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Sbarre alzate: ma quale sicurezza?

Sbarre alzate: ma quale sicurezza?
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di Mara Varoli

 Continua a far discutere e non solo, ciò che è successo al lettore della Gazzetta mercoledì sera. Discutere, ma anche preoccupare: attraversare un passaggio a livello con le sbarre alzate e trovarsi davanti il treno che sta per arrivare, pur «lentamente», come ha scritto la moglie dello stesso lettore, sconvolto da questa brutta avventura, non è augurabile a nessuno. Il fatto è accaduto alle 19 di mercoledì sera, al passaggio a livello che da via Volturno porta a via Martiri della Liberazione sulla linea Parma-La Spezia. Passaggio che per un guasto, si è poi saputo in un secondo tempo, è andato in tilt, insieme a quelli di via Manara e di via Colli, sempre sulla stessa linea. «Trovatolo aperto - scrive la moglie del malcapitato alla Gazzetta - mio marito si è trovato sulle rotaie con un treno a 20-30 metri di distanza che procedeva - per fortuna - lentamente - nella sua direzione. Io mi chiedo come sia possibile nel 2009, con tutti i sistemi di controllo che ci sono che si verifichi un problema del genere, senza che nulla sia segnalato». 

10 Domande: Rispondono le Ferrovie dello Stato
Ma cosa è successo mercoledì sera ai passaggi a livello della Parma-La Spezia?
«E' successo che attorno alle 18,40 si è verificato un guasto a uno dei tre passaggi a livello, che sono collegati fra loro - spiega l'ufficio stampa delle Ferrovie dello Stato -. Il guasto tecnico ha comportato il fermo del funzionamento anche degli altri due».
Ma è vero che capita spesso?
«Può capitare. Non è che capiti con grande frequenza. Può essere un guasto tecnico o può essere un guasto al sistema meccanico, causato da un automobilista che involontariamente ha urtato una sbarra: quel fenomeno che noi chiamiamo di tallonamento delle barriere. Questo è uno dei motivi per cui stiamo progressivamente investendo per eliminare i passaggi a livello. Anche perché benchè ci sia un codice della strada che disciplina il passaggio delle auto, è pur vero che ci troviamo in zone urbanizzate e che quindi si possono verificare dei problemi».
Come si interviene in questi casi?
«Quando si verifica un guasto al passaggio a livello, il sistema che lo protegge fa sì che i segnali a monte e a valle del passaggio o del gruppo di passaggi a livello guasti si dispongano al rosso, per cui i treni vengono automaticamente fermati. Un allarme viene mandato alla sala operativa, dove ci sono i capi stazione. E interviene da un lato il personale di manutenzione, reperibile, che si reca sul posto per individuare la tipologia di guasto e risolverlo, dall'altra si attiva un protocollo di sicurezza che impone, per evitare la sospensione della circolazione in attesa del ripristino, la marcia a vista ai treni: i convogli vengono così informati con un modulo particolare, per cui in corrispondenza di quel passaggio a livello c'è un guasto in atto, per cui lo devono attraversare a una velocità ridotta, che non supera i tre o quattro chilometri all'ora, praticamente a passo d'uomo. Inoltre, devono segnalare l'arrivo del treno  con ripetuti fischi e devono eventualmente fermarsi prima del passaggio se individuano situazioni particolari. C'è una prassi e una normativa ben codificata che i macchinisti conoscono che è la cosiddetta marcia a vista, la quale consente di non bloccare la circolazione in attesa della riparazione del guasto e nello stesso tempo di garantire la sicurezza».
Quanto ci mette una squadra per intervenire?
«Tutto dipende dove si trova la squadra reperibile più vicina al passaggio a livello guasto. Nella giornata di mercoledì, dopo una ventina di minuti o mezz'ora al massimo erano già sul posto ad operare».
Ma in quella mezz'ora quindi i passaggi a livello rimangono scoperti?
«Rimangono scoperti, ma nel momento in cui c'è un guasto i treni si fermano e non ripartono finchè non è stata data l'autorizzazione a ripartire con la marcia a vista: può durare un quarto d'ora o può durare due ore, la sicurezza della circolazione ferroviaria e stradale è garantita da questa prassi. Tenendo conto che il codice della strada prevede la precedenza dei nostri mezzi, in corrispondenza dei passaggi a livello, la sicurezza è garantita dal fatto che i treni passano solo dopo che è stata data l'autorizzazione della marcia a vista. Non a caso la persona che ha mandato la lettera alla Gazzetta ha scritto che il treno procedeva lentamente e non è per fortuna, ma è una prassi. Comprendiamo il timore che qualcuno può provare trovandosi in questa situazione, ma si tratta di situazioni sempre sotto controllo. E' comprensibile l'apprensione, ma c'è una prassi che nulla lascia al caso».
La legge non prevede anche l'intervento di una squadra a presidiare il passaggio a livello guasto?
«Noi interveniamo immediatamente con le nostre procedure, poi se si dovessero verificare situazioni particolari si può anche intervenire ma più che altro per evitare che si creino delle situazioni complicate a livello di traffico».
Come si deve comportare il cittadino in questi casi?
«Il cittadino deve sapere che non sta correndo un pericolo e quindi nel momento in cui attraversa il passaggio a livello lo fa con tranquillità. E' ovvio che quando si attraversa un passaggio a livello bisogna essere certi che sia aperto, che le sbarre non siano in movimento. Al di là di tutto quello che si fa normalmente, bisogna rispettare il codice della strada. Il cittadino deve sapere che la sua sicurezza non viene messa a repentaglio, non a caso quando si verificano durante l'anno una decina di casi come questo, non è mai accaduto nulla».
Che tipo di segnalazioni sono previste per avvertire i cittadini del guasto?
«Non spetta a noi la segnalazione di un passaggio a livello, riguarda il codice della strada. E poi non c'è bisogno. Solo se ci sono casi di criticità interviene una squadra della polizia municipale e polfer che informano i viaggiatori. E, ripeto, mercoledì sera non era necessario».
Sono previste anche telecamere per immortalare gli automobilisti che urtano le sbarre?
«No, ma ogni automobilista è responsabile dei danni sia al passaggio a livello e sia degli eventuali ritardi alla circolazione. Le telecamere ci sono solo per fare le multe».
Ma, alla fine, non sarebbe meglio bloccare il treno anziché farlo procedere a passo d'uomo?
«Non è necessario, in quanto corriamo il rischio di bloccare una linea per un'ora o due ore, creando disagi grossi. Stiamo parlando di tre chilometri all'ora e quindi ci si può sempre fermare. Addirittura a volte il personale di bordo scende dal treno e procede a piedi durante il passaggio. La prima cosa è la sicurezza, dopodichè dobbiamo garantire la qualità del servizio».


 

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