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L'alluvione prevista da tutti 30 anni fa e da "nessuno" due ore prima

Dopo l'emergenza prevalgono le polemiche

Gli ultimi istanti del ponte della Navetta a Parma, distrutto dall'alluvione del 13 ottobre 2014

Gli ultimi istanti del ponte della Navetta

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Quello che ha fatto più rabbia, passate l'apprensione e la prima emergenza ("la prima", perchè la strada per risollevare le zone colpite sarà davvero lunga) è stato leggere la cronaca dell'alluvione annunciata, perfino nei particolari, ben 10 anni fa.

Ne ha già parlato la Gazzetta nei giorni scorsi, ma ecco qui  tutto nero su bianco:

1) La cronaca dell'alluvione "annunciata" 10 anni fa

2) Il progetto delle due casse risale a 30 anni fa !

3) La ripetuta sottolineatura della necessità di intervenire sul Baganza

Sono le parole dell'ing. Gabriele Alifraco, dirigente provinciale del Servizio ambientale e di tutela del territorio. Il libro da cui queste pagine sono tratte ("Dentro le alluvioni", a cura della Provincia - Pitagora editrice) è ancora rintracciabile sul web, ed è una lettura davvero istruttiva. Ma non è l'unica. Ecco ad esempio le parole dell'ex assessore provinciale all'Ambiente Vincenzo Spadini, sulla Gazzetta del 7 gennaio 2006.

"Dopo le alluvioni del 1979 e 1980 nella Bassa Parmense (...) un gruppo tecnico di lavoro (MInistero Lavori Pubblici-Magistrato per il Po,Regione, Genio civile, Consorzio di bonifica della Bassa parmense, Comunità montane, Comune e Provincia di Parma) presentò le conclusioni del proprio lavoro in un seminario nell'Aula Magna dell'Università, nel 1983. (...) Le indicazioni prioritarie furono la realizzazione di casse di espansione sulla Parma ed anche sul Baganza".

Quindi siamo addirittura a 31-34 anni fa ! 34 anni fa passati inutilmente, nonostante la necessità di una cassa anche sul Baganza sia stata ripetutamente e unanimemente ribadita, fino al già più volte ricordato protocollo del 2011: un'altra firma collettiva rimasta senza seguito, nonostante il progetto già pronto ed illustrato a Tv Parma/Agorà:

Ecco: se uniamo questa "cronaca di un'alluvione annunciata" alle lamentele di chi fra le 13 e le 16 non si è visto annunciare un bel niente, il semplice cittadino di Parma non può che esserne sconcertato. Ecco perchè, più che le consuete scaramucce da seduta consiliare o da social network, tipo lo scambio di ieri Dall'Olio-Pizzarotti, oggi i parmigiani si aspettano molto di più: da una parte le risposte verranno sicuramente dall'inchiesta della procura (anche se non saranno probabilmente tempi brevi), ma dall'altra molti lettori chiedono di vedere una politica un po' più concreta ed unita. Anche perchè, in 34 anni in cui negli enti e nelle istituzioni si sono succedute maggioranze di tutti i colori, fra i ritardi decennali e il mancato preavviso di lunedì 13, diventa difficile vedere chi può fare la morale a chi e chi, fra politici ed istituzioni,  è del tutto esente da colpe....Ma soprattutto,  qui non si tratta del solito "fare di tutte le erbe un fascio": qui si tratta di capire il passato per passare rapidamente all'azione e impedire così nuovi drammi (ed errori, magari in buona fede) nella città del futuro.

La parola ai lettori: che cosa vi aspettate ora dai politici di Parma? Rispondete nello spazio commenti sotto questo articolo

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  • federicot

    31 Ottobre @ 09.46

    federicot

    Senza essere ingegneri, ma semplice abitante in zona da 30 anni....lo sanno tutti dove va l'acqua se straripa. Lo sanno tutti che l'acqua nella Baganza è veloce, velocissima. E' ovvio che le casse di espansione ( unitamente alla manutenzione) eliminano il problema. Quello che mi sembra non abbiate capito ( non lo ha capito Dall'Olio, ma non lo sa nemmeno il Sindaco) e che non è possibile prevedere QUANDO straripa il Baganza e non c'è il tempo per porre in essere una evacuazione. La Baganza sale di livello in pochissimo tempo, non c'è tempo per mettere sacchi di sabbia, non c'è tempo per scappare, non c'è tempo per fare nulla. Lo capite o no? A maggior ragione si devono fare le casse...ma queste non le ha fatte Pizzarotti come non le ha fatte nessuno che lo ha preceduto. Chi sostiene che ci sia stato un allarme ignorato è uno che non sa nulla.

