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Collant smagliati e tiramisù: le segnalazioni dei pazienti

Suggerimenti singolari, lamentele a volte pretestuose. E altre invece serie, che arrivano nelle aule del tribunale

Collant smagliati e tiramisù: le segnalazioni dei pazienti
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C'è la paziente che, dopo l'accesso al pronto soccorso, viene sottoposta ad un esame strumentale. Tutto bene finchè torna a casa e alla sera, sfilandosi i collant, scopre che sono smagliati. Presenta reclamo all'Urp, spiegando come le calze siano state rovinate da un gesto maldestro di un medico o di un infermiere, e chiede un paio di calze nuove: stesso colore e stessa marca di quelle rovinate. Richiesta accolta dall'ospedale. C'è anche questo fra le segnalazioni che arrivano quotidianamente alla direzione dell'ospedale Maggiore. Storie di cui sorridere, accanto a quelle più drammatiche che parlano di dolore, di lunghi percorsi terapeutici, di operazioni non andate a buon fine, di incomprensioni fra pazienti e medici. È un dato tutto sommato positivo, l'aumento di segnalazioni nel corso degli anni. Significa che il cittadino riconosce la serietà del servizio e crede nella capacità dell'azienda di porre rimedio agli eventuali danni o di accogliere i suggerimenti degli utenti. Anche se a volte singolari. Come il paziente (è un caso recente) che invita ad utilizzare «lenzuola colorate invece di quelle classiche bianche, perchè portano allegria». O l'anziana che chiede che sia servito ai pasti anche il dessert, specificando che il tiramisù «è un dolce nutriente e facilita la guarigione». E per chi segnala che «le inferriate del cancello d'ingresso di via Gramsci sono impolverate», c'è chi accusa i medici di aver, sostanzialmente, fatto il loro dovere. È il caso del paziente giunto in pronto soccorso in arresto cardiaco e trattato con il defibrillatore. Ha salva la vita ma nelle operazioni di soccorso gli viene tagliata la camicia: si lamenta e chiede un risarcimento. Un risarcimento lo chiede anche la donna giunta in ospedale con gravi ustioni alle mani. Per medicarla le viene troncata, anzichè sfilata, la fede nuziale. La donna chiede - e ottiene - cento euro di danni.
Ma accanto alle proteste curiose o pretestuose, ce ne sono altre che rivelano problemi reali. «Sempre più pazienti, soprattutto anziani, lamentano una mancanza di sensibilità da parte degli operatori socio-sanitari. Porgere i pasti in modo cortese, sorridere a chi sta vivendo un momento di fragilità, presentarsi in modo professionale in corsia, ad esempio senza ostentare tatuaggi e gioielli, è importante», dice Adriana Gelmini del Tdm riecheggiando alcune segnalazioni giunte al suo ufficio.
Molto seria, e a volte drammatica, diventa la questione quando la segnalazione prende le vie giudiziarie. È la scelta che hanno fatto nel 2014 (anche se a volte i casi sono avvenuti in anni precedenti) 87 pazienti dell'ospedale Maggiore. Per tutelarsi dalle richieste di danni, l'Azienda ospedaliero-universitaria (dopo l'esperienza negativa con la compagnia assicurative Faro, fallita) ha stipulato dal 2010 un'assicurazione con la multinazionale AmTrust, che assicura anche le Ausl di Parma, Piacenza e Reggio Emilia e le aziende sanitarie di Modena. «Il massimale è di cinque milioni e la franchigia di 75 mila euro a sinistro. Significa che i primi 75 mila euro sono a carico dell'azienda e per la cifra eccedente interviene la compagnia assicuratrice» spiega Dante Di Camillo, medico legale del Maggiore. Diversa la strada scelta dall'ospedale Sant'Orsola di Bologna e dal Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, che gestiscono in proprio i risarcimenti con fondi aziendali e regionali. «L'esperimento è iniziato da tre anni ed è ancora presto per valutarne l'economicità. Per ora il nuovo sistema si è dimostrato meno farraginoso del ricorso alle compagnie assicurative», dice Di Camillo. m. t.

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  • Bruna

    14 Maggio @ 16.21

    A me basterebbe che gli infermieri dessero del Lei ai pazienti senza chiamarli per nome eventualmente vezzeggiato: Carlino, Brunetta, Paoletta ecc. Meno che mai sentirli appellare: nonno, nonna ecc. I pazienti conservano la loro dignità anche quando sono ammalati.

