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Parmigiano con il virus della «dengue»

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Un parmigiano di 52 anni è ricoverato da venerdì nel repar­to Infettivi dell'ospedale Mag­giore dopo essere stato infettato dal virus «dengue» durante un viaggio in Sud America. L'uomo, residente in città, si era presen­tato ai medici del Pronto soc­corso con i tipici sintomi del vi­rus febbre alta, forte mal di te­sta e dolori muscolari e alle ar­ticolazioni e dopo una serie di accertamenti è stato immedia­tamente ricoverato.
 
Le sue condizioni, per fortu­na, non destano preoccupazio­ne, tanto che la febbre è scom­parsa nell'arco di pochissimi giorni, ma per precauzione i me­dici del Maggiore hanno deciso di trattenere il paziente per ul­teriori accertamenti. Nel frat­tempo Comune e Ausl hanno da­to il via libera alla procedura per limitare al massimo i rischi di diffusione del contagio, con tre bonifiche nell'area dove abita la persona infettata dal virus che può essere trasmesso anche dal­la zanzara tigre.

Altre informazioni nell'articolo di Pierluigi Dallapina sulla Gazzetta di Parma oggi in edicola

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  • Francesco

    08 Settembre @ 12.13

    CARISSIMO SIGNOR ATTILA, buongiorno , o buona sera, come preferisce . Mi fa piacere risentirla. Come anche Lei dice, il pericolo dell' importazione della tubercolosi da parte di immigrati è serio. Ancor più serio se si pensa che alcuni ceppi importati del Bacillo di Koch sono resistenti a diversi antibiotici , compresa la storica streptomicina, ed ancor più serio se si pensa che , essendo, la malattia , in Italia, negli ultimi decenni , per fortuna, diventata relativamente rara , larga parte della nostra Popolazione non è immunizzata. Nei Centri di Accoglienza Temporanea credo che gli immigrati vengano sottoposti a visita medica , ma , sa com' è, non è che, solo con una visita, si possa vedere sempre tutto. Si fanno anche analisi di laboratorio ed esami radiologici ? In alcuni casi selezionati, forse si....... Non parliamo di pediculosi, scabbia , e via dicendo , che sono problemi fastidiosi , ma clinicamente poco rilevanti. Non parliamo neppure di malattie tropicali per noi leggendarie (per noi...), come la lebbra, di cui pure sono stati trovati un paio di casi al "Sacco" di Milano. Ma , io, da tempo, ho un timore, che , fino ad oggi , fortunatamente, non ha avuto conferma. Paura del ritorno della malaria. La malaria è stata , per millenni, un flagello terribile . Se, fino alla prima metà del novecento, la durata media della vita in Italia è stata circa la metà di oggi , ciò era dovuto alla malaria , oltre che alla mortalità infantile e mortalità di parto, allora comuni. I vecchi ricordano quando il chinino si vendeva in tabaccheria. C' era scritto, all' entrata, "Sali, Tabacchi e Chinino di Stato"........Poi ci sono state opere imponenti di bonifica . Mobilizzazione delle acque stagnanti , prosciugamento delle paludi , abbondante irrorazione di DDT (che è cancerogeno, ma, insomma....). Nel 1970 l' Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la malaria estinta, come malattia "autoctona" , in Italia. Per gli altri lettori precisiamo, come il signor Attila sa, che "autoctona" significa "originatasi sul posto". Da allora, nel nostro Paese, abbiamo avuto solo casi d' importazione , in viaggiatori , italiani e non, che andavano in zone malariche senza fare un' adeguata profilassi. Chissà perché molti Africani , siccome la malaria è diffusissima nelle loro Nazioni, credono di esserne diventati immuni , ma non è così...... Sempre a beneficio dei lettori , non del signor Attila che, credo, non ne abbia bisogno, ricordiamo che il "plasmodio" , responsabile della malaria , ha un ciclo vitale che si svolge in parte nell' organismo umano, in parte nell' organismo di una zanzara , chiamata "anofele". La zanzara "preleva" il plasmodio da una persona infetta, poi lo trasmette, pungendola, ad un' altra persona. Nonostante tutte le bonifiche, di zanzare "anofele" , nel nostro Paese , ce ne sono ancora. Quel che , per Grazia di Dio, manca , dopo una millenaria strage, sono gli Italiani portatori del plasmodio, Però, io mi domando : se arriva in Italia qualche immigrato portatore del plasmodio, e non è difficile, e se una delle "anofele" che ancora ci sono sul nostro Territorio , lo va a pungere, poi che succede ? E' una domanda che non mi pongo solo io , ma anche esperti Igienisti , su autorevoli Riviste Scientifiche . Allora, l' immigrazione , numerosissima ed indiscriminata, può reintrodurre la malaria in Italia ? Per il momento , per quanto ne so io, non so se il signor Attila abbia notizie diverse, nel nostro Paese abbiamo avuto un solo caso di malaria "autoctona" negli ultimi vent' anni. Si trattava di una vecchietta toscana , che, quando i Medici le hanno chiesto se fosse stata in vacanza in Kenya , ha tirato loro in testa una ciabatta. Si sa che i Toscani, a volte, rispondono in maniera piuttosto "spiccia"...... Si è poi visto che , laddove la signora viveva , erano insediati gruppi di extracomunitari , ed era ancora presente la zanzara "anofele" , per cui, come si suol dire, "si è fatto due + due".... Però , io dico che se , con tutta la marea di extracomunitari che abbiamo , e con l' "anofele" sempre presente , casi di malaria "autoctona" , per il momento , praticamente qui non ce ne sono , forse , in Italia, non c' è solo "malasanità".

