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Via Verdi, mille volte "no" alla Ztl

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La protesta di chi lavora e vive in via Verdi non si ferma, tanto che i banchetti contro la zona a traffico limitato (ztl), in una decina di giorni, hanno raccolto mille firme. Di queste, stando agli organizzatori della protesta, 200 sarebbero dei residenti, ma al coro dei «no» si sono uniti anche commercianti e cittadini di Parma. «In via Verdi una decina di uffici di liberi professionisti verranno chiusi», spiega Filippo Greci, presidente della Lega Consumatori, ieri alla testa della delegazione che è andata in municipio per chiedere una soluzione in tempi rapidi dei problemi che affliggono la zona all'assessore alla Mobilità Davide Mora. «Nella zona - aggiunge Greci al termine del faccia a faccia - la situazione è talmente tragica che entro fine anno, in strada Garibaldi, chiuderanno altri sette uffici commerciali». Accompagnato da un gruppo di commercianti, Greci lancia la sua proposta. «La ztl nasce nel 2003 e doveva essere una prova di sei mesi - dice -. Perché ora non facciamo sei mesi senza ztl e vediamo se la via rinasce?». «La desertificazione del centro storico ha portato solo alla creazione di ghetti», aggiunge Andrea Zorandi, segretario cittadino della Lega Nord, che ieri ha partecipato all'incontro con l'assessore. Ma sulla ztl in Comune non cambiano idea. «Con i lavori di riqualificazione della stazione - spiega Davide Mora - via Verdi sarà ancora più centrale, quindi è improbabile una modifica alla ztl». E aggiunge: «L'amministrazione non vuole riportare un traffico continuo nella via in modo da tutelare i residenti, ma anche per fermare il traffico parassitario ed evitare la creazione di circuiti di auto». In pratica, con la riapertura di via Verdi il flusso di veicoli in uscita dalla via andrebbe ad intasare strada Garibaldi, già ora percorsa da autobus e biciclette. «La ztl in via Verdi è comunque unica nel suo genere - avverte Mora - perché dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 18.30 consente l'ingresso delle auto».P. D.

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  • FrankVise

    14 Luglio @ 18.16

    I commercianti , manco a dirlo, si preoccupano per i nuovi varchi elettronici. Nel loro contorto comunicato scrivono che “ si rischia di riacutizzare la problematica della compatibilità delle Ztl (zone a traffico limitato) in relazione all’impatto che l’applicazione di tali provvedimenti di restrizione del traffico tendono ad avere sul commercio cittadino, ma anche sul mantenimento in centro storico di attività professionali e di servizio che, in mancanza di un’agevole raggiungibilità (per sé e per i propri clienti), tendono a delocalizzarsi in zone periferiche». Il che, tradotto in italiano corrente, significa che : a) finora se n’erano bellamente fregati delle Ztl, ma ora temono di essere costretti a rispettarne le regole , e la cosa non gli va giù , e questo non è un atteggiarsi da buoni cittadini ; b) mentre dappertutto nel mondo ci si muove verso la pedonalizzazione dei centri storici, compresa Milano che in vista dell’Expo sta allargando di altri 300.000 metri quadri l’area pedonale, allineandosi alle varie città europee già pedonalizzate con soddisfazione generale ( ultima Strasburgo ), i commercianti nostrani sono rimasti i soli a sostenere l’insostenibile, cioè che la pedonalizzazione danneggia il piccolo commercio, quando è esattamente il contrario. Subito quei furboni della Lega Nord e di una fantomatica Lega dei consumatori, di cui non s’era mai sentito parlare prima ( e difatti non ha una sua sede in città) hanno colto la palla al balzo e si sono scagliati anche loro contro le ZTL, soprattutto quella in via Verdi , mischiando fra l’altro pere e cipolle, cioè cose che non c’azzeccano tra loro, come la ZTL e la microcriminalità ( quasi che le auto in transito svolgano un compito di tutela dell’ordine pubblico , il che accade solo nella loro testa gloriosa di gente ansiosa di militarizzare tutti quanti ). Per non impantanarsi in queste polemicuzze di retroguardia, ci vorrebbe un colpo d’ala degli amministratori locali. Prendano esempio – se non è chiedere troppo - da quel primo cittadino di una città di due milioni e mezzo di abitanti situata a sud del mondo, cioè la brasiliana Curitiba. Costui , avendo deciso di pedonalizzare il centro storico , di fronte al boicottaggio dei commercianti che ne impedivano fisicamente la realizzazione, ha pensato bene di mandare i suoi operari una sera di venerdì, senza preannunci, a montare lampioni, fioriere e marciapiedi, completando il tutto nel weekend senza dare ad alcuno il tempo materiale di opporvisi. Dopo un po’ gli stessi commercianti, constatando un aumento notevole del traffico dei pedoni , hanno chiesto di ampliare ulteriormente la zona chiusa alle automobili. A questo punto si sono opposti gli automobilisti annunciando cortei motorizzati di protesta , ma il geniale sindaco , radunate alcune centinaia di bambini, li ha fatti piazzare per strada a far disegni sull’asfalto e le auto sono rimaste in garage insieme agli egoismi corporativi che sanno di Medioevo. Ma non è finita qui. Il Nostro, per migliorare la mobilità cittadina, anziché immaginare faraoniche metropolitane, ha creato dei viali riservati ai cosiddetti “autobus espresso” a tre vagoni l’uno, che partono ogni trenta secondi, nelle ore di punta, trasportando ventimila passeggeri all’ora, con accessi facilitati da apposite rampe coperte che portano il marciapiede sullo stesso piano dei mezzi permettendo ai passeggeri di salire sull'autobus senza fare scalini e quindi più rapidamente : praticamente una straordinaria, efficientissima metropolitana a cielo aperto e ciclo continuo che, insieme a 160 chilometri di piste ciclabili, ha provocato il rifiuto di massa dell’auto in quella che è oggi definita “la capitale ecologica del Brasile “. E poi lo chiamano “Terzo Mondo” ! Ma allora noi che siamo ? Dove si sono visti da noi degli amministratori così lungimiranti e capaci di agire senza guardare in faccia nessuno ?

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  • emilio Medioli

    14 Luglio @ 16.23

    circa un centinaio di negozi, ovviamente gli interessati di Via Verdi, Via Garibaldi e vie limitrofe hanno raggiunto la fantascientifica cifra di 1000 firme!!! Perbacco, peggio di un referendum degli ultimi tempi...circa 10 firme ad esercizio!!...risultato talmente lusinghiero tale da fare breccia nelle teste dei propositori che è una battaglia perduta. In più vorrei aggiungere un pensierino per i pubblici esercizi in zona Via verdi che non pensassero nemmeno un minuto a considerare movide varie dopo l'inelluttabile allontanamento dello strarompi mercato. Per 4 anni due volte alla settimana . babbo Natale è già arrivato!!!!

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