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Mameli o Verdi? Sull'Inno Parma si divide

Mameli o Verdi? Sull'Inno Parma si divide
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Roberto Longoni
Un inno ufficiale e uno «parallelo».  Mameli e Verdi, storia vecchia. E ora è una polemica che va dagli spartiti ai partiti. Due i cori: contrapposti, come  in Italia vuole ogni questione politica che si rispetti.  A gridare a una voce sola il «sì» al Va' pensiero, tranne rare eccezioni, sono i leghisti: quelli che già aprono feste e riunioni cantando il capolavoro del Cigno di Busseto. Gli altri (compresi gli esponenti delle formazioni che a Roma si ritrovano dalla stessa parte del Carroccio) mostrano  pollice verso di fronte alla possibilità che il coro del Nabucco accompagni uno sventolio di tricolori.
 «Non è una questione sulla quale perdo il sonno - esordisce Roberto Corradi, segretario provinciale della Lega Nord -, ma da parmigiano non può che farmi piacere avere come inno una delle più belle musiche nate dalla nostra terra. Non si tratta solo di una provocazione: la gente non è mai stata innamorata del “Fratelli d'Italia”. La maggior parte degli italiani nemmeno conosce le parole del suo testo». E il coro del Nabucco, siamo così sicuri che tutti lo conoscano? «Di sicuro a Parma sì. E poi c'è anche una questione musicale: lo spessore di Verdi, come compositore, è nettamente superiore rispetto a quello di Mameli e Novaro. Anche per questo la proposta va presa in considerazione. Inoltre, le polemiche sono pretestuose, perché la Lega è impegnata quotidianamente su temi che toccano da vicino i cittadini. Si concentra solo su queste questioni chi non lo vuole ammettere».
E anche qui si affrontano due spartiti, due musiche per la stessa storia. «Penso che sia solo una delle solite esternazioni agostane di Bossi - dice Giuseppe Luigi Villani, coordinatore provinciale del Pdl, vicepresidente dell'assemblea legislativa regionale -. “Fratelli d'Italia” va preservato perché rappresenta l'unità d'Italia. E' meraviglioso ascoltare il coro del Nabucco al Teatro regio, ma il significato è ben lontano da quello del nostro inno: non rappresenta il Tricolore e il sangue di tanti nostri caduti. Credo che la gente dovrebbe esprimersi su ben altre cose». Un falso problema, insomma. «Come quello del dialetto: se uno ci tiene davvero, la famiglia può essere una buona palestra. A scuola si dovrebbe imparare l'inglese e magari un po' meglio l'italiano».
Nient'altro che una boutade per Massimo Moine. «Siamo alle solite uscite estive della Lega - dice il vicecoordinatore provinciale del Pdl  -. Il vero problema politico sono le gabbie salariali, le questioni che saranno sul tavolo del Governo a settembre. Io sono per l'inno di Mameli, per l'unità. Il Fratelli  d'Italia non si tocca e il Paese deve affrontare altre questioni».
Andrea Zorandi, segretario cittadino del Carroccio, si dice stupito dal fatto che «ci sia un no a priori, come con i dialetti. Tutti ne parlano, ma quando lo fa la Lega, si levano gli scudi. Il Va' pensiero è superiore, per noi della Lega ha un significato che va oltre, indica un'appartenenza politica all'interno della nostra tradizione». Già, ma il coro del Nabucco è degli ebrei in esilio, che cosa c'entra con la nostra storia? «A volte anche noi ci sentiamo un po' in esilio. Come quando assistiamo inermi a fenomeni di immigrazione violenta. Questo inno rappresenta la riappropriazione delle nostre tradizioni combattute dalla sinistra, da culture aggressive». Ma il Va' pensiero non è già l'inno della Lega? «E l'italiano non è forse nato dal dialetto fiorentino?» 
Per Giorgio Pagliari, capogruppo del Pd in Comune, una questione «assolutamente risibile, che non sarebbe nemmeno da commentare. Credo ci sia solo da rattristarsi, al pensiero che questo tema sia ritenuto degno di guadagnare la ribalta della scena politica nazionale. E' una delle manifestazioni peggiori della crisi politica dell'Italia di oggi. E' una strumentalizzazione degna della demagogia leghista, una battaglia priva di significati storici e politici».
Proprio una questione storica è invece posta da Giovanni Torri. «Mameli non è nemmeno tanto bello da sentire - esclama il senatore leghista -, ha fatto il suo tempo. A questo punto la modernità impone dei cambiamennti. Certo, con il Tricolore basta aggiungere i simboli regionali, alla Costituzione si possono apportare ritocchi, ma l'inno va proprio cambiato. E poi Verdi è Verdi. Chi gliel'ha commissionato l'inno a Mameli? Che cos'ha fatto d'altro?» Poi,  un ritorno alle origini della Lega. «Noi la nostra scelta per Verdi l'abbiamo fatta pensandoci a lungo. Per un po' come introduzione cantavamo i Carmina burana».
   Non si tratta di scegliere, per alcuni. E' la storia a scegliere: Fratelli d'Italia ha parole e  musiche ormai incise nel nostro Dna, che piacciano o meno. «L'inno nazionale l'abbiamo già - dice Barbara Lori, segretario provinciale del Pd, oltre che sindaco di Felino -. Lascerei le cose come stanno, sottolineando dal punto di vista istituzionale l'importanza dell'unità d'Italia. Sono altre le cose su cui lavorare».
Date a Verdi quel che è di Verdi  e a Mameli il suo inno, sembra voler dire Luca Laurini, sindaco di Busseto. «Che il Va' pensiero sia amato non può che  farmi piacere, e vorrei ma da italiano sono legato al nostro inno. E poi, per favore, non mischiamo Verdi con la politica» 
Ma quanto per la Lega siano importanti i simboli è cosa nota. «Non solo - sottolinea il deputato del Carroccio Fabio Rainieri -. Noi siamo più radicati nel territorio. Verdi è uno della Padania, che a sua volta s'identifica con lui. E in sostanza, Bossi dice che la Padania è il territorio principale del nostro Paese. Ma lo vogliamo dire che l'inno di Mameli non è mai stato scelto dalla gente? Le parole, chi le conosce?» Parole che a volte non vanno proprio giù al popolo leghista. «Per esempio: perché l'Italia dev'essere “schiava di Roma”? E quel “siam pronti alla morte”: credo che anche ai non leghisti piaccia fino a lì».  
 
