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Quei pezzi di città che ci stanno sfuggendo

Dalla realtà emersa con l'omicidio sotto il ponte Europa a una lettera alla Gazzetta su via Sidoli

Quei pezzi di città che ci stanno sfuggendo

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Premessa: la Gazzetta non è un giornale scandalistico, e quindi non ci sogneremmo di enfatizzare o mescolare banalmente due o tre notizie per farle diventare un allarme sociale o semplicemente per urlare un titolo che attiri lettori e clic.

Inoltre, quando si parla di temi delicati come la sicurezza o i cambiamenti di una città come Parma (ma il tema è comune a tante altre realtà italiane), occorre sempre tenere ben distinte la percezione e i giudizi "di pancia" dalle cifre e dalla realtà oggettiva. Però qualche domanda è ormai giunto il momento di porsela, cercando anche di mettere insieme le notizie quotidiane per leggere una realtà che va studiata e affrontata.

1) In 10 giorni abbiamo avuto due omicidi. Diversissimi fra loro (viale Maria Luigia e ponte Europa), per contesto e per firma. Sottolineiamo quest'ultimo punto perchè ieri tanti lettori, sul sito e su facebook, hanno abbinato il delitto alla più generale questione immigrazione, che per molti coincide quasi esclusivamente con una questione ordine pubblico.

Allora iniziamo a dire, soprattutto ai nostalgici della "Parma che era", che l'isola felice, anche da questo punto di vista, non è mai esistita. Riprendendo le statistiche di una nostra vecchia inchiesta sulla Gazzetta, ad esempio, il decennio 1986-1995 (quando di immigrazione si parlava appena come di un fenomeno marginale) fece registrare 30 omicidi, la maggior parte dei quali a firma italiana o addirittura parmigianissima. E il periodo precedente era stato quello degli omicidi di via Isola, del Federale e del garagista bruciato vivo in via Colorno: tre episodi che avevano sollevato il problema del fin lì nascosto disagio giovanile.

2) Una volta chiarito quindi che le cifre del reato più grave non sono poi così dissimili (semmai è aumentata la cosiddetta microcriminalità: e questo è effettivamente un problema da affrontare), che altri come le rapine (ci furono morti anche lì: in banca e in gioielleria) sono in calo e sono quasi costantemente risolti dal gran lavoro delle forze dell'ordine, resta però da affrontare il "contorno".

L'omicidio del ponte Europa, ovviamente, è innanzitutto una tragedia di persone: la morte di un ragazzo di 18 anni dovrebbe farci rabbrividire (e invece fa rabbrividire chi scrive sui social "Uno di meno".....). Ma al di là di dinamica e moventi che sono ora in mano ai magistrati, quell'accampamento nel luogo che doveva essere "la vetrina nord" della città, e che ancora attende una destinazione definitiva, dovrebbe farci interrogare tutti: politici, forze dell'ordine, parmigiani in genere....

3) Ponte Europa non è la sola zona in cui possiamo chiederci se qualche pezzo di città non ci stia sfuggendo di mano. Gli accoltellamenti del parco Falcone-Borsellino, gli spacci a cielo aperto in via Palermo o nelle vie Savani-Piacenza, le ricorrenti risse a bottigliate in piazza della Pace......episodi minori e sotto controllo o piccoli segnali da affrontare prima che sia troppo tardi?

