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Ore 6, via Varese: viaggio nella città al buio e nel fango

Via Varese allagata

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Dopo pochi passi, via Varese sprofonda nel buio, nel fango e nel silenzio. Svanito alle spalle il già debole effetto  del lampeggiante della Polizia municipale che presidia piazzale Marsala, non c'è più un segno di luce: e occorre indovinare a ogni passo l'appoggio del piede per non scivolare.

Parma, ore 6. Viaggio all'alba nella porzione di città ferita.

Il primo segnale è il buio del ponte Italia, dove i lampioni sono fuori uso, diversamente ad esempio da viale Maria Luigia. Poi, per avvicinarsi alla zona dell'esondazione di ieri, si può procedere solo a piedi.
Il buio, per alcune decine di metri, è davvero totale e inquietante. Sai che lì c'è una delle vie più belle della città: il parco giochi, la fetta di verde che costeggia la pista ciclabile e che ti fa sentire in mezzo alla natura anche in piena città...ma adesso è tutto nero e fango scivoloso sotto i piedi.
Poi inizi a vedere la luce di una finestra, e il lampioncino dell'ingresso di un condominio. Ma subito dopo, quella stessa luce la vedi riflessa ai tuoi piedi, e capisci che stai iniziando a camminare in un torrente: un torrentello parallelo al Baganza che ha preso il posto della strada e che se è insinuato nei cortili e nelle cantine, e non solo.
Cerchi una striscia asciutta, e dopo la curva appare come una liberazione, in fondo alla strada, la luce del bar-tabaccheria di piazzale Fiume, ieri evacuato.

Ma una volta arrivato nel piazzale, che “fiume” ieri lo è diventato in ben altro senso, dietro quella luce ci sono ancora buio e fango. Ancora un lampeggiante della Polizia municipale, i mezzi dei Vigili del fuoco da ieri in continuo movimento, e all'imbocco della discesa verso Villa Parma un'altra immagine da incubo: l'ingresso della struttura per anziani è doppio, perchè le sue luci si riflettono nel lago che si è formato tutto intorno. Come una veduta da piccola Venezia, ma senza fascino e con tanto fango. E le inservienti che dovrebbero prendere servizio a quell'ora, neppure salendo su un'ambulanza riescono a farsi “traghettare” all'entrata, perchè nessun mezzo può guadare quel lago.

Sopra la testa, quasi beffardo, un meraviglioso cielo stellato: un cielo oggi ben visibile anche nella città, forzatamente privata dell'inquinamento luminoso che di solito lo nasconde. Ma intanto i primi chiarori dell'alba svelano meglio anche quello che c'è in basso: il fango che ha trasformato in piste scivolose i vialetti del parco del Palazzone, e che ha avvolto le panchine, a dimostrazione di quanto fosse salita ieri l'acqua della piena.

E' chiuso il ponte di via Po. Ci sono sui marciapiedi grossi rami e tanto fango: e non è facile percorrere neppure le poche decine di metri che conducono alle Piccole Figlie, altra struttura colpita ed evacuata. Il telefonino non dà segno di vita, il che sembra paradossale proprio a pochi metri dall'antennone Telecom: ma proprio lì l'acqua ha creato un problema che si è poi allargato su tutta la via Emilia e che ci ha fatto scoprire la fragilità delle comunicazioni web e smartphone di cui ci nutriamo ogni giorno.

Nel piazzale è intanto tornata la luce anche nell'edicola, da dove ieri Federico Bossi ha vissuto in diretta, quasi come in un film del terrore, l'immagine – vista appunto da dentro il suo box – dell'acqua che davanti a lui inizia improvvisamente a salire e ad occupare la strada e il piazzale (“Mi ero già vista l'edicola spazzata via: mi hanno protetto uno spartitraffico e la discesa del piazzale verso Villa Parma e verso viale Villetta, dove l'acqua si è incanalata limitandosi a sfiorare la mia edicola”). E aggiunge lo sconcertato stupore suo e di chi, dal piazzale, ha assistito prima al passaggio velocissimo di una Panda travolta dall'acqua, e poi l'impennata contro il ponte di un enorme container.

Sono quasi le 7. Ora la luce consente senza problemi il percorso a ritroso in via Varese: ma è proprio alla luce che si vede bene come la strada si sia davvero fatta torrente, ed è un'immagine che fa davvero male.

