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Riforme Costituzionali, Pizzarotti critico: “Parma non si riconosce in queste riforme”

Preoccupazione soprattutto per la riforma del Senato: “Un Parlamento di nominati e di fidati dei partiti”. E lancia un messaggio ai sindaci: “Anche noi dobbiamo far sentire la nostra voce”

Riforme Costituzionali, Pizzarotti critico: “Parma non si riconosce in queste riforme”
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Il sindaco Pizzarotti esprime preoccupazione riguardo l’attuale discussione sulle Riforme Costituzionali, in particolare ritiene “Un grave distacco dalla Carta Costituzionale” il forcing di Renzi sulla riforma del Senato, un “Atto totalmente incoerente con l’articolo 1 della nostra Costituzione”.
“Il rischio – ammonisce Pizzarotti – è che una riforma costituzionale sbagliata porti gravi conseguenze per tutto il Paese. Ancora più preoccupante è che una riforma così importante venga discussa solo dal partito di maggioranza e dal suo alleato nelle riforme. Dal Pd con Forza Italia. È grave non ascoltare le opposizioni: le riforme costituzionali devono essere condivise e discusse da tutti e con tutti”. E proprio su questo punto il sindaco ci tiene a precisare: “Nonostante le due cose abbiano una ovvia diversa rilevanza, a Parma abbiamo deciso di riscrivere lo Statuto Comunale assieme alla Minoranza, ma anche assieme ai cittadini di Parma, chiedendo loro quali fossero i punti principali da modificare. Il percorso è stato lungo e ancora non si è concluso, ma quando si decide di riscrivere i principi fondamentali di un Comune, non si può agire a colpi di maggioranza, ma condividendone la discussione. Lo stesso principio, a maggior ragione, deve essere utilizzato da Governo e Parlamento quando si parla di riformare la Costituzione”.

Un Parlamento di nominati
“Stiamo pericolosamente andando verso un Parlamento di non eletti: una Camera di nominati ed un Senato di eletti in secondo grado. Parma non si riconosce in questa decisione. Come dice la nostra Costituzione al primo articolo, la sovranità appartiene al popolo, e dovranno essere i cittadini a decidere da chi essere rappresentati. Un manipolo di partiti che affida la cosa pubblica a pochi fidati, è sicuro di non ricercare un vantaggio privato rispetto a quello generale? Con il mio mandato, ma anche con le ultime elezioni Politiche – continua Pizzarotti –, i cittadini hanno dimostrato di voler partecipare ed essere coinvolti nelle scelte che riguardano il loro futuro: la riforma del Senato, ma anche la nuova legge elettorale, dovrebbero quindi essere coerenti con questa visione politica. Perché in Italia facciamo il contrario di ciò che decidono gli italiani?

Il messaggio lanciato ai sindaci
Infine Pizzarotti ha voluto mandare un messaggio anche ai suoi colleghi: “Nella riforma del Senato è marginale il ruolo dei sindaci. Mi chiedo con che criterio si sia deciso questo. Ogni giorno ci viene chiesta una Spending Rewiev ormai non più sostenibile, né più praticabile; tutti i giorni ci viene intimato di tagliare o di risparmiare sui fondi destinati a sostenere i servizi per i cittadini: 17 miliardi dal 2007 sono stati tolti ai Comuni. Sono i soldi per le nostre scuole, per i nostri parchi, per le nostre biblioteche, per i nostri centri culturali, per le famiglie e per le persone in difficoltà. Più di chiunque altro i Comuni hanno contribuito al risanamento delle casse del Paese, ma sempre scarso è stato l’ascolto da parte del Governo.

I sindaci devono avere uno scatto d’orgoglio, ribadendo che non c’è più disponibilità a fare il lavoro sporco per Roma. Noi dobbiamo pensare a destinare i nostri fondi prevalentemente ai parmigiani, agli italiani, ma non possiamo raggiungere questo risultato se, ancora una volta, veniamo tenuti ai margini delle decisioni. Non ci siamo: questa riforma – conclude Pizzarotti – è più simile a un pastrocchio raffazzonato che a un punto dal quale partire per un Paese più efficiente e sostenibile”.

