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Piazza Duomo e la crisi culturale della città

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La vicenda tristemente ridicola di piazza Duomo è l'estrema conferma che la crisi di Parma è soprattutto culturale. Parma sembra avere smarrito una propria identità, mancando da troppo tempo un'idea condivisa di città. La politica culturale si è progressivamente ridotta ai minimi termini, perdendo progettualità.

Nella città che ha saputo produrre mostre straordinarie, come Correggio, Parmigianino, il Settecento parmense, ora sembriamo solo capaci di comprare pacchetti di mostre già fatte da altri (Botero, Mater), a cui prestiamo i nostri spazi espositivi. In una città che si autoproclamò capitale della musica, il Teatro Regio è sconsolatamente chiuso trecento giorni all'anno, il Festival Verdi è ridotto a poco più di parodia, chi fa musica ad alto livello è costretto ad una sorta di clandestinità. Persino la cultura del food sembra essere smarrita, se, in occasione dell'Expo dedicato al cibo, Parma è stata capace solo di ospitare una tappa delle Mille Miglia e le Frecce Tricolori, importando eventi bellissimi, per carità, ma che poco hanno a che fare con la peculiarità della nostra terra.

I prodotti alimentari sono parte fondante di una cultura come quella di Parma, una cultura che non ha più un suo luogo di rappresentazione: ogni città ha un mercato alimentare di qualità. Parma no e questo grazie allo svuotamento della Ghiaia. La capitale della Food Valley è riuscita anche in questo miracolo autolesionista e, in un clima di rassegnazione diffusa, la città sembra essersi abituata a farne a meno.

Gli spettacoli in piazza Duomo sono solo l'estremo segnale di uno sbandamento preoccupante. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una società privata esterna, che propone un pacchetto già confezionato di spettacoli di intrattenimento, che non hanno radici nella cultura della città. E a questa società privata, in barba a tutti, si concede a titolo gratuito l'unica Piazza a vocazione unicamente religiosa, la piazza di Antelami, del Battistero, del Duomo, un luogo fragile, una delle più belle piazze medioevali di Italia e quindi del mondo.

A poco serve richiamare l'autorizzazione della Soprintendenza. Perché in troppe occasioni la Soprintendenza ai beni architettonici non ha avuto la forza di svolgere il proprio ruolo di salvaguardia del nostro patrimonio storico ed ambientale. Non dimentichiamo il Ponte Nord e non dimentichiamo soprattutto Piazza Ghiaia, la mortificazione di quello che era il luogo delle relazioni più vive di Parma, oggi ridotto a uno spazio anonimo, da cui è stato scacciato persino il mercato coperto alimentare.

E' quindi riduttivo banalizzare la questione di piazza Duomo solo a un dibattito tra favorevoli e contrari, tra musica in piazza sì e musica in piazza no; così come non può essere una disputa tra cattolici e non cattolici e nemmeno una battaglia di permessi dell'Arpa, delle Commissioni di controllo, di autocertificazioni, cavilli burocratici, rimpallo di responsabilità.

Se c'è una lezione da cogliere da quanto avvenuto è che la mancanza di ascolto della città, delle persone che la abitano, così come delle sue radici storiche (il cosiddetto "genius loci"), portano a scelte arroganti e sbagliate, e, di qui, ad una sciatteria diffusa.

In fondo c'è un filo comune che lega lo sfregio inferto a piazza Duomo con la più generale mancanza di cura di una città sempre più sporca, insicura, abbandonata a sé stessa.

La città ha già tutto per avviare un processo di rinascita. La bella storia, solo apparentemente diversa, del Parma calcio, lo dimostra; una rinascita che parta da quella cultura civile che le è propria, che non deve andare a "comprare" fuori da sé, ma che deve semplicemente valorizzare, investendovi le proprie risorse umane ed intellettuali.

................................................

Questa l'opinione di Paolo Scarpa, presidente del circolo IL Borgo. Un tema di sicura attualità: tanto più dopo le polemiche sollevate appunto dalla vicenda di Parma and stars in Piazza Duomo. Voi come la pensate? Dite la vostra nello spazio commenti sotto questo articolo

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  • WALTER

    07 Luglio @ 14.22

    Condivido l'amarezza di Poalo Scarpa. Lucida e inquietante fotografia "in bianco e nero" della città. La mancanza di cultura è "portata" dagli uomini; un uomo senza cultura,erode quella degli altri, quella universale; non è semplicemente assenza di conoscenza colta ma disprezzo per incompetenza di quella che alligna nel DNA di una comunità come quella di Parma. Proprio Parma ne è la prova. Chissà se con qualche libro di più e qualche twitter di meno i nostri "politici" potrebbero far meglio. Chissà se trasformare Piazza Duomo in un salotto di lettura serale, con tanto di punti di luce soffusa e poltroncine e chiacchiericcio a bassa voce, non sarebbe stato meglio. Rotornare a quel silenzio "còlto" che respiravo camminando per il centro, anche con tante persone. Quante speranze perdute e quanto brutto vedo intorno a me.