Un altro esempio significativo arriva oggi da una lettera alla Gazzetta, questa volta sulla zona sud della città. Ecco il testo:

La zona militare di via Sidoli
Signor direttore,
volevo portare nuovamente all'attenzione generale e gradirei sapere dal comune o chi di competenza come intendono muoversi per risolvere il problema della zona militare attualmente occupata da decine e decine di extracomunitari, nomadi e quant'altro, abusivamente. La zona è soggetta a nuovi interventi di edilizia residenziale (area Parmavera), di cui io sarò un nuovo abitante.
Mi mette però molta ansia sapere che a fianco della mia nuova abitazione c'è un accampamento abusivo di balordi che vivono di furti etc...
So che in diverse occasioni sono entrati di notte nel cantiere a fare razzia di tutto ciò che trovavano...
Vorrei che il problema sia affrontato da chi ne è competente e che magari Voi cercaste di sensibilizzare le varie istituzioni ad affrontare il problema.
Daniele Cavatorta

Ecco: dentro una questione che è gigantesca e globale come le migrazioni dei popoli, e che ovviamente non deve farci dimenticare le decine di migliaia di immigrati che a Parma si sono inseriti felicemente e da tempo danno il loro contributo alla città (alla faccia di ogni xenofobia), c'è questa mappa di clandestinità e nuovi disagi che va affrontata: anche dal punto dell'ordine pubblico, per restituire tranquillità ai parmigiani e per stroncare sul nascere le voglie di razzismo, ma anche e soprattutto dal punto di vista sociale.

E' il tema che oggi proponiamo ai lettori nello spazio commenti sotto questo articolo.

E se vuoi approfondire: 

Parma 2015: che città vogliamo essere?

Parma è di nuovo senza amore?

 

 

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  • giorgiop

    29 Settembre @ 11.02

    giorgiop

    MARIHUGO: sono contento e strafelice di sapere che io sono uno di quelli che, non essendo stati buttati nel cesso dal giornale, contribuiscono a farlo. Mi creda. Così come sono convinto che personaggi come lei non possano e non debbano avere seguito, non possano e non debbano giudicare le ragioni che portano gente come me e come chi come me ha vissuto la storia di San Leonardo, ad esprimersi in modo estremamente "critico" nei confronti di quella gentaglia che appesta il mio vecchio quartiere, non possano e non debbano permettersi di scrivere quello che lei ha scritto. Vede, se io dessi retta alla mia pancia, in questo momento dovrei ricoprirla di insulti ed usare un eloquente turpiloquio. Non lo faccio, ma sarei molto felice se lei immaginasse quello che le vorrei dire e sopratutto dover vorrei volentieri democraticamente mandarla.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    28 Settembre @ 12.21

    LA "GAZZETTA " CARTACEA DI OGGI DEDICA L' INTERA PAGINA 7 al problema dei "clochards" , alcuni dei quali , pur avendo ricevuto offerte di ricovero , le rifiutarono perchè volevano la loro libertà . Ricordate il Mat Sicuri ? Ma, come lui , ce ne furono altri . La fatica che si fece per convincere la Teresa ad andare all' IRAIA ! Non voleva andar via dalla Stazione , dove aveva vissuto tutta la vita , ma da dove ormai bisognava portarla via , perchè gli immigrati irregolari la derubavano e la violentavano . All' IRAIA , dove , naturalmente , aveva il suo letto , preferiva dormire seduta su una sedia , come aveva sempre fatto , in sala d' aspetto. L' articolo è angoscioso , ma anche spiritoso , laddove dice che , i "clochards" , non avendo residenza , non possono aprire un conto in Banca......

