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L'assemblea dei sindaci richiama Enel alle sue responsabilità. Ma niente class action

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“La class action non si farà, ma la Provincia continuerà il suo lavoro di coordinamento di tutte le azioni necessarie per richiamare Enel alle sue responsabilità sul territorio”. Lo ha detto il presidente della Provincia Filippo Fritelli, che riassume così le conclusioni dell’incontro dell’Assemblea dei sindaci svoltasi questa mattina in Provincia. Hanno partecipato anche i parlamentari Patrizia Maestri e Giuseppe Romanini, e il senatore Giorgio Pagliari, oltre agli esponenti delle associazioni dei consumatori: Fabrizio Ghidini di Federconsumatori, Francesca Campanini di Confconsumatori e Michele Saldina del Movimento difesa del Cittadino.

Dice un comunicato: 

Al centro dell’incontro il disservizio che si è prodotto ai danni di tanti cittadini del Parmense per l’interruzione di energia elettrica nei giorni della nevicata, dal 6 febbraio in poi.
L’incontro fa seguito alla riunione del tavolo Anci provinciale svoltasi a Noceto l’11 febbraio scorso, conclusosi con un documento comune.
Aprendo l’Assemblea dei Sindaci di stamattina, Fritelli ha ricordato i gravi disagi, anche economici, patiti da centinaia di cittadini e da molte aziende per il venir meno della fornitura di energia elettrica, che è durata dal venerdì in poi, in alcuni casi anche fino al martedì.
“Da parte di Enel vi è stato anche un grave difetto di informazione: nessuno sapeva per quanto tempo sarebbe mancata l’energia elettrica, ad esempio – ha affermato Fritelli – I Comuni hanno cercato di gestire la situazione nell’emergenza e ora sono a fianco dei cittadini perché ottengano risarcimenti congrui.”
La ventilata class action è stata sconsigliata sia dalle associazioni di consumatori sia dai deputati, nonostante il suo impatto mediatico, perché lo strumento in passato non ha avuto successo, e alla fine l’idea è stata accantonata.
L’on. Romanini ha spiegato che i deputati emiliano-romagnoli hanno presentato alla Camera una “interrogazione urgente” ai ministri dell’Ambiente, dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture, , in cui hanno segnalato una carenza di gestione nella manutenzione della linea, a cui il governo è tenuto a rispondere entro il prossimo venerdì 20 febbraio.
“Abbiamo chiesto spiegazioni anche sul perché Enel non abbia risposto entro le 12 ore secondo il suo stesso protocollo, sul black out dei call center, sul piano di gestione delle emergenze, sulla manutenzione che manca - ha aggiunto l’on. Maestri - Sul tema dei rimborsi possiamo farci promotori anche di richieste più specifiche del nostro territorio.“
Il sindaco di Fidenza Massari, che è stato capofila dell’iniziativa, ha puntato il dito contro Enel (“La gestione dell’emergenza è fallita, Iren ha fatto meglio”), e ha reso noto che il Comune sta raccogliendo in proprio le informazioni sulle interruzioni, vista la scarsa collaborazione di Enel: si sa già che a Fidenza il 6 febbraio erano oltre 600 le utenze non servite. “Vogliamo essere trattati come Cortina” è la richiesta di Massari. Nella nota località turistica, a seguito di una vicenda analoga, Enel ha poi compiuto consistenti investimenti per rinnovare gli impianti.
Ghidini presidente di Confconsumatori ha rilevato che disagi e i danni sono stati sproporzionati rispetto ad una normale nevicata.”Il fatto è che in alcune zone del territorio, le reti elettriche sono “marce” – denuncia Ghidini - e la capacità di Enel di attivare il pronto intervento è stato inadeguato per mezzi e materiali, non è stato neanche richiamato al lavoro tutto il personale.” Si è poi soffermato sul tema degli indennizzi. Quello automatico, che riguarda solo le utenze domestiche, non le imprese, è al massimo di 300 euro, e copre 3 giorni e mezzo di interruzione. Per ulteriori indennizzi per i giorni successivi, occorre fare richiesta. Nel 2012-2013 per un evento analogo, furono contrattati ulteriori indennizzi per 650 euro in più, fino al 10° giorno. Ghidini ha richiamato l’attenzione su alcuni punti: censura forte all’operato di Enel, richiesta di investimenti sulla manutenzione, richiesta a Regione e Governo di non lasciare solo il territorio, richiesta a Enel di uno sforzo superiore per i risarcimenti, che non dovranno essere caricati sulle bollette.
Altri chiarimenti sui rimborsi li ha forniti Campanini di Confconsumatori: per le linee a media e bassa tensione, i tempi dell’indennizzo sono di 60 giorni dalla fatturazione; in pratica tra 3-4 mesi dovrebbe comparire in fattura la cifra, con una dicitura apposita. Sul sito dell’associazione sono disponibili modelli da utilizzare per richiedere il rimborso delle spese eventualmente sostenute (es. albergo e noleggio generatore). Le aziende possono invece rivolgersi alle loro associazioni di categoria, che hanno protocolli ad hoc per la conciliazione.
