio arriva fin dove ha la possibilità, oltre è pura demagogia. Non c’è nessun taglio degli stipendi, in discussione sono le indennità aggiuntive”.

Ieri si è svolto un primo incontro in Prefettura tra la Delegazione Trattante del Comune e i sindacati di Funzione Pubblica Cgil, Cisl e Uil, oltre alle Rsu. Il tavolo si è chiuso sostanzialmente con un primo nulla di fatto ma al quale seguiranno altri incontri in vista di un possibile accordo. Il sindaco, che per impegni istituzionali non è potuto essere presente, fa infatti sapere che “Mi auguro si arriverà alla firma, che è la cosa migliore per tutti, questo clima serve solo per creare tensione, ma non funziona più. Se non si capisce questo, allora continueremo con un atto unilaterale”.

“Ho il dovere di cercare soluzioni affinché il Comune lavori al meglio – continua Pizzarotti -, lo dobbiamo ai parmigiani e ai dipendenti stessi. Lo facciamo e lo faremo anche se dall’altra parte c’è chi non intende collaborare ma solo puntare al muro contro muro. A chi ragiona così dico che l’epoca in cui tutto era concesso, o i soldi si trovano sempre, non esiste più. Prima di ragionare così si pensi a chi là fuori non ha più un lavoro”.

Conclude il sindaco: “Accoglieremo volentieri coloro i quali intendono dialogare, parlare e trovare soluzioni nell’interesse di tutti, a chi si sovrappone con demagogia e richieste impossibili pur sapendolo, dico che fanno il male dei dipendenti e della città”.

 

 

 

 

 

I SERVIZI GARANTITI

In occasione dello sciopero di lunedì il Comune comunica che verranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali:

 

· Servizi Demografici – Stato Civile: denunce nascite e decessi;

· Polizia Municipale: pronto intervento per incidenti e situazioni di emergenza, Centrale Operativa;

· Scuole Comunali dell’Infanzia e Asili Nido: ogni plesso ha provveduto a comunicare tempestivamente ai genitori che in tale giornata a causa dello sciopero potrebbe non essere garantito il regolare funzionamento del servizio;

· Servizi Sociali: l’Assistenza Domiciliare agli Anziani sarà garantita dalle Cooperative e rimarranno attivi il Centro Ascolto Caritas per quanto riguarda l’Area Adulti e Immigrazione e il pronto intervento a tutela dei minori per quanto riguarda l’Area Minori;

· Servizio Politiche per i Disabili: non sarà garantita la presenza del personale socio-educativo-assistenziale in servizio.

 

 

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  • Oberto

    01 Maggio @ 14.52

    bisogna anche ricordare ai dipendenti comunali che fanno parte di una azienda che se fosse privata sarebbe già fallita, morta e sepolta e loro sarebbero per strada, quindi i sindacati dovrebbero avere il buon gusto di spiegarle queste cose ai dipendenti comunali ( visto che i sindacalisti vedono anche altre realtà lavorative). Quindi invece di parlare di soldi in più vedano di lavorare a testa bassa e fare in modo che nessuno possa lamentarsi del loro operato. Se non va bene possono andare a fare un altro lavoro, perché come dico sempre io se si cerca uno che venga a fare il muratore o lavori agricoli non trovi nessuno disponibile, mentre quando c'è il concorso per andare a lavorare in comune c'è la ressa ( ci deve essere un motivo, non trovate?)

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  • Fabio

    01 Maggio @ 14.50

    Filippo, prova a fare due conti e poi fatti qualche domanda. 1300 euro al mese per 36 ore alla settimana sarebbero circa 1450 euro se lavoraste 40 ore al mese come la maggior parte dei lavoratori privati. Ora, prova a chiedere in giro quante persone ci sono che guadagnano 1450 euro al mese nel privato e quanti sarebbero contenti di avere un bel lavoro da 1300 euro al mese con la sicurezza che non ti troverai mai per strada. Su dai, piantate lì di piangere.

