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Telecom reagisce: "Nessuno ci ha dato la pre-allerta"

Lusenti: "Il 118 non ha perso una chiamata"

Telecom reagisce:  "Nessuno ci ha dato la pre-allerta"
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Non ci sta Telecom: "Denunciamo la grave e deliberata opera di disinformazione in relazione alle affermazioni contenute, basate sullo stravolgimento dei fatti, lo scarico delle responsabilità, la denigrazione dell’impegno aziendale che ha invece consentito, in poco tempo e in un contesto estremamente critico, di ridurre al minimo possibile l’interruzione del servizio e i disagi per la città causati dalla esondazione del torrente Baganza". Il riferimento è alle parole pronunciate dal sindaco Federico Pizzarotti nella videointervista a Gazzettadiparma.it.

"Il sindaco non fa alcun riferimento al mancato avviso di pre-allerta, circostanza confermata da più enti e istituzioni del territorio - replica l'azienda -. Se, come previsto dalla legge e dal buon senso, fosse stato diramato tempestivamente questo avviso, i tecnici di Telecom Italia avrebbero potuto reinstradare in back up il traffico telefonico fisso e mobile, riducendo al minimo i disservizi per la città. Si è potuto invece intervenire solo quando una marea di acqua e fango di un metro di altezza sul piano stradale aveva ormai sommerso la centrale, compromettendo ogni possibilità di intervento preventivo".

La difesa dell'azienda prosegue: "Dopo circa 36 ore di lavoro ininterrotto, che ha visto impegnati tecnici dell’azienda e dei suoi partner tecnologici, Vigili del fuoco e personale della Protezione Civile, la centrale di Telecom Italia di via Po è tornata verso la piena funzionalità, in modo graduale ma continuo: già dalle ore 22.00 del 14 ottobre è stato completamente ripristinato il traffico di rete fissa sia per quanto riguarda la fonia che i dati, e ancor prima nel pomeriggio era iniziato il ripristino dei collegamenti a larga banda e dei collegamenti mobili 4G e nel corso della notte è tornata completamente in funzione anche la rete mobile 3G. La rete mobile 2G, risultata la più danneggiata, è tornata in funzione il giorno dopo. Tutto ciò è stato reso possibile proprio grazie alle caratteristiche di capacità e ridondanza della rete Telecom, che hanno consentito di reinstradare ed assorbire il traffico di mezza regione verso altri collegamenti e nodi regionali, nonostante apparati e cavi nella sede di Parma Po fossero stati seriamente compromessi: 5 cavi in fibra ottica divelti e altrettanti cavi in rame ad alta capacità trasmissiva seriamente danneggiati".

"Il risultato è di estrema efficienza - continua la nota -, se si considera che solo per raggiungere la centrale allagata e prosciugare acqua e fango è stato necessario lavorare intensamente, giorno e notte, per 24 ore. Il tutto è avvenuto in una situazione fortemente compromessa, con ponti e strade chiusi che hanno ritardato l’opera dei mezzi di soccorso.

Si è lavorato anche di notte, con i gruppi elettrogeni aziendali che hanno supplito all’interruzione dell’energia elettrica del gestore. Anche gli apparati di centrale sono stati alimentati e riavviati grazie ai gruppi elettrogeni dell’azienda, nel perdurare dell’assenza della normale energia elettrica. Alla fine tra personale aziendale e quello delle imprese esterne fornitrici si sono contate oltre 10.000 ore di lavoro.

E certamente Telecom Italia non ha disperso tempo ed energie nel mettere all’indice eventuali catene di responsabilità di terzi (ad esempio la perdurante mancanza di energia elettrica o le strade rimaste bloccate) ma ha operato, in silenzio, con senso del dovere e determinazione collaborando sul campo con tutti i soggetti impegnati nelle attività".

