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Editoriale - E' il simbolo delle nostre radici: non va toccato

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di  Giuliano Molossi 

La sentenza emessa ieri dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasbugo che ha disposto la rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche non è un esempio di laicità ma di stupidità. Come si fa a dire che la sola presenza di un crocifisso appeso dietro alla cattedra può ledere la libertà di religione degli studenti? 
Come si può ritenere che un simbolo, quale è il crocifisso, rappresenta una violazione della libertà dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni religiose? Non possono educarli come preferiscono perché glielo impedirebbe quel piccolo crocifisso di legno, appeso dietro alla cattedra dell'insegnante? E' quello che glielo vieta? La presenza del crocifisso  è forse vissuta da qualcuno come presenza offensiva o limitante della libertà di credo religioso, o di pensiero?
Il crocifisso trasmette un messaggio d'amore, di un uomo, il figlio di Dio, che ha sacrificato la sua vita per quella di tutti gli altri uomini, non di violenza. Il crocifisso non è lì per «violentare» i non cristiani. Non esponiamo il crocifisso per imporre il cristianesimo ai fedeli di altre religioni. Esponiamo il crocifisso perché non è solo il segno della religione cristiana, ma è molto di più. E' un simbolo radicato nella coscienza degli italiani, un simbolo della storia e della cultura di questo Paese, delle sue tradizioni, dei suoi valori, della sua identità culturale. Un'identità nazionale, ma anche europea, che affonda le sue radici nella storia del cristianesimo. E questo nessuna sentenza di nessuna Corte potrà mai cancellarlo o negarlo. E' con decisioni come queste che si vuol favorire l'integrazione? La convivenza pacifica tra culture e religioni differenti può essere messa in pericolo da un simbolo? 
La presenza del crocifisso è tutt'altro che un elemento di discriminazione, proprio perché, come si diceva prima, non vuole forzare le convinzioni di nessuno. E' lì, nelle nostre scuole e nei nostri uffici, a ricordarci le nostre origini e i nostri valori. Non è lì per dire: fatti cristiano. E' un messaggio di carità, non di propaganda. Il crocifisso non impone un atto di fede, non cerca adesioni, non viola la libertà di nessuno. Che fastidio dà? Non crediamo, al contrario di quello che pensano a Strasburgo, che il crocifisso sia una causa di turbamento per i fedeli di altre religioni.  La sensibilità dei non cristiani non è offesa dalla vista del crocifisso, così come la nostra di cristiani non lo è dalla vista dei simboli delle religioni ebraica, musulmana o buddista. 
La laicità non si difende vietando l'esposizione del crocifisso. Si difende con i comportamenti quotidiani, con la tolleranza, con la libertà, con l'attenzione e il rispetto verso coloro che hanno idee diverse dalle nostre, verso chi professa religioni differenti da quella cattolica. 
Negli anni Ottanta, come ha ricordato ieri il giornalista Antonio Socci, la scrittrice Natalia Ginzburg, che era di origini ebraiche e di idee di sinistra, scrisse sull'Unità: «Non toccate quel Crocifisso, tutti ci ritroviamo nel simbolo di un uomo massacrato». La Corte di Strasburgo, fatta evidentemente di gente di scarse letture, e di ancor meno sensibilità, lo ha toccato, dicendoci di staccarlo dalla parete e di riporlo in un cassetto. Non lo faremo.
 

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  • aldo

    06 Novembre @ 11.49

    grazie sig. Andrea del suo intervento, ma le ribadisco quanto segue. Il termine nelle scritture è stato arbitrariamente tradotto croce, ma si riferisce ad un solo palo di legno. Infatti nei libri di Luca,Pietro e Paolo si usa anche il termine greco "xylon" ( legno o trave o palo diritto ). Avevo inoltre affermato che la croce non è nata nel III secolo, ma in quel periodo è stata adottata dalla cristianità prelevandola dal paganesimo quale simbolo della morte di Cristo. In ogni caso uno stato laico deve astenersi da ogni influenza religiosa. saluti

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  • giordana

    06 Novembre @ 08.23

    Egr.Direttore lei forse da cattolico sentirà questo trasporto verso il simbolo della Croce. Io da atea proprio non riesco a capire perchè bisogna ostentare dei simboli religiosi laddove non devono essere rappresentati, o meglio allora mettiamoli tutti, perchè tutti i simboli e le religioni professano amore ......in apparenza. perchè se andiamo alle radici del cristianesimo vediamo quante guerre sante sono state fatte in simbolo della Croce. Quindi siccome il discorso diventa antipatico e lungo direi solo una cosa : la croce come qualsiasi altro altare o simbolo siano nelle case dei singoli privati, ma nel pubblico no.

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  • A.C.

    05 Novembre @ 10.30

    Buongiorno, in completo accordo con il Direttore, scrivo comunque per far notare al Signor Aldo, che il suo intervento non è assolutamente corretto. E' si vero che il termine "stauros" in greco letterale significa "palo", ma si è riscontrato in svariate occasioni che lo stesso termine indica anche la croce come da noi intesa. Inoltre la maggior parte dei vocabolari di greco antico traducono direttamente "stauros" con "croce". Mi permetto inoltre di correggere l'affermazione del Signor Aldo riguardo la datazione della prima comparsa della croce vera e propria. Non è assolutamente vero che compare nel III secolo. A Roma era in uso già dal 200 a.C. (ricordo infatti la pena della croce inflitta a Spartaco e i suoi ribelli intorno al 70 a.C.: i sopravissuti alla battaglia furono catturati e crocifissi lungo la Via Appia). Sul fatto che la croce fosse di origini pagane mi sembra una specificazione offerta dal Signor Aldo abbastanza scontata, penso che nessuno credesse che la croce se la fosse inventata Gesù o i suoi Discepoli per farvisi inchiodare. Saluti

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  • adriano

    05 Novembre @ 10.01

    Da agnostico anticlericale seppur di destra, a me il crofisso non da alcun fastidio. Un oggetto come un altro. Ognuno è libero di vederci quello che vuole.

    Rispondi

  • Roby

    05 Novembre @ 09.24

    E’ chiaro che ognuno la pensa come vuole ma riassumendo per macrocategorie: - La UE vuole togliere il crocifisso [dalle scuole] per limitare la "potenza" della Chiesa nelle questioni laico/politiche - I cattolici vogliono togliere il crocifisso perché pensano che l’esposizione in luogo laico ne sminuisca il valore - I laici fondamentalisti (anti clericali) lo vogliono togliere perché hanno paura di una nuova Crociata (ma da che epoca sono usciti questi?) - I laici moderati lo vogliono lasciare perché è il simbolo di gran parte della storia passata del nostro paese e delle nostre radici Curioso, no?!?!

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