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  • David€

    24 Ottobre @ 11.23

    Magari Pizzarotti dovrebbe spiegare perchè per le Piccole Figlie, pur essendo in fascia B, non era stato previsto un piano contro l'alluvione...

    Rispondi

    • Maurizio

      24 Ottobre @ 18.50

      Beh questo dovrebbe spiegarlo la direzione delle piccole figlie, non penso che un ospedale privato sull'argine di un torrente in una zona a rischio non abbia previsto dei correttivi e un piano d'emergenza....

      Rispondi

      • gigiprimo

        31 Ottobre @ 10.05

        vignolipierluigi@alice.it

        Quindi tutti i privati che sono stati invasi dal fango, dovevano preoccuparsi del problema!? e anche la Telecom e le varie aziende!? erano quelli che si sono riuniti in quel fatidico 2011 (tavolo ridente, ripubblicate la fotografia e l'articolo) che dovevano 'fare', ma poi hanno perso le comunali e ha vinto il povero Pizzarotti che aveva altri pensieri: inceneritore, immondizia, debito(?) e inaugurazioni varie di opere non sue! e nessuno gli ha parlato di 'cassa di espansione', manco i 'parenti' di quelli del 'tavolo ridente'!

        Rispondi

  • maxbonny

    24 Ottobre @ 10.15

    Qui di politico c'è solo lo sfruttamento spiacevole e scandaloso di un evento naturale; lo dico senza prendere posizione in quanto sono convinto che sarebbe stato comunque un atteggiamento "trasversale", ovvero, chi insediato sarebbe stato contestato dall'opposizione del momento, in ogni caso. La politica italiana, a qualsiasi livello, nella realtà pratica è questa, tutto è usato ai fini di propagandare gli uni sfruttando le sofferenze dei cittadini a danno degli altri. Ma tornando ai fatti, per esperienza personale, la mia famiglia ha origini sulle rispettive rive del Baganza (San Michele Gatti e Sala Baganza) a partire dai miei bisnonni, sono nato alle piccole figlie, ho vissuto vent'anni tra via Solari e Via Varese e MAI il Baganza, in quasi cent'anni di memoria storica familiare, ha raggiunto i livelli idrici espressi qualche giorno fa. Se poi si vuol continuare a fare demagogia invece è un'altro conto. Mi fanno abbastanza ridere le dichiarazioni di Telecom, perchè chiunque abbia visto la situazione della centrale, è perfettamente consapevole che nel breve preavviso, tra una comunicazione di piena a Marzolara e l'arrivo dell'ondata a Parma, avrebbero fatto in tempo si e no a salvare le macchine nel parcheggio. Gli impianti sarebbero andati sotto lo stesso. Uguale il discorso per la clinica. Sarebbero riusciti sicuramente a spostare le persone ma TUTTI gli impianti interessati sarebbero andai sotto comunque, perchè una radiologia, una centrale termica o dei quadri elettrici ci vogliono GIORNI a spostarli, non ORE. Milioni di euro per una cassa di espansione ? Su un torrente che poche ore dopo l'alluvione era poco più che un rigagnolo ? Otto ore di ruspa in un alveo come quello del Baganza spostano il mondo. Basterebbe che chi è chiamato ad ispezionare i corsi d'acqua facesse il suo mestiere e chiamasse gli interventi di manutenzione là dove fossero necessari; i problemi sarebbero se non risolti del tutto, sicuramente ridotti ai minimi termini.

    Rispondi

  • Samuele

    24 Ottobre @ 09.23

    E' colpa di Pizzarotti è chiaro, cosa faceva 30 anni fa quando aveva 10 anni invece di scavare con la paletta la cassa di espansione ? Sono degli indecenti, hanno anche il coraggio di parlare quando lo sanno anche i bambini chi ha governato a Parma e in provincia negli ultimi anni. Pensano che i cittadini siano tutti scemi e con l'alzheimer ma i nodi vengono al pettine e adesso ci penseranno i giudici voglio vedervi ridere in faccia ai parmigiani che hanno perso tutto...

    Rispondi

  • Medioman

    24 Ottobre @ 09.16

    @filippo: Dal sito "Parchi del ducato" Raccogliere legname di risulta in aree pubbliche Riservato ai residenti dei comuni consorziati, chi desidera usufruire del servizio può fare domanda, con validità annuale, al Servizio Forestale. La legna di risulta dei tagli di miglioramento viene equamente ripartita tra i richiedenti, non può essere depezzata in bosco e deve essere raccolta avendo cura di salvaguardare la viabilità forestale. Secondo lei, chi si prende la briga di "fare domanda al Servizio Forestale", per raccogliere un po' di legna di scarsa qualità?

    Rispondi

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