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Alluvione, Dall'Olio accusa Pizzarotti. Il sindaco: "Da lui solo chiacchiere, si vergogni"

Documenti: il preallarme della Protezione civile e il Piano comunale sulle alluvioni

Alluvione, Dall'Olio accusa Pizzarotti. Il sindaco: "Da lui solo chiacchiere, si vergogni"
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Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Nicola Dall'Olio attacca il sindaco Federico Pizzarotti sull'alluvione e parla di "inadempienze nella fase di allerta". "La zona a rischio esondazione era già individuata nei piani di emergenza", dice Dall'Olio, che aggiunge: l'allerta è stata mandata alle 14 di lunedì 13 ottobre ma il Comune non si è attivato. 
Dall'Olio diffonde anche due documenti: il testo della "fase di preallarme" inviata agli enti locali e il Piano comunale di emergenza per le alluvioni

Il sindaco Federico Pizzarotti replica duramente alle accuse di Dall'Olio. Dapprima elenca la tempistica dei messaggi di preallarme e di allerta della Protezione civile, validi rispettivamente dalle 14 e dalle 16, ma - dice il sindaco - arrivati in entrambi i casi quasi un'ora dopo. Il sindaco ricorda il grande sforzo del Comune e degli altri soccorritori nelle ore dell'alluvione e giudica gli "apprezzamenti espressi dal consigliere Dall’Olio" come "a dir poco vergognosi". In conclusione, il primo cittadino dice che le parole di Dall'Olio diventano chiacchiere da bar e secondo lui il capogruppo del Pd dovrebbe vergognarsi perché fa polemiche su una disgrazia a mezzo stampa. 

 

NICOLA DALL'OLIO ACCUSA IL SINDACO: "INADEMPIENZE". Ecco la nota di Dall'Olio:

Pizzarotti, con la sua solita eleganza, ha definito chiacchiere da bar le critiche e i rilievi circostanziati sulla gestione dell’allarme alluvione fatti in Consiglio comunale dall’opposizione. Purtroppo per la città e per Pizzarotti, uso a denigrare chiunque osi criticarlo, qui non si tratta di chiacchiere, ma di fatti.

Alle ore 14.00 del 13 ottobre l’Agenzia regionale della Protezione Civile dirama ai sindaci dei Comuni attraversati dal T. Baganza e T. Parma un’allerta per l’attivazione della fase di preallarme. Le disposizioni regionali prevedono che il Sindaco, ricevuta la comunicazione, disponga le opportune misure di prevenzione e di salvaguardia della pubblica incolumità. 

A Parma, diversamente dagli altri Comuni allertati, non succede niente. Il Sindaco, che non ha provveduto a delegare un assessore per la protezione civile ed è quindi unico responsabile, non attiva le procedure previste per queste situazioni: non informa la popolazione interessata dal rischio esondazione; non manda la polizia municipale a presidiare ponti e strade; non prende quelle misure ordinarie di prevenzione che erano state adottate in occasione della piena del Baganza del 2000.

Sollecitato a rispondere su questo, si difende dicendo che nel 2014 le allerte non possono arrivare via fax o posta elettronica certificata, perché si perdono nel flusso continuo di comunicazioni che riceve il Comune. Una giustificazione che ha dell’incredibile e che dimostra quanto la gestione della protezione civile sia stata colpevolmente sottovalutata per non dire ignorata da questa amministrazione.

Significa infatti che dentro il Comune non viene garantito un presidio adeguato alle comunicazioni di allerta tanto più che tali comunicazioni, evidentemente a insaputa del Sindaco, arrivano anche via sms, sempre che siano stati forniti numeri attivi e presidiati.

Se nell’esercizio delle sue deleghe il Sindaco si fosse minimamente interessato alle questioni della protezione civile avrebbe scoperto che la gestione dell’emergenza non si improvvisa, ma va pianificata e organizzata con un lavoro continuativo, quello che è mancato in questi due anni e mezzo. Avrebbe anche scoperto che nel piano di emergenza per gli eventi alluvionali, l’area che è stata inondata corrisponde esattamente all’area urbana indicata a rischio di esondazione dalle specifiche cartografie.

