lettera aperta

Arrivo di altri detenuti per mafia? Il no del Garante

Il carcere di via Burla

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Le notizie che circolano sono quella della prossima chiusura delle sezioni di Alta Sicurezza del carcere di Padova e del conseguente trasferimento dei detenuti che vi sono reclusi. E per quelli dell'A81, appartenente alla criminalità organizzata di tipo mafioso, la destinazione più probabile sarebbe quella di via Burla a Parma. Ed è su questo tema che interviene con una lettera aperta il Garante dei detenuti Roberto Cavalieri.

Che spiega i motivi del suo no.

 "Ad oggi risulterebbero essere stati realizzati già due trasferimenti fatto che ha di conseguenza intensificato le
preoccupazioni sul degrado delle proprie condizioni di reclusione dei detenuti presenti a Parma. Come noto presso gli istituti penitenziari di Parma è presente una sola sezione per detenuti A81 sulle sei sezioni di Alta sicurezza, le restanti 5 sono per detenuti A83 (detenuti condannati per reati associativi). A questa "nicchia" di detenuti, per ovvi motivi organizzativi dei reparto Alta sicurezza, restano poche occasioni di partecipazione ad attività che sono da considerarsi marginali rispetto a quelle destinate agli altri detenuti del circuito A83.
A quanto risulta allo scriventelie attività trattamentali presenti a Parma peri detenuti A81 sono: 
- incontri del progetto Etica e Legalità gestito da alcuni volontari e che terminerà nei corso di quest'anno
- una attività con cadenza settimanale di produzione di prodotti da forno per la locale mensa per i poveri del Frati Francescani -
- un corso di formazione professionale, se finanziato, della durata di 300 ore per anno (pari a 4 mesi di attività)
- una attività sportiva strutturata di ginnastica con cadenza settimanale.

Non è presente alcuna attività lavorativa significativa e solo ed unicamente, quando presente, ristretta ai lavori alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria per portavate e poco più. Setto il profilo dello studio questo è in gran parte rappresentato dalla autonoma iniziativa dí alcuni detenuti che sono iscritti a percorsi universitari.
Sotto il profilo della collocazione nelle celle questa è in parte soddisfatta in termini di assegnazione in cella singola, molto spesso sostenuta e obbligata anche da esigenze dl salute, patologie psichiatriche e di studio dei detenuti.
Ora, non entrando nel merito delle motivazioni che hanno orientato il Dipartimento verso la chiusura della sezione Alla Sicurezza del carcere di Padova, non posso non segnalate che il trasferimento di questi detenuti presso il carcere di Parma rappresenta una scelta non condivisibile sotto diversi profili che illustro di seguito:
l'offerta trattamentate presente nel carcere di Parma non è in alcun modo paragonabile a quella presente nel penitenziario di Padova e pertanto si penalizzerebbero in modo profondo le scelte. anche intraprese da anni, da parte di questi detenuti che qui a Parma non troverebbero altro che poche attività di trattamento spesso senza disponibilità di posti e con una erogazione assai rarefatta nel corso della settimana;
- il carico sanitario presente nel carcere di Parma, conseguente alla detenzione di persone con serie e complesse problematiche di salute e bisognose di prestazioni che spesso sono urenti sotto il profilo della tempestività di erogazione, si aggraverrebbe con una ricaduta negativa per tutti i detenuti oltre che per il personale sia sanitario che dell'amministrazione penitenziaria;
- le condizioni di vita dei detenuti AS1 sarebbero compromesse dovendo collocare due detenuti per cella con ricadute negative sia sul piano delle relazioni che della qualità psico-fisica della vita detentiva (in particolare per gli studenti e per i detenuti con problematiche sanitarie);
- i detenuti del circuito AS1 e reclusi a Parma non hanno prospettive di sviluppo trattamantale e di partecipazione ad attività le quali, anche se proposte dal volontariato o dalla Comunità esterna, non sono realizzabili per problematiche organizzative legate ai divieti di incontro con i detenuti AS3, alla mancanza di spazi idonei e alle note questioni di disponibilità di personale addetto alla sorveglianza che possa permettere una "apertura" alle attività che vada oltre al normale, e ristretto, orario attuale che va dalle 9.00 alle 15.00 con un'ora dl pausa.
Solo a titolo di esempio rispetto a quanto esposto si vuole ricordare che ad oggi risulta essere non rispettata l'ordinanza dl ottemperanza N. 2014-4427 SleIS - N. 2014/1743 ORA emessa in data 15 luglio 2014 dal competente Magistrato di sorveglianza di Reggio Emilia a seguito di reclamo presentato da un detenuto. ancora presente a Parma, ai sensi dell'ari. 35 della legge 26 luglio 1975. In tale ordinanza il Magistrato concedeva al detenuto di potere studiare in una sala dedicata e fornita di PC personale per un numero di ore discreto oltre alle ore dl aria previste dal R.E.
Per quanto illustrato si chiede alle SS.VV, di volere scongiurare il piano di trasferimento di detenuti AS1 presso ii penitenziario di Parma al fine di garantire il livello attuale dei diritti dei detenuti anche se non del tutto soddisfacente e non sempre conforme ai dettami normativi. "

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