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Nuova influenza: il 24enne ha una "sovrainfezione polmonare"

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Ha mostrato segni di una «possibile sovrainfezione polmonare» il ragazzo di 24 anni positivo all’influenza A ricoverato da alcuni giorni all’ospedale San Gerardo dei Tintori di Monza. Una nota dell’ospedale spiega che «ha presentato nella giornata di ieri segni di una possibile sovrainfezione polmonare». «La situazione clinica, per il resto - prosegue la nota - è invariata. Le sue condizioni rimangono critiche e la prognosi rimane riservata».

Intanto al Maggiore è partita un'indagine interna: o meglio, una relazione che il direttore generale Sergio Venturi sta preparando per fare chiarezza su cosa è effettivamente successo dal 18 al 25 agosto. E cioè dalla prima visita al pronto soccorso del 24enne parmigiano al trasferimento all'ospedale di Monza. 

NAPOLI: PAZIENTE CARDIOPATICO CON LA NUOVA INFLUENZA E' IN FIN DI VITA. Rischia la vita all’ospedale Cotugno di Napoli l’uomo di 51 anni, cardiopatico, colpito dal virus dell’influenza A. Ricoverato in terapia intensiva, per i medici le sue possibilità di sopravvivenza sono minime. Per quanto riguarda il paziente napoletano, secondo quanto affermano fonti sanitarie, non è affetto da complicanze indotte direttamente dal virus A/H1N1 ma l’influenza è sopraggiunta in un fisico «già debilitato». Secondo l’assessore regionale alla Sanità della Campania, Mario Santangelo, «forse anche una 'comunè influenza avrebbe prodotto le stesse conseguenze». Il quadro clinico resta severo e nel corso della giornata i medici hanno riscontrato un ulteriore peggioramento a causa di una broncopolmonite con «sepsi da stafilococco aureo».
L'uomo è sotto respirazione assistita, è monitorato dal punto di vista emodinamico e respiratorio (elettrocardiogramma, pressione arteriosa, livelli di gas nel sangue) ed è sottoposto a emofiltrazione renale. È stato ricoverato per la prima volta ieri all’ospedale Cardarelli di Napoli dove gli sono state diagnosticate le gravi insufficienze cardiorespiratoria e renale e per questo è stato intubato. Successivamente è stato trasferito nell’ospedale Cto e dopo gli esami gli è stato diagnosticato il virus N1H1 dell’influenza A e quindi portato nel nosocomio per malattie infettive. Le fonti mediche non escludono che l’uomo possa aver contratto il virus N1H1 proprio durante uno dei tanti ricoveri a cui è stato sottoposto negli ultimi mesi: l’uomo vive con la madre anziana, non è mai stato all’estero e a causa delle tante patologie di cui è affetto è stato ricoverato in vari ospedali e case di cura di Napoli.
 