 

 

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  • Maria Villarreal

    21 Agosto @ 19.27

    Verdi e la politica del suo tempo si davano la mano. "Va pensiero" parla degli Ebrei perche` se avesse parlato degli Italiani sarebbe stato censurato; gli Italiani, comunque, erano i veri protagonisti nel cuore del compositore. L'Inno di Mameli e` molto marziale e non ho mai visto la gente commuoversi quando lo suonano. Quando "Va pensiero" viene intonato, invece, sia gli occhi degli Italiani in Italia che quelli degli Italiani all'estero si inumidiscono.

    Rispondi

  • Michele

    19 Agosto @ 13.00

    Come spesso accade i leghisti straparlano di cose che neppure comprendono. Cerchiamo di fare ordine: dicono che nessuno conosce le parole di Fratelli d'Italia, cosa falsa ma allora quanti sono a conoscere almeno le altre 5 parole che seguono l'incipit del coro del Nabucco: 'Va pensiero sull'ali dorate..' e poi? Fanno popopopopopopopo finché non finisce la musica? Dai, adesso tutti a cercare le parole su internet e poi correte qui a dire: io le so! Dicono 'perché l'Italia dev'essere “schiava di Roma”?' Beh, non lo so neppure io, infatti se si leggesse quello che c'è REALMENTE scritto, si leggerebbe che è la vittoria ad essere schiava, infatti porge la chioma, come segno si tottomissione, alla Roma dei Cesari ovvero alla storia d'Italia. Sempre su questopunto è poi interessante vedere il solito doppiopesismo italico (strano che arrivi da un leghista): secondo lui l'Italia non deve eessere schiava di Roma (che ho già spiegato essere un'interpretazione 'volutamente' sbagliata) però va bene il canto del Nabucco intonato da PRGIONIERI ebrei SCHIAVI dei babilonesi. Curioso no? Evidentemente va bene essere schiavi degli stranieri per la Lega? Non parliamo poi dei 'Carmina burana' che vengono messi in mezzo, perché se uno li avesse DAVVERO letti, ci troverebbe tante di quelle invettive contro la chiesa che i cattolicissimi leghisti si troverebbero spaesati da tutta questa serie di contraddizioni... solo per citarne alcune. W l'Italia. W la Repubblica.

    Rispondi

  • ososita

    19 Agosto @ 11.31

    secondo me gli italiani sono affezionati all'inno di Mameli più di quanto vogliano far credere. E cmq la scelta del Va' Pensiero è pessima: bella l'aria in sè, ma come inno nazionale è assolutamente inadatto. Intanto perchè è riferita al popolo ebraico in esilio e poi perchè sarebbe un inno lagnoso! Immaginatevi una scena sciocca me molto elementare: l'italia vince il il mondiale di qualcosa e parte l'inno nazionale.... Col Va' Pensiero si addormenterebbero tutti! Almeno Fratelli d'Italia ha un po' di brio, è un pochino più coinvolgente...

    Rispondi

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