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alluvione

Dossier allerta - Tutte le previsioni prima della piena

Web inchiesta - Siamo andati a cercare tutto quello che è uscito sulla Rete prima dell'esondazione

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Alla fine l'allerta più azzeccata è stata quella del lettore Valerio, che alle 8,36 di quel maledetto lunedì 13 ottobre ci aveva inviato un commento con queste parole, che allora sembravano suonare decisamente esagerate (e magari un po' da menagramo....):

Un cielo di questo tipo fu quando Taro e Ceno decisero di abbattere il ponte di Fornovo

Il cielo in questione era quello che sabato 11 dopo le 18 aveva colorato Parma di giallo/arancione, spingendo i lettori ad inondare  (un verbo che purtroppo avremmo dovuto riutilizzare diversamente nelle ore successive) la nostra redazione con immagini molto suggestive:

Giriamo agli addetti ai lavoro questa inquietante coincidenza (e d'ora in poi preoccupiamoci, se e quando si ripeterà il fenomeno delle nubi "mammatus"...), e vediamo invece in che modo si era parlato pubblicamente, nei giorni e nelle ore precedenti alla piena del Baganza, della situazione maltempo, almeno per quanto è possibile ricostruirlo dalla Rete e dal nostro stesso archivio.

I comunicati pubblicati dall'Ansa - Per la nostra ricostruzione siamo partiti dall'archivio dell'agenzia Ansa, i cui flash (come vedrete dai link) sono stati spesso pubblicati anche sul nostro sito. Una prima allerta che riguarda il Parmense e il Piacentino, in particolare per quanto riguarda i bacini di Taro e Trebbia, è di mercoledì 8 . E' importante leggere questi documenti, perchè ci si rende conto che in effetti - e per fortuna - spesso gli allarmi possono restare senza seguito, e si possono anche capire le diverse gradazioni fra un'allerta e l'altra. Allo stesso tempo, è altrettanto vero che così si mettono comunque in guardia i territori interessati da possibili disagi o allarmi.Le piogge - dice l'allerta che arriva dalla Protezione civile regionale - dovrebbero esaurirsi alle 24 di giovedì 9. Quel giovedì notte e all'alba di venerdì, in compenso, si scatena l'inferno dell'alluvione di Genova, con l'esondazione del Bisagno che provoca anche una vittima. E nel pomeriggio di quel venerdì 10, alle 15,43 l'Ansa comunica il prolungamento dell'allerta per Taro e Trebbia, per altre 24 ore, ovvero fino alla mezzanotte di sabato 11.

Ma poche ore dopo, all'alba di sabato 11 arriva la bomba d'acqua sulla Valtaro. Ecco il video:

 

 

E poche ore dopo i guai della Val Taro alle 15,38 di sabato 11, sempre attraverso l'Ansa, la protezione civile regionale fa sapere che sta per scattare una nuova fase di attenzione: e oltre che del Trebbia e del Taro, stavolta si parla anche della pianura di Parma e Piacenza: dalle 18 di domenica 12 fino alla mezzanotte di lunedì, con previsione di 50-100 mm d'acqua e raffiche di vento. Ma quel sabato, come dicevamo all'inizio, in città scorre via senza problemi e in serata regala - come titola la Gazzetta di domenica - "Il grande show delle nuvole: Mammatus e cielo color Sahara". 

Un sabato tranquillo e spettacolare, insomma. E il flash Ansa che pubblichiamo sabato  alle 17,22 tiene alta l'attenzione soprattutto sulla Liguria già colpita. Ma ancora più esplicita (e per noi emiliani "rassicurante") è l'Ansa trasmessa da Roma alle 17,26: si parla di allerta temporali al Nord, ma nella classifica delle criticità l'Emilia Romagna è inserita nella fascia gialla, ovvero la meno preoccupante. Ecco il testo completo:

(ANSA) - ROMA, 11 OTT - Ancora temporali al Nord. Lo indica un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse della Protezione civile, che estende quello diramato ieri. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche.
Dal pomeriggio-sera di oggi, sono attese precipitazioni a prevalente carattere di rovescio o temporale su Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. I rovesci, di forte intensità, saranno accompagnati da frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per oggi criticità 'rossa' (il più alto di tre livelli) per rischio idrogeologico localizzato su Liguria centrale ed orientale, criticità 'arancione' (secondo livello), per rischio idraulico diffuso su Lombardia occidentale e per rischio idrogeologico su Lombardia centrale e di Nord-Ovest, criticità 'gialla' (ultimo livello) sulla Liguria di ponente, sul Friuli Venezia Giulia, su parte del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia Romagna, della Toscana e del Lazio. Per la giornata di domani, poi, è previsto il persistere della criticità 'rossa' sulla Liguria, di quella 'arancione' per rischio idraulico diffuso su Lombardia occidentale e per rischio idrogeologico su Lombardia centrale e di Nord-Ovest, mentre la criticità sarà 'gialla' su Liguria orientale, Friuli Venezia Giulia, parte del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia Romagna, della Toscana e del Lazio. 

