12°

Parma

Nicoli, vent'anni senza Anna

Nicoli, vent'anni senza Anna
Ricevi gratis le news
0

Davide Barilli
 Quel  giorno che gli ha cambiato la vita  è rimasto impresso dentro come una stimmate.  «Tutto,
ricordo, come se fosse ieri... tutto...». Era iniziata come tante altre  volte, nella cucina della casa di Stradella di Collecchio:   la colazione, l’ultima  con Anna. «Erano le 7,40. Si era alzata presto, come sempre, per fare colazione insieme». Il rito quotidiano domestico, le abitudini di una famiglia felice. Di sopra, la nuora e il nipotino ancora a letto.   Lei in vestaglia, in cucina, ad aspettare che il brontolio della caffettiera annunciasse il momento  di spegnere il fuoco. Latte e biscotti, per Carlo e Pier Luca. E poi il saluto, il bacio sulla guancia. Come tante volte. «E pensare che ero uscito prima del solito quella mattina, per evitare la confusione del traffico che avrei trovato in strada...». Ha una pausa, Carlo Nicoli. Come per mettere a fuoco un senso di colpa che non può ragionevolmente esistere.   Anche Pier Luca era uscito per andare al lavoro. In casa erano rimasti Anna, la moglie di Pier Luca e il piccolo Francesco. Subito dopo, il blitz dei sequestratori. «...Sapevano molte cose... le mosse da fare, eccome se  le sapevano». L’inizio di un incubo: un calvario, durato un anno. Anna cercò di resistere. Lottò con tutte le sue forze, temendo che i banditi volessero rapire proprio il nipotino che dormiva al piano di sopra. «Non toccate il bambino. Lui no: lasciatelo stare», gridò più volte la donna, prima di essere portata via di peso. «Mia moglie aveva paura che rapissero nostro nipote Francesco, che aveva sedici mesi, si era  raccomandata con la vicina di casa». Suda, Carlo. Fa sempre male quella sequenza di immagini della memoria. «Ricordo  quando sono rientrato a casa,   gli elicotteri, le prime telefonate dei sequestratori, l’inchiesta, le speranze, le illusioni...».  E  poi, il  calvario giudiziario. Con quelli là, la mistura senza scrupoli di  anarchici e pastori, dietro la gabbia. «A un certo momento ho cercato di non essere più presente ai processi. Aspettavo fuori dall’aula, tutta l’udienza poi parlavo con gli avvocati (De Giorgi e L’Insalata, ndr). Preferivo così».
Quando ha perso la speranza? «Dall’ultima telefonata. Ricordo benissimo, era il giorno di Sant’Ilario del Novanta. Quando mi hanno apostrofato per bene (...cosa vuoi,  delle prove? mi hanno detto...) e poi hanno buttato giù il telefono. Da lì non si sono più fatti sentire...».    Una storia che è rimasta con molti punti interrogativi. Sì, da un punto di vista processuale tutto è finito. Ma certi dubbi permangono. Uno, fra tutti, il più clamoroso: Anna non è mai stata ritrovata, viva o morta. C’è dietro una logica ferrea dei sequestratori, far sparire eliminare il corpo del reato. Una speranza, nel dolore, erano stati i resti recuperati in fondo al pozzo artesiano. «Erano compatibili con un essere umano - dice Carlo - ma ridotti e bruciati a tal punto che non si è nemmeno potuto estrarre il dna». Che fine hanno fatto quei reperti? «Mah, c’era rimasto poco. Saranno in qualche archivio di tribunale...».  E l’anello trovato insieme a quei poveri frammenti di ossa? «Era schiacciato così tanto dove c’era la data che non si poteva riconoscere se era quello di Anna. Quell’anello lì era la seconda vera, la prima, quella di  quando ci siamo sposati era più tradizionale, poi le avevo regalato quell’altra che era più particolare...». Il tribunale, con sentenza, depositata il 21 luglio 2001, ha dichiarato la morte presunta di Silocchi Mirella, nata a Gazzuolo, Mantova, il 9 marzo '39, avvenuta tra il 2 dicembre '89 e il 19 gennaio '90». Poche, asciutte, righe, estratte dalla sentenza, pubblicata prima sulla Gazzetta Ufficiale, poi su due quotidiani, per mettere la parola fine a una vicenda umana finita inevitabilmente nei lacciuoli della burocrazia.  «Cosa vuole che dica - afferma Carlo Nicoli - era un atto dovuto, ormai Anna non c'è più e nessuno potrà restituirla».
Non avrà neppure il conforto di una tomba, Carlo Nicoli. Quei poveri resti trovati in fondo al pozzo artesiano nel podere del Viterbese dove era stata tenuta prigioniera la moglie, non sono stati ritenuti compatibili con ossa umane. «I giudici non hanno mai dato il consenso alla sepoltura; se così fosse stato, non ci sarebbe stata la procedura della dichiarazione di morte presunta». Carlo Nicoli è rassegnato da tempo, ormai. Sa che nella tomba di famiglia, «Anna» non troverà mai spazio. Alla Villetta, c'è una lapide. C'è una scultura. Ma manca una tomba vera sulla quale piangerla.
Non c’è pentimento. Da parte di nessuno: «I rapitori non dimostreranno mai pentimento, perché ammetterebbero la loro colpevolezza...». Ma non  c'è  neanche perdono. Carlo Nicoli scuote la testa.  Dopo vent’anni, perdona? «No». Non li nomina mai, gli aguzzini. Ad eccezione  della  Scrocco. Se sono ancora tutti in cella? «Penso di sì, almeno quello... Cosa è cambiato in vent’anni? Niente, l’unica cosa nuova è stata la cattura della Scrocco che però si rifiuta di parlare, è un’irriducibile. Lei secondo me non parla, si deve fare trent’anni». Di riapertura indagini, si sa qualcosa? «Niente, assolutamente niente».
 Il caso è chiuso, anche per lei? «Non so più nulla da tre anni, da quando mi hanno telefonato per dirmi che in Olanda era stata arrestata la Scrocco. Non siamo gli unici, ci sono stati anche altri casi... Se spero che qualcuno parli? Ormai adesso che sono verso la fine della carcerazione, cosa vuole che parlino…».
Una cosa che non è mai mancata è stata la fiducia nella giustizia. «Le indagini sono state fatte, sono stati trovati i colpevoli  e anche l'iter  processuale  è stato svolto in tempi ragionevoli...». Nicoli ci tiene a ricordare gli inquirenti: «Si sono dati da fare al massimo, penso a Gallese, Gallo, Reda,  si sono tutti spesi in maniera personale, ma la bacchetta magica non ce l’hanno...».  Ci sono rimaste zone d’ombra? «Non è molto chiaro un punto, quello dell’eventuale basista... Su questo aspetto non   si è mai arrivati a una verità».  
Almeno, dopo il dramma Silocchi, i sequestri di persona si sono diluiti, fino a scomparire. «Dopo quello di mia moglie ce ne sono stati pochi altri, forse due, poi basta a parte alcuni  rapimenti  lampo. Il fatto che fossero stati  arrestati e condannati i rapitori di Anna è stato un segnale forte dello Stato».
 Parola di Carlo Nicoli: un uomo a cui manca un pezzo di vita, quella che gli hanno strappato in una mattina afosa di vent'anni fa.  