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  • HARRIS

    02 Agosto @ 16.23

    Andiamo con ordine. E' stato detto che sono ambiguo, a me non sembra: c'è molta più ambiguità se uno scrive seguito da i tre punti: "specie se esce da un regime come quello fascista, sempre che qualcuno non ne provi nostalgia..." Io non ne provo, altri si invece che delegano la propria rappresentanza nelle istituzioni a gente che calpesta la carta costituzionale. C'è un partito, in Italia, che abusa della parola fascismo per offendere l'avversario onesto e siccome non ha altri argomenti continua a parlare in modo infantile di Hitler e Mussolini. In realtà la nostalgia del fascismo appartiene a chi modifica la carta costituzionale, scritta dai nostri padri costituenti che ora si rivoltano nella bara, facendo venire meno il principio di rappresentanza. Questi sì che hanno tanta nostalgia di fascismo e odore di P2. Nel secondo dopoguerra mai e poi mai avrebbero pensato ad organi di rappresentanza nominati e addirittura formati da gente indagata e condannata. Allora chi sono i nostalgici del fascismo? E c'è gente che addirittura pensa che il fascista sia Grillo, si come no. Certo certo. Secondo punto tirato a mano dalla redazione è il ruolo della stampa che in virtù di una funzione sociale dovrebbe beneficiare di benefici. Siccome i quotidiani (NAZIONALI, lo specifico così nessuno si sente tirato in ballo) sono quasi tutti politicizzati o comunque hanno nei cda industriali, politici, banchieri collegati alla politica capiamo bene che il ruolo sociale dei giornale è completamente venuto a meno. Anzi, sono responsabili del decadimento intellettuale, sociale e in parte economico del Paese. C'è un magazine che parla di cavalli che prende migliaia e migliaia di euro: caspita, che funzione sociale. Un giornale che prende milioni di euro censura praticamente un disastro naturale accaduto a Vado Ligure (tre punti di sospensione...) con la procura che parla di 200 morti. E' questa la funzione sociale? Le agevolazioni oggi in merito all'informazione deve avercele solo la Rete, internet. Punto. Tutto il resto dell'informazione no. Inoltre io penso che sia meglio sostenere l'industria alimentare, i contadini, il km0 visto che ci sono anziani che vanno a rovistare anche a Parma nell'immondizia. Altre che sostenere i quotidiani NAZIONALI! Quelli non ci fanno nè mangiare non creano alcun miglioramento per la società, anzi la peggiorano.

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  • HARRIS

    02 Agosto @ 13.12

    Io voglio dire una cosa che purtroppo non si sa in giro: i giornali versano l'iva debito sul 20% della copie vendute. Per il restante 80% i giornali si trattengono tutta l'iva. Stiamo parlando di fiumi di milioni di euro e basta prendere un calcolatrice, vedere i dati di vendita per sapere spannometricamente il mancato incasso per le casse erariali. Questo regime agevolato per i giornali vige solo in Italia e in nessun altro paese al mondo. Ora se io vado a mangiare in un ristorante e il ristoratore mi fa sempre pagare poco o niente.... me lo tengo buono. E' giusto un regime fiscale così? Si o no? E questo regime lo hanno fatto i politici per tenersi buoni i giornali. Chi vuole togliere questa roba è solo il m5s. Ovviamente poi ci sono i finanziamenti pubblici, ma sono noccioline rispetto al regime fiscale agevolato.Ora i non capisco perchè vi dovete sempre sentire tirate in ballo da quello che scrivo, ora non stavo parlando di voi GdP (state tranquilli e godetevi il week di sole) ma parlavo di giornali che probabilmente qualcuno qui legge. Allora capiamo bene il motivo per cui la libertà d'informazione in Italia è dopo il Mali, e nessun giornale che lancia oggi l'allarme sul totalitarismo e sul calpestamento della carta costituzionale scritta nel dopo guerra da gente che ora si rivolterebbe nella bara nel leggere quello che la Boschi (sigh!) ha modificato. Nell'ultima frase che mi scrivete voi della redazione fate riferimento, però, ai finanziamenti pubblici ai gioranli.... io non parlavo di quelli, parlavo del regime fiscale agevolato che ho spiegato prima, una cosa ben diversa e peggiore che vige ora solo in Italia in tutto il mondo REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - 1) Se scrivi a un giornale e parli genericamente di giornali, qui avrai sempre una replica. Quindi semmai impara tu a spiegarti meglio 2) Preso atto che non parlavi della Gdp credo comunque che uno Stato (specie se esce da un regime come quello fascista, sempre che qualcuno non ne provi nostalgia...) possa pensare alla stampa come a un settore sociale da aiutare, al pari di quanto è stato fatto per tanti altri settori. Parlo del principio, poi possiamo discutere sulle quantità ; 3) E comunque, al di là di questo e una volta per tutte, a chi spesso ci dà lezioni di informazione corretta è bene rispiegare - al di là delle ambiguità di questi tuoi ultimi commenti (e non solo degli ultimi) che ci sono giornali che, se sono ancora qui, lo sono perchè hanno credibilità sul mercato: non per altro. Che ad Harris piaccia o no.