E anche nel pomeriggio di domenica 12, l'aggiornamento Ansa nazionale delle 17,26 conferma il colore giallo per la criticità dell'Emilia Romagna. Però si parla dell'Appennino parmense ed emiliano, dove si prevedono quantitativi di pioggia localmente molto elevati.

Così, anche la Gazzetta che arriva nelle edicole la mattina di lunedì 13 non reca segnali di preoccupazione, se non per gli effetti della bomba d'acqua in Valtaro che ancora provoca disagi. E anche per noi del web e delle news in tempo reale le prime ore di lunedì mattina sembrano normali (a parte l'inquietante profezia di Valerio sulle nuvole arancioni....). Ma lo scenario inizia a cambiare bruscamente alle 13,47, quando la lettrice Sissi, da Calestano, ci invia il video - che subito pubblichiamo -  con "Acqua in strada a Felino, San Vitale e Calestano":

 Ed è solo alle 14,46 che entra in Rete un flash che spiega in modo ufficiale la situazione. Ma non è più l'annuncio di un'allerta, bensì la notizia che è già scattata da mezzogiorno una fase di attenzione che durerà 30 ore in tutta l'Emilia Romagna. E per la prima volta si parla qui esplicitamente del Baganza.  Questa notizia entra automaticamente sul nostro sito circa mezzora dopo: ma a quell'ora, in realtà, la nostra cronaca è fatta più rapidamente e direttamente dai lettori e dalle prime immagini, che fanno presagire una giornata molto più complicata del previsto. Le prime paure le porta una Parma voladora minacciosamente e insolitamente scura, resa marrone da tronchi e altro materiale strappato lungo il corso:

Ma purtroppo questo è solo il prologo. Alle 16,45, sull'articolo che ancora porta la foto ed un breve video della Parma voladora, dobbiamo inserire un titolo che ancora adesso, nel rivederlo, ci mette i brividi: "Il Baganza tracima: chiuso il ponte di via Po".  In quei momenti una vasta fetta di Parma, da via Montanara a via Volturno, sta per essere inondata. Da lì a poco, le immagini del Tg Parma in edizione straordinaria porteranno nelle case dei parmigiani la dimensione del dramma. E lì, quella che inizia è un'altra storia, che passa dalle allerte (vere e mancate?) all'emergenza e al fango.....

 

Conclusioni - Ovviamente la nostra ricostruzione è empirica e si basa semplicemente sulla parte "pubblica" delle comunicazioni di allerta: ovvero quelle inviate all'Ansa e ai mass media. Occorrerà approfondire soprattutto, ma questo spetta ovviamente alla Magistratura, tutta la parte delle comunicazioni "interne" fra i vari enti preposti alla "protezione civile" (letteralmente...), e anche capire quanto gli allarmi in montagna (Berceto, Calestano, Langhirano...) siano scesi a valle prima della piena stessa.

Di sicuro, la cronaca che abbiamo ricostruito fotografa il modo in cui la popolazione (e noi stessi giornalisti) abbiamo potuto percepire quello che è accaduto: 1) il weekend è iniziato sì con una allerta (sabato 11), ma quella classificazione di "criticità gialla" non appariva più preoccupante di tante altre comunicazioni simili (e quante volte i lettori ci hanno rimproverato i titoli "allarmistici" sull'argomento....). Anche se, ovviamente, non va nel contempo dimenticata la drammatica esperienza - in quel sabato - del'alta Valtaro, oltre alla stessa vicenda di Genova: in entrambi i casi ai danni di acqua e fango si erano infatti aggiunti quelli di una mancata preparazione al rapidissimo evento; 2) La domenica che precede l'alluvione sembra altrettanto tranquilla, anche se c'è quel campanello d'allarme sui quantitativi di pioggia in Appennino; 3) Il lunedì è evidente che qualcosa si è inceppato, anche a livello di comunicazione pubblica. Altrimenti non si spiega che, dopo tanti annunci proiettati nel futuro, proprio l'allarme più concreto parli di fase d'attenzione iniziata alle 12 ma venga diffuso ai media quando sono quasi le 15. L'esondazione del Baganza arriva poco dopo le 16: le foto e i video documentano la presenza sul posto della Polizia municipale, ma la domanda è se-chi-come si poteva/doveva fare di più. Ma anche a questo non tocca a noi rispondere , bensì alle inchieste e alla stessa politica. Anche e soprattutto per il futuro.

P.s. - E ricordiamoci in futuro di stare allerta (anche senza comunicazioni) quando rivedremo le nubi mammatus.....Ma su questo, folklore a parte, sarebbe interessante avere riscontri di addetti ai lavori per capire se davvero ha senso abbinare i due eventi.

