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Parma unita

Ghiretti: "Provincia, io in campo con i civici"

Roberto Ghiretti
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Provinciali, listone, liste democratiche, spaccature, candidature e dietrofront, un "pensionamento" per le vecchie Province tutt'altro che indolore e silenzioso. Interviene, sulle elezioni provinciali, anche il consigliere di Parma Unita, Roberto Ghiretti.

Ho vissuto con grande disagio tutta la vicenda relativa alle imminenti elezioni provinciali e per questo ho preferito non entrare nella polemica pur avendo avuto di fatto un ruolo nello sviluppo della vicenda e negli esiti a cui ha portato.

Va infatti ascritto alla lista dei moderati, alla quale ho aderito fin da subito insieme ai consiglieri comunali Pellacini e Guarnieri, il merito di aver rotto quel fronte compatto dei sindaci che fino a dieci giorni fa sembrava destinato ad avere il monopolio dell'ente provinciale.
Perché andare a rompere le uova nel paniere a quella che pretendeva di presentarsi come una lista “super partes” interessata soltanto al bene comune?
Perché di lista super partes non si trattava e questo Pizzarotti lo sa bene. Quella lista era frutto di accordi tra segreterie politiche attraverso i quali i sindaci avrebbero ottenuto un controllo totale sul nuovo Ente, Pizzarotti avrebbe avuto accesso al Consiglio provinciale pur non avendo i numeri per farlo e il Pd avrebbe spostato gli equilibri politici interni dalla città capoluogo ad un gruppetto di sindaci arrembanti. È questa la democrazia? È questo il dialogo super partes per il bene comune? È questo ciò di cui ha bisogno la nostra provincia? Non credo proprio.
Del resto se si voleva fare una vera operazione senza bandiere sarebbe bastato convocare in agosto una bella assemblea costituente invitando tutti i 610 elettori, oppure ciascun sindaco avrebbe potuto avviare un dialogo con il proprio Consiglio comunale. Invece no. In questo senso è bene chiarire un passaggio: Pizzarotti è già presente in Provincia in quanto facente parte dell’Assemblea dei sindaci, che è un organo che svolge il ruolo di quella che era la Giunta provinciale. Non esiste dunque un problema di rappresentanza di Parma, mentre esisteva, quello sì, un problema di accesso per tutti quei consiglieri che rappresentano le diverse minoranze nei 46 Comuni della provincia.
Due parole infine sul Partito Democratico. La vita mi ha portato a lavorare gomito a gomito con alcuni loro eletti, e mi riferisco a quei Consiglieri che sarebbero stati eliminati dal progetto di Pizzarotti. E' un gruppo con cui in alcune occasioni abbiamo avuto anche significative divergenze ma di cui nutro una vera stima: sono persone che come me rubano il tempo alla famiglia e al lavoro per mettersi a disposizione della Comunità. Avrebbero meritato, credo, maggiore rispetto. Ma il Pd è anche quello dei tatticismi esasperati, delle correnti perennemente in guerra e degli “accordini” sotto banco. In questa occasione, come in altre, credo che segmenti di questo partito abbiano messo in campo il peggio del proprio repertorio, cercando un accordo impossibile proprio con Pizzarotti, le cui strategie spesso volgari e quasi mai sincere sono purtroppo note a vaste aree della città, siano esse produttive o associative.
La lista che presto presenteremo nasce espressamente per raccontare al territorio che c'è un'area moderata che con quel tipo di valori e con quel tipo di accordi esige di non avere a che fare.
È una lista nata senza preclusioni su un simbolo in particolare, ma sull'idea che quel modo di concepire la politica ha concluso il suo percorso, e che sta proprio a noi moderati scrivere “per sempre” sulla lapide. Care elettrici e cari elettori moderati, basta con questo modo di fare: noi siamo qualcosa d'altro, di diverso e di migliore.
Un concetto che vuole essere anche un'esortazione al Partito Democratico affinché non tradisca quelle promesse di rinnovamento fatte solo pochi mesi fa agli italiani. In questo senso mi pare anche giunto il momento, a Parma, di chiarirsi le idee rispetto a ciò' che significa essere renziani, perché in tutta franchezza in taluni giochini io ci ho visto ben poco di nuovo, ed è difficile che un moderato ci si possa riconoscere.
Da questa vicenda molti ne escono con le ossa rotte e spero che questo induca ad una qualche riflessione: i propri eletti si rispettano, e attraverso loro gli elettori che li hanno indicati.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • antonio

    18 Settembre @ 23.07

    Se proprio vuoi una poltrona comoda va "divani & divani" , sarai comodo e farai meno male.

    Rispondi

  • Rick

    18 Settembre @ 21.41

    Ghiretti è una persona seria, di buon senso, con grandi e comprovate capacità manageriali. Ce ne fossero !

    Rispondi

  • Oberto

    18 Settembre @ 19.49

    un mito un mito un mito!!!!

    Rispondi

  • Alberto

    18 Settembre @ 19.38

    ghirèt l'é dapartùtt cme il bonjèrbi.

    Rispondi

  • federicot

    18 Settembre @ 16.52

    federicot

    Bec ed fer.

    Rispondi

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