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  • Vercingetorige

    02 Maggio @ 19.57

    LA GRANDE MAGGIORANZA DEI PROCESSI PENALI CONTRO MEDICI SI CHIUDE CON L' ASSOLUZIONE . Ricordate che l' obbligazione del Medico verso il paziente è di metodo , non di risultato . In altre parole il Medico è tenuto a seguire percorsi diagnostici adeguati ed a praticare terapie corrette. Una volta fatto questo il suo dovere l' ha compiuto , poi l' ammalato può guarire o no. Nessun Medico può garantire la guarigione , nè , tantomeno , l' immortalità al 100 % . Un po' diversa la questione in sede di processo civile per un eventuale risarcimento danni . Qualche tempo fa ho avuto occasione di parlare dell' argomento col Procuratore della Repubblica di Bologna , il quale mi ha detto che , per il Medico , in sede penale , il rischio maggiore non è la sentenza , è il processo . Nella stragrande maggioranza dei casi viene assolto , ma deve vivere a lungo sotto la spada di Damocle del processo.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    02 Maggio @ 19.42

    Commentiamo due volte lo stesso articolo ? Per me va bene , e , poi, il giornalista non sono mica io.....

    Rispondi

  • Vercingetorige

    02 Maggio @ 19.39

    Gli errori , le negligenze , le omissioni negli Ospedali esistono, e lo sappiamo benissimo. MA SECONDO ME QUELLO CHE E' IMPORTANTE SOTTOLINEARE E' CHE , IN ITALIA, NON SONO NE' PIU' NUMEROSI NE' PIU' GRAVI CHE IN TUTTO IL RESTO DEL MONDO. Il nostro Servizio Sanitario Pubblico , oggi a rischio , è ancora , nonostante tutto, uno dei migliori . Anche i leggendari ( leggendari per chi può pagarli ) Ospedali americani sono pieni di richieste di risarcimento danni. Il National Health Service inglese ha pubblicato , tempo fa , il numero di errori di lato nelle amputazioni . Gambe destre amputate al posto delle sinistre.......... DIPENDE DALLA NATURALE FALLIBILITA' DELL' UOMO . NON CI SONO UOMINI INFALLIBILI , E NEANCHE UNA LAUREA IN MEDICINA LI RENDE TALI ! L' importanza della posta in gioco non modifica questa realtà ineluttabile. Nei Medici di oggi a me pare di vedere molto tecnicismo e non altrettanto discernimento clinico. Si va col "protocollo" . Il "protocollo" è utile per non dimenticare qualcosa di importante , ma la cura di un ammalato deve andare oltre il "protocollo" .Il "protocollo" è basato su una "media" , ma il paziente è una persona , non una "media" . Se , nel 90 % dei casi , una cosa è così , nessuno dice che , quel singolo paziente , non rientri nell' altro 10 % . E' VERISSIMO CHE , NEGLI ULTIMI ANNI , E' DILAGATA L' ABITUDINE DI CHIEDERE SOLDI PER INDENNIZZI DI DANNI REALI O PRESUNTI , e, questo , fa salire notevolmente la spesa sanitaria perchè i Medici , nel tentativo di limitare questo rischio , fanno dieci esami dove ne basterebbe uno. MA SONO SORTI STUDI PROFESSIONALI APPOSTA PER SPINGERE LA GENTE A FAR DENUNCE , in cambio di una percentuale sui risarcimenti , naturalmente.QUESTI STUDI SONO GESTITI DA AVVOCATI E MEDICI LEGALI .Medici non solo vittime, dunque. Sui pagamenti che qualcuno ritiene troppo facili , la questione è un pò complicata. Assicurazione ed Ospedale pagano anche per questioni di immagine , ma soprattutto perchè è più conveniente pagare qualche soldo subito che trascinare per anni un processo con relative spese legali . Peraltro , spesso i risarcimenti sono modesti , MA SUI MEDICI ( e sugli Infermieri , che , oggi , sono Professionisti autonomi ) , INCOMBE LA GRAVE MINACCIA DELLA RIVALSA . L' Ospedale o la sua Assicurazione pagano ,ma poi, chiedono il rimborso della somma al Medico o all' Infermiere interessato .

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