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Camorra, sequestrati a Parma beni del clan Zagaria

Camorra, sequestrati a Parma beni del clan Zagaria
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Le mani della camorra su Parma. Il Centro Operativo di Napoli della Direzione Investigativa Antimafia ha sequestrato in città diversi appartamenti, garage, società, quote di fondi monetari, obbligazioni e polizze vita riconducibili alla famiglia di Michele Zagaria, capo del clan che aderisce all'organizzazione camorristica dei Casalesi e latitante dal 1995. I decreti di sequestro patrimoniale sono stati emessi, su proposta del direttore della Dia, il generale ddalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a carico di cinque persone ritenute affiliati o prestanome della famiglia.

COMPLICE IL PARMENSE BAZZINI - I beni, sequestrati anche nelle province di Caserta, Massa Carrara e Cremona, hanno un valore di oltre 20milioni di euro e sono stati acquisiti  con capitali provenienti da traffici illeciti con la complicità dell'imprenditore parmense Aldo Bazzini, suocero di Pasquale Zagaria  (anche lui destinatario di un provvedimento di sequestro beni). Bazzini aveva costituito una fitta rete di ditte e società costituite ad hoc nel settore delle costruzioni edili e dell'intermediazione immobiliare: il denaro veniva investito soprattutto in immobili di lusso localizzati in alcune zone di maggior pregio turistico come la riviera della Versilia o la campagna cremonese dove era stata ristrutturata una vecchia scuola trasformandola in due lussuose abitazioni finemente arredate.

NEL MIRINO CASE, CONTI CORRENTI E POLIZZE VITA - Altro denaro contante era stato depositato su numerosi conti correnti e polizze vita per un valore di circa due milioni di euro. Bazzini a fronte di un forte indebolimento bancario otteneva l’intervento risolutivo e diretto di Pasquale Zagaria, attuato attraverso l’apporto di considerevoli somme di denaro, spesso in contanti, corrisposto con modalità tutt’altro che limpide. Bazzini e Zagaria hanno avuto rapporti d’affari fin dalla fine degli anni ’90 e questi si sono intensificati nel tempo tanto da costituire una società nel 2002 nella quale Zagaria riveste la qualifica di socio occulto.

L'ELENCO DEI BENI SEQUESTRATI 

Società:
Nuova Italcostruzioni Nord s.r.l. con  sede in Parma in via Nino Bixio, 41,
Alla società, oltre a sequestrare un c/c, presso la Banca Popolare di Ancona con un saldo attivo di €. 1.015,18, sono stati sottoposti a vincolo reale i seguenti immobili a Parma in strada Ugozzolo, 22:
appartamento con annesso sottotetto, riportato in catasto urbano al fg. 41, mappale 695, sub 3 di circa mq. 80;
appartamento con annesso sottotetto, di circa mq. 80.
una villa a schiera di circa 250 mq composta da un primo e secondo piano con annesso giardino. All’interno dello stesso fabbricato, nr. 3 box auto e 8 posti auto.

Ducato Immobilare s.r.l con sede in Parma alla via Nino Bixio n. 41,
Oltre ad un appartamento composto da un salone, 2 camere + accessori, sito in Parma in via Nino Bixio n. 41, sono stati sequestrati i seguenti titoli costituiti in pegno da Aldo Bazzini presso la Unicredit Filiale di Parma, e precisamente:
quote del fondo comune monetario Pioneer intestato a Aldo Bazzini;
quote per ctv complessivo di euro 203.704,04
obbligazioni "Bei Traguardo" del valore nominale di 95.000 euro su deposito titoli intestato Aldo Bazzini;
obbligazioni Unicredit del valore nominale di 150.000 euro sul deposito titoli intestato Aldo Bazzini;
polizza vita Unidiamond Credit Ras Vita sottoscritta in data 28.11.2003 del valore di 150.000 euro stipulata da Aldo Bazzini;
polizza vita Unidiamond Credit Ras Vita sottoscritta in data 16.09.2005 del valore di 255.000 euro stipulata da Aldo Bazzini;
polizza vita Unidiamond Credit Ras Vita sottoscritta in data 20.01.2005 del valore di 350.000 euro stipulata da Aldo Bazzini
Cct  per valore nominale complessivo 129.000 euro su deposito titoli in pegno  e relative cedole;
polizza Undiamond Credit Ras Vita sottoscritta in data 10.05.2004 contraente e beneficiario Aldo Bazzini, del valore nominale di 60.000 euro ;
obbligazioni Sns Bank Step 09 del valore nominale di 60.000 euro su dossier titoli  intestato ad Aldo Bazzini acceso presso la Unicredit e relative cedole;

Ditta individuale “Aldo Bazzini”con sede in Parma in via Emilia Ovest 22  La suddetta ditta, da circa 2 anni  non esercita nessuna attività.

