11°

Parma

L’ultimo cavaliere del deserto

L’ultimo cavaliere del deserto
Ricevi gratis le news
0

  Pino Agnetti

Check-point numero 14. Il penultimo di una corsa insieme spaventosa e bellissima. In una parola, epica. Paolo è là sotto la tenda tuareg, nient’altro che una pesante coperta di lana di montone legata a quattro paletti di legno infissi nella sabbia secondo lo stile dei nomadi del deserto. L’uomo che in meno di un decennio ha corso qualcosa come circa quaranta fra maratone e ultra-maratone, senza mai abbandonarne una, è totalmente stravolto dalla fatica. La faccia accartocciata in una smorfia di dolore. Le braccia e le gambe che si muovono penosamente in un ralenti irreale. La pelle cotta dal sole sotto la quale anche l’ultimo muscolo sembra essersi squagliato. Tutto lascia intendere che, stavolta, il ritiro è stato (e forse lo è ancora) davvero a un passo. 
Salto giù dalla 4X4 insieme a Enrico Delfini, l’amico e sponsor generoso di questa impresa tutta parmigiana nel grande Erg del sud marocchino, e mi precipito sotto la tenda pensando già a qualche battuta di circostanza. Tipo: «Sei stato comunque grande», oppure «Pensa a quanti hanno già mollato prima di te». Ma l’emozione e l’ansia mi ricacciano in gola ogni parola. Paolo e io ci abbracciamo a lungo piangendo come due bambini. Lui geme e mi sussurra all’orecchio: «E’ stato terribile, Pino, terribile… Stanotte pensavo quasi di morire per il freddo». 
Enrico si avvicina con una bottiglia d’acqua in mano. «Avete della Coca-Cola?», rantola ancora Paolo con l’espressione di chi è giunto ormai all’ultima supplica. Proviamo a frugare fra le magre vettovaglie rimaste, ma niente da fare. In compenso, Said e Hamza, le nostre due fedeli guide, accendono il fuoco e preparano un tè caldo. 
Arriva un’altra coppia di concorrenti, un uomo e una donna francesi. Entrambi stramazzano come fulminati sulle stuoie cosparse di polvere e di bende e cerotti sporchi di sangue. I segni di un martirio infinito di piedi devastati dalle vesciche e di schiene piagate dai legacci degli zaini. Mentre quelli se ne restano a terra boccheggianti, Paolo si rialza. Dopo quasi 300 disumani chilometri corsi non-stop dormendo non più di mezz’ora al giorno, ha deciso di ripartire e di andare avanti! Perché è questo che gli comandano la mente e il cuore fin da quando questa autentica follia disegnata con spirito quasi diabolico da Alain Gestin (il gran mago di origini bretoni dell’ultra-trail) ha preso il via da M’hamid. L’ultima porta di accesso al Sahara e punto di partenza ancora oggi delle carovane dirette verso la mitica Timbouctou.
Enrico e io quasi non crediamo ai nostri occhi, mentre il guerriero con le insegne di Parma sull’armatura di fibra sintetica si prepara per l’ultima cavalcata. In pochi istanti, mi ripassano davanti agli occhi gli scenari e gli incontri di un’avventura, comunque vada a finire, favolosa e indimenticabile. Le dune incantate di Chergaga, una visione mozzafiato di onde rosseggianti alte fino a 300 metri. L’immensa distesa lunare del lago salato di Iriki, capace una mattina di regalarci l’incredibile miraggio di un giovane artista tedesco in marcia solitaria con una tavola da surf sotto il braccio! Il volto triste di Aisha, la piccola nomade analfabeta condannata a passare tutta la vita imprigionata dentro quella gabbia invalicabile di sabbia, con solo le capre e i dromedari selvatici a farle compagnia insieme agli scorpioni e a miliardi di mosche fameliche. Le torri magiche dell’altopiano di Hammada, una specie di Monument Valley in pieno Sahara cinta da uno smisurato tappeto di pietraie arroventate. Insieme al vento spesso avverso e alla violenta escursione termica fra il giorno e la notte, il nemico forse peggiore dei 39 fantastici protagonisti - in rappresentanza di Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Svizzera, Spagna, Singapore e, per merito esclusivo del nostro Paolo Bucci, anche Italia - di una gara in tutto e per tutto «fuori scala». Senza compromessi, né limiti. E quindi, di un valore morale e umano, prima ancora che sportivo, assoluto. 
Quando Paolo si rimette il cappellino bianco sulla testa pelata, circa un quarto dei concorrenti hanno già rinunciato da un pezzo. Un altro quarto abbondante è segnalato a oltre un giorno di distanza. Il nostro ultimo rendez-vous è fissato una ventina di chilometri più avanti. Il «baroudeur» parmigiano ci arriva perfino in anticipo e, a quel punto, ci dice: «Datemi le bandiere». Le stesse con cui, l’anno prima, aveva tagliato il traguardo della leggendaria «Extreme-runner 555» nel deserto egiziano. M’hamid è ormai laggiù che ci aspetta con le sue povere casupole di terra pressata con la paglia. Paolo si lega alla cintura il drappo sgargiante del Tibet e prende fra le mani il Tricolore. E via di nuovo per l’ultimo sprint fra le dune. Con quel mantello bianco, rosso e verde tenuto ben alto che adesso sembra sospingerlo come una vela e con Enrico e io che, al colmo della gioia e della commozione, gli urliamo dietro l’ultimo «Bon courage!». I ragazzini che stazionano perennemente sulla via principale del villaggio se lo vedono sbucare all’improvviso dai raggi ormai bassi del pomeriggio. Dapprima, lo scrutano stupefatti. Poi, si mettono a battergli le mani e a incitarlo per nome. Sarà così fino alla fine. Fino all’ultimo stramaledetto metro dei 333 chilometri più strazianti, ma anche più felici (pure per chi l’ha seguito «sul campo» fino al traguardo) chilometri corsi fin qui da Paolo Bucci. Non il più veloce, non il più forte, tanto meno il più ricco (anzi, semmai l’esatto contrario!) atleta parmigiano di oggi. Ma il più resistente, sì. Di una resistenza che nasce innanzitutto dalla testa, per farsi disciplina interiore e sforzo quasi maniacale di spostare sempre più in là il limite ultimo della sfida con se stesso. In questo senso, dunque, il più grande. Pure per umiltà e gentilezza. Come è dei veri cavalieri senza macchia e senza paura. I quali esistono ancora. Anche se, per riuscire a scovarli, talvolta c’è un deserto da attraversare. E un giuramento di amicizia da mantenere e rispettare. 
 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