"Suscita perplessità - è la conclusione -  il fatto che il sindaco Pizzarotti nell’intervista non faccia alcun accenno a queste circostanze, anzi denigri l’azienda sino a sfiorare la diffamazione. Le esternazioni del sindaco, del tutto gratuite e non circostanziate, hanno leso ingiustamente la reputazione di Telecom Italia, che come Società quotata in Borsa è tenuta a reagire in ogni sede per la tutela dei propri diritti e interessi".

 

 

E l'assessore alle politiche per la salute dell'Emilia-Romagna, Carlo Lusenti, precisa (leggi l'articolo): "Il 118 non ha perso una chiamata".

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  • Stefano

    22 Ottobre @ 11.54

    Dove lavoro per un caso del genere ci sono procedure di disaster ricoveri che switchano le funzionalità su un altro polo. Cara Telecom ti sei inghiottita i nostri soldi per decenni rimanendo infrastrutturalmente all' età della pietra. Non hai scusanti.

    Rispondi

  • TheDude

    22 Ottobre @ 08.57

    La Telecom deve solo vergognarsi. La loro incompetenza è incredibile: internet è nata come una rete dove, se cade un nodo, le funzionalità di trasmissione restano immutate. E' nata per far fronte ad attacchi nucleari altro che alluvioni. E questi BUFFONI sono riusciti a fare in modo che a causa di un nodo saltato, 4 province fossero senza comunicazione. Per UN METRO D'ACQUA SUL LIVELLO STRADA!!!!!!!!!!! I backup devono essere AUTOMATICI e se proprio ci sono informazioni che per qualche incomprensibile motivo devono risiedere solo in un posto, esistono procedure di DISASTER RECOVERY che le possono ovviare. Naturalmente tutto questo significa spendere dei soldi, e in telecom preferiscono tenerseli. Bisognerebbe davvero tutti fare una class action verso questi incapaci.

    Rispondi

    • Nocciolina

      22 Ottobre @ 20.57

      parole sante! E poi, se anche avessero dato il preallarme, sarebbe cambiato qualcosa?

      Rispondi

  • damino

    21 Ottobre @ 23.08

    Beh....ridicolo... Gente è rimasta 3 giorni senza luce e forse anche senza gas, e ci si preoccupa del telefono e di internet? Senza telefono si vive, forse anche meglio, e ci si può arrangiare al volo con qualche altro gestore cellulare per le emergenze. Senza luce, acqua e gas si fa un po' più fatica, e non ci sono grosse alternative. Non vorrei che tutta questa attenzione alla situazione telecom, non serva per sviare l'attenzione da qualcos'altro....

    Rispondi

  • Miky

    21 Ottobre @ 20.12

    Purtroppo ha ragione Telecom Italia. E’ una societa’ quotata in borsa, per questo puo’ effettuare tutte le sinergie e le concentrazioni tecnologiche che desidera ottimizzando i costi. Risponde agli eventuali disservizi dei propri clienti secondo il contratto che gli stessi hanno stipulato. Non offre piu’ un servizio pubblico universale dovendosi confrontare con altri gestori che non sono obbligati a fornirlo. Pertanto e’ NECESSARIO che gli enti pubblici (AUSL, Comune, Provincia, AIPO, 118, 115, 113, TEP, ecc.), ed i privati che ritengono il servizio non interrompibile, si dotino in autonomia di linee con altri gestori totalmente separate da Telecom Italia. Penso che questo, oltre ad essere realizzabile a costi contenuti, ora non possa essere piu’ sottovalutabile ne’ rimandabile. La prossima volta saranno questi enti a dover fornire doverose spiegazioni ai cittadini.

    Rispondi

  • Wait

    21 Ottobre @ 19.59

    La centrale Telecom di via Po, così come tutta Parma (prendiamo come esempio le Piccole Figlie), non è preparata in caso di alluvioni o terremoti. Manca qualsiasi piano preventivo e di intervento. Una centrale Telecom non deve guastarsi a casa di un'alluvione lasciando senza telefoni, non solo i cittadini, ma anche i soccorsi, così come non dovrebbe allagarsi un ospedale! Speriamo che da queste catastrofi si impari qualcosa..

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