Il traffico, pur in chiusura delle scuole, inizia ad intensificarsi. Sono diversi i parmigiani confusi che chiedono lumi alle pattuglie dei vigili che controllano i confini della zona interdetta al traffico. E la sensazione è che, in questo momento difficile, la Polizia municipale ritrovi in pieno quel ruolo di quasi confidenziale amica della città che certe vicende degli anni scorsi avevano appannato. E con gli agenti di PM, ovviamente, i vigili del fuoco e tutte le forze dell'ordine.

Anche con il traffico e con i cittadini in movimento a piedi o in bicicletta, resta però un avvolgente silenzio, che mi ricorda (per fortuna stavolta senza quel pesantissimo tributo umano) al giorno dopo il crollo dell'ospedale. E' anche oggi una Parma ammutolita, stupita.

In auto, i GR nazionali rilanciano anche l'amarezza e la rabbia di chi ha vissuto gli allagamenti in Valparma, con i prosciutti annegati del salumificio Ponte Romano. “Eravamo disponibili anche a lavorare noi per la bonifica e per evitare i rischi di una piena, ma i politici ci hanno detto che ci avrebbero pensato loro”. Ecco: la capissero i leader poltici di tutti i colori che si trastullano fra hashtag, circhi massimi e partiti-aziende, e si mettessero insieme – anziché litigare sulle idiozie – per dare davvero una sistemata a un Paese sempre più alla deriva.....

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  • rich

    15 Ottobre @ 00.39

    Direi che Balestrazzi, ha fotografato benissimo tutto lo sconforto e la sensazione di tristezza che si prova, soprattutto dopo aver visto quei bravissimi giovani che oggi hanno dato una mano ha un quartiere devastato e capire come bisogna sempre arrivare al danno perché qualcosa poi venga fatto. Sono quarant'anni che abito vicino al baganza e tutte le volte che piove più del solito in montagna ho sempre avuto un po di apprensione, perché quel torrentello all'apparenza cosi innoquo gia varie volte si è riempito in maniera significativa senza mai tracimare. Era stata promessa una cassa d'espansione con tanto di conferenza stampa di un noto politico (vedere agorà di stasera a tv parma) ma poi evidentemente si è preferito lasciare perdere e questo è il risultato (la scusa della mancanza di fondi regge poco visto che eravamo nel 2011).Ecco vorrei solo che quei signori che decidono, provassero quello che abbiamo provato tutti noi ieri sera a tornare a casa in quartiere al buio con l'acqua e il fango per le strade, con cantine e garage allagati.... Oggi posso solo ringraziare tutti quelli che si sono prodigati in questi due giorni perché noi tutti abitanti dell'oltretorrente non perdessimo la speranza. Grazie a tutti.

    Rispondi

  • cambogiano

    14 Ottobre @ 20.37

    e tutto questo è colpa di quei fantastici orti abusi, complimenti e continuate pure a pensare solo a voi stessi senza porvi domande se cio' possa danneggiare la collettività.. cosa vuoi che succeda?

    Rispondi

  • Simona

    14 Ottobre @ 10.49

    È vergognoso questo paese! Stamattina ho chiamato la protezione civile per sapere come si può aiutare... La risposta:"Buongiorno Simona,Per prestare la propria opera come volontari di Protezione Civile è necessario iscriversi ad una Associazione o ad un Gruppo Comunale (ove esista) Trova l’elenco delle Associazioni sul sito".... Ma siamo pazzi?? Se vai nn ti fanno entrare eppure serve personale e al Tg dicono che c'è bisogno di aiuto!!!!!!

    Rispondi

    • Labandieraitaliana

      14 Ottobre @ 17.15

      Simona perdonami ma non fare telefonate, prendi un badile un secchio e due stivali e vai a spalare come ho fatto io! Non ti serve il permesso della protezione civile per dare una mano!

      Rispondi

    • David€

      14 Ottobre @ 12.49

      stai a casa e non far casino...è il miglior aiuto che puoi dare

      Rispondi

    • dino

      14 Ottobre @ 11.58

      Simona, non ci si inventa aiutanti e/o soccorritori, in qualsiasi ambito,in un attimo, si fanno solo danni. Giusta la risposta della Pro Civ.

      Rispondi

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