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Quelli che il fango

L'esercito dei giovani con le pale: un raggio di sole nella città sott'acqua

Angeli nel fango: un gruppo di ragazzi dopo la giornata di lavoro nella zona di Parma colpita dall'alluvione

Angeli nel fango: un gruppo di ragazzi dopo la giornata di lavoro nella zona di Parma colpita dall'alluvione

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Arrivano incontro a gruppi, sorridenti e con le pale in mano, e viene in mente la mitica scena disneyana dei Sette nani di Biancaneve di ritorno dal lavoro.

Ma questo è un dramma, e per fortuna loro sono ben più di sette. E’ un inaspettato e straordinario incontro di fine pomeriggio, nella via Varese che inizia a respirare dopo essersi scrollata di dosso l’acqua che l’aveva trasformata in torrente: e mentre nel parco a fianco del Baganza, ridiventato tranquillo, i bambini sono tornati come prima alle altalene del parco giochi.

Da dove vengano tutti questi ragazzi, parmigiani e non, lo dicono i loro vestiti completamente inzaccherati. E che giornata sia stata, lo dicono i loro sorrisi. Sono stanchi, stanchissimi, ma accettano volentieri un breve supplemento di fatica per rispondere al cronista. Che non ha bisogno di aggiungere altro, alle loro immagini e alle loro parole, se non quel grazie che oggi dev’essere di tutta la città, per i suoi angeli dalla faccia sporca.

Quelli che il fango: I VISI E LE PAROLE: i video

L'universitaria di Torino

Dall'Università in gruppo

Da Venezia e da Lecce

"Capisci il dramma delle persone"

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  • Cristina

    17 Ottobre @ 22.25

    ... penso che i nostri giovani sono migliori di noi cinquantenni... ho visto mio figlio armarsi si stivali e badile e andare a ..dare una mano a persone che avevano bisogno, a pulire il suo vecchio asilo Stirone... senza sollecitarlo, ma motu propiu...e non era da solo, erano un piccolo grande esercito Grazie a questi ragazzi perchè ci dimostrano che sono meglio del nostro sindaco, che pur di pochi anni più vecchio di loro non è stato in grado di avere la forza di trasmettere un messaggio di solidarietà ma, con scarsa lungimiranza, ha affermato che i danni sono sicuramente superiori a quanto si sarebbe speso se fosse stata costruita la cassa di espansione sul Baganza. Spero che il buon Federico si renda conto di quanto era fuori luogo questa affermazione di fronte a persone che avevano perso praticamente tutto... Perchè esacerbare ulteriormente il clima? impari dai nostri ragazzi lo spirito di servizio e faccia mea culpa se non ha fatto qualcosa che avrebbe potuto fare Lui e non ha fatto. Per le polemiche e per le considerazioni politiche aspetti che le acque si siano ritirate e il fango (in parte da ascrivere alla classe politica a cui Lui appartiene) sia stato ripulito. Per ora ringraziamo il cuore di questi ragazzi che senza pensare a tornaconti o interessi ci hanno dimostrato cosa è la solidarietà, Grazie di cuore a ai nostri ragazzi con la speranza che siano riusciti a dare una mano a rimuovere il fango dalle strade ma ancor di più per averlo rimosso dai nostri occhi...

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  • Vercingetorige

    16 Ottobre @ 21.05

    NON SO SE E' VERO , ma mi hanno detto che nessuno vuole spalare davanti a Casa Pound . Io non sono sicuramente fascista , però .............potrebbero andarci gli stessi ragazzi di Casa Pound , se nessuno li insulta e li aggredisce......

    Rispondi

  • Celso Vassalini

    16 Ottobre @ 19.43

    Caro direttore, l'ultimissima tragedia alluvionale, ha fatto esplodere, come da copione, una dura polemica in tra gli esperti meteo delle varie agenzie ufficiali (ARPA, Regioni, Aeronautica, etc) e i loro colleghi dei siti meteo privati, che spopolano nel cyberspazio. Primi e secondi si arrogano il diritto di lanciare le allerte meteo, che in teoria spetterebbero ai primi, e puntano il dito su chi dovrebbe far eseguire tali allerte alla macchina della Protezione Civile. «I problemi sono ancora tutti lì dove li avevamo lasciati e non riguardano solo il reperimento delle risorse, ma soprattutto come spenderle: il rischio infatti è che si tirino fuori dai cassetti i progetti di vecchie opere, per cercare di contenere i corsi d'acqua. E' invece più che evidente che i nostri fiumi reclamano più spazio. Nel resto di Europa, ormai da due decenni, la politica di difesa del suolo si è orientata verso soluzioni che puntano a restituire ai fiumi il proprio spazio vitale, perché solo così è possibile raggiungere maggiore sicurezza per le popolazioni». Quello che mi ha colpito è stata la volontà che animava le persone e la battuta di alcuni ragazzi e ragazze noi siamo scout, e ci sentiamo orgogliosi di aver mantenuto la nostra promessa: di aiutare gli altri in ogni circostanza, di essere sempre pronti a servire. Hanno volti, nomi e storie i “ragazzi” e le “ragazze” come voi che in questo ottobre 2014, per le strade disastrate del nostro Paese, hanno mostrato ancora una volta la faccia migliore di noi italiani: quella decisa e generosa, solidale e capace di chi si rimbocca le maniche e fa la cosa giusta. L’hanno fatto spalla a spalla con tanti che “ragazzi” non sono più, ma non hanno perso la voglia e anche, sì, la buona rabbia necessaria per non farsi abbattere quando un torrente di acqua, di fango e di insipienza amministrativa, un’onda che tutto sembra travolgere ti rovina addosso e, dopo, sembra che non ci sia che da imprecare e da aspettare... Lo so, qualcuno dice che riconoscere a quelli come voi un merito e una dignità conquistati sul campo è puro esercizio di retorica, qualcun altro – che della retorica non ha paura (e neanche delle vostre risate) – vi chiama “angeli del fango”, altri ancora vi considerano più esibizionisti modaioli che buoni cittadini e non manca neppure chi sbotta dicendo che la notizia di cui bisogna occuparsi non sono le vostre mani pulite e utili, ma le mani sporche e inutili dei “demoni del fango” cioè di quanti hanno fatto la cosa sbagli

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    • Giovanni

      16 Ottobre @ 20.27

      La difesa del suolo deve essere orientata, solo, verso soluzioni che puntano a restituire ai fiumi,ai torrenti e a tutti i corsi d'acqua, il proprio alveo e prevedendo, anche, aree golenali dove, eventuali eccezionali piene, possano sfogarsi. Senza andare troppo lontani, facendo sempre paragoni con l'Europa, basti vedere cosa è stato fatto e con quali criteri, con mezzi scarsi e meno potenti di oggi, dal 1920 al 1950 circa. Poi??? Oggi è sotto gli occhi di tutti.

      Rispondi

  • Emiliano

    16 Ottobre @ 19.09

    Ma tutti quelli che vogliono integrarsi?dove sono?......ovviamente nei parchi ed in Pilotta a bere birre.

    Rispondi

    • Straziato

      17 Ottobre @ 10.37

      venga anche lei a spalare con noi e vedrà quante persone di ogni provenienza ci sono! Ma se rimane attaccato al pc oppure va a fare vasche in centro.....

      Rispondi

  • LaMicky

    16 Ottobre @ 12.05

    questi sono un BELLISSIMO esempio di come i ragazzi di oggi si armano di pale e vanghe e si danno da fare. tantissima stima e rispetto x voi ragazzi!!!

    Rispondi

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