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Ballottaggi e referendum: affluenza sul 30%. Oggi si vota fino alle 15

Ballottaggi e referendum: affluenza sul 30%. Oggi si vota fino alle 15
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Oggi gli elettori tornano alle urne per scegliere il presidente della Provincia fra i due candidati più votati al primo turno, Vincenzo Bernazzoli e Giampaolo Lavagetto, per il ballottaggio di Fidenza (Montanari-Cantini) e per esprimere il voto sui tre quesiti del referendum sulla legge elettorale. 
Oggi  gli elettori potranno recarsi alle urne dalle 7 alle 15.

ALLE 22 UN ELETTORE SU TRE - Poco meno di un elettore su tre al voto: dopo la prima giornata di votazioni il quorum del 50%, necessario per dare validità ai tre referendum elettorali, sem­bra essere molto difficile da rag­giungere anche a Parma e nel Parmense, dove pure si è votato quasi il doppio rispetto alla me­dia nazionale. Ieri sera alle 22, quando si sono chiusi i seggi, in­fatti gli elettori che hanno in­serito la scheda nelle tre urne per i referendum hanno superato di poco la percentuale del 30% in città, con una leggera prevalenza del quesito numero 3, relativo all'abolizione delle candidature multiple, che è arrivato poco so­pra al 32% (32,24% per l'esat­tezza), mentre gli altri due si so­no fermati un punto più sotto, al 31,13% e 31,15%.. Di poco supe­riore il dato complessivo della provincia, con il 31,48% com­plessivo.
 Più votanti per il ballottaggio

  Il dato più significativo ri­guarda poi lo scarto dei votanti per il ballottaggio fra Vincenzo Bernazzoli e Giampaolo Lava­getto per la presidenza della Pro­vincia e quelli per i referendum: la percentuale di parmigiani che ha votato per le provinciali, al 37,15% in città, supera infatti fra il 5 e il 6 per cento quella di chi ha votato anche per i referendum. Lo scarto è ancora maggiore a Fidenza, dove il voto per il bal­lottaggio per il sindaco ha ot­tenuto una percentuale del 52,77%, mentre per i referendum hanno ottenuto una percentuale di otto punti e mezzo inferiore.


ALLE 19, AFFLUENZA AL 26,42% - Sono  92327 i parmigiani che nel territorio provinciale hanno votato per scegliere il presidente della Provincia, pari al 26,42%della popolazione. Meno, invece, coloro che hanno fatto la "x" sulle schede del referendum. In città, per esempio, dove la percentuale dei votanti è stata più alta che in provincia per il ballottaggio (27,62%%), per i quesiti referendari è calata al 22,94%

ISTRUZIONI PER L'USO

Al ballottaggio potranno votare tutti coloro che hanno già votato lo scorso 6 e 7 giugno, e chi non si è recato ai seggi - pur avendone diritto - al primo turno.  Al ballottaggio non potranno votare i neo maggiorenni che hanno compiuto 18 anni fra il primo e il secondo turno.  Al referendum potrà votare anche chi è diventato maggiorenne dopo il primo turno delle elezioni.
Chi intende esercitare il diritto di voto dovrà presentarsi ai seggi munito della tessera elettorale e di un documento di identità, tipo carta d'identità, patente o passaporto, che risulterà valido anche se scaduto. 

SCHEDE E QUESITI - Saranno quattro le schede su cui poter esprimere il proprio voto: la scheda gialla per il ballottaggio delle provinciali; la scheda viola per il referendum numero 1; la scheda beige scuro per il referendum 2; la scheda verde chiaro per il referendum 3. Possibilità di scelta L'elettore ha la facoltà di scegliere se votare sia per le provinciali che per i referendum (o alcuni di essi), oppure solo per le provinciali, oppure solo per i referendum (o alcuni di essi). Può quindi rifiutare le schede sulle quali non intenda votare. I tre quesiti referendari Nel primo quesito (scheda viola) si chiede se si è favorevoli a modificare il meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza nell'elezione della Camera. Nel secondo quesito (scheda beige scuro) si chiede se si è favorevoli a modificare il meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza nell'elezione del Senato. Nel terzo quesito (scheda verde chiaro) si chiede se si è favorevoli ad abolire il meccanismo delle «candidature multiple» nell'elezione di Camera e Senato.

