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Parma 1985-2015: come stiamo cambiando? - Sicurezza/2

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Parma 1985-2015: come stiamo cambiando? - Sicurezza - seconda puntata

Nella prima puntata abbiamo introdotto la questione sicurezza soffernandoci soprattutto sulla situazione attuale e guardando le ultime notizie di cronaca nera da noi pubblicate e gli ultimi dati sull'ordine pubblico all'interno delle tradizionali classifiche nazionali di fine anno sulla qualità della vita. Ora è il momento di capire un po' meglio "come eravamo", per poi valutare se e quanto la situazione sia effettivamente peggiorata.

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Seconda puntata - I cambiamenti degli anni Novanta

Terza per gli omicidi (5), quinta per le rapine (93), seconda per le associazioni a delinquere (33). E 8.664 furti aggravati: quasi 24 al giorno, ma comunque meno di un terzo di Bologna, circa la metà di Modena e mille in meno di Reggio.
E' la “classifica” della sicurezza e dei reati, a Parma e in Emilia Romagna nel 1990, esattamente 25 anni fa. Un quarto di secolo attraverso il quale cercare di capire come è cambiata la sicurezza di Parma (e forse un po' di tutte le città) e come ne è cambiata la percezione.

Se nella prima puntata avevamo infatti aperto una finestra sull'attualità, con il “bollettino” delle notizie di cronaca nera di questo inizio di 2015, adesso cerchiamo di dare i numeri. E di capire quanto sono confrontabili le situazioni di oggi e quelle di un passato che sicuramente era diverso, sicuramente non aveva alcune delle criticità attuali, ma forse ne aveva o nascondeva altre che nel frattempo sono state superate. Ecco i dati completi di quella statistica di 25 anni fa così come compariva sui giornali:

I numeri del 1990 parlano dunque di 5 omicidi: tanti, per una "tranquilla" città di provincia. In realtà, negli ultimi 25 anni Parma ha poi spesso registrato al massimo uno o due di questi reati estremi, e il terzo millennio è iniziato con un anno (appunto il 2000) senza alcun omicidio. Ma proprio alla fine del secolo scorso, il 1999 aveva scosso il Parmense, e in particolare la comunità salsese, con il delitto Carceo, primo vero omicidio di mafia nei nostri territori. Poi, come già abbiamo ricordato nella prima puntata, c'è stato il 2006 orribile di Tommy e di altre 5 vittime innocenti: sembrava non finisse più quella lunga scia di sangue. 

Che per fortuna non si è più ripetuta in quelle dimensioni. E se saltiamo alla situazione attuale, vediamo che nel 2014 la parola omicidio è scattata "solo" per due liti finite male (due fratelli a Pellegrino e due clochard a San Leonardo: in entrambi i casi si sta procedendo per omicidio preterintenzionale e non per omicidio volontario o premeditato), oppure per un tablet conteso a Ponte Europa fra due rumeni e infine per la tragica lite fra due anziani, in viale Maria Luigia, per mille euro d'affitto. Storie decisamente circoscritte e slegate da ogni contesto di criminalità organizzata: non così era stato invece per l'omicidio Guarino del 2010, secondo tragico campanello d'allarme dopo il già ricordato omicidio Carceo, sulla presenza e i metodi di certi gruppi mafiosi o paralleli a queste associazioni criminali. Metodi che in realtà comparirebbero anche in un altro omicidio commesso nel 2014, ma di cui Parma ha ospitato - a fianco del Centro Torri - solo l'epilogo del delitto avvenuto in realtà in Lombardia, con il cadavere poi trasportato a Parma probabilmente per sviare le indagini.

Quanto all'anno in corso, toccando ferro c'è da sperare che prosegua come in questi primi mesi, senza alcun delitto mortale.

Torniamo al 1990, passando alle 93 rapine: significano quasi 8 al mese. Ma se c'è un reato che davvero da diversi anni dimostra l'efficienza e la professionalità  delle nostre forze dell'ordine è quello delle rapine in banca: se un aspirante rapinatore guarda la rassegna stampa su Google, capisce subito che da Parma è meglio girare al largo, perchè fra polizia e carabinieri oltre l'80% dei rapinatori di banche o gioiellerie non va mai molto lontano.. Eccone un esempio fra i tanti, tratto dal Tg Parma:

Tornando alle cifre del 1990, Parma vi figura “bene” in due categorie di reati (bancarotta fraudolenta e reati finanziari) che ricorreranno invece spessissimo nel periodo 2003-2012, gli anni in cui la nostra città è poi salita troppo spesso agli “onori” delle prime pagine, fra il crac Parmalat e le ripetute inchieste con arresti in Comune.