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  • simone

    01 Novembre @ 10.49

    A Pizzarotti sfugge forse che ora alla guida della città c’è lui, e non da ieri, ma da più di due anni. E forse ignora, o finge di ignorare, che da oltre dieci anni, per legge, il sindaco in un Comune è la figura principale della Protezione Civile, a cui Pizzarotti si riferisce come se fosse una entità a lui estranea. Si legge sul sito della Protezione civile: “Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco, che organizza le risorse comunali secondo piani prestabiliti per fronteggiare i rischi specifici del suo territorio”. E ancora: “Il sindaco è autorità comunale di protezione civile. Al verificarsi dell’emergenza nell’ambito del territorio comunale, assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e d’assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al Prefetto e al Presidente della giunta regionale”. Non il contrario. Il Comune, tra l’altro, “attua le attività di previsione e degli interventi di prevenzione dei rischi, stabilite dai programmi e piani regionali, assicura i primi soccorsi in caso d’eventi calamitosi in ambito comunale; predispone i piani comunali e/o intercomunali d’emergenza; utilizza il volontariato di protezione civile a livello comunale e/o intercomunale, sulla base degli indirizzi nazionali e regionali”

    Rispondi

  • Pier Luigi

    31 Ottobre @ 21.03

    Il 14 ottobre scorso scrivevo sulla pagina (allegando foto ed altre considerazioni nei giorni successivi) https://www.facebook.com/pages/SanSecondoTV/554996494594561?sk=insights&section=navPosts SOLIDARIETA' E RESPONSABILITA' Solidarietà alla gente di Parma colpita da una grande tragedia, quale tv, radio e giornali ci hanno ampiamente illustrato. Per noi solo qualche piccolo disagio connesso alla mancanza delle comunicazioni telefoniche (ancora persiste la mancanza del segnale sui cellulari TIM e la possibilità di chiamare i fissi di Parma) ed informatiche (la connessione internet pare, tuttavia, essere stata ripristinata quasi totalmente). Ma espressa la solidarietà a chi colpe non ha e subisce solo i danni, lasciatemi fare una amara considerazione. E' mai possibile, nel XXI secolo, che servizi essenziali, come gli ambulatori di una casa di cura e una centrale telefonica che serve tutta l'Emilia Occidentale, vengano mantenuti nella golena del torrente Baganza? Per non dire del centro sportivo "Lauro Grossi", dove vari bambini hanno rischiato di brutto. E, per golena, da definizione si intende il "terreno compreso tra l'argine e il letto del fiume, che rimane all'asciutto durante i periodi di magra". Nel caso specifico di Parma, via Po, a mio parere, costituisce se non l'argine del torrente Baganza, certamente una strozzatura sopraelevata che impedisce il regolare - un tempo - deflusso delle acque. Questo lo si nota, soprattutto, in corrispondenza della casa di cura "Piccole Figlie". In ogni caso tutta l'area si trova a poche centinaia di metri dalla confluenza del Baganza nella Parma, zona alluvionale per eccellenza. Ciò che l'uomo toglie, presto o tardi la natura se lo riprende, con i dovuti interessi.

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  • Maurizio

    31 Ottobre @ 19.46

    Come sempre bella la ricostruzione di Balestrazzi, ci fossero persone precise come lui, in politica, eviteremmo tante cose...

    Rispondi

  • roberto

    31 Ottobre @ 15.24

    Hai capito caro Federico Pizzarotti ? perchè c...o non hai controllato sul Web tutte le previsioni del tempo che 'navigavano' sul Web prima della piena ? e perchè il 144° avviso di allerta l'hai considerato come i precedenti 143 (che si sono rivelati delle ca..te ? perchè non hai cercato di leggere la sfera magica di cui altri noti consiglieri sono dotati ? bastava guardare le nuvole e vedere che erano come il giorno che crollò il punte sul Taro . Ora dovrai dare una risposta a tute queste domande ; sei già preoccupato ? Infine: cara Gazzetta , ma non hai altro da scrivere che queste fregnate ?

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    • redazione

      31 Ottobre @ 19.43

      Caro Roberto, temo che le "fregnate" le abbia scritte tu: o non hai letto o non hai capito o non hai voluto capire, ma questo non è certo un articolo contro Pizzarotti (anzi, su certi punti sembra dargli ragione: ma in realtà non l'ho scritto nè pro nè contro, ma solo per contribuire - pur in modo parziale - a ricostruire ciò che è successo). Ma mi rendo conto che per i lettori "ultras" che vivono la politica come i tifosi in curva la partita è un concetto difficile da accettare. Molto meglio la verità tutta da una parte (ovviamente la propria). Torna quando ti sarai documentato un po' meglio, prima di impartirci queste lezioncine..... (g.b.)

      Rispondi

  • Giancarlo

    31 Ottobre @ 13.19

    altra allerta meteo per la prossima settimana.....speriamo ci si attivi per tempo....

    Rispondi

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