IL REFERENDUM IN DETTAGLIO - Gli elettori possono scegliere anche per l’astensione visto che per il referendum abrogativo la Costituzione prevede la necessità che partecipi al voto il 50% più uno degli elettori. Se dovesse passare il sì, la legge sarà immediatamente applicabile. Ecco, in pillole, una guida al voto.
IL QUORUM – Perchè il referendum sia considerato valido, dovrà aver votato almeno il 50% più uno dei cittadini, cioè più di 25 milioni di italiani. In caso di vittoria del no o non raggiungimento del quorum lo stesso referendum non può essere ripresentato per 5 anni.
SCHEDA VIOLA – La prima scheda, quella viola, riguarda la modalità di elezione della Camera dei deputati. L’attuale legge prevede che il premio di maggioranza (pari a circa il 55% dei seggi e assegnato su base nazionale) vada alla «lista o coalizione di liste» che abbia raggiunto il maggior numero di voti. Il primo quesito chiede di cancellare le parole «o coalizione di liste» attribuendo dunque il premio alla sola lista che abbia ottenuto il maggiore consenso.
SCHEDA BEIGE – La seconda scheda, quella beige, riguarda l'elezione del Senato. L’attuale legge prevede, infatti, l'attribuzione del premio di maggioranza, su base regionale, alla «lista o coalizione di liste» che ottenga più voti. Anche in questo caso il quesito chiede di approvare la cancellazione della dizione «o coalizione di liste», attribuendo, dunque, il premio solo alla lista che abbia avuto il maggior consenso.
SBARRAMENTO – I primi due quesiti intervengono implicitamente anche sulla soglia di sbarramento. L’attuale legge elettorale prevede, infatti, un doppio meccanismo di soglie, più basso per i partiti che si presentano in coalizione (2% nazionale per la Camera e 3% regionale per il Senato) rispetto a quelle per le liste che corrono da sole (4% alla Camera e 8% al Senato) il primo 'livellò verrebbe però cancellato visto che non ci sarebbe più la possibilità di presentarsi in coalizione.
SCHEDA VERDE – La terza scheda, quella verde, interviene sulle candidature per Camera e Senato. E propone di abrogare la possibilità per una stessa persona di candidarsi in più circoscrizioni.
IL COMITATO – Il presidente del comitato referendario è Giovanni Guzzetta, il coordinatore è Mario Segni. Il comitato, nato nel 2007, è composto, da esponenti politici di entrambi gli schieramenti, oltre che intellettuali come Michele Ainis, Augusto Barbera, Gianfranco Pasquino o Angelo Panebianco. Tra gli altri: Gianni Alemanno, Angelino Alfano, Mercedes Bresso, Riccardo Illy, Renato Brunetta, Antonio Martino, Giovanna Melandri, Arturo Parisi, Daniele Capezzone, Stefania Prestigiacomo, Gaetano Quagliariello, Giorgio Tonini, Salvatore Vassallo.
 LA STORIA – La raccolta delle firme per la parziale abrogazione dell’attuale legge approvata dal centrodestra verso la fine della XIV legislatura (il 21 dicembre 2005) è iniziata il 24 aprile 2007 e tre mesi dopo, il 24 luglio il comitato le ha presentate in Cassazione. Dopo l’ok della Corte e della Consulta il referendum è stato indetto per il 18 aprile 2008 ma poi rinviato per lo scioglimento delle Camere il 6 febbraio dello stesso anno.

Montanari - Cantini: sarà una sfida all'ultimo voto

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  • wbernazzoli

    22 Giugno @ 11.28

    FORZA BERNAZZOLIIIIIIIIIIIIIIIII !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi

  • CLAUDIO

    21 Giugno @ 17.16

    Quando ci sono i referndum,l'affluenza alle urne dovrebbe sempre,fino allo spoglio conclusivo,essere tenuta nascosta dato che i referendum si basano tutti sull'affluenza alle urne per cui uno che voleva andare a votare vedendo la bassa percentuale di votanti in cuor suo dice "ma che ci vado a fare tanto il 50% non si raggiunge"

    Rispondi

  • Luigi

    21 Giugno @ 16.58

    Referendum :finirà in una bolla di sapone,non si raggiungerà il 50% dei votanti.Gli unici referendum capaci di dare una scossa a questa disastrata classe di politicanti:via dal parlamento i condannati con sentenza definitiva,due mandati poi fuori dalle palle,la possibilità del cittadino di scegliere da chi farsi rappresentare,non si faranno mai nonostante le centinaia di migliaia di firme regolarmente raccolte.Questi quesiti fanno paura,meglio lasciarli marcire in qualche cassetto e far finta di niente.Un merito però va dato ai nostri politici;con i loro comportamenti sono riusciti ad allontanare il cittadino dalla vita politica politica,ora sono liberi di fare i loro affari senza dover darne conto a nessuno. Questa è la democrazia nella repubblica delle banane.

    Rispondi

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