Una normale procedura di prevenzione doveva portare, una volta ricevuto il pre-allarme, a presidiare immediatamente la zona a rischio, ad avvertire la popolazione residente e i centri sensibili come l’ospedale, le scuole, le strutture socio-sanitarie e ad approntare misure di messa in sicurezza delle persone, tutte cose che Comuni più piccoli, ma meglio amministrati, hanno fatto quello stesso giorno.

La verità è che da bar qui c’è solo la superficialità e l’improvvisazione con cui Pizzarotti ha trattato e continua a trattare ambiti di competenza comunale di importanza fondamentale per la sicurezza dei cittadini. 

 

PIZZAROTTI: "DA DALL'OLIO SOLO CHIACCHIERE DA BAR, SI VERGOGNI". Ecco il comunicato stampa del sindaco Federico Pizzarotti in risposta a Dall'Olio: 


“A differenza del consigliere Dall’Olio, non è mio costume entrare nella polemica a mezzo stampa, perché preferisco i luoghi istituzionali come il Consiglio Comunale. Preferisco sempre far parlare i fatti, e solo quelli, che purtroppo stanno lì a dimostrare come in quel maledetto lunedì è stato fatto il possibile, da parte di tutti, per salvare Parma dall’inondazione del Torrente Baganza.
I fatti sono che:
1) La prima comunicazione dell’Agenzia Regionale della Protezione Civile (n. 147/2014) è arrivata alla sede della Protezione Civile Comunale a Parma alle ore 14.57, anche se in testa al documento sta scritto “Inizio di validità: ore 14” (e questo Dal’Olio non lo scrive);
2) Il suddetto documento – riferito alla “attivazione fase di preallarme” - comportava come effetti attesi: “possibili danni alle opere idrauliche, di difesa e di attraversamento, e alle attività antropiche in prossimità dell’alveo”, quindi, come tale, non prevedeva un allarme generalizzato alla popolazione per un evento che peraltro si è manifestato in tutta la sua violenza anche in città circa un’ora dopo. Questo livello di allerta prevede di “attivare ogni possibile azione per il monitoraggio della situazione in atto e per preparare eventuali interventi urgenti”, oltre che di “segnalare l’evoluzione dell’evento e le connesse indicazioni per la salvaguardia della pubblica incolumità”. Gli addetti ai lavori stavano appunto mettendo in atto le operazioni di sorveglianza e monitoraggio del territorio, con la chiusura del Ponte pedonale della Navetta, quando l’evento era già in atto.
3) Solo alle ore 16,59, quindi quando già le acque del torrente Baganza avevano invaso la città, è giunta la comunicazione  di “allerta” da parte della Agenzia regionale di Protezione Civile, prevista “a partire dalle ore 16” (n. 148/2014). Si tratta dell’attivazione della fase di allarme  in base alla quale “sono previsti allagamenti di aree golenali con interessamento di abitazioni o attività”. Ovviamente, a quel punto, tutte le forze erano in campo. In queste condizioni era assolutamente impossibile, e certamente anche controproducente, attivare un allarme generalizzato fuori tempo massimo, senza neppure conoscere l’evoluzione dello straripamento. Si poteva soltanto di attivare le risorse disponibili per affrontare l’emergenza conclamata. Ed è ciò che è stato fatto.

Concludo ricordando che gli apprezzamenti espressi dal Consigliere Dall’Olio sono a dir poco vergognosi verso le strutture operative del Comune e degli altri enti, che hanno operato insieme e senza risparmi di forze per affrontare una situazione che Parma non aveva mai conosciuto da un secolo a questa parte. E ad una settimana di distanza possiamo dire che ci sono riusciti.
Le parole di Dall’Olio diventano chiacchiera da bar quando si dice che da parte dell’Amministrazione c’è stato un completo disinteresse sul dramma, o che si gioca sui social network, mentre sono stati essenziali per informare passo dopo passo la cittadinanza colpita, visto il black out delle altre linee di comunicazione. Ma diventa chiacchiera da bar anche perché, anziché discuterne in Consiglio Comunale nella seduta monotematica già in programma, luogo naturale di discussione, il Consigliere Dall’Olio lo fa tramite comunicato stampa, che non ha nessuna ufficialità e rappresenta unicamente il tentativo di fare polemica su una disgrazia a mezzo stampa. Per questo si dovrebbe vergognare”.  