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  • SILENZIOSO

    07 Luglio @ 12.44

    Pura, semplice, triste, amarissima verità. Abbiamo avuto sindaci e amministratori che, pur nelle diversità di credo politico, erano uomini di cultura e amanti del bello e non avevano certamente bisogno di andare a comprare surrogati di cultura al mercato di Traversetolo. Parma è stata produttrice ed esportatrice di cultura. Ora andiamo a comprare "Mater" alla Standa, le opere liriche all'outlet di Mondovì e mettiamo in scena i maghi per strada e J-Ax in Piazza Duomo. E' il massimo che riesce ad esprimere questa classe dirigente.

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    • stefano

      07 Luglio @ 16.33

      Scusami Silenzioso ma stai parlando di quella classe politica super acculturata ed amante del bello che ha progettato il ponte nord? che ha progettato una metro mai nata scavando e costruendo alcuni edifici (es. parcheggio scambiatore multipiano vicino allo spip) completamente abbandonati al degrado? che hanno rifatto piazza ghiaia? che hanno speso vagonate di soldi per un viale di Rose mai avuto? Che hanno creato un debito enorme nella nostra città? Potrei andare avanti ancora un po se vuoi...

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      • SILENZIOSO

        07 Luglio @ 21.41

        Lei dev'essere piuttosto giovane e le persone che intendo io non le ha mai conosciute. I suoi ricordi si fermano molto presto e non hanno profondità. Ciò nonostante lei è già così saputo e imparato...probabilmente sta studiando da sindaco 5 stelle...lì conta solo la presunzione unita all'ignoranza.

        Rispondi

        • stefano

          08 Luglio @ 10.33

          Effettivamente sono abbastanza giovane ma non per questo non posso avere una mia idea. Purtroppo mi rattristo anche io al pensiero di non aver conosciuto quella politica di cui tanto ci parli. Lo avrei fatto molto volentieri perché forse era ancora quella sana. Quella che non faceva interessi personali per ogni cosa che faceva. Purtroppo sono nato a fine degli anni 80!!! E' per caso un crimine?! Mi giudichi arrogante per il semplice fatto che sono arrabbiato per tutto quello che è stato fatto alla mia città? Va bene allora sono arrogante!! Però sinceramente credo che tutta questa polemica sul concerto in piazza sia una cavolata! Che la giunta e i cittadini si concentrino su altri problemi, visto che non mancano! Ad esempio preferirei che i cittadini la smettano di buttar i rifiuti in giro per la strada in tutta la città. Come preferirei che tutto il consiglio comunale, non solo la giunta, pensasse più ai problemi del sociale.

          Rispondi

  • salamandra

    07 Luglio @ 12.36

    A me sembra che la crisi culturale non ci sia. Lo dimostra il fatto che il turismo sia in aumento e non vengono qui per il clima o per il mare. Certo alcune cose non sono andate bene. Il Teatro Regio è un buon esempio di occasione persa. Anche questo evento culturale di piazza Duomo è ferocemente osteggiato dalle forze dell'oscurantismo ma speriamo che le cose si aggiustino per l'immagine della città. Altre iniziative culturali hanno avuto successo. Fra tutte spicca l'apertura della CSAC (per fortuna il vescovado non si è accorto che anche quello è un edificio religioso). ma anche le mostre organizzate in cooperazione con il comune.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    07 Luglio @ 12.08

    E CHE COSA PENSANO IL CIRCOLO IL BORGO E LA SOPRINTENDENZA , dell' importante sito archeologico romano venuto alla luce in borgo Tanzi , nell' area dell' ex anagrafe , dove la cementificazione è in agguato e le gru stan con le braccia protese ? Facciamo come con la lettiera del gatto , come in altri luoghi della Città ? Che ne è stato delle tombe dei Cavalieri Templari e dell' Ordine Teutonico sepolte sotto via D' Azeglio ?

    Rispondi

  • ugorav

    07 Luglio @ 11.49

    Perfettamente d'accordo con Paolo Scarpa. Ma temo che siano parole al vento. Quando per protesta si votano certi movimenti che nulla anno a che fare con la storia della citta non si può pretendere altro

    Rispondi

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