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17enne precipitato: il sospetto del parkour. Ecco cos'è

17enne precipitato: il sospetto del parkour. Ecco cos'è
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Una morte assurda, forse avvenuta dopo uno stupido gioco: cresce il sospetto che il 17enne precipitato stesse affrontando il parkour o freerunning, una pericolosissima disciplina estrema. A inventarla furono 9 ragazzi francesi, il collettivo Yamakasi. Saltavano da un tetto all'altro di Parigi: la chiamavano Art du deplacement. Nel 2001 furono anche protagonisti di un film "Yamakasi-I nuovi samurai". Ma la pericolosa moda di saltare tra i tetti è protagonista di un'altra pellicola molto più recente "Brick mansion", ultimo film di Paul Walker, l'eroe di Fast and Fuirious, poi morto in un incidente d'auto.

Per capire di cosa si tratta, ecco alcuni video pubblicati su Youtube da ragazzi parmigiani

Video 1

Video 2

Video 3

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  • CocaHavana

    05 Giugno @ 12.33

    Lui non faceva parkour!! Basta dire stupidate solo per riempire i vostri articoli di parole!! Chi ve l ha detto che facevay parkour!

    Rispondi

  • tau

    05 Giugno @ 00.02

    ma via redazione che dite... io fossi in voi elimineri o riscriverei il tutto. sempre più persone conoscono e ci sostengono la nostra disciplina, e cari miei voi fate una grossa figura di merda perchè siete i primi a non essere informati davverò. scrivete di professione, ma scrivete cose a caso. la vostra laurea potete anche buttarla. per colpa di persone non professionali come voi tanta gente perde un sacco di credibilità e voi non ve ne rendete nemmeno conto. non è affatto giusto che voi possiate dire quello che vi pare e non veniate puniti ove sbagliate. io invece se faccio una cavolata a lavoro sono fuori... vi sembra corretto ? informatevi ingnoranti perchè la merda viene sempre a galla....

    Rispondi

    • 05 Giugno @ 06.41

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Caro il mio anonimo, volgare e arrogante lettore, se noi passassimo il giorno a "scrivere cose a caso" non credo che un giornale esisterebbe ancora dopo oltre 250 anni. Può capitare, questo sì, di scrivere ALCUNE cose sbagliate, esattamente come in ogni altro mestiere. L'abbiamo fatto sul parkour? Ok, correggici. Però: 1) inizia tu ad attuare con gli altri il rispetto che pretendi (giustamente) per te e per la tua disciplina 2) non fare lo stesso errore che imputi a noi: dimostri di capire di giornalismo tanto quanto forse noi abbiamo capito di parkour. Oppure, se pensi di avere capito tutto, prova a metter su un sito o un giornale e poi vediamo come va 3) impara l'educazione. Infine una cosa: sicuramente avrete ragione quando spiegate che il parkour è una disciplina meravigliosa e serissima. Però dev'essere fatta da vigliacchi, visto che non c'è uno che si firmi con nome e cognome. Molto più comodo sparare sentenze, condite di parolacce, restando anonimi, vero? E allora, da uno così di lezioncine non ne accetto. Ripresentati con più educazione e con più equilibrio, spiega meglio che cosa non va nei nostri articoli, correggici e sarà il primo a ringraziarti e a chiederti scusa. Così no. Grazie

      Rispondi

  • Jack

    04 Giugno @ 21.59

    Tranquillo che sanno chi sono caro "Redazione GazzettaDiParma"

    Rispondi

    • 05 Giugno @ 06.47

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - 1) Sono tranquillissimo 2) Mi chiamo Gabriele Balestrazzi: quando scrivo un mio articolo ci metto firma o faccia (in tv). E allora io sì che posso dire che i lettori sanno chi sono. Tu per ora invece sei un nickname. Anonimo e arrogante. Che magari ha ragione sulla questione del parkour, ma che rimane anonimo e arrogante. E che dietro un anonimato si permette di insultare e di salire in cattedra. Morale: noi dovremo sicuramente imparare meglio che cos'è il parkour, tu nel frattempo impara l'educazione e scendi dal piedistallo.

      Rispondi

  • Matteo

    04 Giugno @ 21.05

    Ma io credo di essere stato abbastanza chiaro su dove avete sbagliato ad argomentare, eliminate gli stereotipi, il Parkour non è saltare tra un tetto e l'altro, è molto diverso e non è più pericoloso di molti altri sport e discipline La presidente Uisp Parma, Enrica Montanini Scrive: "Vorremmo evitare che si diffondesse un'informazione sbagliata su una pratica sportiva così amata dai giovani che se praticata nel modo corretto, può essere molto stimolante e contribuire a contrastare l'abbandono sportivo, diffuso soprattutto nella fascia di età adolescenziale e pre-adolenscenziale". Voi invece ne parlate come una "pericolosissima disciplina estrema", più pregiudicoso di così... PS: Si chiama fast and furious, non fast and fuirious, non ne so nulla di giornalismo ma sono quasi sicuro che sapere l'inglese aiuta

    Rispondi

    • 05 Giugno @ 07.13

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - A proposito di imparare, 1) dalla presidente dell'Uisp qualcuno di voi può imparare che si può rettificare un articolo sbagliato senza insultare nessuno (ed è più efficace il suo intervento che moti dei vostri) 2) La battuta sull'inglese è un altro esempio della vostra arroganza e del sentirvi su una cattedra della quale sarebbe interessante verificare i titoli. Se anzichè titoli digito in fretta tiloti tu pensi che non sappia l'italiano...? Allora riassumo: abbiamo sbagliato un articolo? (e in un altro commento ho spiegato come è stata quella serata a chi ne sa di giornalismo come noi di parkour...) Ok, correggeteci e criticateci quanto lo meritiamo. Ma venite giù da cattedra e pero: prima di fare i professori di giornalismo e di vita qualcuno di voi dovrebbe almeno imparare l'educazione. Poi penserà a insegnare... Vale tanto più per quelli anonimi....