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  • Francesco

    03 Settembre @ 18.02

    CARO SIGNOR PAOLO, a me non dà fastidio niente . M' interessa soltanto riportare le cose alle loro giuste proporzioni. Gli ammalati non "subiscono" nulla, ma "godono" di accertamenti e cure che li guariscono e salvano loro la vita. Poi, ripeto quel che ho già detto fino alla nausea. Tutti gli Esseri Umani possono sbagliare , quindi, qualche volta, sbagliano anche i Medici. Ma , gli errori, che, pure, esistono, per fortuna (o per merito) sono relativamente pochi. Comunque non sono, in Italia, più di quanti siano nel resto del Mondo, ma solo da noi se ne fa oggetto di indiscriminato pettegolezzo. Vedendo i "carichi di lavoro" spaventosi (ed in larga parte abusivi) che ha il Pronto Soccorso, ci si meraviglia che sbagli così poco ! Il "Tribunale del Malato- Cittadinanza Attiva" non è un "Tribunale" , come i mali informati credono, ma è una benemerita Associazione di Utenti, come le varie Associazioni di Consumatori, con la finalità di assistere quei Cittadini che ritengono di essere stati vittime di disservizi sanitari. La stragrande maggioranza delle "denunce" che ricevono si rivelano prive di fondamento e finiscono in nulla. Tutto quel che ottengono è qualche riga di spiegazioni da parte delle Direzioni delle Aziende Sanitarie. In alcuni casi riescono ad ottenere un pò di denaro dalle Assicurazioni degli Ospedali , e, senza voler essere troppo maligno, forse erano state presentate proprio per questo. Che "non le abbiano riscontrato una vertebra rotta" è senza dubbio un' affermazione ad effetto, ma bisogna poi vedere, con precisione, come stanno le cose.Di che vertebra si tratta ? Perché , se è una vertebra cervicale, toracica o lombare è un conto, se è una vertebra sacrale o coccigea è un altro. E che frattura è ? E' una frattura del corpo vertebrale , quindi è più importante, o è una frattura di processi spinosi o trasversi, meno rilevante ? E' una frattura a tutto spessore e, magari, scomposta, nel qual caso l' errore può essere pericoloso, o è una fratturina parcellare in una vertebra ben stabile ? Peraltro, se questa vuol essere un' accusa contro i Medici del Pronto Soccorso, può darsi che abbia sbagliato bersaglio. Infatti , se Lei si è rivolto al Pronto Soccorso per un trauma alla colonna, il Medico le avrà senz' altro fatto fare una radiografia. Se il Radiologo ha risposto che non c' erano fratture, il Medico del Pronto Soccorso non ha potuto che prenderne atto, ma Lei , nella ricerca dell' origine delle sue disavventure, non deve rivolgersi al Pronto Soccorso , ma a qualcun altro. La Radiologia affianca il Pronto Soccorso , ma non dipende da Esso. Prima d' andare in giro a sparare accuse qua e là , bisogna conoscere bene le cose , signor Paolo. Con questo , per carità , lungi da me l' idea di disprezzare il lavoro della Radiologia , che è preziosissima , bravissima e buonissima ! Anche lì, non è che, con qualsiasi lastra, si possa vedere sempre qualsiasi cosa, e neanche si può sottoporre a TAC o "risonanza" tutti quanti, perché , anche non volendo considerare la spesa, ci sarebbero in attesa al Pronto Soccorso ancora i Pazienti dell' anno scorso , senza contare che prenderebbero più radiazioni che ad Hiroshima e Nagasaki ! Il Pronto Soccorso effettua il primo , più urgente intervento nell' immediato, ma spesso non tutto finisce lì. Il trattamento va proseguito fino a guarigione col proprio Medico Curante, magari con l' ausilio di qualche consulenza specialistica e di qualche approfondimento diagnostico, se necessario. Non è che, usciti dal Pronto Soccorso , tutto sia a posto, e tutto sia finito , come qualcuno sembra credere e pretendere.

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  • Francesco

    03 Settembre @ 12.37

    SIGNOR ATTILA , la ringrazio per avere avuto la cortesia di rispondere ai miei scritti. La sua diffidenza nei confronti degli interessi economici delle Case Farmaceutiche è nota , diffusa, e, verosimilmente , spesso fondata. Però , dobbiamo senz' altro vigilare , ma, al tempo stesso, dobbiamo anche un poco fidarci, perché, altrimenti, che facciamo ? Torniamo agli infusi ed ai cataplasmi , sulla cui efficacia ed innocuità ci sono pure molti dubbi ? Nonostante tutti gli "incidenti di percorso" , più o meno "colposi" e più o meno "dolosi", la Farmacologia , negli ultimi decenni , ha fatto "passi da gigante". I nuovi farmaci non sono stati sempre e soltanto truffe o "bluff". Sul vaccino anti-AH1N1 Lei non ha tutti i torti. I tempi in cui lo si è dovuto preparare sono piuttosto stretti. D' altronde , per interrompere la Pandemia che sta dilagando , bisogna cominciare la campagna vaccinale in Autunno, altrimenti si rischia la perdita evitabile di molte vite. I Neutologi sono già stati allertati a segnalare tempestivamente alle Autorità Sanitarie l' eventuale aumento dei casi di Sindrome di Guillain Barré tra i vaccinati. SIGNOR (O SIGNORA ) ANDY . Io sono perfettamente d' accordo su quasi tutto quello che Lei dice , salvo un paio di cose. Una cosa è che il fatto che i Medici lavorino con la vita della Gente , impone loro particolare attenzione a quello che fanno, ma, purtroppo, non basta a renderli infallibili. La seconda cosa è che non è vero che , i Medici, "se sbagliano non pagano nulla" . Pagano , pagano. Certo , pagano quando viene provata una colpa per la quale debbano pagare. Cioè quando abbiano agito con "colpa grave" , cioè con negligenza grave, imperizia grave, incompetenza grave ed inosservanza di norme e regolamenti. Un errore, commesso in buona fede, non è necessariamente una colpa, e non è giusto , almeno secondo me, che un Medico, che studia tutta la vita, si sacrifica, lavora , di giorno e di notte, per curare ammalati, poi, se commette, in buona fede, un errore, finisca sulle prime pagine dei giornali come il mostro del Circeo ! Perché questo è ciò che sta accadendo , attualmente, in Italia. E' una situazione che sta creando una prassi distorta nell' esercizio della Medicina , nota come "Medicina difensiva". Si racconta di un Medico americano che, durante un viaggio in auto, s' è imbattuto in un incidente stradale con feriti gravi. Si è fermato e, a uno dei feriti, ha ritenuto di dover fare, in mezzo alla strada , una tracheotomia per farlo respirare. Il Paziente si è salvato, ma ha citato per danni il Medico, ritenendo di avere avuto cattivi esiti dall' intervento. Signor ( o signora) Andy , cosa crede he farà quel Medico se si imbatterà un' altra volta in un incidente stradale ? Tirerà diritto ! Nel Pronto Soccorso dell' Ospedale Maggiore di Parma passano, ogni anno, oltre 80000 persone. Su qualcuna, fatalmente, purtroppo, può darsi che venga commesso qualche errore. Ma quante altre, al Pronto Soccorso, devono la guarigione e la vita ? SIGNOR (O SIGNORA) "IC". "la meglio terapia che c' è sulla piazza" non è la somministrazione "a pioggia" di oseltamivir o zanamivir in tutte le sindromi influenzali. Per diverse ragioni. Intanto , la somministrazione indiscriminata di antimicrobici e antivirali determina il formarsi di popolazioni di microbi e virus resistenti ai farmaci. Con l' oseltamivir sta già succedendo , dopo che , per l' influenza "aviaria" (AH5N1), molti, soprattutto Cinesi , ne hanno preso "a manciate" , a pranzo e a cena. Così, poi, nei casi in cui veramente servirebbe, quelli più gravi, rischia di essere inutile. Inoltre, l' efficacia di oseltamivir e zanamivir sembra piuttosto modesta, tant' è vero che non sono classificati come Farmaci di prima necessità. Sono in "fascia C" . Lo zanamivir costa circa 33 Euro alla scatola , l' oseltamivir circa 36 Euro. Nei casi di infezioni virali gravi, in Ospedale, non si usano le "pillole" di "Tamiflu", o la "polverina" di "Relenza" , ma preparati più potenti. Spesso più d' uno, in associazione, somministrati per iniezione o in fleboclisi. Infine , la modalità di somministrazione che Lei consiglia, mi perdoni la franchezza, è sbagliata. L' oseltamivir e lo zanamivir attenuano i sintomi ed accelerano la guarigione dall' influenza se vengono somministrati subito , all' inizio della malattia , entro le prime 48 ore dalla comparsa dei sintomi. Se aspetta due giorni non servono più a niente.