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  • filippo

    01 Maggio @ 13.53

    ripeto per Pizzarotti ed altri ultras i dipendenti comunali dovrebbero lavorare gratis, anzi mettiamo pur e i lavori forzati, con la solita battuta, NEL PRIVATO CI SONO DISOCCUPATi o in cina si lavora 10 ore al giorno, o in somalia si muore di fame...uno nella vita deve guardare avanti non indietro, in Danimarca guadagnano il doppio di noi e lavorano 35 ore...e nessuno dice, fortunato te che in cina lavorano 10 ore al giorno per 300 euro al mese. ps. di nuovo al sindaco: i 300.000 euro per il cornocchio dove li hai presi?

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  • Luca

    01 Maggio @ 12.55

    Leggendo alcuni commenti, sono sicuro che i fautori del liberismo sfrenato, quando hanno pensato che bisognava mettere gli uni contro gli altri, che dovevano fa passare il messaggio che il pubblico dipendente è un parassita e che i servizi gestiti dai privati sono buoni (vedere i settori privatizzati se sono stati a vantaggio o svantaggio dei cittadini consumatori), la gestione acqua, autostrade, scuole, sanità (ricordo la clinica Santa Rita, oggi stiano pensando: "troppo facile". Ma come mai, l'unica nazione europea ad aver mantenuto un welfare altissimo, a non avere applicato le riforme strutturali tanto decantate (non son altro che eliminazione delle tutele e dei diritti dei lavoratori, nonché taglio salariale), è la Francia? Forse perché, quando viene proposta una legge che lede una categoria di lavoratori, a sostegno scendono in piazza tutti? Sarà perché, da loro, a differenza nostra, non appoggiano scelte che siano lesive di qualsivoglia categoria? Qui si dice: "ma di che si lamentano, hanno un lavoro e pure sicuro in momenti di crisi nera, che taglino il loro già misero stipendio", in un Paese normale, come la Francia, dicono: "no gentili signori, non toccate i loro diritti, non tagliate i loro miseri stipendi, se lo fate con loro, domani potreste farlo con me", lottando, quindi, per raggiungere una giustizia sociale al rialzo, non, come avviene in Italia, al ribasso. State avallando le più becere politiche liberiste, sveglia, state facendo il loro gioco.

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  • Luca

    01 Maggio @ 12.41

    Al di là del fatto che il sig. Sindaco non si è degnato di considerare i lavoratori, convocando i loro rappresentanti, solo, E DICO SOLO, dopo la proclamazione dello sciopero, nonostante le richieste di incontro inoltrate regolarmente dal mese di dicembre. Qui si tratta di educazione, se si ricevono delle richieste, a prescindere dalla tipologia di richiesta, una risposta la si dà, non si possono ignorare totalmente e poi, ribaltando la frittata, accusare gli di cercare lo scontro muro contro muro. Detto ciò, se dici che non ci sono i soldi per i dipendenti, ma bisogna precisare che si tratta di cifre dello zero virgola, rispetto al bilancio del Comune, non devi poi distribuire nuove posizioni organizzative (12.000 euro in più oltre lo stipendio), non devi assumere assumere collaboratori art. 90 che costano quanto 3 dipendenti, non assumi dirigenti art. 110 che costano quanto 5 dipendenti, non assumi Direttore Generale che costa quanto 7/8 dipendenti, per tanti motivi, ma due in via principale 1) In campagna elettorale (oltre alla chiusura dell'inceneritore) ha promesso "mai più un Direttore Generale da 150.000,00 euro l'anno, mai più dirigenti e collaboratori di fiducia assunti con artt. 110 e 90 e mai più posizioni organizzative a pioggia. 2) Ancora più importante, con i soldi spesi per queste figure (non indispensabili come dal Sindaco più volte dichiarato), si ci potevano assumere molte maestre, avendo il doppio risvolto positivo, si dava da mangiare a molte altre famiglie in difficoltà e si potevano ridurre le liste d'attesa per nidi e materne, più maestre più bambini, migliorando il servizio reso alla cittadinanza a saldi invariati, invece il Sindaco (da buon navigato politico ormai) ha preferito assumere "poche ma buone"persone di sua fiducia. Signori sveglia, applaudiamo quando c'è da applaudire, ma critichiamo quando c'è da criticare, attribuire la ragione o il torto a questa o a quella parte per ideologia o partito preso, conduce sempre a vere e proprie distorsioni della democrazia.

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