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"Chicco e Dino ora vivremo anche per voi"

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di Laura Frugoni

Le parole non ci sono, muoiono in gola. E' un dolore fatto di suoni - pianti, singhiozzi, grida - e non rimane che guardarlo attoniti, appena fanno il loro ingresso nella chiesa delle Sacre Stimmate le bare di un padre e di un figlio, Demetrio (Dino per tutti) e Francesco Petta, morti abbracciati su una moto una domenica d'estate, dopo che la vita li aveva tenuti divisi per tre anni. Preferirebbe non dover parlare a quella folla affranta, stipata nell'auditorium della chiesa, don Sergio Tommasi: «Ci sono momenti nella vita in cui l'unica parola eloquente è il silenzio», ma deve pur provare a consolarli, il pastore di Dio, e allora chiede scusa «se faccio troppo rumore dentro il vostro cuore».

Il funerale di Chicco e Dino è scivolato via come un film straziante, denso di una commozione a tratti intollerabile. Come quando Michael, il secondogenito di 12 anni, anche lui tornato a casa dall'istituto che l'ospitava in queste settimane, s'è accucciato sotto il legno marrone e non c'era verso di strapparlo via da quel cantuccio, le sue grida sciabolate nell'aria («lasciatemi stare, mio padre viene via con me»). E' arrivata una marea barcollante di adolescenti, a grappoli compatti e serrati, in ciascuno riuscivi a leggere una tappa di quel viaggio troppo breve, e a tratti sudato di fatica e amarezze, che è stata la vita di Francesco: i compagni di scuola e della squadra di calcio del Montanara in cui giocava da ragazzetto, il gruppo arrivato dalla comunità Belgioioso di Pavia che l'aveva ospitato per un anno e mezzo, quelli del Cavanà di Pellegrino dove era approdato a metà del 2007 e lì erano arrivati i momenti più neri. Quando sono dei ragazzi a dover dare l'addio a uno di loro è sempre un terremoto di cuori, ma in quei visi stravolti e affondati nelle spalle degli amici, ieri mattina, vedevi qualcosa di diverso, qualcosa più: la disperazione di aver perso anche una parte di te, che ti è stata al fianco in una casa che non era la tua, diventando indispensabile, qualcuno di famiglia.

Eccola, la famiglia spezzata di Chicco e Dino: c'è Rosaria che accarezza le bare dell'uomo che le è stato al fianco per 18 anni e del primogenito che al suo diciottesimo compleanno non è arrivato mai. Rosaria ha il viso di cera e i passi di piombo, eppure riesce a reggere anche questa croce, tenendo per mano gli altri suoi bambini, tutti tornati da lei per questo addio: insieme a Michael, i piccoli Sara e Tommy, biondi e biancovestiti, gli stessi occhi di cobalto che Dino ha regalato a tutti e quattro i suoi figli. Il dolore attraversa come un'unica corrente la famiglia di Demetrio arrivata dalla Sicilia, le sorelle di Rosaria, gli zii, i nipoti. Zia Angela va a leggere il saluto ai loro due «piccoli grandi uomini». Prima di lei aveva parlato il giovane don Alessandro della comunità pavese: «Ricordare una persona che parte così presto vuol dire vivere anche un po' per lei». Il ritratto di Francesco si staglia fresco e nitido nelle parole di un educatore («la tua curiosità, la tua calma veloce disegnata nel tuo sguardo chiaro, il tuo sorriso mai stanco»). Dice una cosa bella, che si solito gli adulti ai ragazzi non dicono mai: «Se penso alla tua caparbietà intelligente, penso che sei stato tu ad insegnarmi che si cresce insieme, si diventa uomini insieme». Gli adolescenti intorno sono disperati e muti.

C'è una lettera per Francesco, che nessuno ha il coraggio di andare a leggere. Un modo, però, esiste sempre. Sotto l'altare hanno appoggiato un cartellone azzurro, affresco di foto ridenti di Chicco, collage di dediche e pensieri. «Un ragazzo perfetto, bello simpatico dolce e burlone che sapeva ascoltare e parlare». Si sono messi in fila per scrivere un ricordo nei due quadernoni sistemati fuori dalla chiesa. Ci sono anche frasi disperate. «Fra' per piacere dammi risposte, aiutami a uscire dalla m..» scrive Mary. «Ripulisci 'sto mondo di infami». Doveva essere davvero un piccolo uomo che sapeva ascoltare, papà Dino ne sarebbe fiero. L'addio Il dolore della famiglia e degli amici, ieri mattina, nella chiesa delle Sacre Stimmate.


LA CRONACA DELLA TRAGEDIA (5 luglio) - Tragedia a Roncocampocanneto. Poco prima delle 20 un'auto e una moto si sono scontrate sulla strada principale del paese. Nel violento impatto, i due centauri - un 40enne e il figlio di 17 anni - sono stati sbalzati e hanno perso la vita. La strada è rimasta chiusa fino a tarda sera per i rilievi.

Viaggiavano insieme, padre e figlio. Erano in moto, diretti ver­so la Bassa. Poco prima erano usciti dalla loro casa di via Aleot­ti a Parma, e pochi minuti dopo erano entrambi sull'asfalto, sen­za vita. Hanno trovato la morte così, ieri sera intorno alle 19.45, Demetrio Petta, operaio di 40 anni, e il figlio Francesco di 17. è accaduto sulla via Cremonese, all'ingresso di Roncocampocan­neto. Si sono schiantati contro un'automobile che stava svol­tando in un distributore di car­burante. Il padre, che era alla guida della moto, è deceduto sul colpo; pochi istanti dopo è mor­to anche il figlio, sbalzato ad al­meno 50 metri di distanza.

Erano quasi le 20 quando, in via Cremonese all'ingresso di Roncocampocanneto una Passat che proveniva da San Secondo si è scontrata con una Yamaha che viaggiava in direzione opposta, da Parma verso la Bassa. La dinamica dell'incidente sarà accertata dalla Polizia stradale di Fornovo. Di sicuro è stato un impatto violentissimo: la motocicletta ha sfondato la fiancata destra della Volkswagen; il 40enne è volato oltre l'automobile, mentre il figlio, che era seduto dietro, è stato sbalzato a molti metri di distanza.
I soccorsi sono stati tempestivi (sono giunte ambulanze e l'elicottero del Maggiore) ma i due feriti non ce l'hanno fatta. La Stradale effettua i rilievi, mentre i carabinieri di San Secondo hanno regolato il traffico e organizzato le deviazioni nelle ore in cui via Cremonese è rimasta chiusa per i rilievi e la rimozione dei mezzi.
 

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  • tommaso reina

    17 Ottobre @ 12.02

    prima di tutto saluto la sara che è stata mia compagna e dico che mi dispiace moltissimo .ciao tommi

    Rispondi

  • angela

    13 Luglio @ 13.36

    nn ci sono sono parole da dire ma solo ringraziamenti x quelli ke anno conosciuto dino e chicco la zia ecognata angela

    Rispondi

  • angela

    13 Luglio @ 13.31

    in questo mommento nn ci sono parole ringraziamo tuuti quelli ke conoscevano dino e chicco la zia

    Rispondi

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1commento

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