Saldina del Movimento difesa del cittadino, ha auspicato una richiesta formale dei Comuni ad Enel per verificare lo stato della manutenzione. “Enel deve tornare a spendere sul territorio e dare un servizio al cittadino, non limitarsi a fare cassa” ha affermato.
Alcuni sindaci, come Altieri di Fontanellato e Bianchi di Collecchio, hanno messo in rilievo i tempi inaccettabili (da 2 a 8 anni) con cui Enel risponde alle aziende che richiedono un allaccio o un aumento di potenza per incrementare la produzione; hanno chiesto anche l’istituzione di un tavolo provinciale con Enel e un contatto con l’Authority per l’energia elettrica.
Il sindaco di Zibello Censi ha accusato Enel di avere pesantemente diminuito gli investimenti per la manutenzione a Parma, passati da 4 milioni a 70 mila euro.
“Stiamo facendo un gioco di squadra importante – ha rilevato il sindaco di Noceto Fecci- sia come sindaci, sia come Provincia. Ci sono stati incontri a Piacenza, Reggio e Modena, e anche la Regione e i parlamentari stanno facendo la loro parte.” Fecci ha poi proposto un documento sul tipo di quello approvato a Noceto, che comprenda: il giusto risarcimento a chi ha subito danni, sia privati sia imprese, un maggiore investimento di Enel sulla rete elettrica che è fatiscente, un richiamo all’Authority.
Aramini sindaco di Varsi ha sottolineato l’assenza di un punto di riferimento di Enel nei giorni della nevicata, tanto più grave in certi casi, come quelli delle persone in dialisi o dipendenti da macchine per la respirazione, e ha proposto di portare al tavolo con Enel i temi degli investimenti e della manutenzione, ora oggetto di un appalto unico, e di vari subappalti, con risultati insoddisfacenti.
Grenti sindaco di Fornovo chiede che l’Authority compia il monitoraggio e il controllo, non solo sui prezzi, ma anche su come le tariffe vengono utilizzate sul territorio.
Per Azzali sindaco di Mezzani, l’azione collettiva è molto utile, ha poi proposto ai deputati locali il tema della chiusura degli uffici postali.
Il sindaco di Neviano Arduini Garbasi ha chiesto polemicamente perché a Parma bastino due ore per il ripristino delle linee elettriche mentre a Neviano ne occorrano otto.
Il sen Pagliari ha preannunciato la richiesta di un incontro con la dirigenza Enel e ha messo in rilievo due aspetti: da un lato l’inefficienza di Enel nella crisi e la sua carenza di presenza sul territorio. “L’omissione di servizio di per sé – ha affermato - è un fatto illecito extracontrattuale che genera responsabilità”. L’altro aspetto è l’attuale presenza di Enel nel Parmense e la sua inadeguatezza di risorse, mezzi, e canali di comunicazione. Ha sollecitato una presa di posizione coordinata tra tutti i livelli istituzionali e una proposta al tavolo del Mef (Ministero Economia e Finanza) e dell’Authority. Sui tempi con cui Enel concede l’aumento di potenzialità elettrica alle aziende, Pagliari ha preannunciato una denuncia in Parlamento.
Il presidente della Provincia Fritelli, concludendo l’Assemblea dei Sindaci, ha riassunto la situazione: “Abbiamo l’azione parlamentare, c’è stata la disponibilità delle Associazioni dei Consumatori di mettersi a disposizione dei privati per portare avanti cause risarcitorie, da parte nostra, come Provincia, continueremo un’attività di coordinamento per richiamare Enel alle sue responsabilità sul territorio. Chiederemo all’Ufficio provinciale Pianificazione un lavoro di ricognizione sullo stato degli impianti. Occorre evitare in ogni modo il rischio di un calo dell’attenzione”. 

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  • Alberto

    16 Febbraio @ 19.13

    se non erro c'è stata una mega buonuscita ad un amministratore di iren (cacciato) a cui hanno dato in più un premio di produttività di 50.000€. Beh se questo è quello che diamo loro..........non ho parole!!!!!!!!!!! Ci meritiamo proprio le peggiori catastrofi.

    Rispondi

  • Davide

    16 Febbraio @ 17.17

    Ma di cosa stiamo parlando in Italia non funziona niente o quasi....siamo rimasti indietro di decenni con le infrastrutture pur avendo un debito pubblico abnorme.. Dove sono finiti tutti i soldi? E qui si sta ancora ad ascoltare la solita gente che parla parla e non fa niente e quando fa spende i nostri soldi malissimo. Però poi arriva una pacca sulla spalla dal potente di turno e gli italiani sono tutti felici e contenti. Italiani venduti!

    Rispondi

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