L'annuncio di Ilary Blasi: "Nadia Toffa è tornata a casa"

Nadia Toffa

LE IENE

L'annuncio di Ilary Blasi: "Nadia Toffa è tornata a casa"

"Video troppo osè": pop star egiziana condannata a 5 anni di carcere

MUSICA

"Video troppo osé": popstar egiziana condannata a 2 anni di carcere

Seredova su Buffon: "Sto meglio da cornuta"

Gossip Sportivo

Seredova su Buffon: "Sto meglio da cornuta"

Notiziepiùlette

Ultime notizie

E-commerce: quando il cliente si sente solo

"SILICON ALLEY"

E-commerce, da Apple a Amazon: quando il cliente si sente solo

di Paolo Ferrandi

Lealtrenotizie

Ruspe al lavoro sull'Enza: via al ripristino dell'argine

ALLUVIONE

Ruspe al lavoro sull'Enza: via al ripristino dell'argine

REPORTAGE

A Lentigione, dove si lotta con il fango

Colorno

Il libraio Panciroli: «Mai vista tanta acqua in Reggia»

TRAFFICO METEO NEWS

Buongiorno Parma! x

Traffico-Meteo-News: tutte le informazioni utili prima di uscire di casa

4commenti

SALSOMAGGIORE

Il rottweiler abbaia e scaccia i ladri

AVEVA 52 ANNI

Langhirano piange Tarasconi, per anni gestore del bar Aurora

BANCAROTTA

Crac Spip: in 4 pronti a patteggiare, per altri 3 rito abbreviato

LUTTO

Giulia, 15 anni e tanta voglia di vivere

MALTEMPO

Corniglio, staffetta solidale nelle stalle

PARMA

Non ce l'ha fatta Giulia, la 15enne investita da un'auto a Corcagnano

I genitori hanno autorizzato la donazione degli organi

3commenti

violenza sessuale

Arrestato insegnante di musica parmigiano: i due anni da incubo di un'allieva

2commenti

BASSA

Colorno, diverse famiglie evacuate. Due ponti restano chiusi Video

Aperto un ufficio per le pratiche sulla stima dei danni. L'intervista del TgParma al sindaco Michela Canova

FATTO DEL GIORNO

Acqua e fango a Colorno e Lentigione: milioni di euro di danni

Udienza preliminare per il fallimento della Spip: 4 patteggiano, altri scelgono il rito abbreviato

Colorno

Il maresciallo si getta nel torrente e salva un 35enne

La storia a lieto fine nella frazione di Copermio

2commenti

MALTEMPO

Superati i massimi storici dei fiumi emiliani

dopo l'alluvione

Lentigione, 100 carabinieri per evitare sciacallaggi. Risveglio nel fango: il video

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

I bitcoin spiegati a tutti. Ecco perché sono da maneggiare con cura

di Aldo Tagliaferro

L'ESPERTO

Imu e Tasi, entro lunedì il saldo. Tutto quello che c'è da sapere

di Daniele Rubini*

ITALIA/MONDO

MALTEMPO

Allerta per vento forte in Emilia-Romagna

SVIZZERA

Scontro auto-camion: due morti nel tunnel del San Gottardo

SPORT

COPPA ITALIA

Milan, tutto facile: ai quarti derby con l'Inter. Contestato Donnarumma

VIDEO

La Cittadella del Rugby ospita Reggio. Parla il coach Manghi

SOCIETA'

social network

Il selfie della ragazza con cancro alla pelle: la campagna di prevenzione è virale

ospedale

A casa dopo 57 giorni il 15enne in arresto cardiaco salvato al Maggiore

4commenti

MOTORI

SICUREZZA

Crash test EuroNCAP, alla cara vecchia Fiat Punto zero stelle

MOTO

La prova: Kawasaki Z900RS