S.r.l. Maisonnette Immobiliare con sede in Parma in via Magawli, 4. Oltre a due Fiat Grande Punto, intestate alla società, sono stati sottoposti a sequestro:
nr. 3 conti correnti:
Cariparma - Credit Agricole con un saldo attivo di  €. 403.574,25;
Banca Popolare di Vicenza con un saldo attivo di €. 41.000,00;
Sono stati sottoposti a sequestro anche le seguenti unità immobiliari:
Complesso “Residence Magawly” sito in Parma in via Magawly composto da:
nr. 4 appartamenti
nr. 6 autorimesse;
nr.1 - locale deposito;
appartamento con annesso sottotetto di circa mq. 80.
Complesso “Residence Lisoni” sito in Parma in via Lisoni composto da:
nr. 1 appartamento; nr. 3 autorimesse; nr. 2 posti auto.
Complesso “Antica Marina” sito in via Firenze n. 29 (loc. Ronchi di Massa Carrara composto da:
nr. 8 appartamenti;
nr. 9 posti auto.

Sono anche stati sequestrati:
appartamento di tre vani, ubicato in Parma alla strada Cava ed inserito nel complesso immobiliare “Residenza I Gelsi“  intestato a Paolo Bazzini;
vano locale di mq. 14 (autorimessa), ubicato in Parma alla strada Cava ed inserito nel complesso immobiliare “Residenza I Gelsi”, intestato a Paolo Bazzini;
vano locale di mq. 14 (autorimessa), ubicato in Parma alla strada Cava, intestato a Paolo Bazzini.

appartamento di 4 vani a Parma in via Emilia Est nr. 53, intestato a Andrea Bazzini;
locale autorimessa di mq. 24 in viale Mentana n. 92, piano S2,  intestato a Andrea Bazzini.

immobile sito in Ribecco d’Oglio (CR) fraz. Monasterolo, vicolo scuole, di vani 7 di Francesca Linetti. 
 

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  • Giorgio Russo

    17 Dicembre @ 12.05

    Scarpis non ha necessità delle mie difese ma va detto che con tutta probabilità negava certe cose perchè erano in corso dei pedinamenti o altro.In tal modo certi soggetti sono si sentivano tranquilli.Bene l'epilogo dell'arresto di certi soggetti. Ciao a tutti

    Rispondi

  • callcenter

    15 Dicembre @ 19.52

    X Edi: Saviano in fondo,nella sua attenta e documentata analisi,non ha detto altro che i soldi rubati,accumulati con il sangue, e devastando l'ambiente hanno trovato "giusta"collocazione in alcune città e forse sotto questo aspetto non direi che la cosa è limitata a pochi delinquenti.

    Rispondi

  • michele

    15 Dicembre @ 18.54

    x callcenter: premesso che i soldi non fanno schifo a nessuno, quindi specie in periodi di crisi qualcuno che si tura naso, orecchie e occhi e si presta a "cambiare lavoro" lo trovi dappertutto, anche la 'ndrangheta sta trovando terreno fertile in Germania, ma non perchè i crucchi siano complici, semplicemente perchè non facendo minimamente parte della loro cultura non la vedono come pericolo (spero che dopo Duisburg sia meno vero) e non sanno combatterla, tutto qui. Quando da queste parti gestisci un cantiere non ti aspetti che venga qualcuno a dirti che vuole soldi per non darti fuoco ad un camion, e prima che arrivasse certa "immigrazione" era davvero così. Per come ne parli tu (e anche Saviano a volte) sembra che i parmigiani siano lì in piazza ad accogliere i camorristi col tappeto rosso, perchè sicuramente soldi ne portano (rubandolo alle tasse italiane ed europee, non costruendo qualcosa). Non è così, la cosa è limitata veramente a pochi delinquenti "nostrani" che vanno scovati e incarcerati al più presto, capito sig. Prefetto?

    Rispondi

  • mattia

    15 Dicembre @ 17.22

    "beh caro callcenter, la camorra non l'abbiamo inventata noi parmigiani, i camorristi in soggiorno obbligato non li abbiamo cercati noi, l'immigrazione di certi personaggi dal sud Italia nemmeno. Poi abbiamo un Illustrissimo Prefetto che, fino a pochi mesi fa, ha gettato acqua sul fuoco asserendo che, a Parma, non c'era nessuna infiltrazione mafiosa, per poi essere smentito dai fatti, senza però avere il coraggio di fare retromarcia e cospargersi il capo di cenere. DIMISSIONI!

    Rispondi

  • LUIGI67

    15 Dicembre @ 15.37

    ...il Prefetto Scarpis si è candidato a divenire Ministro degli Interni....ha veramente un fiuto poliziesco da Tenente Colombo......bene bene.....

    Rispondi

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