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  • LC

    02 Settembre @ 22.32

    In Italia ogni malato (e, quindi ogni contribuente) si merita la meglio terapia che c'è sulla piazza. Difficile capire perchè non è stato preso in considerazione dal medico del P.S. l'opzione di prescrivere una ricetta con oseltamivir o con zanamivir, suggerendo al ragazzo di assumere il farmaco nel caso in cui la febbre non si abbassasse significativamente nell' arco delle 48 ore.

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  • Andrea

    02 Settembre @ 21.47

    Sig. Vercingetorige, siamo daccordo sul fatto che gli esseri umani sbagliano. resta il fatto che se a lavoro faccio uno sbaglio di una certa entità, lo pago e pure caro. e non lavoro con la vita delle persone. Allora questa non è una scusante. Sopratutto quando hai perso una persona a te cara. Poi c'è da vedere se un dottore fa un'errore o se era impossibile diagnosticare una determianta cosa, ma questo è un'altro paio di maniche. i medici passano la vita ad aiutare le persone, verissimo, quindi la pena a mio parere non deve sicuramente essere quella che si da a un comune "delinquente". ma in un modo o nell'altro devono pagare, anche perchè si sa, come è vero che sbagliare è umano, lo è anche prendere sottogamba le situazioni quando anche se si sbaglia non si paga nulla...

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  • lorenzo

    02 Settembre @ 15.54

    Sig. Vercingetorige, mi sono permesso di rispondere alla Sua lettera in tarda nottata. Purtroppo, il commento è stato inserito in altra pagina. Non vorrei essere redarguito dalla redazione per essere andato fuori dal tema quotidiano, per tale motivo non attuerò il classico "copia-incolla". Come ha ben ricordato, per testare un vaccino servono 11 mesi, le Case Farmaceutiche ci stanno lavorando da quando? Aprile? Maggio? In tutta onestà, io ho un po' di timore nel considerare questo vaccino efficace e soprattutto sicuro..è vero che sono passati tanti anni, ma è ancora abbastanza vivo il ricordo della Sindrome di Guillain-Barré scatenata dalla vaccinazione nella famosa caserma americana. A me non risulta, ad oggi, che siano stati svolti Studi Indipendenti né per controllare i risultati pubblicati dalle Case Farmaceutiche né per verificare la totale sicurezza del vaccino..non credo verranno nemmeno attuati. Verifichi chi possiede buona parte delle Azioni delle Compagnie Farmaceutiche internazionali, poi, se vorrà, ne riparleremo.. Permetta la mia insicurezza a riguardo..

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