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Iscrizioni alle scuole superiori. La riforma fa slittare i termini

Iscrizioni alle scuole superiori. La riforma fa slittare i termini
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 Potrebbero slittare al 15 marzo  le iscrizioni degli studenti di terza media alle scuole superiori, il cui termine negli ultimi anni è stato quasi sempre fissato alla fine di gennaio. Una misura resa necessaria dall'entrata in vigore della riforma Gelmini delle superiori, i cui regolamenti attuativi non sono ancora stati emanati in attesa di un parere del Consiglio di Stato su alcuni aspetti della riforma.

Razionalizzazione e riordino
La notizia dello slittamento delle iscrizioni (il cui termine   peraltro era già stato posticipato a fine febbraio) non è ancora ufficiale, ma è voce ricorrente negli uffici scolastici provinciali, alle prese con una riforma complessa, che li coinvolge assieme ai dirigenti scolastici e agli enti locali, Provincia in testa.
Uno dei punti cruciali della riforma (che il provveditore di Parma e Piacenza, Armando Acri, definisce «coraggiosa»)  è la razionalizzazione e il riordino dei vari indirizzi sperimentali e specialistici  varati negli ultimi anni da molte scuole,  soprattutto  istituti professionali. 
Un lavoro urgente, sostiene ancora Acri, «considerando che sono 70 anni che non si mette mano a una riforma e che in tutta Italia sono stati varati circa 900 indirizzi sperimentali».
Cambiamenti non indolori
Ma il cambiamento non si preannuncia  indolore. Al Melloni ad esempio - come ha ricordato nei giorni scorsi il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli - rischia di sparire la sperimentazione «Mercurio», che oggi copre circa l'80% dell'utenza. Mentre al Toschi  dovrebbero essere cancellati  gli indirizzi Rilievo e catalogazione, Grafica, e Discipline dello spettacolo. 
Una misura contro la quale protestano gli insegnanti dell'istituto d'arte, perchè, fra l'altro, «costringe docenti di comprovata professionalità a riconvertirsi per l'insegnamento di discipline diverse dalla propria, per le quali non hanno titolo e competenze specifiche», scrivono. 
Tutto mentre il vicepresidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna Luigi Villani accusa Ufficio scolastico provinciale e Provincia di favorire, o al contrario penalizzare le scuole superiori cittadine, nella scelta del numero di prime classi da istituire e degli indirizzi da istituire, in base a «simpatie politiche» per i vari dirigenti.
«Lavoro trasparente e imparziale»
Il provveditore Acri, chiamato a sbrogliare la matassa, getta acqua sul fuoco: «Stiamo lavorando in modo trasparente e imparziale, cercando di applicare le tabelle di confluenza e convergenza da vecchio e nuovo ordinamento e giocando anche sulle quote di autonomia, economica e di organico,  delle singole scuole, che dovranno fare scelte attente e importanti».
Quanto all'istituzione delle prime classi, «occorre  dimensionare gli istituti anche tenendo conto dei problemi logistici delle strutture. Il fine è spalmare l'utenza su tutte le scuole per evitare sorteggi come quello dell'anno scorso per il IV Liceo scientifico (oggi Liceo Bertolucci n.d.r)», dice ancora Acri. 
Infine, per quanto riguarda «i docenti in esubero per alcune classi di concorso, seguiranno corsi di formazione e, se necessario, saranno dislocati su altre scuole, senza tagli». 
Novità già la prossima settimana
 Intanto il momento di incertezza pesa soprattutto sui ragazzi di terza media e sulle loro famiglie.  Molti dirigenti scolastici hanno posticipato  gli  incontri di «Scuola aperta», destinati ad illustrare ai potenziali nuovi studenti strutture e   corsi di studio, mentre la Provincia ha per ora rinunciato a stampare il tradizionale volumetto orientativo su tutte le scuole superiori di Parma e provincia, con i relativi piani di studio e indirizzi specialistici. 
L'impasse  potrebbe essere risolto  alla fine della prossima settimana, quando dovrebbero arrivare dal ministero novità importanti e, forse, la circolare ufficiale che sposta a metà marzo il termine entro il quale i ragazzi della terza media  dovranno fare una scelta  cruciale per il loro futuro. m. t.  

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  • dirigente BODONI

    10 Gennaio @ 17.54

    1. Finché non viene pubblicata una nuova circolare, il termine delle iscrizioni rimane fissato al 27 febbraio 2010. 2 Più che il rinvio di 15 giorni delle iscrizioni, sarebbe assai più efficace l'approvazione in via definitiva - da parte del Consiglio dei Ministri - dei regolamenti dell'istruzione secondaria di II grado (tre DPR - uno sui licei, uno sui tecnici, uno sui professionali). 3. Va ricordato che il riordino dell'istruzione ha bisogno, oltre che dei richiamati DPR, di almeno altri tre ulteriori decreti ministeriali attuativi, nonché dei conseguenti piani programmatici delle Regioni, che dovranno definire di quale offerta formativa ha bisogno un particolare territorio. 4 Per quanto riguarda l'istruzione tecnica economica, che a Parma viene offerta non solo dal Melloni - come certe recenti polemiche sembrano far credere - ma anche dal Bodoni, dall'ITSOS di Fornovo, dallo Zappa di Borgotaro, dal Paciolo di Fidenza e dall'ITAPACLE di Traversetolo, si ha fiduciosa speranza che il Governo recepisca in toto il parere della VII commissione della Camera (parere redatto dalla on.le Aprea), che suggerisce l'inserimento, all'interno dell'istruzione tecnica - settore economico, di due "articolazioni", ossia "informatica gestionale" e "commercio internazionale", che erediterebbero in modo naturale gli attuali percorsi sperimentali "MERCURIO" e "ERICA". 5. In ogni caso, anche per tranquillizzare le famiglie, va ricordato che le attuali bozze di regolamento prevedono - per i diversi indirzzi tecnici - percorsi unificati nel biennio: le scelte caratterizzanti vengono di fatto rinviate al triennio, così da consentire alle scuole una più matura riflessione, e alle famiglie il necessario tempo per le scelte conseguenti. 6. Tutte le scuole superiori della città, nel corso delle giornate di scuola aperta, pur nella incertezza generale che deriva dai lunghissimi tempi impiegati dal Governo nel definire la nuova scuola superiore (si pensi che le prime bozze risalgono al mese di ottobre 2008!), saranno in grado di dare alle famiglie tutte le informazioni e i chiarimenti necessari per una scelta che, pur nell'inceretzza, va fatta entro i tempi stabiliti (e quindici giorni in più o in meno difficilmente saranno decisivi) e che comunque dovrà poi essere perfezionata dopo il biennio. Guido Campanini dirigente dell'ITC Bodoni - www.bodoni.pr.it

    Rispondi

  • Irene Cagnolati

    10 Gennaio @ 17.36

    In questa situazione d'incertezza e precarietà è sicuramente logico, serio, adulto e lungimirante che la istituzioni scolastica attivi la riforma solo quando ci saranno tutte le condizioni, organizzative e condivise, che possano accogliere al meglio la riforma stessa. Non è possibile lanciare il sasso e poi lasciare che docenti e studenti navighino nell'incertezza del caos. Grazie

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