    Rispondi

  • Vercingetorige

    28 Settembre @ 12.07

    DOTTOR REDAZIONEGAZZETTADIPARMA.IT , lei sa che io ho vissuto da vicino , quanto lei ed altri lettori , le vicende di Parma di quarant' anni fa , e non posso condividere la sua valutazione per cui la criminalità di allora fosse equivalente a quella di oggi. La "felicità " è un concetto affascinante , ma piuttosto aleatorio , tuttavia , quarant' anni fa , Parma era una città grandemente più sicura di quella di oggi . Quarant' anni fa lei poteva girare tranquillo con un orologio d' oro al polso o una catenina d' oro al collo , anche di sera . Oggi rischia la pelle in pieno giorno ! Quarant' anni fa poteva andare tranquillo in Galleria Polidoro il sabato pomeriggio , o in piazzale della Pace . Oggi , specialmente se è una ragazza per bene , è meglio che giri alla larga . Lei porta a sostegno della sua tesi il dato di 30 omicidi in dieci anni , dal 1986 al 1995 . E quanti sono stati gli omicidi dal 2005 ad oggi ? Ma, poi, questo dato , di per sè , dice poco , se non si considera il contesto . I delitti del "Federale" e di via Isola furono rubricati dalla Magistratura come "preterintenzionali" ( se non addirittura "colposi" , non ricordo bene ) . Io avrei classificato come "volontario" quello del "Federale" , ma , siccome io non sono Magistrato , resta una mia opinione . Il garagista non fu bruciato vivo in via Colorno , ma in via Trento , nell' autorimessa che c' era in fondo al vicoletto di fianco all' attuale Hotel Astoria. Poi, se vogliamo ricostruire la cronaca nera di Parma nel dopoguerra , possiamo annotare il caso del proprietario di un Cinema che , in via Mazzini , uccise a colpi di pistola , il proprietario di un altro cinema . Possiamo ricordare gli omicidi "seriali" di prostitute . Ne furono uccise tre . La "Gazzetta" ci favoleggiò sopra a lungo , immaginando perfino un licantropo . Poi avvenne un quarto omicidio . Fu arrestato un uomo e i delitti cessarono. Poi possiamo ricordare il caso di quel prete che , in un appartamento del centro , uccise la donna con cui aveva una relazione . Poi possiamo ricordare quel sottufficiale dell' Esercito che si era innamorato di una donna sposata . A quei tempi non esisteva ancora il divorzio , così , un giorno , il sottufficiale , su una panchina della Cittadella , con la pistola d' ordinanza , uccise l' innamorata e si suicidò. Ma , tutti questi episodi erano ciascuno a sè stante , erano fatti isolati , non rientravano in un contesto diffuso di criminalità dilagante come oggi.

    Rispondi

  • baleno

    27 Settembre @ 20.38

    Con il degrado culturale di questa gente, sicuramente spuntano coltelli non fiori. Parma, che inesorabilmente si sta disgregando, si sta avviando verso un profondo declino che la fa sempre piu' assomigliare in una fogna a cielo aperto

    Rispondi

  • Falcon

    27 Settembre @ 16.25

    Buona sera a tutti, condivido quanto scritto da "nerosso", regole uguali per tutti, senza favoritismi ed atteggiamenti ipocriti. E chi sbaglia paga! Con certezza della pena per connazionali e rimpatrio immediato per extra comunitari. se no arriviamo a questo e continuiamo a discriminare e ad ascoltare voci ipocrite di politici "quaquaraquà" possiamo vedere una sola strada per il futuro ed è quella della sottomissione. le situazioni si sono già rivoltate e non possono che peggiorare. In questa situazione con i fatti di indigenza di connazionali e la gratuita tutela, ingiusta ed eccessiva data alle persone che vengono "accolte", non fanno altro che generare quel razzismo che prima non avevamo, quella frustrazione dettata dall'impotenza su ogni situazione, sulla precarietà dei nostri giorni e delle nostre sere/notti. Basta! Dobbiamo avere il coraggio di dire Basta!!!! Non molti anni fa, è vero che accadevano omicidi di gente "squilibrata" o "disadattata" anche locale, ma non vi erano conati di vomito lungo i Borghi e le strade della città, non vi erano bottiglie di alcolici e superalcolici sparse in ogni dove, non vi erano minacce agli anziani ai parcheggi ed era bello potere uscire di sera senza timori e sospetti, col solo problema di decidere quale compagnia frequentare o in quale via, locale di ritrovo andare. E' cambiata, eccome se è cambiata e chi lo nega è degno di essere aggiunto alla marea di ipocrisia che cresce in modo esponenziale ogni giorno. Non voglio credere che non ci sia una possibilità di recupero di una condizione di maggiore "equilibrio", non lo accetto!

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