Infine, nel '90 è basso il numero di un reato che spesso nasconde infiltrazioni mafiose o simili (12 estorsioni quando molte province ne registrano lo stesso oltre 20), mentre sembrano suonare un campanello d'allarme le 33 associazioni a delinquere. Ma nonostante questo e nonostante il successivo caso Carceo, sarebbero occorsi altri 25 anni per capire - ed è storia recentissima - che le infiltrazioni soprattutto di 'ndrangheta stavano avvenendo sotto il nostro naso...

Quel sequestro crudele e quella strage ancora nascosta

Ma poiché i numeri non dicono tutto, per capire anche il clima di quegli anni occorre ricordare che nel 1990 la città stava vivendo due grandi drammi: il sequestro di Mirella Silocchi, che purtroppo non farà mai più ritorno a casa, e il giallo della sparizione dell'intera famiglia Carretta. Per quest'ultimo episodio, però, il 1990 è ancora il periodo in cui prevale l'ipotesi della fuga dorata in qualche isola esotica: e solo un decennio più tardi si capirà che aveva visto giusto l'allora giovane pm di turno la sera del ritrovamento del camper a Milano: Antonio Di Pietro , che aveva subito ipotizzato la strage familiare. Per averne la conferma sarebbero occorsi appunto 10 anni e la raggelante confessione televisiva di Ferdinando Carretta, dopo la casuale scoperta della presenza del giovane a Londra.

Il Tg Parma rievoca il sequestro Silocchi :

In quel 1990 arriva poi a processo il “raid dei puffi” (rapine fra Montecchio e Parma e poi una fuga culminata negli spari verso l'auto di un 26enne parmigiano, da quel giorno in carrozzina con la sola colpa di essersi trovato sulla strada dei rapinatori e di avere tentato la fuga).
Insomma, accanto ai numeri c'è la sensazione che almeno alcuni episodi di allora portassero con sé una violenza oggi forse, e per fortuna, più rara.

Ecco perchè, per capire davvero la differenza fra ieri e oggi, dovremo allora nella prossima puntata addentrarci nei rivoli della cosiddetta microcriminalità: “micro” per le catalogazioni degli addetti ai lavori, ma sicuramente "macro" per chi ne subisce le conseguenze.

PUNTATE PRECEDENTI:

1 - Fra percezione e statistiche

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  • Maurizio

    13 Maggio @ 08.33

    Complimenti altro bell’articolo davvero che ci fa tornare indietro con i ricordi anche se dolorosi, suggerimento per il prossimo libro, anzi i prossimi due libri, una inchiesta come questi due articoli pubblicati e un altro libro simile magari anche fotografico su come è cambiata parma, dal parcheggio della pilotta a piazzale della pace, stazione vecchia, stazione nuova, semafori rotonde….. non necessariamente deve essere un dibattito politico ma una bella cosa per vedere dove ci siamo voluti ed involuti, lasciando perdere la cecità politica è innegabile che tutti abbiano fatto come belle e brutte, un libro fotografico con qualche commento approfondito non sarebbe male, Balestrazzi una copia io la compro…

    Rispondi

  • Odisseo

    12 Maggio @ 23.49

    Con Casa a dirigere l'orchestra ormai siamo diventati la Gardaland degli spacciatori e dei malviventi! ecco probabilmente a Cosa si riferisce quando annuncia in pompa magna che il turismo è aumentato (altro assessorato che il nostro pluriassessore gestisce da ben 3 anni con risultati imbarazzanti). I danni di questa giunta,dovuti alla piu totale incompetenza, sono ormai irreparabili. Se ne pagheranno le conseguenze per decenni.

    Rispondi

    • Michele E

      13 Maggio @ 09.35

      Michele pizzarotto, scrivi sotto altro nome (lo stile è indubbiamente lo stesso) e ti metti le mani avanti per quando sarai sindaco tu, dicendo "è colpa dell'amministrazione precedente?". Ma in proporzione il costo dell'utilissimo Ponte a nord allora vale come scusa per i prossimi secoli?

      Rispondi

  • federicot

    12 Maggio @ 17.15

    federicot

    Apprezzo il tentativo....non è molto rigorosa la ricostruzione ( perchè si mischiano un po' di cose diverse) , ma diciamo che alcune "verità" si riescono ad intravedere. Poi c'è gente che nemmeno di fronte alla verità vuol vedere, ma pazienza.

    Rispondi

  • giuseppe

    12 Maggio @ 16.51

    Dici, Samuele? Ho molti dubbi in proposito! Vieni a dare un'occhiata qui in Via D'Azeglio e poi...cambierai idea!

    Rispondi

  • Samuele

    12 Maggio @ 13.07

    Qualcuno dovrebbe andare a vivere per un po anche nelle città vicino a noi come reggio emilia per capire cosa vuol dire degrado...

    Rispondi

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