    Rispondi

  • HARRIS

    02 Agosto @ 12.04

    @Stefano. Il PD non è di sinistra, chiamiamo le cose come stanno per cortesia: il PD è pura democraziacristiana e forza italia. Con l'abolizione del senato eletto e il passaggio al senato nominato dove avremo condannati e indagati con sindaci e presidenti di regione portano avanti il progetto della P2 con l'amico di berlusconi. La stampa è tutta controllata dal PDPDL, per cortesia non indichiamoli più divisi perchè sono la stessa cosa. Dirò di più Berlusconi e De Benedetti sono amici e alleati: la tessera numero uno di Fi e Pd sono amici anche se fingono di litigare ogni tanto. In Italia con gli ultimi provvedimenti siamo entrati ufficialmente in un regime totalitario, dittatoriale e credo che Mussolini aveva più pudore nel fare cose. Questi sono proprio espliciti e non si fanno scrupolo. Evidentemente per lo juventino Davide modificare l'art 1 della costituzione è normale. @lo juventino davide. Vercingetorige non è del m5s, almeno però ha una dignità ha una reputazione contrariamente ad altri.... e Vercingetorige si è profondamente pentito nell'aver votato quel partito per cui tu addirittura voti ancora e difendi nonostante quello che hanno fatto ieri. Se l'Italia è dopo il Mali come libertà d'informazione secondo gli organismi internazionali un motivo ci sarà, e queste classifiche non le fa Grillo. Qui in Italia c'è proprio il MinCulPop e basta vedere gli articoli di fondo, il regime fiscale agevolato regalato ai giornali (di cui beneficiano TUTTI I GIORNALI senza interpellare il contabile di turno, basta leggersi le leggi) per capire che la democrazia è finita ed è tutto pilotato.E il popolo (ignorante) crede ancora a quello che i giornali e tv dicono. Ieri con la modifica dell art. 1 è finita completamente la democrazia in Italia. Mi preoccupi David€, mi preoccupa la tua indifferenza con quello che è accaduto ieri in Parlamento. REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Sui giornali, per l'ennesima volta, ti invito a distinguere fra giornali di partito (per i quali puoi fare tutti i discorsi che vuoi) e gli altri giornali, per i quali - che tu ci creda o no - la fetta di gran lunga più grande della battaglia si gioca sul mercato. Visto che vuoi insegnare la corretta informazione, inizia tu... Altrimenti è come se io dicessi che i partiti vivono tutti alle spalle nostre senza far distinzione fra chi usa (O abusa) di tutto ciò che gli arriva e chi invece ha deciso che cerfte somme vadano abolite o restituite....

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  • Filippo Bertozzi

    02 Agosto @ 08.05

    @Harris: David€ ti ha risposto con le stesse parole che avrei usato io. Non credo che tu abbia torto in generale, anzi, ma pensi davvero che l'ignoranza ed incompetenza dei rappresentanti pentastellati (a tutti i livelli: dal nostro Comune fino al Parlamento) possa minimamente cambiare le incancrenite dinamiche mondiali? Pensi davvero che le primavere arabe cambino qualcosa? E' solo questione di tempo (e di morti, e di disgrazie economiche, nel frattempo) perché tutto torni come prima. Se avessi viaggiato in quei posti e parlato con chi ci vive, lo sapresti: sono i primi a non avere un concetto di democrazia come lo intendiamo noi, è illusorio poterla "esportare". Quindi, al posto di occuparsi di massimi sistemi che non si può governare, è meglio occuparsi delle seppur piccole cose che fanno ancora (non so per quanto) dell'Italia un paese mediamente civile: a partire dai rifiuti per le strade. Ma per te è riduttivo: ha detto bene David€, vai in Libia o in Ucraina, così capisci.

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  • salamandra

    01 Agosto @ 23.26

    David€, che bisogno avrebbe HARRIS di recarsi in quei posti? Basta aspettare le riforme di Renzi no?

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