Oggi sulla Gazzetta di Parma in edicola altre due pagine dedicate al caso
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

1commento

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Finale a sorpresa per X Factor:  Lorenzo batte i favoriti Maneskin Video

talent

Finale a sorpresa per X Factor: Lorenzo batte i favoriti Maneskin Video

'A Ciambra' escluso dalla corsa agli Oscar

cinema

"A Ciambra" escluso dalla corsa agli Oscar

Karma: la notte di J.L. David

FESTE PGN

Karma: la notte di J.L. David Foto

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Imu e Tasi, lunedì si chiudono i conti

L'ESPERTO

Imu e Tasi, entro lunedì il saldo. Tutto quello che c'è da sapere

di Daniele Rubini*

Lealtrenotizie

Il Marconi piange Giulia

LUTTO

Il Marconi piange Giulia

Vicino a Coenzo

«Noi, i dimenticati dell'alluvione»

Copermio

«Pensavamo di morire annegati. Mio figlio vivo grazie al maresciallo»

Montagna

Corniglio, «class action» contro Enel?

sciopero

Froneri, la solidarietà ai lavoratori sfila nel cuore della città Foto

oltretorrente

Marcia antirazzista dopo il pestaggio. In corteo con Said

Abdul, il suo dipendente aggredito: non riesco ancora a capire perché ce l'avessero con me

1commento

Il noto ex calciatore

Cosa manca a Beckham dell'Italia? La trattoria Cocchi di Parma

3commenti

Processo

«Spese pazze» in Regione, assolti Ferrari e Garbi

Tg Parma

Striscioni al Marconi per ricordare Giulia Video - Foto

Dopo piena

Lentigione, gli sfollati a casa per Natale

Colorno (e Lentigione), si lavora per tornare alla normalità. Il punto della situazione

A Lentigione un pensionato è morto mentre spalava il fango

ghiaccio

Montagna, dopo tre giorni ci sono ancora famiglie senza elettricità

1commento

Colorno

Oltre un milione di danni per l'Alma

coin e decathlon

Due furti in negozi sportivi, tre ragazzi denunciati

3commenti

LUTTO

Giulia, 15 anni e tanta voglia di vivere

3commenti

Brumotti

Arriva "Striscia la Notizia", fuggi fuggi di pusher in Pilotta e a San Leonardo Le foto

31commenti

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

I bitcoin spiegati a tutti. Ecco perché sono da maneggiare con cura

di Aldo Tagliaferro

1commento

CHICHIBIO

«Trattoria I Du Matt», cucina parmigiana di qualità

di Chichibio

1commento

ITALIA/MONDO

MILANO

Ex calciatore ucciso, fermati una donna e il figlio. Volevano sciogliere il cadavere nell'acido

IL CASO

La svolta: Ryanair riconosce i sindacati

SPORT

Calciomercato

Parma, Faggiano rinnova: "Il progetto va avanti"

tg parma

Ospedale dei bambini: i giocatori del Parma diventano... Babbo Natale Video

SOCIETA'

dopo la piena

Ecco com'è oggi Colorno: il video dall'alto

social network

Il selfie della ragazza con cancro alla pelle: la campagna di prevenzione è virale

MOTORI

motori

Ford, che Fiesta: ST-Line o Vignale per pensare in grande

DUE RUOTE

La prova: Ducati Multistrada 1260