 

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  • Maurizio

    23 Ottobre @ 23.50

    Da che mondo è mondo quando si mandano i fax, e gli allarmi vengono mandati tra le altre cose via fax, sul foglio c'è la data di ricezione, come mai dall'olio non ha diffuso i fax con le date di ricezione ma queste sono cancellate? Come mai altri sindaci hanno ricevuto in ritardo le comunicazioni? Sentite il sindaco di langhirano cosa ha detto in proposito. Fare sciacallaggio politico su vicende del genere è veramente da poverini intellettualmente, intanto dall'olio il suo obiettivo con questo comunicato lo ha raggiunto, il tempo e i documenti (ripeto, che dall'olio eviti di cancellare, come quì sopra, le date di ricezione o invio) diranno chi ha ragione, la magistratura accerterà eventuali responsabilità ma intanto chi aveva altri obiettivi li ha raggiunti. P.s. MICHELE, come mai dall'olio non ha pubblicato i numerosi documenti di allerta che tu dici di aver letto nei giorni precedenti l'esondaZIONE? Non è che forse quei documenti non esistono?

    Rispondi

  • Enrico

    23 Ottobre @ 17.30

    Ci sono commentatori che dicono dilettanti allo sbaraglio vorrei che si motivasse però, cosi è un giudizio personale di poco conto...

    Rispondi

  • Antonio Terra

    23 Ottobre @ 17.19

    sto dalla parte del sindaco, basta polemiche, basta sciacallaggi, grandi onori ai giovani che hanno spalato l fango..........IL SIG. DALL'OLIO DOVE ERA NON E VENUTO A SPALARE LUI DEVE PARLA E POLEMIZZARE E BASTA NON SA FARE ALTRO. SI VERGOGNI SE LE STUDIA DI NOTTE

    Rispondi

  • Rorschach

    23 Ottobre @ 16.56

    Complimenti a Dall'Olio, degno capogruppo del partito che rappresenta; fare sciacallaggio su una disgrazia del genere è veramente di una bassezza infinita. Anche se ormai il PD di Renzi ci ha abituati a questi atteggiamenti, speravo che un cittadino di Parma avesse il buongusto e gli attributi peri non obbedire a certe logiche. Mi sbagliavo.

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  • ElenaV

    23 Ottobre @ 16.26

    @Simone sono d'accordo con lei. Credo anche, fondamentalmente, che strumentalizzare un evento così disastroso come quello che ci ha colpito per fare opposizione distruttiva sia a dir poco un uso vile della politica. Io abito in via Montanara e onestamente non so, se anche il Sindaco avesse mandato i vigili alle 3, cosa si sarebbe potuto evitare. L'acqua sarebbe comunque uscita, il ponte della Navetta sarebbe crollato in ogni caso. Nessuno avrebbe avuto il tempo, anche prevedendo un'inondazione (davvero era prevedibile? la mia vicina di 81 anni, nata e vissuta qui, dice che mai, mai il Baganza ha avuto un simile comportamento a Parma), di salvare le proprie cose. Mi preme anche sottolineare che qui, davanti a casa mia, dopo nemmeno mezzora c'erano Polizia Municipale e Stradale, ed anche Vigili del Fuoco. E loro, mi permetta Dall'Olio, li ha inviati il Comune, o è stato lui? Infine, invece di fare vuota polemica, perchè non usare tutte le teste per darsi una mano? Per muovere critiche, bisogna anche potere dire "io avrei fatto così", chissà, magari c'è davvero da imparare qualcosa. Ma criticare e basta, è un atteggiamento sterile e meschino, che usa le disgrazie della gente per fare audience.

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