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"Noi, l'anima antifascista del Montanara"

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di Marco Federici

Il dossier, come lo chiamano loro, sta in una ventina di fogli dattiloscritti: pezzi di giornali, reportage, frammenti di interviste. Documenti che «tolgono la maschera a Casa Pound». Li sfoglia velocemente Michele Ziveri, quarantuno anni, operaio, uno di quelli che ha dato vita al Comitato Montanara antifascista. Lui e una ventina di amici lo hanno fondato nell'aprile scorso, quando il movimento di estrema destra ha preso casa in via Mascherpa, nel cuore del quartiere: «Già, proprio la strada intitolata all'ufficiale di Marina fucilato a Parma dai nazifascisti nel 1944», scuote la testa uno del Montanara. La «famiglia» del comitato, da allora, è cresciuta. «Adesso sappiamo che ci sono centinaia di persone che la pensano come noi - aggiunge Ziveri - Abbiamo raccolto 1.500 firme per la chiusura di quella sede».

Il dossier, appunto: nella sala del Consiglio di Quartiere ci sono decine di copie pronte per essere distribuite. «Ecco basta guardare qua - continua Ziveri - nel marzo scorso, a Roma, militanti di Casa Pound hanno scritto slogan contro i disabili, a Milano militanti di Cuore nero hanno ideato una copertina in cui si brinda all'Olocausto». Poi ancora: «Abbiamo inserito una copia del loro manifesto del turbodinamismo che hanno attaccato nel nostro quartiere - aggiunge - Basta leggere la prima riga: “Turbodinamismo è esaltare il gesto gratuito, violento e sconsiderato, con deferenza e riguardo al vestirsi bene».

La sala del Consiglio di Quartiere, in largo VIII Marzo, si riempie: i responsabili del Comitato sono reduci da un incontro in Comune con i capigruppo. Più o meno tutti i consiglieri gli hanno chiesto di abbassare i toni. Loro però andranno avanti: il 21 novembre sfileranno per le vie della città.

Quando inizia l'assemblea, la seconda nel giro di poco tempo, c'è gente in piedi. Arrivano uomini e donne del quartiere, poi alcuni politici di centrosinistra, altri esponenti della sinistra antagonista. Due gli striscioni: uno del Comitato Montanara Antifascista, l'altro del Comitato antifascista di parma. Uno scontro tra neri e rossi stile anni Settanta? Non vogliono etichette, quelli del Montanara, non vogliono essere indicati come quelli di sinistra. «Siamo un movimento popolare, eterogeneo, aperto a tutti - spiega Ziveri qualche minuto prima dell'incontro -. Semplicemente rappresentiamo l'antifascismo. Siamo indignati dal fatto che in città è stata aperta una sede fascista. Ne chiediamo la chiusura: spostarla non avrebbe senso, si porterebbe il problema da un'altra parte». Eppure ad oggi il movimento di Casa Pound è riconosciuto come un movimento di volontariato. «Sì, ma esiste appunto una documentazione che dimostra come siano fascisti - aggiunge Ziveri - E il nostro compito, in modo democratico, è quello di smascherarli». Vi accusano di averli provocarli, di aver organizzato un aperitivo a trenta metri da loro: «Non ci sono distanze per chi vuole manifestare democraticamente - continua Ziveri - L'episodio che si è verificato fuori dall'Onirica? Noi condanniamo la violenza, ma prima di esprimerci su questo caso aspettiamo che la magistratura abbia fatto chiarezza». Comincia l'assemblea: «Smascherarli», è la parola d'ordine. «Servono cultura e idee per far capire alle gente, soprattutto ai giovani, chi sono i fascisti di Casa Pound».

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  • Paolo

    04 Novembre @ 11.06

    Per Ci67.... Forse volevi dire che in Italia non c' è stata la dittatura comunista, ma i crimini del comunismo in italia ci sono stati eccome, la storia va studiata e mica solo da una parte. Partendo dalle stragi di uomini donne e bambini perpetrate dai partigiani ai danni di "presunti fascisti" a guerra finita, passando per Ramelli, Di Nella, Myntakas, Ricchiuti(solo per fare 4 nomi) finendo con le stragi targate BR. Il tutto nella più completa impunità, non a caso nacque il famoso motto "Piazzale Loreto ce l ha insegnato, ammazzare un fascista non è reato". O forse ricordiamo della storia solo quello che pare a te??

    Rispondi

  • Marco Finelli

    02 Novembre @ 18.49

    Credo anch'io che un'antifascista debba essere considerato "solo" antifascista ma la mia paura è che la maggior parte della gente di sinistra non la pensi proprio così.

    Rispondi

  • Claudio Mezzadri

    02 Novembre @ 17.50

    " La corrente che si definisce antifascista oggi in realtà spesso e volentieri vorrebbe che tutti fossimo uguali, tutti indirizzati verso un'unica direzione (sinistra)" ..ma, guarda, questo lo dici tu..secondo me chi si definisce antifascista E' ANTIFASCISTA..Basta e avanza..poi,oh, al giorno d'oggi si riabilitano cani e porci, Craxi compreso, non è più così sorprendente vedere rinnegare le cappelle ed i crimini perpetrati dal Fascismo. Va molto più di moda fare riferimento ai crimini delle dittature comuniste. Che però , in Italia, non ebbero effetto, a differenza del ventennio, bisogna dire anche questo. Vedi, Marco, io non voglio insegnarti la democrazia. Però cos'è stato il fascismo lo so, e di democratico non aveva proprio nulla. Sul fatto di condividere la condanna alla violenza di questi giorni sono d'accordissimo, si può pensare e ragionare diversamente senza bisogno di mettersi le mani al collo. ADESSO. 70 anni fa,molto meno. Saluti

    Rispondi

  • Marco Finelli

    02 Novembre @ 15.34

    Caro Ci67 ti ringrazio per avermi spiegato la soria della democrazia ma se devo dire la verità ti trovo un po' troppo legato a certe convinzioni ormai superate comunque pur non condividendo completamente il tuo pensiero lo capisco. Innanzi tutto nel caso non ne fossi al corrente "me ne frego" lo diceva proprio il tuo acerrimo nemico, ma lasciamo perdere...ti ricordo che siamo nel 2009 e che il motto che mi hai dedicato pur essendo di grande spessore oggi si trova ed essere disilluso proprio dalla gente che dovrebbe onorarlo. Proprio i discendenti di coloro che anni fa anno difeso la nostra patria con tanto sacrificio e tanto onore oggi credo che non riescano a trovare una vera identità e si trovano schiacciati da un certo senso di impotenza che li porti a dover trovare per forza un nemico altrettanto importante di quello di allora per poter dimostrare chissà cosa a chissà chi. In realtà così facendo molta gente ha perso il contatto con la realtà attuale. La corrente che si definisce antifascista oggi in realtà spesso e volentieri vorrebbe che tutti fossimo uguali, tutti indirizzati verso un'unica direzione (sinistra), tutti "liberi" di pensarla allo stesso modo perchè se la pensi diversamente sei automaticamente classificato come fascista. Be' a dire la verità tra questo pensiero e quello fascista non ci trovo molte differenze e forse sarebbe il caso di riflettere su questa cosa, comunque sappi che molto probabilmente sono molto più antifascista io di tanti compagni che picchiano e odiano chi non la pensa come loro ed è per questo che non tollero l'appropriazione di questo termine da parte di congregazioni di "fascisti rossi".

    Rispondi

  • fabrizio ferrari

    02 Novembre @ 13.29

    x riccardo non estendere i tuoi sentimenti a tutta la città ,rischi di sbagliarti

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