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  • Matteo

    04 Giugno @ 19.55

    Il problema è il modo che avete usato per argomentare, il semplice fatto che avete usato lo stereotipo del "saltare tra un tetto e l'altro" per spiegare cos'è il Parkour sta a significare che non c'è stata minimamente una ricerca su ciò che è veramente la nostra disciplina, una qualunque persona che legge questo articolo si mette subito idee sbagliate in testa, dovete stare attenti a ciò che dite perché i pareri della gente sono legati alle parole di voi giornalisti in quanto avete il compito di diffondere notizie, se non sapete le cose dovete stare zitti o rischiate di metterle in cattiva luce, come avete fatto con il Parkour in questo articolo, il messaggio che ne esce da questa pagina è "il Parkour è uno sport pericoloso in cui si rischia la morte" non "il Parkour deve essere praticato con attenzione"

    Rispondi

    • 04 Giugno @ 19.59

      REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Se il discorso è come questo che fa lei, siamo i primi a desiderare che i lettori (questo spazio è fatto apposta!) facciano delle precisazioni e ci correggano se abbiamo sbagliato. Ai maleducati e agli arroganti, invece, rispondiamo come meritano. Grazie

      Rispondi

      • Matteo

        04 Giugno @ 21.37

        Ma scusi, che dobbiamo farlo noi il suo lavoro? voglio dire, prima di scrivere un articolo che diffama qualcosa andando ad usare stereotipi subdoli e banali perchè non si è fatto un giro sul web? Oggi giorno è estremamente facile documentarsi approfonditamente sul Parkour, e non parlo di wikipedia che spesso scrive bagianate anche lui, ma parlo di interviste, documentari, anche italiani ce ne sono moltissimi, in cui si parla davvero dello spirito e il fine ultimo della nostra disciplina. Mi chiedo se avesse davvero a cuore informare la gente su cosa fosse successo o se si fosse solo attaccato al "SOSPETTO" che il ragazzo facesse Parkour solo per accodarsi ad altri suoi colleghi che hanno sparato a zero senza sapere. Non sono qui ad offendere come altir miei compagni tracciatori qui sotto, ma solo a dirle che trovo irritante che nel 2015 un giornalista che dovrebbe conoscere prima i fatti e poi scriverli per divulgarli non abbia trovato altro da dire sulla disciplina se non stereotipi.

        Rispondi

        • 05 Giugno @ 07.00

          REDAZIONE GAZZETTADIPARMA.IT - Allora, visto che finalmente c'è uno che non insulta, non nasconde nome e cognome, e fa semplicemente una critica seria, a lei rispondo volentieri. 1) Non metto in dubbio che lei conosca l'argomento 100 volte meglio di me, e quindi posso immaginare che sul contenuto lei abbia ragione; 2) Però, allo stesso modo in cui lei invoca (giustamente) che il parkour venga conosciuto e descritto epr quello che davvero è, io le rispondo: lei sa cos'è il giornalismo? Allora capirà che ciò di cui stiamo parlando non è semplicemente un'inchiesta sul Parkour, magari preparata per settimane, perchè se fosse così lei avrebbe ragione al 100%. Qui stiamo parlando di una vicenda specifica, enorme e tragica, che si viene a sapere verso le 20. Un giornale chiude alle 23. Un giornale di provincia non ha 200 redattori. Quindi ci sono due redattori che si recano immediatamente sul posto e cercano di avere tutte le informazioni possibili sul fatto. E chi resta dentro (dovendo fare a meno anche di quelle due persone che sono state inviate fuori) deve rivedere tutte le pagine (che ovviamente non prevedevano una tragedia alle 20). Quando arriva l'ipotesi del parkour (non inventata dai giornalisti, ma citata da inquirenti) c'è appena il tempo di confezionare una scheda, per la quale ovviamente ci si appoggia agli strumenti che internet offre oggi, a volte con dei rischi. Come nel caso di wikipedia (a proposito, avete scritto mail di fuoco e piene di insulti anche a loro o solo a noi....?). Morale: un conto è criticarci perchè quella scheda non era corretta o spiegarci che cos'è davvero il parkour (che non significa "fare voi il nostro lavoro": significa contribuire a un equivoco che evidentemente non è solo in Gazzetta se anche wikipedia o altri scrivono sciocchezze. E wikipedia non è fatta da giornalisti). Un'altra cosa è vomitare insulti (non mi riferisco a lei) o sparare sentenze su un mestiere che evidentemente conoscete tanto quanto noi conosciamo il parkour... Comunque a lei dico grazie. Ai suoi "colleghi" dico di imparare l'educazione. E a rispettare gli altri come io rispetto loro e non mi permetto di insultare nessuno.

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