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  • lorenzo

    07 Settembre @ 21.01

    Volevo portare l'esempio della TBC, ma sono arrivato tardi; ha già ottimamente risposto il Sig. Vercingetorige..

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  • Francesco

    07 Settembre @ 19.45

    Caro signor Enrico , come Lei mi ha consigliato, sono andato a rileggere il suo messaggio , e ci ho trovato scritto, in riferimento alla "disinfestazione alle 3 del mattino" che "trovo l' operazione alquanto inutile perché l' infezione è stata presa non da queste zanzare ma in sud america". Dice che ho capito male io ? Una disinfestazione nelle vicinanze del luogo in cui risiede un ammalato di "dengue" non mi sembra "alquanto inutile" , ma sono d' accordo con Lei che sia un provvedimento temporaneo e di utilità limitata. L' "Aedes aegipti" e l' "Aedes albopictus" , cioè le "zanzare tigre", si sono stabilmente e diffusamente insediate in Italia, non solo a Parma. Le campagne di disinfestazione possono limitarne la moltiplicazione, ma è illusorio pensare che riescano del tutto ad eliminarle. Ormai ci sono e ci restano, signor Enrico. Poi si potrà cercare di combatterle, ma senza farsi soverchie illusioni......Non dimentichiamo, peraltro , che anche noi Cittadini dovremmo collaborare alla prevenzione delle punture di questi insetti, indossando vestiti a maniche lunghe e pantaloni lunghi (lo so che, quando fa caldo, è difficile, ma...), usando appositi "repellenti" cutanei, evitando di lasciare nell' ambiente acqua stagnante, mettendo zanzariere alle finestre...... Criticare Comune e AUSL , quando se lo meritano, è giustissimo, però, sa com' è, se, poi , noi lasciamo acqua stagnante nei sottovasi dei fiori sui nostri balconi, o andiamo a pescare in riva alla Parma a torso nudo e in braghette corte.......... Molto interessante, ed importante, è l' osservazione che fa il signor Jack. La massiccia immigrazione nel nostro Paese di stranieri provenienti da Paesi in cui ancora sono diffuse malattie che, da noi, erano scomparse, o quasi scomparse, può farci rischiare un ritorno di queste patologie , particolarmente pericoloso . Uno dei problemi principali è la tubercolosi, ma possono essercene anche altri. Di questo aspetto dell' immigrazione indiscriminata mi sembra si parli poco. Per non diffondere allarmismo ? Per non fomentare il razzismo ?

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  • enrico

    07 Settembre @ 18.03

    Per il caro signor Vercingetorige se lei avesse letto attentamente tutto il commento, e nn soffermato solo sulla frase che riporta, avrebbe capito perche ho detto la parola inutile, aggiungo non sufficente a sterminarlo. valutazioni soggettive o no le bonifiche purtroppo non hanno portato hai risultati sperati. tutto qui. questo insetto si e' completamente radicato nel ns paese e purtroppo si adattera' sempre piu al ns clima sempre piu tropicale. ci si puo' difendere come ho scritto nel mio msg precedente e logicamente con le bonifiche ma allora, non si deve aspettare il caso di turno! devono essere piu frequenti a largo raggio e mirate se no sono inutili !!

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  • GIOVANNA

    07 Settembre @ 17.19

    do la mia versione sul caso, visto che risiedo nei 100 m previsti di disinfestazione:venerdì 4 la Polizia Municipale ha suonato al mio citofono alle 20.30 nel bel mezzo della cena e ci ha dato tutte le informazioni che abbiamo chiesto. sono stati gentili e si sono raccomandati molto anche degli eventuali animali domestici, quando se ne sono andati da casa mia ho sentito altri citofoni suonare e altre persone che chiacchieravano. Per me c'è stata la comunicazione che ci doveva essere.

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