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Tagli alle mense scolastiche. Molti bimbi "senza pasto"

Tagli alle mense scolastiche. Molti bimbi "senza pasto"
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Monica Tiezzi

La notizia è caduta come una tegola su genitori e alunni di scuole medie ed elementari di Parma e provincia: da quest'anno, nel migliore dei casi, ci sarà da sborsare una quota aggiuntiva per la «sorveglianza» durante il servizio mensa. Mentre nel peggiore dei casi, bambini e ragazzi  che finora si trattenevano a mensa anche nei giorni in cui non avevano lezioni pomeridiane, potrebbero  non poter più usufruire  del servizio.

Circolari in tal senso sono arrivate in questi giorni ai genitori, ad esempio, degli alunni degli istituti comprensivi Salvo D'Acquisto,  Sanvitale - Fra' Salimbene, della media Ferrari, dell'istituto comprensivo di via Puccini (Bottego, Pezzani e media Puccini). Con una circolare la preside della Salvo D'Acquisto, Alessandra Tavani,  spiega che il servizio mensa «nei giorni in cui non è previsto il rientro pomeridiano della classe è temporaneamente sospeso...in applicazione alla normativa vigente», e  fa riferimento ad una riunione prevista il 5 ottobre tra dirigenti scolastici e Comune di Parma che dovrebbe chiarire la questione.

Alla Sanvitale-Fra' Salimbene si chiede ai genitori una quota (dai 100 ai 200 euro) per la sola  sorveglianza - da aggiungere al costo dei pasti - anche nel caso in cui il bambino decida di  portarsi un panino da casa e non iscriversi quindi al servizio mensa. Il motivo: «A decorrere da quest'anno scolastico la pausa pranzo degli alunni che effettuano il rientro pomeridiano non sarà più compresa nell'orario di insegnamento  e pertanto la sorveglianza  sarà svolta da personale dipendente da strutture esterne e dai collaboratori scolastici», spiega la preside Donata Donati nella comunicazione ai genitori delle medie.  

Anche la media «Ferrari» fa presente ai genitori che il servizio di sorveglianza dei bambini (per il pre-scuola, come negli anni passati, ma anche per la mensa)  sarà a pagamento, mentre alla «Newton», pur non essendo ancora arrivata alcuna comunicazione ufficiale, sia il servizio pre-scuola che quello mensa non è ancora iniziato, come fa notare la mamma  - arrabbiata - di un'alunna di terza elementare. 

 La «scure» del ministro Gelmini su insegnanti e collaboratori scolastici  comincia dunque a farsi sentire. «Non ho più bidelli, ho sempre meno insegnanti: come posso continuare a garantire certi servizi?», sbotta la preside di una scuola.

Il problema è scoppiato quest'anno, spiegano al servizio di ristorazione scolastica del Comune, in seguito alla riforma Gelmini che ha comportato una contrazione del tempo pieno. Molti genitori, impossibilitati a recuperare i figli da scuola prima delle 14, hanno infatti  chiesto di farli restare   a mensa anche nei giorni in cui non è previsto il rientro pomeridiano. Una consuetudine,  quella dei «pasti in deroga», non più possibile per la concomitante riduzione di insegnanti e bidelli. «La legge per il diritto allo studio  impone standard di sorveglianza che gli istituti non sono più in grado di garantire», dicono sempre al Comune. 

Che fare? L'impressione è che le scuole  (molte delle quali non hanno ancora iniziato il servizio mensa) si stiano muovendo in ordine sparso, in alcuni casi cercando cooperative esterne disposte a svolgere questi servizi o utilizzando il personale scolastico accollando i maggiori costi ai genitori.

 Ma intanto uno stop arriva dal Comune, che ha inviato una lettera a tutti i dirigenti. Dopo aver premesso che «solo i bambini iscritti al tempo pieno o con rientri legati ai moduli hanno diritto al pasto», si fa riferimento agli accordi  delle dirigenze scolastiche «con cooperative e simili»,  chiarendo  che «la struttura refettorio è di proprietà del Comune di Parma e qualsiasi utilizzo extra  deve essere autorizzato. Inoltre esistono problemi assicurativi  e gestionali (i bambini dovrebbero, se autorizzati, consumare il pasto in momenti diversi dai  normali turni regolari di mensa al fine di poter distinguere gli uni dagli altri) e si dovrebbe anche verificare i costi di questi pasti». La lettera chiude rimandando ad un incontro con tutti i dirigenti scolastici «all'interno del Patto per la scuola».  Comunque vada, un inizio  «caldo» per questo anno scolastico. 

 

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  • federico

    21 Settembre @ 11.58

    ma infatti il problema va al di là di questo o quel governo. quasi certamente con qualsiasi altro governo avremmo avuto gli stessi problemi: tagli, tagli, tagli perchè di soldi non ce ne sono e di soldi non ce ne sono perchè vengono spesi male e scialacquati. prevedo brutto, bruttissimo , tempesta per il futuro non molto lontano.

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  • michele

    21 Settembre @ 10.28

    Io non li ho votati e potrei salire benissimo sul carro delle lamentele, ma obiettivamente la scuola (come la sanità e altri comparti statali) è un carrozzone malgestito e clientelare che non poteva reggere all'infinito, e purtroppo i nodi stanno solo cominciando ad arrivare al pettine. In Italia complici i sindacati puoi "far paura" o al limite licenziare solo quelli che non hanno "diritti acquisiti", quindi i GIOVANI, gli altri guai a chi gli tocca lo stipendio, anche se non fanno niente. Per non parlare di chi è responsabile della gestione o dell'acquisto di beni che a casa sua durerebbero anni e invece, dato che non li paga lui, vengono buttati e sostituiti molto più frequentemente. Parlo della stragrande minoranza? benissimo, sapete quante mense e attrezzature potrebbero saltare fuori dall'1% del bilancio della scuola statale?

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  • reginaldo

    20 Settembre @ 13.44

    come mai non leggo nessun commento a difesa di questo governo??? possibile che non ci sia nessun genitore che lo abbia votato??? o forse si rendono conto di aver fatto un errore... se così fosse sarebbe già un passo avanti!!!! E quando andranno a votare la prossima volta spero si ricordino di tutte le caxxate che ha fatto questo governo!!!! a quelli invece che ancora non hanno capito e credono ancora allo "psiconano" do un consiglio.... SVEGLIATEVIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

    Rispondi

  • RICCARDO

    20 Settembre @ 11.26

    .....mi associo ai commenti già presenti, vorrei dire solo che tutto questo era facilmente prevedibile già un anno fà........stiamo attenti perchè "questi farabutti che ci governano" hanno un solo obiettivo per la scuola pubblica.......ridurla al minimo perchè è un costo!!! e di conseguenza portarci tutti o quasi alla scuola privata. Per quanto mi riguarda se le cosa non cambieranno (e temo che sarà così) appena potrò manderò mio figlio a studiare all'estero.

    Rispondi

  • gianluca

    20 Settembre @ 10.37

    Buongiono ecco che i bugiardi mostrano la loro faccia ,finisce l'epoca dei annunci spot, la ministra lo scorso inverno quando le domandavano che con la sua riforma andava a minare il tempo pieno lei rispose : non e' vero anzi ci saranno piu' posti . Gente non vi aspettate niete dal Sindaco e soci sono della stessa pasta dei nostri governati a breve li vedrete nelle TV locali a parlare dove riceteraannao la parte dei dispiaciuti.

    Rispondi

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