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Edifici e aree abbandonate: in 3 anni niente è cambiato

Edifici e aree abbandonate: in 3 anni niente è cambiato
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Parma, città inerte: potrebbe essere questo lo slogan, riadattato ai tempi rispetto al famoso «Parma, città cantiere» degli anni di Ubaldi, che riassume al meglio la situazione della nostra «petite capitale» per quel che riguarda edifici e aree pubbliche (ma in qualche caso anche private) che da tempo sono abbandonate.
Esattamente tre anni fa, a settembre del 2011, il nostro giornale aveva denunciato la situazione di degrado e abbandono di parti importanti del territorio urbano, per alcune delle quali esistevano anche progetti di riqualificazione o quantomeno di risistemazione. Da allora, molto tempo è trascorso, sono cambiati gli amministratori, ma il bilancio attuale è desolante: di tutte le aree e gli edifici in degrado o abbandono presi in esame dalla «Gazzetta» all'epoca, soltanto in un paio di casi qualcosa è cambiato e si tratta, comunque, di interventi affidati a privati: l'area dell'ex kartdromo a Fraore, l'ex deposito di auto di via Fleming trasformato in un moderno edificio direzionale e residenziale. Per quanto riguarda le proprietà pubbliche, invece, le cose, se possibile, sono peggiorate, perché nulla è stato fatto e altri casi eclatanti si sono aggiunti. 
Il Teatro dei Dialetti, la nuova scuola europea, Duc 2 e ex mercato bestiame, via Zarotto e via Padre Onorio, ex Stuard e ex Romanini e l'ex canile ridotto a discarica. 

L'articolo completo sulla Gazzetta di Parma

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  • sabcarrera

    25 Agosto @ 11.39

    La logica dell'industria del cemento dal dopoguerra in poi è stata di fare edifici ma mai completarli. Completarli voleva dire fare dei lavori di ultimazione che non avrebbero avuto i ricarichi di costi che hanno quelli dove si fanno delle semplici colate di cemento. Per questo i lavori erano in progetti inutili evitando così la necessità di finirli.

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  • Barbara

    25 Agosto @ 09.53

    Sono rammaricata nel sapere che neanche dal prossimo anno scolastico (2014-2015) la Scuola per L'Europa di Parma avrà la sua sede definitiva. I primi fondi arrivarono quando mia figlia era al secondo anno del ciclo secondario di I grado ed ora è all'università... Si parla del 2006. Ci hanno sempre detto che avrebbe potuto andare nella nuova sede per frequentare il ciclo secondario di II grado, ma nulla è stato fatto. La stessa cosa si è ripetuta per il secondo figlio che a ottobre inizia pure lui l'università. Si può sapere come e da chi vengono gestiti i fondi? L'Efsa è venuta a Parma perchè era stato promesso che i figli dei dipendenti e dirigenti avrebbero avuto modo di frequentare una scuola europea di un certo livello, ma dov'è?

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  • Davide

    25 Agosto @ 02.00

    Dany ha le idee chiarissime. Infatti chi comandava in URSS era il PCUS (cosa mai vorrà dire?) Quanto alle "fabbrichette" trasferite all'estero, un piccolo imprenditore non può continuare a subire un'imposizione fiscale che supera l'80%. Dal Piemonte, per esempio, ci si trasferisce in Alta Savoia (Francia), dal Veneto in Carinzia (Austria) o in Slovenia. Terzo mondo? Una cosa è scappare nei paradisi fiscali, tutt'altra è fuggire da quell'inferno fiscale, burocratico e senza servizi cui è stata ridotta l'Italia. Ti sei mai chiesto perché tanti grandi gruppi italiani e/o esteri che investono in Italia scelgano come sede amministrativa l'Olanda, l'UK o il Lussemburgo? Terzo mondo anche quello?

    Rispondi

  • HARRIS

    24 Agosto @ 22.58

    Tra pochi giorni è settembre. Data ancora da decidere ma si sta avvicinando e si vede. Si tratta di cantieri non ultimati molti iniziati anni e anni fa. Grazie a Pizzarotti che ha messo come priorità la chiusura dei cantieri si sono portati a termine tante cose che erano delle ferite aperte nella nostra città e penso ad esempio alla stazione. Ci altri cantieri aperti ma si fanno le cose per volta in un momento in cui il comune non ha soldi a causa sia per i debiti lasciati dalle passate amministrazioni sia per un governo targato PD che ha tagliato i trasferimenti ai comuni. Ora ci sono cose più importanti da portare avanti. Anche se Pizzarotti ha detto che il Teatro dei Dialetti lo porterà a termine io credo che sia un'opera insensata e uno spreco di soldi inutile. Lo stesso vale il WCC (welfare city center, all'epoca di Vignali c'era la mania dell'inglese). Insomma Pizzarotti si è trovato in mano questi cantieri iniziati in un'epoca (escludiamo il periodo successivo allo stop della metropolitana dove per ordini dall'alto Vignali doveva criticato) in cui nessuno ma proprio nessuno mise in discussione progetti, cantieri e cementificazioni assurde che avrebbero portato Parma non solo al dissesto ma anche cantieri mai terminati. Ma la città come mai non si è mai interrogata allora? Oggi non ha senso dire "oh ci sono questi cantieri aperti": la città doveva interrogarsi allora. Oggi è giustissimo che siano aperti perchè ci sono priorità molto più importanti e urgenti che pensare a queste inutilità. Non possiamo pensare che il prezzo da pagare per la pessima ammnistrazione di allora e di una città dormiente e complice siano solo gli 800 milioni di debiti. La città doveva interrogarsi allora quando si parlava di WWC, di teatro dei dialetti e di tutte quelle cementificazioni assurde. Nessuno allora che lo fece. Troppo facile adesso, anzi secondo me adesso c'è da apprezzare se qualche cantiere è stato portato a termine.

    Rispondi

  • Marzio

    24 Agosto @ 20.05

    Però è strano, quando rubavano (milioni di euro) i soldi c'erano per tutti.

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